Mark Driver, videpresidente del Gartner research, ha annunciato durante l’Open Source Summit di Las Vegas che nel 2011 l’80% del software commerciale conterrà al suo interno codice opensource.
Driver però mette anche le mani davanti ammettendo che non tutte le aziende sono preparate ad uno scenario del genere, e che bisognerà prima, di integrare questo genere di tecnologie, valutati pro e contro per quello che riguarda il proprio business e rivisti interamente i processi commerciali di molti produttori IT.
Driver parla anche dell’attuale frammentazione delle risorse (ie. linux distro), che porta le aziende ad aver paura ad investire in oss, descrivendola come un ottimo segnale di continua evoluzione e miglioramento “della specie“.
furlan
23 set 2007 - 10:29 - #1Notizia ne buona ne cattiva, semplicemente evoluzione.
Alessandro91
23 set 2007 - 12:04 - #2bè, la trovo una cosa abbastanza normale… alla fine, nessuno è così pazzo da riscrivere librerie (soprattutto se complicate) se esistono già e sono libere…
Esempi di software proprietario che usano componenti OS sono ovunque, e di solito si tratta di librerie come OpenSSL, Lame, OpenGL, WebKit e molto altro…
DaPlaya
23 set 2007 - 13:36 - #3io invece mi chiedo quale sarà la percentuale che conterrà software libero (legalmente) o gpl compatibile…