Anche Linspire si accorda con Microsoft

pubblicato: giovedì 14 giugno 2007 da Matteo Campofiorito in: Open Source Closed Source Microsoft Linspire

LinspireSembra che nel settore delle distribuzioni commerciali ci sia una sorta di effetto domino dopo l’accordo Microsoft-Novell.
Dopo Xandros questa volta è il turno di Linspire nel firmare con MS un patto che permetterà interoperabilità e protezione da eventuali cause da Ballmer e soci.
La stretta di mano con Microsoft è stata fortemente voluta dal ceo di Linspire Kevin Carmony che da più di un anno stava intessendo relazioni con Redmond.

Interoperabilità dei formati (OpenXML e OpenDocument), utilizzo dei TrueType fonts e dei codec audio-video Windows Media 10, dialogono con i protocolli VoIP di Microsoft questi i vantaggi di le prossime versioni di Linspire potranno “godere”.

Inoltre tutti i clienti di Linspire saranno al sicuro da potenziali/presunte violazioni (mai dimostrate da MS) delle proprietà intellettuali di Microsoft.

Quale sarà la prossima distribuzione commerciale ad accordarsi con zio Bill?

[Via | Techcrunch]

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Commenti dei lettori

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  • Paolo Mainardi

    14 giu 2007 - 23:08 - #1
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    I grandi nomi si sono fatti sentire, ora mancano all’appello Mandriva e Ubuntu.

    Considerando la partnership tra Linspire e Canonical:
    http://wiki.freespire.org/index.php/Linspire_Canonical_Partnership_FAQ

    si potrebbe pensare ad un possibile accordo “trilaterale” tra le 3.

    A quel punto non rimane che saltare a piè pari su Debian.

  • Profilo di ugasoft

    ugasoft

    14 giu 2007 - 23:39 - #2
    0 punti
    Up Down

    a me sta roba fa paura… prima bill minaccia denuncie per violazioni di brevetti e poi ci fa accordi apparentemente “inoffensivi”…

  • floriano

    15 giu 2007 - 01:47 - #3
    0 punti
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    nessuno di loro ha paura di qualche azione legale di microsoft, il vero motivo è solo sfruttare i loro formati chiusi, soprattutto i codec audio-video Windows Media 10 e i protocolli VoIP di Microsoft.
    Per i fonts TrueType non credevo fossero chiusi.

  • Profilo di spidernik84

    spidernik84

    15 giu 2007 - 10:23 - #4
    0 punti
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    Desta timore pure a me, non fosse altro che sono “capitolate” in tre nel giro di pochi mesi. Questo dimostra quanto MS, nonostante il fortissimo peggioramento della propria immagine, sia ancora in grado di far paura e di giocare con ricatti e minacce.

  • Vumy

    15 giu 2007 - 12:14 - #5
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    E’ probabile che la prossima sia Ubuntu (tra miliardari ci si intende), rimarranno Fedora e Slackware.

  • Profilo di Arael

    Arael

    15 giu 2007 - 12:27 - #6
    0 punti
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    Certo, in realtà per le imprese come scelta immacolata rimarrebbero Red Hat e CentOS.

    Per quanto mi piacciano Slackware, Arch e altre distro non orientate all’impresa non credo che facciano molto testo.

  • zackstrife

    15 giu 2007 - 22:18 - #7
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    non preoccupatevi, oltre al fatto che c’e una distribuzione totale free (non ricordo il nome) ricordiamo che anche se il kernel avesse parti uguali al kernelMS, B’HE il pc e quello il software non puo variare e come fare la stessa torta usando ingredienti completamente diversi… e un po da pazzi no? e poi non a detto niente di certo. sono anni che ci prova e red hat non si fa fregare cosi..caro bill gioca la tua ultima carta perche con la carta dei tue sorgenti tra un po ti ci pulisci il…. faccia.

  • cristiano rosencreutz

    17 giu 2007 - 10:10 - #8
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    concordo con floriano, per un’ azienda poter usare i protocolli ms è un vantaggio commerciale.

  • Profilo di ossmlcr

    ossmlcr

    17 giu 2007 - 16:06 - #9
    0 punti
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    Ciò che rende molto appetibili i font TrueType di MS è l’hinting, cioè le istruzioni di perfezionamento del rendering dei caratteri sui monitor, dei quali i font free sono essenzialmente privi (e per questo motivo sono + brutti a video). Inoltre l’algoritmo di applicazione dell’hinting di TrueType è protetto da una serie di brevetti di Apple/MS/Adobe che non scadranno prima del 2011; a questo si aggiunge anche ClearType, che richiede un notevole lavoro di perfezionamento manuale dei caratteri nei font, ed è coperto da un brevetto che scadrà solo nel 2019.

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