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Con Kolivas si confessa

Pubblicato: 27 lug 2007 da Andrea de Palo

Con KolivasA distanza di qualche settimana dall’abbandono di tutte le sue attività relative alla programmazione in kernel-space il Dr. Kolivas ha rilasciato una lunga ma interessantissima intervista ad APC Magazine, nella quale affronta non solo le motivazioni che lo hanno portato a questa decisione ma anche questioni più generali sullo sviluppo tecnologico dei PC, sul ruolo di Microsoft e su quello di Linux ( e dei suoi sviluppatori ).

Per chi volesse evitarsi la lettura di tre pagine di fitto inglese riportiamo qui di seguito i punti più salienti dell’intervista…

Hardware, software ed il ruolo di Linux. Tutto quello che Kolivas ha imparato sui sistemi operativi e, più generale, sull’informatica deriva esclusivamente dalla sua passione, visto che non ha ricevuto nessuna preparazione tecnica in questo campo. E’ stato un entusiasta dei PC Amiga e questo lo ha portato a voler sfruttare a pieno le potenzialità dell’hardware moderno, cosa non fattibile con un sistema operativo proprietario: proprio la voglia di sperimentare lo ha spinto verso Linux, che, almeno sulla carta, aveva tutte le possibilità per diventare il sistema operativo ideale. Giustamente Kolivas nota come, nonostante l’hardware moderno sia anni luce avanti rispetto al passato, i tempi necessari per compiere determinate operazioni ( avviare il sistema operativo, avviare un programma, etc ) non siano diminuiti: le funzionalità introdotte, stando alla sua opinione, non giustificano questa sorta di stallo dei tempi di esecuzione.

Linux ed i suoi sviluppatori. La critica maggiore che Kolivas muove agli altri kernel hacker è quella di ignorare il lato desktop di Linux, sia perché queste persone lavorano per società interessate al pinguino per l’ambito server ma anche perché spesso questi sviluppatori possiedono hardware che non corrisponde a quello dell’utente comune, ponendoli in una sorta di universo parallelo.

Patch e benchmark. Nella parte finale dell’intervista, il Dr. Kolivas espone in modo chiaro la frustrazione derivante dal vedere le proprie patch rifiutate da Linus & co. poichè sprovviste di prove “scientifiche” ( la responsività di un sistema operativo è una cosa molto soggettiva e misurarla tramite un benchmark è impossibile ); nonostante questa situazione Kolivas ha proseguito il suo lavoro, sviluppando il famoso Staircase Deadline Scheduler e la patch SwapPrefecth finché l’ennesimo diniego di integrazione nel kernel mainline lo ha portato alla decisione di abbandonare ogni suo progetto legato al kernel.

Giudicare se si tratti dello sfogo di una persona dall’orgoglio ferito o di una persona ingiustamente mortificata non è il mio compito, non mi interessa e non ne avrei nemmeno le competenze ( avendo utilizzato per pochissimo tempo il patchset Beyond per Arch Linux ), resta però l’amaro in bocca nel vedere allontanarsi dallo sviluppo di un progetto comunitario una persona con così tanta voglia di fare, che in passato ha dato ascolto alle richieste di quegli utenti che si vedevano ignorati dai kernel hacker ufficiali.

[ via OSNews ]

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9 commenti

Commenti dei lettori

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  • sirus

    27 lug 2007 - 09:41 - #1
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    Tutta la mia stima per quest’uomo.
    La responsività del sistema utilizzando le sue patch era vermanete supeiore, senza necessità di benchmark era ampiamente riscontrabile, solo un cieco (non nel senso di disabile ma nel senso di una persona che non vuole vedere) non se ne sarebbe accorto.

  • Povero Kolivans

    27 lug 2007 - 10:41 - #2
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    A me dispiace assai. Anche il pinguino ha le sue lobbies?

  • lampyris

    27 lug 2007 - 13:07 - #3
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    non ho mai avuto occasione di utilizzare le sue patch… ma i miglioramenti erano così evidenti?

  • Profilo di Phyr0

    Phyr0

    27 lug 2007 - 16:32 - #4
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    si ma che palle s emi ripeto, prima kolivas e poi openmosix…. son triste veramente triste

    http://www.phyr0.net

  • Trismegistos

    27 lug 2007 - 22:14 - #5
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    Purtroppo Linux sta diventando talmente business oriented che non segue piu’ ambienti di nicchia, che interessano i geek piu’ che le aziende…
    Con questo intendo sia i kernel openmosix che quello a bassa latenza.
    Io sto guardando speranzoso al mondo BSD, e vorrei vedere speranzoso al mondo GNU/Hurd, ma da quella parte non vedo nulla… Hurd ha l’occasione di accaparrarsi molti sviluppatori “puristi” con la nascita’ della GPL3, ma non sembra muoversi nulla..
    E tutto questo mi dispiace moltissimo…
    Quante buone occasioni dobbiamo vederci sfuggire davanti agli occhi ?
    Ricordo con piacere la World Domination Last…
    Dove e’ finita?
    Oggi mi sembra di vedere la Business Domination Last…. e a me non piace.

  • lampyris

    27 lug 2007 - 23:16 - #6
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    @Trismegistos
    i BSD non ti piacciono?

  • Trismegistos

    28 lug 2007 - 08:35 - #7
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    Si che mi piacciono, non si capisce dal post? :-)
    Sono un felice utilizzatore di FreeBSD e sto iniziando ad usare DragonFlyBSD.
    Pero’ per molti sviluppatori il problema della licenza li tiene lontani da questi splendidi sistemi operativi.
    Certo, meglio perdere che trovare certi talebani del codice, ma a volte capita che proprio tra questi “talebani” si trovino alcuni sviluppatori tremendamente bravi, e dispiace non aver il loro aiuto perche’ la licenza e’ “troppo permissiva”.
    Ma questo credo sia un altro discorso, di cui abbiamo gia’ discusso al tempo del rilascio della GPL3.

  • lampyris

    28 lug 2007 - 22:10 - #8
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    Si vero…
    Un altro piccolo problema secondo me è la mancanza di certi driver… i BSDsupportano meno hw di quanto faccia linux

  • Giuseppe Patanè

    29 lug 2007 - 17:39 - #9
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    Mi dispiace molto per Con, una persona che ha contribuito molto per l’utilizzo di GNU/linux sui desktop! Personalmente uso le ck patch da tre anni e non ho mai avuto problemi di stabilità; anzi a parità di stabilità ho ottenuto notevoli miglioramenti prestazionali, una responsività visibile ad occhio e senza benchmark.
    Per quanto riguarda le “prove scientifiche” io credo molto nella ricerca di tipo “accademico” (pubblicazioni in conferenza o su riviste scientifiche) però non tutto ha un metodo scientifico ben definito, magari per dimostrare che le innovazioni di Con siano valide non esiste nulla ad oggi in grado di farlo, questo non vuol dire che non siano valide, tutt’altro.
    E cmq un buon software può essere analizzato a livello di codice ed algoritmo, senza l’uso di benchmark.
    Con, per favore, ripensaci e continua a perseverare. Fallo per i milioni di tuoi fans che quotidianamente usano il frutto del tuo lavoro.
    Con affetto,
    Peppe

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