Potreste pensare che in nessun modo un sistema operativo gratuito scritto da volontari possa competere quando si tratta di produzione musicale. Invece negli ultimi due anni tutti gli strumenti di cui avete bisogno per fare musica sono arrivati su Linux.
Con questa frase inizia un approfondito articolo circa lo stato della produzione musicale su Linux, pubblicato sul sito della rivista Keyboard Magazine; oltre ad introdurre GNU/Linux al musicista medio, il pezzo si addentra nell’analisi delle applicazioni musicali disponibili e delle distribuzioni orientate a questo tipo di attività.
Per i lettori più pigri che non volessero leggersi tutto l’articolo riportiamo qui di seguito i link a quelle risorse che potrebbero tornare utili ai musicisti
- Rosegarden. Sequencer professionale per audio e MIDI, score editor e, più in generale, ambiente per la composizione e la modifica di tracce musicali.
- Jokosher. Semplice ma potente multi-track studio basato su GStreamer.
- Ardour. Digital audio workstation utilizzabile per registrare, modificare e mixare audio multi-traccia.
- Planet CCRMA. Collezione di pacchetti rpm in grado di trasformare un’installazione di Fedora in una postazione completa per la produzione musicale ( altre al software include anche un kernel low-latency ).
- Musix GNU+Linux. Distribuzione GNU/Linux dedicata alla produzione di contenuti multimediali ( video, audio, grafica ).
- 64 Studio. Come la precedente ma utilizzabile esclusivamente su macchine a 64 bit; basata su Debian include numerosi pacchetti aggiuntivi e personalizzati.
- JACK. Audio server a bassa latenza sviluppato per sistemi POSIX-compliant ( Linux, BSD, OS X ) che permette la condivisione di una periferica tra più applicazioni.
- Bristol. Bristol è un’applicazione che emula un sintetizzatore usando il generatore PCM della scheda audio e può essere pilotato da MIDI; può sfruttare lo scheduler a bassa latenza del kernel per evitare “buchi” nell’audio. Può pilotare in simultanea qualsiasi numero di sintetizzatori (tutti connessi allo stesso motore). Permette di suddividere la tastiera tra più sintetizzatori su di un solo canale MIDI. Attualmente Bristol emula le seguenti tastiere: Moog Mini, Moog Voyager, Sequential Circuits Prophet-5, Roland Juno-6, Yamaha DX-7, Hammond e Hammond B3.
- Hydrogen. Avanzata drum machine per sistemi GNU/Linux.
[ via Slashdot ]
buhbuh
10 mag 2007 - 11:05 - #1Hydrogen, se non mi sbaglio, è un progetto con radici italiane, giusto?
desy
10 mag 2007 - 15:58 - #2da amente di linux e musicista semiprofessionale sono purtroppo costretto a dire…
per ora no… linux non riesce a competere quasi per nulla con i programmi professionali di Win e Mac, sopratutto per la quasi assenza di VST.
Audacity non è male, lmms ha delle potenzialità ma non le riesce a sfruttare… Ardour è troppo complesso, così come l’ utilizzo di Rosegarden con Jack… Hydrogen è a buon punto ma non stanno + uscendo realese…
ci vorrà tempo, e quando sarà… ce li mangiamo a colazioni i sistemi proprietari!
Phyr0
10 mag 2007 - 16:11 - #3beh non diciamo cosi, i vst ormai sono integrati in tutti i sistemi, e se non ci soddisfano ci sono i ladspa(cosi si chiamano non ricordo…).
pian pianosi sta facendo strada…
La vera rivoluzione l’avremo con l’uscita della tanto attesa ubuntustudio.
Poi bisogna dire che gli artisti musicali che si impegano a sviluppare sono pochi, bisogna avere capacità tecniche e conoscere l’ambiente, ed è normale che chi si butta sull’opensource solitamente sono 4 gatti…
Speriamo di sensibilizzare in modo da invogliare a migliorare e crearne altri :D
flapane
10 mag 2007 - 19:43 - #4è chiaro gli sviluppatori sono pochissimi, perchè dovrebbero essere molto appassionati o professionisti del suono, ed assieme appassionati e/o programmatori…
per ora la strada è lunga, uso logic express e non scherziamo, per ora quel tipo di programmi è ancora lontano anni luce, ma chi ben comincia…
sloteel
10 mag 2007 - 20:25 - #5Si potrebbe intanto invogliare le garageband a fare le prime prove con sistemi liberi, togliendo la necessità di windows e di software come cubase: spesso entrambi vengono installati con crack e poi non mantenuti, magari in pc non adatti.
Più che il software credo manchino drivers per le proposte professionali come le schede m-audio.
Roby Sabayon
11 mag 2007 - 00:13 - #6Pian pianino qualcosa si muove, per esempio per quanto riguarda le schede audio della Emu c’è qualcuno che si sta dando da fare per i drivers…
http://www.alsa-project.org/~james/alsa-driver/emu1212m/
Phyr0
11 mag 2007 - 00:38 - #7se garageband intendi anche singoli utenti, io sto mettendomi su uno studio linux based.
1) mi manca una scheda audio decente, che prendero a momenti
2) aspetto il famigerato ubuntustudio
Cmq ho in mente parecchie cosette da fare una volta incamminata questa strada, tanto per incominciare a disegnare qualche mochup.
Quando sarò in grado di sviluppare qualcosa di serio spero che i miei software aiutino molte persone come me :D.
psychomantum
11 mag 2007 - 09:19 - #8http://psychomantum.wordpress.com/2007/05/11/ubuntu-studio-are-coming/
sta al 90% del download :), mò che la provo vi dico, stò pomeriggio vado a casa del mio amichetto che ha una m-audio e facciamo le prove con la chitarra :D:D:D
sloteel
11 mag 2007 - 13:20 - #9Facci sapere che scheda ha il tuo amico e se viene riconosciuta
san
11 mag 2007 - 20:42 - #10Il sito di ubuntustudio è crollato per le troppe visite… non so se erano ospitati su un server alimentato a criceti, ma la considero una bella prova dell’interesse dei musicisti.