
Dopo il successo di Fon ecco arrivare un progetto “grassroot” per consentire a chiunque di navigare gratis sfruttando le connessioni wireless a pagamento presenti in molti spazi pubblici. Il nome scelto dall’ideatore Jonah Brucker-Cohen è WiFi Liberator Toolkit e come si capisce si tratta di un insieme di programmi in grado di realizzare degli hotspot liberi.
Per utilizzare il toolkit bisogna avere un laptop Mac dotato di due schede wireless che funzionerà da server e il software Wifi Liberator (per ora disponibile in formato .dmg per Mac) che andrà installato sia sul notebook server che sui client che vogliano sfuttare la connessione wireless “a scrocco”. Come detto per ora il software opensource è disponibile solo per MacOSX ma a breve è prevista una versione anche per Windows. Resta da capire la legalità di una soluzione del genere che sfrutta connessioni di tipo pay-per-use per dare accesso a più utenti gratuitamente.
[Via | LinuxSecurity]
giovanni
13 feb 2007 - 01:05 - #1Un laptop con due schede wireless? Solo per Mac? Versione per Windows in arrivo? bah!! ;)
Stefano
13 feb 2007 - 01:07 - #2Oltre ad essere chiaramente illegale, trovo il software molto limitativo e neanche tanto innovativo!
Con una riga da console su una qualsiasi macchina linux si può fare lo stesso… bah…
gaspare
13 feb 2007 - 07:43 - #3legale quanto andare sul treno senza pagare il biglietto o al supermercato con il carrello pieno evitando di passare alla cassa.
inoltre mi risulta che in italia non sia propriamente legale farsi “fornitori di servizio” senza sottostare ad una precisa normativa - per di più richiedendo un pagamento a terzi.
Pietro
13 feb 2007 - 13:18 - #4In realta’ ritengo non si tratti di essere “fornitori di un servizio”: vista la natura volontaria della condivisione della connessione, io lo vedrei piu’ come un “io permetto a chi voglio io di usare la mia wireless. Se poi sono tutti quelli che passano provvisti di software particolare, saranno anche cavoli miei”. Non c’e’ lucro per chi fornisce la connessione, in quanto non si richiedono soldi a chi si connette al proprio server, e non c’e’ illegalita’ per chi si connette, in quanto il possessore del server ha autorizzato la connessione.
Se non fosse legale, io sarei perseguibile se permetto ad un mio amico di venire a casa mia a connettersi ad internet, perche’ e’ proprio questa la situazione.
Quantomeno, io la vedo cosi’
Pietro
13 feb 2007 - 13:23 - #5Hem, scusate il doppio post…
Chiaramente poi ci sarebbe da risolvere il “lieve” dettaglio: se chi concede la propria connessione non e’ un fornitore di servizi, allora tecnicamente credo sia lui il responsabile di qualunque illegalita’ passi attraverso la sua connessione: forse con qualche tonnellata di logs potrebbe dimostrare che i pacchetti incriminati sono solo transitati dal suo pc indipendentemente dalla sua volonta’, ma questo credo sia inutile visto che lui comunque non e’ un “fornitore di servizio”.
Mah, diciamo che il problema e’ che le nuove tecnologie richiedono una revisione delle leggi che tenga conto che fenomeni cone fon o questo “liberator toolkit” non sono descrivibili secondo le categorie contemplate nelle leggi vigenti…
M/\rco
14 feb 2007 - 10:18 - #6E’ lo stesso problema di Fon o degli access point (per incapacità tecnica il più delle volte) che restano aperti e accessibili a tutti.
In tutti questi casi se “faccio una visita” a siti dediti alla pedofilia, se vado su altri siti monitorati dalla Polizia Postale, se scarico materiale coperto da copyright, ne risponde il leggittimo intestatario della linea o chi ha fornito il documento di riconoscimento all’Internet Point o a strutture equivalenti. E mi sembra anche giusto e sensato.
Il liberator toolkit, di fatto è un router virtuale tra la rete wifi-hotspot e la rete wifi-”libera”. Nei log del point risulta solo l’IP della macchina con su il toolkit anche se fisicamente ci sono altre macchine connesse a valle.
Ci sono alternative gratuite e legali che si stanno piano piano sviluppando (RomaWireless e Iperbole). Questa è la strada giusta.
P.S. Se lasciate incustodito il cellulare, e con questo quache buontempone fa uno scherzo alla P.S., secondo voi a chi contestano il reato?
gaspare
14 feb 2007 - 20:50 - #7forse il mio commento non era chiaro.
intendevo dire che chi mette a disposizione un accesso a pagamento (e.g., internet cafè) debba sottostare a determinate regole; o non è così ?