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sipML5 è un nuovo client, rilasciato sotto licenza GPLv3, che utilizza WebRTC – il framework della comunicazione in tempo reale di Google – per avviare video-chiamate dal browser. È scritto interamente in JavaScript e non richiede l’installazione di software aggiuntivo: è sufficiente soddisfare i requisiti minimi. Consiglia Chrom*.
Sviluppato da Doubango Telecom, una startup che realizza software per le telecomunicazioni, sipML5 offre una demo online: è necessario disporre di un account già registrato su Session Initiation Protocol (SIP). Occorre prestare attenzione alle impostazioni del proprio browser perché WebRTC è attivabile da chrome://flags a richiesta.
Oltre a sipML5, Doubango Telecom ha “liberato” i sorgenti di altre applicazioni per Android, iOS, Mac OS X e Windows. Sempre dedicate al VoIP. Un componente interessante è webrtc2sip, il gateway realizzato per sipML5, disponibile su Google Code sotto licenza BSD. Le soluzioni su WebRTC sono destinate ad aumentare nei prossimi mesi.
Via | The H Open

OpenWear, un progetto finanziato dall’Unione Europea (UE) per la collaborazione dei fashion designer sul disegno di nuovi capi d’abbigliamento, terrà un workshop con Massimiliano Banzi – l’ideatore di Arduino – sul wearable computing. Il corso in questione sarà ospitato dalla Summer School della SUPSI di Lugano, il prossimo luglio.
Il workshop sarà incentrato sulla prototipazione di dispositivi indossabili, grazie ad Arduino. Già di per sé è un’iniziativa interessante e ci permette di prestare attenzione a un settore – quello della moda – che, solitamente, non è associato all’open source. Eppure, la moda è contraddistinta dall’assenza di copyright sui disegni.
Il fashion design non è estraneo a cause sul diritto d’autore. Ad esempio, Christian Louboubtin ha citato in giudizio Yves Saint Laurent (YSL) circa il plagio della sua caratteristica suola rossa: lo stilista ha perso perché l’idea non era “brevettabile”. Qualcosa che ricorda molto il software open source e la disputa sui brevetti.
Via | Arduino
Mandriva SA e Mageia contribuiranno per la realizzazione delle rispettive distribuzioni sui server. A pochi giorni dall’annuncio di un ritorno alla comunità di Mandriva, Jean-Manuel Croset è intervenuto sul nuovo assetto societario. Citando esplicitamente, per la prima volta, il fork della distribuzione. È un incontro rassicurante.
Siamo ancora molto lontani dalla realizzazione del mio auspicio, ovvero il ritorno a un’unica distribuzione gestita dall’incontro degli apparati. Tuttavia, il termine Mageia non era mai apparso nei comunicati ufficiali di Mandriva: tanto meno per annunciare una collaborazione. Una decisione coraggiosa e stimolante, quella di Croset.
La ristrutturazione di Mandriva SA non riguarda, però, soltanto i server. La distribuzione accetta diverse collaborazioni a seconda del servizio, per offrire il migliore prodotto possibile. Mandriva Linux, come previsto, andrà alla fondazione e Pulse2 sarà gestito direttamente da Mandriva SA con gli sviluppatori del nuovo soggetto.
Via | Mandriva
Linux 3.4 è, finalmente, considerato stabile: l’aggiornamento del kernel prevede una serie di nuove funzionalità. Anzitutto, l’integrazione di X32 ABI per i 64-bit. La novità porta con sé insidie e benefici. È un tentativo di migliorare la compatibilità delle applicazioni a 32-bit coi kernel a 64-bit, ma è lontana dalla perfezione.
X32 ABI richiede una versione dedicata di GLIBC e può funzionare in due modalità: a 64-bit oppure a 32-bit. La seconda è quella che garantisce migliori prestazioni — o, meglio, comporta minori problemi. Richiederebbe Binutils 2.22 e GCC 4.7. Tuttavia, un backport permette pure l’utilizzo di GCC 4.6. Il problema riguarda i puntatori.
Nella modalità a 64-bit, infatti, X32 ABI raddoppia la dimensione dei puntatori a 32-bit — generando una maggiore richiesta di RAM al sistema e un minore utilizzo della cache del processore. In quella a 32-bit il problema non si pone, ma le applicazioni perdono tutte le funzionalità dei sistemi a 64-bit. È un vantaggio discutibile.
Continua a leggere: È disponibile Linux 3.4 con X32 ABI, Yama, QNX6 e strumenti di Btrfs
In Cina, è in produzione un nuovo dispositivo integrato — equipaggiato con Ice Cream Sandwich (ICS): il prezzo è di circa $74, praticamente il doppio del Raspberry Pi, e le caratteristiche tecniche sono di tutto rispetto. Il successo dei chipset sull’architettura di ARM ha aperto un nuovo mercato per piccoli computer a basso costo.
La scheda del MiniPC è una AllWinner A10, un prodotto rilasciato come open hardware da Rhombus-Tech e rivenduta in stock attorno ai $7. Permette di montare fino a 1Gb di RAM – il device ne propone 512Mb – e prevede un dual-core da 1.2Ghz. L’output della grafica integrata, invece, è in HDMI a 1080p e il computer offre 4Gb di storage.
Il distributore è AliExpress, una sussidiaria di Alibaba: tra i principali investitori di Yahoo!. Il MiniPC con Android 4.0 è identificato appena dal modello — MK802. Il dispositivo è distribuito anche in Italia, ma il magazzino sarà rifornito soltanto il 10 giugno prossimo: è possibile effettuare un pre-ordine, senza dover pagare.
Via | MakeUseOf
VIM Adventures è un videogioco per il browser, realizzato da Doron Linder in HTML5 e JavaScript, che permette d’imparare il funzionamento di Vim: il longevo editor da riga di comando. Non è possibile utilizzare il mouse o le frecce della tastiera per muoversi nel gioco: all’inizio, l’unico input è costituito dai tasti h, j, k ed l.
Esplorando un mondo simile a quello di The Legend of Zelda, il giocatore utilizza i vari comandi di Vim. VIM Adventures è a tempo: dal primo tasto premuto, gli avanzamenti sono limitati a quarantacinque secondi — dopodiché, il cursore torna nella posizione iniziale. Progredire non è semplicissimo, perché le istruzioni sono limitate.
L’intuizione di Linder è buona e, nonostante la grafica piuttosto “povera”, VIM Adventures è realizzato discretamente. Tuttavia, il livello di difficoltà sembra addirittura superare quello dell’editor: è molto più semplice consultare la guida contestuale di Vim che imparare a utilizzarlo con questo videogioco. Un’occasione mancata?
Via | YDN
NetBeans, lo Integrated Development Environment (IDE) open source sponsorizzato da Oracle, proporrà – a partire dalla versione 7.2, prevista entro la fine di giugno – il supporto “nativo” di jQuery: la popolare libreria per lo sviluppo con JavaScript. È una tra le novità più interessanti del nuovo editor — in fase di realizzazione.
Già alla fine di marzo, infatti, Oracle aveva annunciato la creazione di un nuovo editor per JavaScript in NetBeans: il progetto - noto come JavaScript 2 - è in un ramo di sviluppo dedicato su Hudson. Il codice sorgente non è stato inserito nel trunk principale di NetBeans 7.2. Per provarne il prototipo occorre un download separato.
Quando sarà disponibile, NetBeans 7.2 - rilasciato sotto doppia licenza, CCDL e GPLv2 – permetterà l’auto-completamento del codice e l’accesso alla documentazione completa per le Application Programming Interface (API) di jQuery dal browser integrato. Sarà possibile rintracciare automaticamente i selettori del markup di HTML e CSS.
Via | The H Open

Gli sviluppatori di Fedora, tramite una mail inviata all’interno della mailing list del progetto hanno annunciato di aver posticipato di una settimana il rilascio della versione finale di Fedora 17, originariamente previsto per Martedì 22 Maggio. Siamo davanti alla seconda modifica alla data di rilascio di questo nuovo rilascio di Fedora, che tantissimi utenti aspettano.
Il team di Fedora ha deciso di posticipare il rilascio di Fedora 17 aka Beefy Miracle a causa di alcuni bug “bloccanti”, segnalati da numerosi utenti che hanno provato la versione RC; gli sviluppatori inoltre, si riservano di posticipare nuovamente il rilascio finale in caso di mancata correzione dei bug e/o davanti alla necessità di correggerne altri.
Già in precedenza il team di Fedora aveva rinviato il rilascio della versione stabile, quindi come d’abitudine, siamo davanti all’ennesimo rinvio. Possiamo trovare la roadmap aggiornata all’interno della apposita pagina del Wiki di Fedora, sperando che la release non venga nuovamente posticipata.
Via | Fedora
Il destino di Mandriva è prossimo a tornare nelle mani della comunità: Jean-Manuel Croset, presidente di Mandriva SA, ha annunciato l’intenzione di trasferire la governance della distribuzione a un’entità indipendente dalle società che ne detengono i diritti. In pratica, una fondazione concepita ex novo perché Mandriva sopravviva.
A metà d’aprile, quando Croset aveva anticipato il CdA di Mandriva e l’assemblea degli azionisti che ha portato a un rifinanziamento della distribuzione una delle ipotesi era proprio il ritorno di Mandriva alla comunità. Forse, l’unica soluzione possibile: un problema è la “diaspora” degli sviluppatori, verso il progetto di Mageia.
In questo caso, ancor più che in quello fra Apache OpenOffice e LibreOffice, è fondamentale un incontro per riportare i due progetti a un unico prodotto. Mentre Mandriva SA potrebbe continuare a fornire un supporto commerciale, i responsabili di Mageia dovrebbero assumere il controllo della distribuzione. Soltanto un mio auspicio.
Via | Mandriva