Una vera e propria palestra per imparare la nobile arte dell’exploit. Damn Vulnerable Linux è una distribuzione volutamente realizzata in modo da contenere il maggior numero di software vulnerabili a exploit di ogni tipo. Dopo l’annuncio di qualche mese fa su Distrowatch Weekly finalmente è stata rilasciata la versione 1.0. Creata all’interno dell’International Institute for Training, Assessment and Certification la distribuzione è basata sulla minimale Damn Small Linux ed è un ambiente di test con tutto il necessario per chi voglia diventare un esperto di sicurezza: in primo luogo delle lezioni per apprendere le nozioni fondamentali e poi moltissimi tool come Metasploit Framework per testare gli exploit su applicazioni vulnerabili, GCC, GDB e Dissy per analizzare il funzionamento di binari. Ma la vera forza di Damn Vulnerable è la presenza di software e script web vulnerabili oltre a “crackme” per fare pratica delle tecniche apprese senza far danni su sistemi altrui. La distro è contenuta in una ISO di appena 150MB e può essere utilizzata come sistema Live senza installare nulla, una soluzione ottimale per non avere un sistema altamente vulnerabile sul proprio hard disk ![]()
Pepe
27 dic 2006 - 16:30 - #1Ma a che serve? Abbiamo già Windows per queste cose.
n1ck
27 dic 2006 - 19:12 - #2Sì, però di Windows non c’è la versione live!
Paolo Mainardi
27 dic 2006 - 20:20 - #3Ed inoltre le vulnerabilità non sono solo su windows, ma su ogni software realizzato, dai primi su schede perforate ad oggi, quindi anche *NIX mai realizzato.
Non facciamo semplici generalismi.
Marco
27 dic 2006 - 21:36 - #4L’idea è interessante e se non altro permette di avere una “palestra locale”, un ottima alternativa ai classici hackme presenti in rete.
Mechano
27 dic 2006 - 21:37 - #5Ma Mandrake/Mandriva non è come o peggio di questa distro?
Anni fa ho provato a mettere su un piccolo server amatoriale con Mandrake Linux. Me lo hanno bucato in meno di 2 settimane.
sloteel
27 dic 2006 - 22:12 - #6Se usi il software nei repository la cosa è anche troppo facile. Spesso solo con i browser sono indietro di una o due versioni di bugfix, ma questo tutte le distribuzioni.
Paolo Mainardi
28 dic 2006 - 14:57 - #7E perchè si dovrebbero bucare i server debian-based dopo aver utilizzato questa distro ? Vi ricordo che il team di sicurezza di Debian è uno dei più attenti alla pacchettizzazione di ogni altra distro.
Paolo Mainardi
28 dic 2006 - 20:17 - #8@Mechano
Sicuramente avevi qualche script PHP che ha facilitato l’hack, vedi phpnuke, phpbb ecc.
La quasi totalità dei server hackerati parte proprio da queste applicazioni PHP, non aggiornate e non tenute al sicuro dentro ambienti chroot.
Basta un minimo di conoscenza per essere sicuri, quando si espongono dei servizi sul Web, non possiamo fidarci del nome della distro, dobbiamo sempre avere cura costantemente di vigilare sulla sicurezza delle applicazioni.
Francesco
29 dic 2006 - 09:30 - #9E perchè si dovrebbero bucare i server debian-based dopo aver utilizzato questa distro ? Vi ricordo che il team di sicurezza di Debian è uno dei più attenti alla pacchettizzazione di ogni altra distro.
@Paolo Mainardi: slack credo sia molto più attenta.. a mettere software stabile e sicuro nella propria distro ^^
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31 dic 2006 - 00:13 - #10[…] “Una vera e propria palestra per imparare la nobile arte dell’exploit. Damn Vulnerable Linux è una distribuzione volutamente realizzata in modo da contenere il maggior numero di software vulnerabili a exploit di ogni tipo.” Progetto interessante, direi Ulteriori dettagli qui. […]
enrico67
06 mag 2009 - 07:38 - #11Certo non passera’ magari le forche caudine dei linux certification training ma conoscete SoDiLinux? Fatta da un istituto del CNR di Genova e’ una LIVE dedicata alle scuole materne, elementari e medie: imperdibile se avete un piccolo in casa…