Durante l’imminente congresso Automated Software Engineering verrà presentato un nuovo metodo per rilevare il furto di codice tramite l’analisi delle interazioni fra l’applicazione e le librerie caricate nel sistema: una volta generato il birthmark di un software è possibile confrontarlo con altri risultati, alla ricerca di somiglianze ( od uguaglianze ). L’offuscamento del codice è, ovviamente, inutile.
Registrando i birthmarks dalle applicazioni open / libere più famose sarebbe quindi possibile identificare eventuali violazioni delle licenze all’interno di software proprietari.
[ via Slashdot ]
lele85
30 ago 2007 - 14:45 - #1Immagino che ne vedremo delle belle!
hellview
30 ago 2007 - 16:20 - #2beh però da come ho capito questo metodo potrebbe anche dare dei falsi positivi no ?
hellview
30 ago 2007 - 16:20 - #3beh però da come ho capito questo metodo potrebbe anche dare dei falsi positivi no ?
ossmlcr
30 ago 2007 - 18:42 - #4L’offuscamento del codice è, ovviamente, inutile.
Questo punto invece è ampiamente discutibile.
Il birthmark è calcolato, se non ho capito male, dal grafo delle chiamate delle funzioni: ad esempio in C un semplice gioco di macro può alterare tale grafo, variando e rendendo irriconoscibile tale mark.
jimme
30 ago 2007 - 20:01 - #5Il birthmark in questione è per Java e valuta l’interazione tra il programma e le API della JVM: questo è impossibile da offuscare con delle semplici macro.
C’è scrito infatti:
Our API Birthmark captures how a Java program uses objects from the Java API at runtime.
We have shown in the evaluation of a birthmark that this interaction is highly characteristic for a program.
It is also efficent to compute and it’s immune to today’s program obfuscation techniques.
The birtmark therefore can reliable identify the origin of code.
ugasoft
30 ago 2007 - 22:28 - #6mi sembra una cagata facilmente bypassabile…