Dopo l’intervista fatta ad Emmanuele e sapendo della sua partecipazione al GUADEC abbiamo deciso di non perdere l’occasione per sfruttar.. chiedergli gentilmente di raccontarci come si è svolta la manifestazione nei suoi più diversi aspetti.
A seguire tutto il resoconto.
Se si deve misurare il successo della settima edizione del GUADEC bastano i numeri: cinquecento persone, tra partecipanti e relatori; più di quaranta sviluppatori sono stati finanziati (più o meno in toto) dalla Fondazione GNOME per partecipare; sette giorni di talk, sessioni di discussione, tutorial, esposizioni, divise per categoria (utenti, sviluppatori, aziende/organizzazioni).
Come Luis Villa ha fatto notare durante la keynote di chiusura, a fare il GUADEC, e GNOME, non sono i numeri: sono le persone, e le idee che queste persone hanno.
Ad esempio, Alex Graveley ha presentato il suo Gimmie ovvero un rimpiazzo per il pannello di GNOME in grado di modificare per il meglio il workflow degli utenti trattando documenti, applicazioni e persone
come oggetti di prima classe; Gimmie è ancora in fase di sviluppo, ma le ricadute sugli utenti sono già enormi, e lo saranno ancora di più nei prossimi mesi.Anche gli sviluppatori hanno avuto il loro da fare; Alexander Larsson, John Palmieri, Kristian Reitveld, Tim Janik e il sottoscritto hanno presentato le novità nella prossima release stabile delle GTK+, ovvero: supporto per la stampa, nuovi widget, migliori prestazioni, rimozione di vecchio codice non più mantenuto, nuovi backend (DirectFB e OS X) e molto altro. In più si è già cominciato a lavorare alla prossima release, che dovrebbe essere disponibile a gennaio 2007.
C’è stata una interessante discussione su come migliorare il layer VFS di GNOME, con la proposta da parte della Novell di usare FUSE come parte dell’architettura; questo ha sollevato alcune critiche da parte dei rappresentanti delle piattaforme non-Linux ed embedded, ma si pensa possa essere tutto risolto nei prossimi dodici mesi. Altra importante discussione è stata quella per la gestione dell’energia e degli stati di sospensione e ibernazione, vero campo di battaglia in cui hardware con poche specifiche o non perfettamente adeguato agli standard rende la vita difficile a tutti gli utenti; sia gli sviluppatori del kernel che quelli in userspace sono all’opera, insieme, per fare in modo che tutto quanto semplicemente funzioni.
Nella sua keynote Jim Gettys ha parlato dell’OLPC, degli obbiettivi e dell’architettura di una delle più grandi occasioni per Linux; si tratterebbe, infatti, del più grande deployment del sistema operativo del pinguino, con decine di milioni di esemplari distribuiti in giro per il mondo. L’OLPC rappresenta sicuramente una delle sfide più interessanti dei prossimi due anni, sia per quanto riguarda portare le applicazioni già esistenti, sia per quanto riguarda le applicazioni native che verranno realizzate per girare su questa piattaforma.
Sempre riguardo piattaforme non “convenzionali”, in questo GUADEC c’è stato il primo meeting delle aziende e degli sviluppatori che usano Linux e tecnologie del progetto GNOME all’interno di prodotti embedded: Nokia (ovviamente per la sua wi-fi tablet), ma anche Garmin (navigatori satellitari), PalmSource e Intel si sono sedute al tavolo per parlare con la Fondazione GNOME e con le aziende nate per fornire know-how e servizi (OpenedHand, Fluendo, Imendio e altre) per queste piattaforme; il tutto per raggiungere l’obbiettivo di GNOME di essere ovunque, non solo nei laptop e nei desktop, per raggiungere la fatidica cifra del 10%
della user base nel 2010.Per questo, come Kathy Sierra ha perfettamente esposto nella sua keynote, bisogna far divertire gli utenti mentre li si fa imparare, e far loro gustare la sfida senza insultarli con curve d’apprendimento né troppo semplici né troppo complesse.
Ci sono stati bei momenti, come il primo compleanno della piattaforma Maemo, con la Drooling Macaques Band (band “open source” in cui chiunque avesse voluto poteva aggiungersi e suonare) che ha allietato la serata nonostante l’eliminazione della Spagna ai Mondiali di Germania; oppure il regalo che la Sun ha fatto alla Fondazione GNOME: una UltraSparc T1, che verrà usata per far girare Bugzilla. Simon Phipps della Sun ha, inoltre, garantito che Java verrà molto presto (sicuramente non si parla
di anni) reso disponibile sotto una licenza Open Source.Il momento più toccante è stato sicuramente il keynote di chiusura di Luis Villa. Luis per motivi di studio (si è appena trasferito a New York per frequentare la Columbia Law School) non potrà più partecipare attivamente nello sviluppo di GNOME fino al 2010; per questo c’è stato un “passaggio di testimone” e un augurio a tutto il progetto, a tutti i membri della Fondazione e in generale a tutti gli utenti, perché GNOME sia sempre fedele alla sua linea di aiutare le persone ad usare al meglio il proprio computer.
Beh, che dire? Grazie Emmanuele! :D
phoenix
03 lug 2006 - 01:50 - #1Mi accodo al ringraziamento, ottimo resoconto. :)
ilgufo
03 lug 2006 - 17:16 - #2Grazie per l’ottimo articolo :D
Spyn
03 lug 2006 - 19:41 - #3E’ davvero un peccato che debba lasciare il testimone!
cphsfsp
16 lug 2006 - 09:46 - #4difjdkqm vdqddjku lhoqllkoxu plmhfngydr