Come suggerito ad agosto da Seth Vidal, uno dei maggiori contributors di Fedora e sviluppatore di Red Hat, pare che RPM.org stia veramente rinascendo dalle proprie ceneri.
Seth infatti aveva proposto di riprendere lo sviluppo di RPM, non come progetto privato di Fedora/Red Hat ma, come progetto condiviso tra tutte le distribuzioni che utilizzano questo package manager. Quindi tra le varie possibilità era stata scelta appunto quella di utilizzare il quasi abbandonato RPM.org come sede neutrale per lo sviluppo.
Nell’esaustiva email mandata alla ML di Fedora-advisory-board , Seth spiega che è giunto il momento che le distribuzioni che sfruttano i pacchetti RPM debbano iniziare a collaborare per rendere il prodotto idoneo alle esigenze attuali.
Il lavoro da fare è molto e non sarà semplicissimo, almeno in un primo momento, da portare avanti perchè non si sa chi mantenga (realmente/ufficialmente) l’attuale upstream code di RPM. Infatti circa due anni fa Jeff Johnson, unico sviluppatore di RPM, uscì da Red-Hat portandosi dietro il know-how e la voglia di continuarne lo sviluppo senza però sottostare alle necessità dell’azienda per cui il prodotto era nato.
Proprio questa situazione di empasse, ben spiegata ad agosto sulla stessa ML di Fedora, portò al proliferarsi di fork all’interno delle varie distribuzioni.
Con la rinascita di RPM.org e la decisione di Red Hat di offrire uno sviluppatore dedicato solo a questo progetto si spera che venga arginato il problema e che RPM veda una nuova vita.
via Linux.com
gandoo
23 feb 2007 - 13:03 - #1Era ora
Claudio
23 feb 2007 - 15:47 - #2Pessima cosa! Si dovrebbe cercare di passare tutti ad un unico formato non accentuarne le differenze.
TheCrow
23 feb 2007 - 16:14 - #3secondo me invece è un’ottima idea !!
così tutte le distribuzioni che useranno gli rpm come package manager
avranno uno standard da seguire :p
sloteel
23 feb 2007 - 20:53 - #4beh, praticamente ormai è un ubuntu contro tutti
ossblog
25 lug 2007 - 12:06 - #5[…] […]