Nelle scorse settimane si è conclusa l’annuale elezione del Debian Project Leader, l’equivalente di un primo ministro nell’organigramma della storica distribuzione; il successore di Anthony Towns è stato indicato in Sam Hocevar, che è riuscito a sconfiggere gli altri sette candidati grazie ad un programma elettorale concentrato principalmente su tre punti: maggiore comunicazione, maggior lavoro di squadra e più sex appeal per la distribuzione ed i siti web del progetto.
Hocevar è fermamente convinto che una collaborazione più intensa tra tutti i Debian Developer e maggiore gioco di squadra non possa che giovare alla distribuzione, sia in termini di qualità che in termini di tempi di rilascio, grazie anche all’introduzione di “assistenti” per i progetti più corposi; oltre a questo il nuovo Debian Leader vorrebbe incrementare il numero di traduttori, grafici ed altri ruoli “di contorno” tramite una revisione del processo e rendere più appetibile tutta l’infrastruttura di supporto al progetto ( sito web, bug tracking system, backport, etc ).
Visto che l’argomento è particolarmente vasto e lo spazio è tiranno non mi rimane che segnalarvi ben due interviste al nuovo DPL nelle quali troverete esposte tutte le strategie che egli intende intraprendere per riportare Debian ai fasti pre-Ubuntu. Buona lettura!
davide _non registrato
02 mag 2007 - 09:37 - #1yep yep! Debian yep!
carandiru.it
02 mag 2007 - 11:25 - #2Il nuovo Debian Project Leader espone le sue ideeNelle scorse settimane si è conclusa l’annuale elezione del Debian Project Leader, l’equivalente di un primo ministro nell’organigramma della storica distribuzione; il successore di Anthony Towns è stato indicato in Sam Hocevar, che è riuscito a sconfiggere gli altri sette candidati grazie ad un programma elettorale concentrato principalmente su tre punti: maggiore comunicazione, maggior lavoro di squadra e più sex appeal per la distribuzione ed i siti web del progetto.
Hocevar è fermamente convinto che una collaborazione più intensa tra tutti i Debian Developer e maggiore gioco di squadra non possa che giovare alla distribuzione, sia in termini di qualità che in termini di tempi di rilascio, grazie anche all’introduzione di “assistenti” per i progetti più corposi; oltre a questo il nuovo Debian Leader vorrebbe incrementare il numero di traduttori, grafici ed altri ruoli “di contorno” tramite una revisione del processo e rendere più appetibile tutta l’infrastruttura di supporto al progetto ( sito web, bug tracking system, backport, etc ).
Visto che l’argomento è particolarmente vasto e lo spazio è tiranno non mi rimane che segnalarvi ben due interviste al nuovo DPL nelle quali troverete esposte tutte le strategie che egli intende intraprendere per riportare Debian ai fasti pre-Ubuntu. Buona lettura!
ossblog
04 mag 2007 - 22:28 - #3[…] […]