L’inclusione del Completely Fair Scheduler in Linux 2.6.23 ha genarato non poche polemiche, soprattutto dopo la decisione di Con Kolivas di abbandonare lo sviluppo del kernel. I feedback che arrivano dagli utilizzatori di Linux-2.6.23 sembrano però dare ragione alle scelte di Torvalds & co: soprattutto in presenza di operazioni intense come la compilazione di un programma, CFS riesce comunque a garantire una buona responsività del sistema.
Tra le varie caratteristiche di CFS che non sono state inserite nel primo rilascio vale la pena citare lo scheduling group. Di cosa si tratta? In breve è un meccanismo tramite il quale è possibile dividere in gruppi i processi e, all’interno di ciascun gruppo, utilizzare CFS per l’esecuzione dei singoli processi. Per default ad ogni gruppo viene assegnata una parte equa della CPU ma questo comportamento può essere modificato per agevolare una classe di processi piuttosto che un’altra. Il tutto modificabile via sysfs ed estendibile per considerare gli utenti del sistema come gruppi di processi.
L’introduzione dello scheduling group è prevista per Linux-2.6.24.
[ via OSNews ]
gsp
27 ott 2007 - 13:02 - #1Avrà i suoi modi poco diplomatici di fare…ma alla fine ha ragione.
gp
Spyn
27 ott 2007 - 13:49 - #2E’ davvero un passo in avanti fondamentale!
Complimenti a tutti gli sviluppatori!
sirus
27 ott 2007 - 16:04 - #3Torvalds avrà anche ragione ma con il CFS arrivato con il kernel 2.6.23 si raggiungono prestazioni di poco superiori (se sono effettivamente superiori) ad un vecchio kernel patchato con le ck che erano disponibili da molto tempo.
Se Torvalds avesse accolto le patch ck un po’ di tempo fa avremmo avuto gli stessi vantaggio che oggi abbiamo con il CFS già da qualche tempo e non avremmo perso una persona valida come Con Kolivas.
Salvo b
27 ott 2007 - 18:42 - #4Capirai, l’utente Desktop adesso compila anche, non lo sapevo!
gsp
28 ott 2007 - 14:14 - #5@sirus:
premesso che il CFS che stanno sviluppando non è proprio la stessa cosa delle patch di Kolivas ma si occupa di altro (cosa molto più importante) inglobando comunque vantaggi che le patch -ck davano (ok, non estreme ma le danno).
altra cosa da sottolineare è quella che le patch di Kolivas erano una bomba si ma non su tutte le macchine…per esperienza personale in alcuni sistemi erano deleteri…e già questo basta per non includerle.
altra cosa che Linus non tollerava era il suo metodo di lavoro un po troppo poco scientifico.
linux ora non può permettersi rischi perché dietro ad osservarla ci stanno grandi aziende che al minimo passo falso potrebbero abbandonare e vanificare gli sforzi fatti fino ad ora dal mondo linux.
gp