Dopo Ubuntu e Kubuntu, l’ultima grande assente nella rassegna dei figli del gibbone era Xubuntu, a cui dedichiamo questo post. In passato avevo ( giustamente ) attirato le proteste di alcuni utilizzatori di Xubuntu e, nonostante rischi di essere nuovamente criticato, devo ammettere di essere rimasto particolarmente perplesso leggendo le note di rilascio di questa versione 7.10.
Tralasciando la decisione di rendere esteticamente simili GNOME ed XFCE, il team di Xubuntu ha introdotto applicativi come Totem, Gnome-System-Monitor, Brasero e Gnome-games ed altre utility di contorno all’interno della distribuzione, trasformandola in una sorta di ibrido GNOME / XFCE.
Non avendo un’installazione di Xubuntu a portata di mano non posso verificare le dipendenze dei pacchetti in sopracitati ma se queste fossero le stesse di quelli presenti in Ubuntu l’utilità della distribuzione mi sembrerebbe veramente ridotta: perché creare una derivata se si importa buona parte dei suoi componenti chiave senza apportare modifiche? Avete esperienze da segnalare?
[ via DistroWatch ]
slot
06 nov 2007 - 10:22 - #1Non solo, diventa meno competitiva anche dal lato della leggerezza di sistema.
fabrice79
06 nov 2007 - 14:43 - #2Non so, so solo che dopo l’aggiornamento alla 7.10 del mio vecchio P2 affibbiato ai miei genitori, non mi vede più la chiavetta USB WIFI.
TonyH
06 nov 2007 - 14:45 - #3Mi sa che tu non sai bene cosa sia Xfce, con XFCE hai, un DE, thunar come file manager, mousepad come editor e un terminale, il resto, o lo prendi da Gnome o da KDE, è ovvio
depaloan
06 nov 2007 - 15:06 - #4A dir la verità ci sarebbero Xfmedia, Xfburn e Ristretto . Maggiori informazioni sui progetti correlati ad XFCE sono disponibili qui.
Babets
06 nov 2007 - 15:39 - #5>A dir la verità ci sarebbero Xfmedia, Xfburn e Ristretto . >Maggiori informazioni sui progetti correlati ad XFCE sono >disponibili
Che infatti aveva quando l’ho usata io in versione dapper e edgy.
Chissa’ perche’ poi ora abbiano fatto questa scelta.
spidernik84
06 nov 2007 - 17:26 - #6Usavo la Xubuntu Feisty, ora son tornato a Ubuntu. Nel leggere le specifiche ho avuto la stessa reazione: “Che strana contaminazione! Evidentemente avranno ridotto le dipendenze, non vedo altri motivi”.
A conti fatti è stata in ogni caso una scelta obbligata: i vari programmi sostituiti giacevano pressoché abbandonati.
piuemeno
06 nov 2007 - 21:07 - #7Per quel poco che l’ho provata, ho notato che si è assottigliata la distanza con ubuntu (in quanto a requisiti)….. quindi confermo l’articolo. Ovvio che non sarà mai pesante quanto ubuntu, ma di fatto a questo punto x pc poco performanti è meglio rivolgersi ad altre distro..
Jena Plisskin
06 nov 2007 - 21:28 - #8Credo sia stata una scelta obbligata per mantenere una uniformità nelle applicazioni come accade per la distro maggiore.
E’ che molte applicazioni minori ma fondamentali per un DE sono fatte solo per gtk/gnome qt/kde. Con un pò di sforzo si possono usare versioni lite delle varie apps (a parte OpenOffice perchè di così completi non ne conosco) come Sylpheed per l’email e mplayer per i video, il problema è l’integrazione del desktop, fondamento importante per i propositi di Ubuntu.
ekerazha
07 nov 2007 - 14:33 - #9Io utilizzo Xfce su Arch Linux e non posso che concordare con la scelta del team di sviluppo di Xubuntu. Anche io utilizzo Totem e Brasero su Xfce poiché:
- Xfmedia utilizza Xine come backend e quindi non è una possibile alternativa per chi necessita di un backend gstreamer.
- Xfburn è in perenne CVS (tra l’altro assomiglia moltissimo all’ormai obsoleto GnomeBaker… secondo me potrebbe essere una sorta di derivato) ed ha funzionalità troppo limitate rispetto a Brasero.
Quindi, senza sconfinare nelle applicazioni QT/KDE, utilizzare qualche applicazione Gnome (che è GTK-based come Xfce) all’interno di Xfce, probabilmente può portare più benefici che svantaggi.
P.S.
Carino “Ristretto” come visualizzatore di immagini, non lo conoscevo… io comunque utilizzo “Mirage”.