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GConf illustrato in dettaglio

Pubblicato: mercoledì 04 luglio 2007 da Andrea de Palo

GNOMETorniamo a parlare di GConf a distanza di una settimana precisa dal post su GConf-Cleaner, questa volta con la segnalazione di un articolo dedicato al funzionamento del registro di GNOME: struttura interna, tool testuali e grafici per modificarne le chiavi, coppie di chiavi / valori più interessanti ed un semplice script Bash per prendere confidenza con GConf sono gli argomenti dell’ottimo pezzo pubblicato su PolishLinux.

Potreste preferire l’approccio “classico” di KDE ai file di configurazione delle applicazioni ma conoscere il funzionamento del registro di GNOME potrebbe cavarvi dai guai in più di una occasione.

[ via OSNews ]

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • Marco_

    04 lug 2007 - 09:19 - #1
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    a me + di una volta ha creato problemi piuttosto che aiutarmi
    tipo configurazioni che si perdono e zozzerie simili

  • sloteel

    04 lug 2007 - 09:26 - #2
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    E’ anche per questo che preferisco KDE.
    Se c’è una cosa che odio di windows è proprio il registro.

  • ekerazha

    04 lug 2007 - 11:13 - #3
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    @sloteel
    Già… molto meglio avere 1000 file sparsi per il disco, come in Windows 3.1 ;-)

  • Emmanuele

    04 lug 2007 - 11:16 - #4
    3 punti
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    ogni volta che qualcuno scrive di GConf, arrivano i soliti quattro gatti a dire “oh, è come il registro di windows, quindi automaticamente fa schifo”.

    ancora una volta: no, GConf non è come il registro di windows; no, non funzionano allo stesso modo; no, non sono nemmeno lontanamente parenti. solo perché gconf-editor sembra regedit non vuol dire che il sistema sottostante sia uguale.

    sloteel: secondo te, KConfig cosa è? almeno quando lanciate giudizi tranchant abbiate l’accortezza di sapere di cosa state parlando.

  • stambec92

    04 lug 2007 - 11:32 - #5
    -1 punto
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    quoto Emmanuele. GConf funziona, regedit no.

  • iosononessuno

    04 lug 2007 - 12:36 - #6
    -1 punto
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    ma scusate, siamo nel 2007, nel terzo millennio!, come potrebbe una persona qualsiasi mettere mano a gconf? non potrebbe! quindi diciamola tutta: è una scelta classista! permettere solo a pochi di potersi configurare il proprio desktop enviroment! con buona pace per gli altri! E’ questo che volete? fate pure, io non ci sto!
    ciao ciao

  • Marco_

    04 lug 2007 - 12:44 - #7
    0 punti
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    @ekerazha:
    guarda che anche gconf ha backend su file di conf di testo (xml)
    e cmq sotto kde non sono sparpagliati i file di conf ma molto razionali + di gconf.
    poi se ci allarghiamo al resto di gnome ci sarebbe anche da dire che praticamente tutti i programmi creano il loro .nomeprogramma rendendo caotico all’ennesima potenza la home dell’utente, cosa che su kde con le app kde non succede praticamente mai.
    poi non voglio togliere pregi a gconf il fatto che ci sia un editor a me piace, piuttosto che usare il vi, e anche il fatto che i cambiamenti vengono applicati in tempo reale e’ buona cosa (in parte perche’ non c’e’ un UNDO) pero’ non e’ certo la soluzione a tutti i mali
    tutto qui

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