Novità per KDE4
Pubblicato: 27 feb 2007 da Andrea de Palo
Con l’avvicinarsi del rilascio di KDE4 fioccano notizie sulle novità che troveremo nella prossima major release del desktop environment preferito da Linus Torvalds in persona; vediamo insieme quelle di questa settimana…
- One editor to rule them all. KDE3 offre tre editor di testo: uno avanzato ( Kate ), uno base ( Kwrite) ed uno con supporto al testo bidirezionale ( Kedit ); nell’ottica di semplificare l’esperienza degli utenti in kdebase4, invece, troveremo una versione on steroid di Kwrite mentre Kate verrà spostato in kdesdk ( il pacchetto dedicato agli sviluppatori ). Mi pare una scelta condivisibile: quale utente normale ha bisogno di tre editor?
- Marciare separati, colpire uniti. Continua il lavoro di integrazione che sta interessando gli applicativi del pacchetto KOffice e ora tocca a Krita, il programma di manipolazione immagini entrato di recente nella suite per ufficio di KDE; in questo momento l’obiettivo è rendere disponibili le sue funzioni anche negli altri applicativi ( Karbon o Kword, per esempio ) così da rendere più “integrato” lo svolgimento dei compiti più comuni.
- Il figliol prodigo. WebKit nacque come fork di KHTML ad uso e consumo di Apple e dei suoi applicativi ( Safari, Dashboard, Mail ed altri ) ma qualcuno vorrebbe portarlo su QT4: il lavoro sembra procedere abbastanza bene ma è improbabile che WebKit venga incluso in KDE4.
- Varie ed eventuali. E’ stato implementato il supporto a NetworkManager in Solid ed è stato aperto un nuovo portale dedicato a tutti gli utilizzatori di KDE, dai semplici utenti agli sviluppatori.
[ OSNews ]
Novità per KDE4
27 feb 2007 - 10:57 - #1[…] Con l’avvicinarsi del rilascio di KDE4 fioccano notizie sulle novità che troveremo nella prossima major release del desktop environment preferito da Linus Torvalds in persona; vediamo insieme quelle di questa settimana… PUBBLICITÀ // PUBBLICITÀ […]
motumboe
27 feb 2007 - 12:27 - #2figliol prodigo, non figlio al prodigo :-) mi vien da ridere perchè anch’io sbagliavo nello stesso modo. :-)
Andrea de Palo
27 feb 2007 - 12:40 - #3LOL, grazie per la correzione…non si smette mai di imparare
Marco_
27 feb 2007 - 14:15 - #4ma perche’ non lo integrano in kde4 webkit ?
cacchio safari va 10 volte meglio di konqueror uffa
mad_max
27 feb 2007 - 14:20 - #5Io spero che Portland
http://www.ossblog.it/post/2004/prendere-confidenza-con-portland
diventi stabile al + presto, almeno per realizzare i tool di sistema.
montoya
27 feb 2007 - 14:36 - #6Io non aspetto altro che KDE4!!!!
gNewSense AMD64
27 feb 2007 - 15:43 - #7KDE non contiene Mono e questo mi basta.
Detto da me che ero un fervente sostenitore di Gnome.
http://www.gnewsense.org/
dateci un occhiata.
ekerazha
27 feb 2007 - 20:32 - #8Il non contenere Mono è un punto a sfavore di KDE ;-)
Albertoz
28 feb 2007 - 08:10 - #9Una delle cose belle é che sará nativo sul mac os x… due potenze unite in una!
flux
28 feb 2007 - 08:49 - #10Non vedo il problema per mono, secondo me doveva starci… peccato, ma le straordinarie innovazioni di kde4 non ne faranno sentire la mancanza… si può sempre installare :D
ekerazha
28 feb 2007 - 09:21 - #11Tutto è installabile, ma alle volte è buona cosa spingere per una determinata tecnologia… il problema di KDE purtroppo va oltre a Mono o alle “straordinarie” innovazioni e si chiama “licenza”: chiunque voglia produrre un’applicazione commerciale utilizzando le librerie QT deve pagare Trolltech… il rischio di un ennesimo monopolio è sempre in agguato ;-)
PieroS
28 feb 2007 - 10:01 - #12@ekerazha:
Non credo sia così, mi spiego, la libreria è GPL indi puoi fare software commerciale ma deve essere aperto anch’esso, nessuno vieta di vendere software GPL ma certo non puoi chiuderlo e farlo tuo.
ekerazha
28 feb 2007 - 10:20 - #13@PieroS
Nel sito della Trolltech la chiamano proprio licenza “commerciale”:
# Commercial Licensing. This is the appropriate option if you are creating proprietary applications and you are not prepared to distribute and share the source code of your application.
Comunque tecnicamente credo potrei rilasciare anche un software “commerciale ma GPL”, ammesso che questa cosa abbia molto senso (vedi RedHat Enterprise e CentOS), quindi al limite dovrei vendere il “supporto tecnico” o simili. Per questo motivo non “demonizzerei” nemmeno il software proprietario, perchè per molti che non sono aziende del calibro di RedHat e non possono permettersi di vendere solo il “supporto tecnico”, potrebbe essere l’unico modo per portarsi a casa la pagnotta.
Il problema inoltre è anche un altro: la GNU GPL non è la sola licenza open-source esistente, ma ce ne sono anche altre… quindi paradossalmente anche per un software con licenza open-source CDDL (per esempio) dovrei pagare la licenza “commerciale”, poichè non è licenza GNU GPL.
Insomma… la licenza delle librerie QT è una spina nel fianco sotto molti punti di vista… per questo lunga vita alle GTK che sono GNU LGPL o anche alle EFL che sono BSD ;-)
destynova
28 feb 2007 - 11:33 - #14Non capisco il problema della doppia licenza delle librerie QT. La Trolltech rende disponibili i sorgenti delle proprie librerie, supporta il mondo opensource, alcuni suoi dipendenti lavorano attivamente a vari progetti kde ed a webkit. E chi vuole chiudere le proprie applicazioni basate sulle QT si trova a dover pagare, finanziando un soggetto che investe sull’open source. Stallman stesso non ha mai deprecato la doppia licenza.
Se poi si vuole guardare alle gtk, con licenza lgpl, che consentono a chiunque di chiudere i sorgenti senza avere un ritorno di nessun tipo verso la comunita’ open source ….. senza dimenticare, poi, che le applicazioni close source hanno un costo per la comunita’ linux, anche quando sono gratuite.
Il costo della licenza commerciale delle QT, poi, comprende non solo le librerie, ma tutto il tool di sviluppo, documentazione e supporto diretto, la spesa e’ quindi sui livelli di un acquisto della suite visualstudio della Microsoft, ma con i vantaggi di avere dietro una grande comunita’ opensource.
ekerazha
28 feb 2007 - 12:37 - #15@destynova
I problemi sono quelli che ho largamente illustrato.
Chi “chiude” le proprie applicazioni a volte lo fa per esigenza, perchè potrebbe essere l’unico modo per portare a casa la pagnotta (come già spiegato). Lo sviluppo di software è anche una professione e non solo un hobby. Supportare le librerie QT significa indurre Trolltech al “monopolio” del software “commerciale” (o meglio non-GPL) perchè chiunque usasse le QT per software “non-GPL” dovrebbe pagare il “pizzo” a Trolltech. Certo anche Trolltech deve campare, ma lucrare su questo genere di librerie è secondo me molto opinabile… non stiamo parlando di una applicazione standalone ma di librerie utilizzate per sviluppare altre applicazioni il che rende la faccenda molto più delicata. Secondo me proprio su questo genere di librerie andrebbe ricercata la massima flessibilità della licenza.
*Inoltre*, come già detto la GNU GPL *non* è l’unica licenza open-source esistente, quindi la licenza delle QT impedisce anche un qualsiasi ritorno ai progetti open-source ma non GPL-compatibili (oltre alle cose già spiegate).
Stallman è un “talebano” della GNU GPL quindi a lui non può interessare di meno delle faccende “non-GPL”.
Infine… le librerie QT sono cosa ben diversa da un ambiente di sviluppo come Visual Studio: io posso sviluppare un’applicazione grafica per Windows senza acquistare Visual Studio mentre se voglio sviluppare un’applicazione grafica (anche open-source ma non-GPL) per *nix utilizzando le QT devo appunto acquistare le QT: non puoi paragonare un ambiente di sviluppo a delle librerie.
:-)
maxer
28 feb 2007 - 15:25 - #16@ ekerazha
talebano sei te
ekerazha
28 feb 2007 - 16:04 - #17Inoltre il discorso che ho fatto precedentemente è valido soprattutto per delle librerie grafiche… visto che l’obiettivo è sempre più quello di avere applicazioni con un’interfaccia grafica coerente ed unificata, se ogni sviluppatore utilizzasse librerie grafiche diverse sarebbe un macello, per questo soprattutto per questo genere di librerie è bene puntare su qualcosa che abbia una licenza relativamente flessibile… e la LGPL delle GTK lo è certamente di più della GPL/Commerciale delle QT.
@maxer
Come vorrei fare interventi pregni di significato come i tuoi ;-)
maxer
28 feb 2007 - 16:28 - #18@ ekerazha
ma vedo che non ci riesci, talebano…
PieroS
01 mar 2007 - 01:15 - #19@ ekerazha:
Esattamente come vive Trolltech puoi vivere tu sviluppando software gpl, a mio avviso credo che sia tu ad essere troppo vicino alla metodologia di sviluppo closed e a non vedere le potenzialità dell’open source.
PieroS
01 mar 2007 - 01:17 - #20@ ekerazha:
p.s.
Non puoi però sostenere, intendo solo per correttezza morale ovvio, che è giusto prendere e non dare nulla indietro(BSD insegna), io questo atteggiamento, senza voler offendere nessuno, men che meno te, lo ritengo egoismo.
ekerazha
01 mar 2007 - 10:15 - #21@PieroS
Come ho già spiegato non puoi paragonare delle librerie ad un software standalone. Trolltech vive perchè vende le proprie librerie a gente che non ha intenzione di utilizzarle per progetti con licenza GPL (anche open-source ma non GPL), per ragioni che come già spiegato possono essere più che ragionevoli. Per un software standalone non esiste questa possibilità perchè è appunto standalone, non è una libreria che viene utilizzata all’interno di altri progetti, il massimo che si può fare in questi casi è come fa RedHat ovvero vendere supporto tecnico & co. ma il prodotto in sè, se è rilasciato con licenza GPL, è riproducibile senza che tu possa intascare nulla (vedi CentOS) e questo non è sempre sostenibile da sviluppatori indipendenti o da piccole aziende. Se non capisci questo significa che non hai ben chiaro come funziona lo sviluppo e la distribuzione di un software.
Ripeto inoltre, nel caso di librerie e soprattutto di librerie grafiche, il fatto che vengano estensivamente utilizzate da qualsiasi software va soprattutto a vantaggio dell’utente finale perchè non si ritrova 1000 software con 1000 interfacce grafiche diverse, bensì un ambiente coerente e ben integrato: quando “il bene dell’open-source” (ma anche qualsiasi altra cosa) va contro “il bene delle persone” inizia ad esserci qualcosa su cui riflettere.
maxer
01 mar 2007 - 10:33 - #22@ ekerazha:
talebano…
maxer
01 mar 2007 - 10:34 - #23@ ekerazha:
“il bene dell’open-source va contro il bene delle persone”
-_-
PieroS
01 mar 2007 - 11:21 - #24@ ekerazha:
Sarà che non capisco ma ti assicuro che io sono uno sviluppatore, ed il mio software lo sviluppo in C++ con un IDE, benché questo software sia chiuso e proprietario il mio software è Open, o almeno lo è per il mio cliente, nel contratto è specificato che oltre agli eseguibili allego il codice cosicché se non potessi garantire lo sviluppo dell’applicazione egli potrà comunque provvedere con altri.
ekerazha
01 mar 2007 - 12:21 - #25@Amministratori
Siete sicuri di voler mantenere i messaggi del troll “maxer”?
@PieroS
Va bene prendiamo il tuo esempio. Ora supponiamo che il cliente per il quale hai sviluppato questo software inizi a diffonderlo a colleghi e/o amici… può farlo tranquillamente… tutti avrebbero il tuo software e tu avresti preso i soldi solo da 1 “cliente” su N (e devi arrivare a fine mese). In questo caso comunque ci si potrebbe anche salvare sperando che il primo cliente non lo dia in giro… però questo è solo un metodo di distribuzione (ovvero sviluppo di un software mirato per un cliente). Supponiamo che tu voglia sviluppare un software da diffondere in pubblico (es. attraverso download dal proprio sito), in questo caso è quasi certo che solo la prima (o comunque le primissime) persona lo acquisterà… poi possono iniziare a scambiarselo legalmente tra di loro senza che a te torni nulla.
;-)
;-)
ekerazha
01 mar 2007 - 12:33 - #26P.S. @PieroS
Per garantire lo sviluppo anche nel caso tu non potessi provvedere, puoi fornire i sorgenti senza rilasciare il software con una licenza open-source (intendendo licenza che segua i canoni dell’OSI). Es. Gli dai i sorgenti ma inserisci una clausola in modo che non possa ridistribuire a terzi sia i sorgenti che il software compilato.
maxer
01 mar 2007 - 12:46 - #27@ ekerazha
continui a insultare e dici che devono eliminare i post degli altri…
visto che dici falsità una dopo l’altra e insultando pure, dovrebbero togliere te
dovresti avere più rispetto (a cominciare da quando parli di Stallman)
inoltre ti consiglio un bel ripasso sulle licenze e sulla libertà
ekerazha
01 mar 2007 - 13:24 - #28“non ragioniam di lor, ma guarda e passa.”
maxer
01 mar 2007 - 13:46 - #29@ ekerazha
sì mi sa proprio che sei rimasto all’inferno…
PieroS
01 mar 2007 - 15:21 - #30@ ekerazha:
Essendo la mia una ditta individuale produco software personalizzandolo al cliente, ciò non toglie che un cliente possa comunque “regalarlo” ad altri ed io trovarmi dinanzi ad un possibile danno economico, analizziamo però più in dettaglio:
- L’utente col software in “regalo” ha bisogno di adattarlo alle sue necessità, generalmente un software non banale è costituito da un discreto numero di righe, anche software ben progettato e scritto(il mio potrebbe non esserlo) presenterebbe al nuovo programmatore comunque delle difficoltà non indifferenti e sappiamo quanto gli sviluppatori sono poco inclini ad adattarsi al codice altrui e pigri, certo per piccole modifiche chiunque in 5 minuti potrebbe metterci mano.
- Il software non ha bisogno di adattamenti e l’utente non ha bisogno di alcuno per l’assistenza allo stesso.
- Il mio cliente potrebbe rivendere il software ad altri.
Credo che questi siano i principali punti che potrebbero realizzarsi, nel primo caso la risposta è contenuta nell’analisi del punto, guadagnerei un nuovo cliente per adattare il software alle proprie necessità. Il terzo caso lo trovo improbabile, il secondo invece mi mette dinanzi ad una realtà incontrovertibile, quel cliente comunque non avrebbe acquistato il software, però in futuro potrebbe avere la necessità di modificarlo indi potrei annoverarlo tra i potenziali clienti.
Riassumendo, perché mi sono reso conto di non essermi espresso con chiarezza, io non vendo il mio software ma ne vendo solo lo sviluppo, anzi non mi dispiacerebbe affatto che qualche cliente desse ad altri il programma per lui sviluppato, io questo lo trovo un punto di forza e non di debolezza nella mia offerta commerciale.
PieroS
01 mar 2007 - 15:25 - #31Urca! Ho notato degli strafalcioni non da poco nei tempi verbali del mio precedente post, scusate ma la continua cancellazione di periodi, la relativa riscrittura e la mia cronica allergia alla rilettura di ciò che scrivo mi hanno fatto fare un bel po di confusione. :-(
ekerazha
01 mar 2007 - 15:46 - #32@PieroS
Per quanto riguarda il primo punto stai cambiando un po’ le carte in tavola, prima mi dici che una delle forze del software open-source è che il cliente può portarne avanti lo sviluppo nel caso tu non potessi provvedere personalmente (cosa comunque fattibile anche senza l’utilizzo di una licenza approvata OSI, come già spiegato), poi mi dici che il software sviluppato da altri è difficile da sviluppare (cosa vera ma è comunque un ostacolo del tutto sormontabile, come dimostrano gli innumerevoli progetti open-source esistenti che annoverano decine e decine di sviluppatori diversi).
In questo caso puoi dunque trovarti di fronte ad un triplice risvolto: terzi è venuto in possesso di questo software che però richiede alcune modifiche 1) Le sa fare da solo 2) Non le sa fare da solo. 3) Terzi non è venuto in possesso del tuo software. Tu avresti un piccolo guadagno nel caso 2, mentre al contrario di quello che sostieni il caso 3 è “tutto da verificare”, perchè messo di fronte al fatto che per riadattare il software dovrebbe pagare, “terzi” potrebbe anche decidere di pagare un altro sviluppatore (per eseguire le modifiche o anche per farsi sviluppare l’intero software di cui necessita).
Nel secondo caso, “terzi” non ha bisogno di modifiche quindi per quanto concerne questo caso perderesti il 100% del possibile guadagno.
Nel terzo caso, il tuo cliente potrebbe rivendere a “terzi” il tuo prodotto, lucrando alle tue spalle e facendoti perdere ancora una volta il 100% del guadagno che potresti ricavare da “terzi”.
Sinceramente non mi sembra che tutti questi casi giochino molto a tuo favore o che ti conferiscano una qualche “forza”… anzi.
Per non parlare del fatto già accennato che lo sviluppo di software “ad personam” è solo uno dei tanti modelli di rilascio e con una distribuzione “pubblica” la situazione come già detto si aggraverebbe ulteriormente.
Vendere software a N persone anzichè a 1 non significa “non vendere lo sviluppo”. Se fosse un progetto molto grosso che ha richiesto mesi di lavoro, potrei decidere di venderlo solo alla prima persona ad una cifra esorbitante oppure di venderlo ad un prezzo molto più ridotto puntando però su N persone: dipende dal tipo di software e dipende come già detto dalle modalità di rilascio che si prospettano.
PieroS
01 mar 2007 - 17:58 - #33[quote]
Per quanto riguarda il primo punto stai cambiando un po’ le carte in tavola, prima mi dici che una delle forze del software open-source è che il cliente può portarne avanti lo sviluppo nel caso tu non potessi provvedere personalmente
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Vero è la forza dell’open-source, però subentrare in un progetto già avviato non è mai una cosa semplice, questo era solo per dire che molto probabilmente chi possiede quel software troverà più conveniente(probabilmente per lo meno) continuare a farlo sviluppare a chi lo ha realizzato, inoltre dovessi smettere di svilupparlo o rompendo le relazioni con il ciente questi potrebbe tranquillamente farlo aggiornare.
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poi mi dici che il software sviluppato da altri è difficile da sviluppare (cosa vera ma è comunque un ostacolo del tutto sormontabile, come dimostrano gli innumerevoli progetti open-source esistenti che annoverano decine e decine di sviluppatori diversi).
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Ho risposto sopra.
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1) Le sa fare da solo
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Chi è in grado di fare modifiche ad un software a sua volta è un programmatore, indi non lo riterrei un danno, questi avrebbe potuto fare comunque senza il mio apporto e partendo da altri progetti o librerie open.
[quote]
2) Non le sa fare da solo.
[/quote]
E’ il caso più naturale quello che potrebbe presentarsi più spesso l’utente avrebbe 2 possibità, farle fare a me o ad un altro, il danno avverrebbe solo nel secondo caso. Ora ti faccio una domanda: avendo tu un software da far modificare ti rivolgeresti preferibilmente all’autore o ad uno sviluppatore che non conosce la piattaforma? Nel primo caso lo sviluppo sarebbe rapido e forse più pulito, nel secondo meno veloce(lo sviluppatore deve studiarsi il software) e forse più costoso.
La statistica gioca a mio favore credo(ovvio è opinabilissimo)
[quote]
3) Terzi non è venuto in possesso del tuo software. Tu avresti un piccolo guadagno nel caso 2, mentre al contrario di quello che sostieni il caso 3 è “tutto da verificare”, perchè messo di fronte al fatto che per riadattare il software dovrebbe pagare, “terzi” potrebbe anche decidere di pagare un altro sviluppatore (per eseguire le modifiche o anche per farsi sviluppare l’intero software di cui necessita).
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In parte già risposto(riguardo le modifiche), se decidesse di far sviluppare da un altro l’intera piattaforma, vorrebbe dire semplicemente che ho perso dinanzi ad un’altra azienda, è il mercato.
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Nel terzo caso, il tuo cliente potrebbe rivendere a “terzi” il tuo prodotto, lucrando alle tue spalle e facendoti perdere ancora una volta il 100% del guadagno che potresti ricavare da “terzi”.
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Possibile ma improbabile, come farebbe a vendere l’assistenza (aggiornamenti, installazione) e la risoluzione delle problematiche varie? Dovrebbe essere in grado di essere essa stessa competitiva nei miei confronti, non credo sia possibile per un cliente qualsiasi, diverso il discorso se un’altra azienda software se ne appropria e lo fa suo, lì noto il danno economico reale.
[quote]
Per non parlare del fatto già accennato che lo sviluppo di software “ad personam” è solo uno dei tanti modelli di rilascio e con una distribuzione “pubblica” la situazione come già detto si aggraverebbe ulteriormente.
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Invece è proprio il caso ad personam che risulta più vantaggioso, ricordo che la realizzazione di un software segue lo studio delle necessità del cliente e queste inevitabilmente hanno bisogno di sedimentarsi nella conoscenza dello stesso sviluppatore
[quote]
Vendere software a N persone anzichè a 1 non significa “non vendere lo sviluppo”. Se fosse un progetto molto grosso che ha richiesto mesi di lavoro, potrei decidere di venderlo solo alla prima persona ad una cifra esorbitante oppure di venderlo ad un prezzo molto più ridotto puntando però su N persone: dipende dal tipo di software e dipende come già detto dalle modalità di rilascio che si prospettano.
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Proprio nel caso di grossi progetti si ottengono i più vistosi vantaggi dell’Open Source, non occorre reinventare la ruota e mettendo mano all’infinità di progetti i rete è possibile piegarli alle proprie necessità, immagina un’ERP o ad esempio lo sfruttamento di una base dati come LDAP, ma di esempi se ne potrebbero fare altri, anche se personalmente non me ne sono mai stati affidati.
Proprio per questo motivo sto passando alle QT4, esse mi permetteranno di sviluppare su entrambe le piattaforme (Win-Lin) con un piccolo sforzi di adattamento del software stesso. A dire il vero è da pochissimo che le utilizzo e non ancora per progetti reali, ma posso senz’altro dire che le trovo pulite, chiare e ben realizzate, anzi mi sono trovato a riscoprirmi estremamente sporco nella stesura del code.
ekerazha
03 mar 2007 - 10:06 - #34————–
Vero è la forza dell’open-source, però subentrare in un progetto già avviato non è mai una cosa semplice, questo era solo per dire che molto probabilmente chi possiede quel software troverà più conveniente(probabilmente per lo meno) continuare a farlo sviluppare a chi lo ha realizzato, inoltre dovessi smettere di svilupparlo o rompendo le relazioni con il ciente questi potrebbe tranquillamente farlo aggiornare.
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1) Se continua a farlo sviluppare a chi lo ha sviluppato, il fatto che sia open-source è ben poco rilevante.
2) Per “farlo aggiornare” bastano i sorgenti, non serve che venga rilasciato con una licenza open-source “completa” (approvata OSI), o tantomeno GPL, che va ben oltre alla mera disponibilità dei sorgenti.
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Chi è in grado di fare modifiche ad un software a sua volta è un programmatore, indi non lo riterrei un danno, questi avrebbe potuto fare comunque senza il mio apporto e partendo da altri progetti o librerie open.
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Non è detto… potrebbe essere tranquillamente un hobbysta che è in grado di eseguire piccole modifiche ma non in grado di sviluppare un software complesso.
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E’ il caso più naturale quello che potrebbe presentarsi più spesso l’utente avrebbe 2 possibità, farle fare a me o ad un altro, il danno avverrebbe solo nel secondo caso. Ora ti faccio una domanda: avendo tu un software da far modificare ti rivolgeresti preferibilmente all’autore o ad uno sviluppatore che non conosce la piattaforma? Nel primo caso lo sviluppo sarebbe rapido e forse più pulito, nel secondo meno veloce(lo sviluppatore deve studiarsi il software) e forse più costoso.
La statistica gioca a mio favore credo(ovvio è opinabilissimo)
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Si è molto opinabile: come già detto potrei volermi affidare ad un altro sviluppatore proprio per questioni di prezzo (magari per la modifica di un software già esistente potrebbe farmi un prezzo molto più concorrenziale).
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In parte già risposto(riguardo le modifiche), se decidesse di far sviluppare da un altro l’intera piattaforma, vorrebbe dire semplicemente che ho perso dinanzi ad un’altra azienda, è il mercato.
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Sicuramente… era per farti notare che il fatto che sia open-source non è necessariamente motivo di successo, anzi.
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Possibile ma improbabile, come farebbe a vendere l’assistenza (aggiornamenti, installazione) e la risoluzione delle problematiche varie? Dovrebbe essere in grado di essere essa stessa competitiva nei miei confronti, non credo sia possibile per un cliente qualsiasi, diverso il discorso se un’altra azienda software se ne appropria e lo fa suo, lì noto il danno economico reale.
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Non deve essere necessariamente competitivo con te… potrebbe tranquillamente vendere il tuo software a prezzo ridotto senza assistenza a posteriori: non tutti hanno necessariamente bisogno dell’assistenza. Tra l’altro buttandola su questo fatto confermi la mia tesi iniziale, ovvero che nel caso di software open-source più che vendere il prodotto si tende a vendere la sua assistenza (per i motivi già spiegati). Inoltre come hai ammesso tu stesso, volendo c’è anche il caso “dell’azienda che lo fa suo”.
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Invece è proprio il caso ad personam che risulta più vantaggioso, ricordo che la realizzazione di un software segue lo studio delle necessità del cliente e queste inevitabilmente hanno bisogno di sedimentarsi nella conoscenza dello stesso sviluppatore
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Allora perchè Microsoft non produce un “Office” “ad personam”? Suvvia… non è questione di più o meno vantaggioso, sono semplicemente, come già detto, diverse strategie di sviluppo e rilascio… non vedo perchè dovrei pregiudicarmi questa possibilità scelta.
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Proprio nel caso di grossi progetti si ottengono i più vistosi vantaggi dell’Open Source, non occorre reinventare la ruota e mettendo mano all’infinità di progetti i rete è possibile piegarli alle proprie necessità, immagina un’ERP o ad esempio lo sfruttamento di una base dati come LDAP, ma di esempi se ne potrebbero fare altri, anche se personalmente non me ne sono mai stati affidati.
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Stai divagando… si stava parlando di strategia di sviluppo e rilascio del software e mi rispondi tiri fuori il “reinventare la ruota”: non c’entra nulla. Comunque volendo seguire quest’altro discorso, personalmente ritengo che, dovendo portare a casa la pagnotta, uno sviluppatore debba valutare i pro ed i contro delle sue possibili scelte. Come illustrato, per un piccolo sviluppatore od una piccola azienda, il rilascio di software con licenza open-source rischia di diventare controproducente, però se ci fosse un progetto open-source fatto particolarmente bene che potrebbe semplificare molto lo sviluppo di un determinato software, allora la bilancia della “convienienza” potrebbe spostarsi, ma è una questione che andrebbe valutata caso per caso senza ostinarsi irragionevolmente su una determinata licenza ed un determinato modello di sviluppo.
Concludendo… per questo ritengo che le librerie GTK lascino un ben più ampio margine di scelta, di libertà, di flessibilità. Con le QT chiunque voglia sviluppare software non-GPL (*anche open-source ma non GPL*) deve pagare il “pizzo” a Trolltech. Sinceramente per come la vedo io preferisco tenere le palle in mano mia e non darle in mano al “potente” di turno, che siano Microsoft, Tolltech o altri.
ossblog
04 mar 2007 - 01:06 - #35[…] […]