Dalle pagine del blog di Yahoo! Developer Network, la società statunitense – che è stata appena “risanata” grazie all’intervento di Microsoft – spiega perché disporre di un core e promuovere soluzioni aperte possa costituire un problema per le imprese.
Contrariamente a quanto ci si possa aspettare dalle premesse, Yahoo! non è per nulla pentita delle scelte attuate in passato e anzi pone le basi per rendere sempre più facile il processo di transizione a piattaforme open source.
L’Open Web Foundation – già attiva da un anno a questa parte – ha lo scopo di semplificare gli aspetti legali nell’utilizzo, da parte delle aziende, delle applicazioni disponibili/utili ai loro scopi: per questo motivo (sotto l’egida di Yahoo!) la fondazione ha stilato un documento definito Open Web Foundation Agreement. La OWF e Yahoo! collaborano anche ai lavori dell’RSS Advisory Board — che si accinge a rilasciare lo standard Media RSS (alla base della Yahoo! Video Search) con una licenza open.
Rasmus Lerdorf, il creatore del famoso linguaggio PHP, ha annunciato attraverso il suo account twitter che ha lasciato Yahoo.
Lavorava per l’azienda da circa sette anni, ma si capiva che la collaborazione non sarebbe continuata quando l’azienda ha annunciato il contratto con Microsoft per la gestione delle ricerche sul portalone.
Una mossa che potrebbe indicare cambiamenti maggiori all’interno dell’azienda come l’acquisizione ipotizzata mesi fa? Per ora non ci sono indicazioni chiare, ma possiamo dire che Rasmus è solo l’ennesimo fondatore di un progetto open source che nell’ultimo periodo lascia l’azienda per la quale ha lavorato.
Via | Twitter
![]()
Yahoo ha donato il suo server Traffic alla fondazione Apache Software.
Si tratta di un caching proxy HTTP/1.1 utilizzato all’interno di Yahoo ed in uso dal 2002 quando venne acquisita la società che lo sviluppò, Inktomi. Secondo i dati di Yahoo ogni giorno il software controlla oltre 400 TiB di dati ed è in grado di gestire più di 30000 richieste al secondo per ogni server.
Il software supporta anche configurazioni avanzate, load balancing e la possibilità di utilizzare plugin per specifici compiti. È scritto in C/C++ e starà nella sezione Incubator di Apache fino a che non sarà pronto a debuttare come progetto a sé stante. Sono previsti il pieno supporto ai 64bit e ipv6.
Via | Apache
A 15 anni dalla sua creazione, Yahoo ha deciso in questi giorni la chiusura del servizio di creazione di pagine web Geocities.
Anche se la data di chiusura ufficiale non è stata ancora fornita, è sicuramente prevista entro la fine di quest’anno. Non è più possibile quindi la creazione di nuove pagine nel portale; Yahoo consiglia agli utenti la migrazione ad altre piattaforme come ad esempio la propria Yahoo Web Hosting Service.
Geocities, creato nel 1994 con l’intento di consentire alle persone la creazione di una propria pagina web su internet in maniera facile, intuitiva e soprattutto gratuita, ha visto il proprio definitivo declino con l’avvento del web 2.0 e l’esplosione di piattaforme di social networking e di blogging, che consentono una più facile interazione con il web e un approccio più diretto con il visitatore della propria pagina.
Via | Arstechnica
Le major continuano ad insistere sulla necessità di adottare tecnologie di DRM nella distribuzione di brani musicali ma, ancora una volta, è stato dimostrato che sono gli utenti corretti, e non i pirati, a pagarne le conseguenze.
Seguendo la sorte di MSN Music, anche Yahoo! Music Store si appresta a chiudere i battenti, lasciando a piedi tutti quelle persone che avevano riposto fiducia nel servizio acquistando brani provvisti di lucchetti digitali.
A partire dal 30 settembre di quest’anno, i server che gestiscono le chiavi per la riproduzione dei brani verranno spenti e gli utenti che volessero continuare ad ascoltare la musica acquistata non avranno altra scelta che quella di creare CD audio (partendo dai brani “bloccati”) da convertire, successivamente, in formati senza restrizioni.
Oltre al danno, la beffa?
via | Slashdot.org
La data del phpDay si avvicina, e come ogni anno, vengono svelate una ad una le varie iniziative correlate.
Quest’anno i ragazzi del GrUSP, l’associazione no profit che si occupa di organizzare l’evento dai suoi albori, ha coinvolto Rasmus Lerdorf (il papà di PHP) in una simpatica iniziativa svolta a far chiedere ai partecipanti dell’evento 5 domande alle quali lui risponderà indirettamente con un video proiettato durante il keynote.
Rasmus, che attualmente lavora presso Yahoo! come consulente, parlerà inoltre del futuro di php e cosa porterà l’imminente sesta versione di uno dei linguaggi più amati (ed usati) sul web.
Meno di due settimane fa avevamo trattato dell’ OPA di Microsoft nei confronti dell’ acquisto di Yahoo!, che aveva ricevuto un secco no da parte della società di Sunnyvale non tanto per ragioni ideologiche quanto per il prezzo troppo basso dell’ offerta. A questo punto Microsoft minaccia di acquistare il controllo della società in maniera “sporca”, ovvero comprando dagli azionisti le quote azionarie necessarie.
Della “montagna di dollari” di cui può usufruire Microsoft sembra non vedersi la vetta, infatti mentre esibiva 44 miliardi di dollari a Yahoo la casa di Redmond contemporaneamente ha acquisito Danger, una società di software che collabora attivamente alla piattaforma Google Android. Se da un lato questa mossa sembra fatta per portare il know how di Danger nelle applicazioni mobili di casa Microsoft, non si può escludere che Ballmer abbia in progetto di intervenire in maniera non propriamente “open” sul lancio di Android.
Se pensiamo poi che Yahoo! ha annunciato un approfondimento della partnership con T-Mobile sui servizi internet che la società tedesca offre, ci rendiamo conto di come sia spregiudicata e aggressiva ultimamente la politica di Microsoft, che con la sua OPA su Yahoo sta cercando di entrare (in modo non molto amichevole) anche nel settore della telefonia.
Via | Repubblica.it
Una società di nome Zvents ha presentato ( e rilasciato i sorgenti ) di un database server parallelo ad alte performance, basato su un progetto di Google: la potenzialità di Hypertable ( questo il nome del progetto ) sta nel fatto di poter essere eseguito su semplici PC, fino ad un massimo di 1000 nodi.
Nonostante Hypertable sia in qualche modo legato a Big-G, gli sviluppatori di Yahoo! hanno espresso interesse nei confronti del progetto ( testandolo, per esempio, su un numero maggiore di nodi ) e indirettamente si stanno già impegnando nel suo sviluppo: Hypertable memorizza infatti i propri dati sul filesystem distribuito Hadoop, il cui principale sviluppatore ( Doug Cutting ) è dipendente di Yahoo!
via | Slashdot
Una delle più straordinarie consenguenze del possibile successo dell’ OPA di Microsoft su Yahoo sarebbe quella di vedere Microsoft diventare una delle tre aziende che fanno maggior uso di software open source.
Al primo posto c’ è sicuramente Google, mentre l’ NSA potrebbe essere o non essere la seconda (solo gli “addetti ai lavori” lo sanno con certezza). La prima conseguenza evidente dell’ acquisizione di Yahoo sarà che Microsoft si troverà ad avere due home page, due servizi di email, due servizi di instant messaging, due motori di ricerca e in particolar modo due servizi di pubblicità sul web.
Cosa succederà a questi doppioni? Una soluzione possibile è quella in cui Microsoft “butta nel cestino” tutti i prodotti sviluppati da Yahoo in favore di quelli targati Microsoft. Sicuramente può essere un buon modo per far piazza pulita degli avversari, ma per quanto Yahoo sia un nome prestigioso (la sua homepage è la pagina più visitata del web) spendere quello che all’ incirca è il prodotto interno lordo dell’ Angola per buttare tutto via non sembra essere la soluzione più intelligente.
Dopo anni di corteggiamento, Microsoft ha finalmente svelato le sue carte: ha lanciato un OPA su Yahoo! con un offerta strabiliante di 44,6 miliardi di dollari (in parte in denaro e in parte in azioni), circa il doppio rispetto al valore attuale di mercato di 26 miliardi di dollari.
Uno dei motivi di questa mossa, di cui Downloadblog aveva già parlato in questo post, è sicuramente la necessità di fare concorrenza a Google. E Microsoft spera di riuscirci soprattutto grazie ai servizi come Flickr e Answers, e al motore di ricerca di Yahoo!, l’ unico nel panorama del web ad avere la capacità di sostituire quello di Google.
La parte più preoccupante per gli amanti dell’ open source deriva dall’ interesse che nell’ ultimo periodo Yahoo stava riservando a progetti open source come Zimbra, e che porterà Microsoft in caso di successo a trovarsi “a stretto contatto” con realtà che fino ad oggi non ha mai amato. Nell’ attesa di scoprire la reazione di Yahoo a quest’ offerta, segnaliamo che la Commissione Europea ha deciso di non commentare l’ avvenimento.
Via | Pettinix.org