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Open Invention Network: quello di Microsoft è solo FUD

Pubblicato: 06 ott 2007 da Andrea de Palo

Microsoft LinuxRicordate la storia dei presunti brevetti di Microsoft violati da Linux che infiammò la comunità diversi mesi addietro? Bene, dopo la pronta risposta di Torvalds e le iniziative portate avanti dagli utenti ora è il turno dell’Open Invention Network, il consorzio di aziende nato per offrire ai progetti a codice aperto, senza il pagamento di nessuna royalty, l’uso di brevetti posseduti dalle stesse.

La dirigenza dell’OIN ha fatto sapere che le accuse di Microsoft non sono altro che “chiaro FUD” per un semplice motivo: se davvero ci fossero dei brevetti “seri” violati da Linux ed il colosso di Redmond fosse sicuro di vincere un’eventuale causa in tribunale, allora non ci sarebbe motivo per nascondersi dietro dichiarazioni vuote, che agitano spauracchi senza portare prove concrete o elementi significativi.

[ via Slashdot ]

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di slot

    slot

    06 ott 2007 - 09:38 - #1
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    Domanda: essendo il brevetto una ricchezza per l’azienda, ci sono clausole che impediscano, per esempio, in situazioni poco felici di ritornare ad avere royalty?

  • nome

    06 ott 2007 - 10:56 - #2
    -2 punti
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    leggo regolarmente ossblog, ma quest’articolo mi sembra una sciocchezza:

    tutto si basa sul fatto che microsoft afferma che linux viola il suo codice, ma non afferma dove e non fa cause in tribuanle.

    Ma la domanda è: a chi dovrebbe far causa? Alla Red-Hat? E se anche la vincesse (e fallirebbe la RH) quante *ore* passerebbero prima che il codice fosse cambiato?

    Certo, i brevetti danno fastidio, ma io capisco che un azienda decida di proteggere il lavoro di un investimento, di soldi e risorse spesi. Quindi mi correggo: i brevetti non danno fastidio, tranne ai fannulloni che vivono parassitamente sulle spalle altrui!

  • kernel_panic

    06 ott 2007 - 14:59 - #3
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    L’affermazione “se davvero ci fossero dei brevetti “seri” violati da Linux ed il colosso di Redmond fosse sicuro di vincere un’eventuale causa in tribunale, allora non ci sarebbe motivo per nascondersi dietro dichiarazioni vuote” e’ del tutto campata in aria ancor di piu’ di quanto si affermi lo siano le dicharazioni MS.
    Con questo non dico che le dichiarazioni MS siano sicuramente vere, potrebbero anche essere “campate in aria” ma non e’ certo dimostrato da quel ragionamento fallace di cui sopra.

  • eagleglide

    06 ott 2007 - 21:10 - #4
    1 punto
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    E’ stato scritto in un commento: “E se anche la vincesse (e fallirebbe la RH) quante *ore* passerebbero prima che il codice fosse cambiato?”

    Non posso che domandarmi che senso abbia una domanda del genere.

    Ma se io detengo un brevetto che mi darebbe un vantaggio competitivo e qualcuno lo viola io farò di tutto per impedire che lo si continui ad usare illegittimamente e mi riservo (e magari lo farò) di pretendere il risarcimento danni. Perché invece MS non rivela quale sia il codice incriminato così che l’applicativo OS non ne benefici più illegittimamente?
    Le alternative sono:
    1) si vuole fare in modo lo si continui ad utilizzare all’insaputa dell’accusato così da poter pretendere poi un maggiore risarcimento perché maggiore è stato il tempo in cui lo ha usato. (questo sarebbe un comportamento che avrebbe certo dell’illegittimo! Almeno spererei che la giurisprudenza lo riconosca come tale)
    2) si vuol instillare il timore di cause milionarie per impedire l’utilizzo del prodotto concorrente e la profusione di nuove risorse su di esso.

    In entrambi i casi è un comportamento scorretto.

    Se mi accusi di star violando un tuo brevetto devi anche dichiarare dove e in che modo. Altrimenti sei tu che stai danneggiando me. Una volta che lo hai dichiarato, io poi potrò anche decidere di cambiare il codice ma questo certo non mi esonera dalle responsabilità che derivano dall’utilizzo illegittimo che ho fatto finora.

    Il fatto quindi che non venga ancora dichiarato nulla di preciso è altamente sospetto e - oserei dire - un danno illegittimo al concorrente.

  • kernel_panic

    07 ott 2007 - 02:33 - #5
    0 punti
    Up Down

    Vogliamo parlar di danni illegittimi?
    Che mi dici di tutte le immani sciocchezze che si sono scritte e dette su MS, un esempio su tutti? La famosa (o dovrei dire infame) storia della NSA_Key… se MS si mettesse a fare cause per ogni leggenda metropolitana infamante che e’ stata vergognosamente diffusa potrebbe anche smettere di fare prodotti e vivere di rendita.
    Quindi prima di fare ragionamenti alla carlona su cosa ci sia dietro le dichiarazioni di MS… almeno dimostrare un minimo di equilibrio… altrimenti si fa solo la figuara dei bimbominkia.

  • eagleglide

    08 ott 2007 - 00:44 - #6
    0 punti
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    kernel_panic ha scritto: “se MS si mettesse a fare cause per ogni leggenda metropolitana infamante che e’ stata vergognosamente diffusa potrebbe anche smettere di fare prodotti e vivere di rendita”.

    Le leggende metropolitane ci sono e ci saranno sempre. Ma qui c’è qualcosa di molto più profondo di una voce diffusa da chicchessia sia esso anche un concorrente. Non è una semplice diffamazione ma è anche una minaccia, una intimidazione, una sorta di ricatto.

    MS non sta diffondendo l’idea che Linux è insicuro (o forse si?) oppure che è un grande fratello di nuova generazione, che Beryl fa venire i tic nervosi oppure che GAIM favorisce mutazioni dell’orientamento sessuale.

    MS almeno a me - ma credo non solo a me - sembra stia facendo intendere: “Linux ha rubato nostre invenzioni, noi porteremo in tribunale le aziende che lo utilizzano e pretenderemo un sacco di bei soldoni. Però non rivelo quali invenzioni, altrimenti non vi stringerebbe più il sedere. Ma poi perché preoccuparsi, tanto a voi basta comperare i nostri pacchetti. Intanto il mondo dovrà sapere per sempre - e solo - che non conviene sviluppare o adottare linux perché tanto avrà sempre del codice che mi appartiene.”
    Perché se non è così mi piacerebbe conoscere le altre plausibili vie interpretative.
    Ti pare ci sia una differenza abissale?
    Ma forse sono io che non ho la sensibilità di comprendere a fondo la piena giustificabilità dei mezzi del tanto mirato Quinto Potere.

    Non mi sento talmente moralista da pretendere di dividere con l’accetta il mondo in buoni e cattivi né tanto ingenuo da non accorgermi che il mercato è spietato, ma anche quando fu IBM ad utilizzare la tecnica del Fear, Uncertainty and Dubt l’antitrust agì contro di lei con una multa milionaria. In quel caso si proponeva un prodotto più o meno immaginario per sbarazzarsi del concorrente, qui si affilano ancora di più gli artigli giocando sul ricatto. Ecco, non riesco a trovarci differenze se non in una più marcata scorrettezza.

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