I migliori kernel hacker non riescono più a trovare il tempo per programmare: costretti a rivedere centinaia di patch a settimana, i guru di Linux si ritrovano, sempre più spesso, nel ruolo di “controllori” piuttosto che in quello di “artisti”. A lanciare questo segnale è stato Greg Kroah-Hartman, mantainer dei sottosistemi USB e PCI, nonché ideatore dell’iniziativa mirata allo sviluppo di driver gratuiti per Linux di cui si era parlato ad inizio anno.
Sembra che l’arrivo di nuovi sviluppatori Linux ed il ciclo di sviluppo unificato per il ramo 2.6 abbia complicato la situazione, facendo raddoppiare il numero di modifiche al kernel registrate in un’ora ( si è passati da 2 a 4 nel giro di una decina di release ) e spostando le percentuali di lavoro svolte: due anni fa l’80% del lavoro era svolto dai 20 top-hacker mentre ora solo il 30% è opera di questi.
Kroah-Hartman non bolla come negativa la situazione ma auspica un maggior controllo della qualità del codice, per evitare che le troppe novità destabilizzino Linux, proponendo anche un coordinamento centralizzato per il tracciamento e la risoluzione dei bug ( Google sarebbe disposta ad assumere dipendenti per svolgere questo compito ).
La world domination si avvicina? ![]()
[ via Slashdot ]
swisstux
04 lug 2007 - 12:30 - #1“proponendo anche un coordinamento centralizzato per il tracciamento e la risoluzione dei bug”
sarebbe il minimo, imho
pp
04 lug 2007 - 13:47 - #2Si chiama “dare una dimensione manageriale” al proprio lavoro, non c’e’ niente di male ed è un requisito indispensabile per andare oltre una certa dimensione.
Non tutti ne sono capaci o ne hanno voglia …