Sourcefire, azienda specializzata nel campo della sicurezza, ha annunciato l’acquisto della proprietà intellettuale e del copyright dell’antivirus opensource ClamAV; l’accordo tra la società ed i cinque principali sviluppatori del progetto prevede anche l’assunzione di quest’ultimi ( che continueranno, ovviamente, a lavorare su ClamAV ).
Sourcefire, già in possesso dei diritti su Snort, ha assicurato che manterrà ClamAV così come sta facendo con il noto IDS. La licenza di ClamAV non subirà cambiamenti ( rimarrà GPL )
[ via SecurityFocus ]
ilgufo
21 ago 2007 - 10:51 - #1se non altro gli sviluppatori saranno pagati per quello che fanno, il che e’ un bene :)
slot
21 ago 2007 - 12:11 - #2Questo è un bel modo di ricompensare l’opensource.
E’ un po’ come il soddisfatti o rimborsati: i progetti veramente validi alla fine finiscono apprezzati e pagati.
franto
21 ago 2007 - 12:14 - #3si ma qualcuno mi spiega meglio che vuol dire “l’acquisto della proprietà intellettuale e del copyright”
giggio
21 ago 2007 - 12:57 - #4penso significhi che si sono aggiudicati i diritti allo sfruttamento commerciale per quanto riguarda l’assistenza e tutti i servizi di corredo al software :)
Raldo
21 ago 2007 - 20:07 - #5Un mio ex-compagno di Liceo ha lavorato qualche mese per ClamAV. Un 200 € per qualche mese, più caramelle sul curriculum :Q_
slot-
22 ago 2007 - 11:55 - #6@4 credo intenda che si sono aggiudicati anche il sorgente.
Che poi lo lascino disponibile con la GPL è un altro discorso, ma sono comunque proprietari del sorgente.
Asterisk
22 ago 2007 - 13:13 - #7@slot- Il sorgente è ovviamente GPL, quindi mio tuo, suo e così via…
Hanno “acquistato” gli uomini che lo fanno, quindi in un futuro potrebbero decidere o di cambiare la licenza che loro hanno usato fino ad ora (la GPL), abbandonare il progetto e fare un fork closed source etc..etc..
Nell’articolo c’è un errore di termini secondo me..quando un’azienda acquisisce un’altra che fa Open Source acquisisce la possibilità di sfruttare il marchio e gli uomini che lo fanno, fare prodotti commerciali basati su quella tecnologia (le classiche versioni CE e EE) ed ovviamente attrezzarsi per dare supporto commerciale.
IMHO è una cosa utile e stimolante per l’OpenSource, fino a che il prodotto rimane tale ;-)
ekerazha
22 ago 2007 - 14:27 - #8@Asterisk
Non proprio… un software open-source non e’ “mio, tuo, suo”, i diritti sul codice rimangono di chi ha scritto il codice ed ognuno puo’ fare quello che vuole con il proprio codice. L’azienda in questione ha contattato gli sviluppatori di ClamAV e ha detto “se mi cedete i diritti sul codice del progetto ve li pago e vi assumo nell’azienda”. Loro hanno risposto OK et voila…