Pochi giorni fa su queste pagine avevamo annunciato la nuova piattaforma che Twitter ha predisposto per i contributori di codice open source e non è passato molto tempo prima che qualcuno raccogliesse seriamente l’invito: dapprima è stato presentato direttamente dall’azienda un blog dedicato a Twitter Engineering (che è poi il nome della “divisione” open source).
E nelle ultime ore è stato siglato un accordo con Yahoo! – che, nonostante le difficoltà economiche, è sempre più all’avanguardia per quanto riguarda i social media – per l’integrazione di Twitter in YQL (di cui pure si era accennato parlando del Symfony Live 2010) e in altri progetti affini.
La partnership è genericamente volta a una maggiore integrazione di Twitter coi servizi sociali di Yahoo!: vale comunque la pena di ricordare come a prescindere dalla svolta “open” i servizi offerti dalla più popolare piattaforma di microblogging non equivalgono in toto a quelli di StatusNet — che nasce libero ed è installabile sul proprio server, a differenza di quanto avviene per Twitter.
Mentre a Barcellona si teneva il Mobile World Congress, a Parigi andava in scena il Symfony Live 2010 — la prima conferenza internazionale dedicata agli sviluppatori del famoso framework per PHP. In quel contesto Yahoo! (che sappiamo utilizzare Symfony per i propri siti) è intervenuta per descrivere come sia possibile realizzare un progetto sfruttando l’open source e gli strumenti da essa offerti.
Non si sente parlare spesso di Yahoo! Developer Network (che offre strumenti simili a Google Code), eppure si tratta di un laboratorio molto importante per il web e l’open source: alcune risorse come YUI e YQL sono paragonabili a quanto negli ultimi anni è stato appannaggio di Facebook con XFBL ed FQL.
Le prospettive descritte alla conferenza organizzata da Sensio Labs aprono scenari piuttosto intriganti: le slide dell’intera presentazione sono facilmente consultabili su SlideShare. Il Symfony Live è stata anche l’occasione per introdurre Symfony 2 — una rivisitazione del framework a opera degli stessi organizzatori dell’evento.
Foto | Xavier Briand

Rick Spencer di Canonical ha annunciato una modifica che riguarderà Firefox in Ubuntu 10.04.
Da quella versione il motore di ricerca predefinito cambierà da Google a Yahoo. Si tratta di un accordo per condividere i profitti stretto fra Yahoo e Canonical che spera in questo modo di incrementare i profitti grazie ai suoi utenti.
Ovviamente rimane la possibilità per tutti i riportare google come motore di ricerca predefinito o di scegliere quello che più si preferisce. Cosa ne pensate di questa scelta e soprattutto quale motore di ricerca utilizzerete?
Via | Phoronix
Dalle pagine del blog di Yahoo! Developer Network, la società statunitense – che è stata appena “risanata” grazie all’intervento di Microsoft – spiega perché disporre di un core e promuovere soluzioni aperte possa costituire un problema per le imprese.
Contrariamente a quanto ci si possa aspettare dalle premesse, Yahoo! non è per nulla pentita delle scelte attuate in passato e anzi pone le basi per rendere sempre più facile il processo di transizione a piattaforme open source.
L’Open Web Foundation – già attiva da un anno a questa parte – ha lo scopo di semplificare gli aspetti legali nell’utilizzo, da parte delle aziende, delle applicazioni disponibili/utili ai loro scopi: per questo motivo (sotto l’egida di Yahoo!) la fondazione ha stilato un documento definito Open Web Foundation Agreement. La OWF e Yahoo! collaborano anche ai lavori dell’RSS Advisory Board — che si accinge a rilasciare lo standard Media RSS (alla base della Yahoo! Video Search) con una licenza open.
Rasmus Lerdorf, il creatore del famoso linguaggio PHP, ha annunciato attraverso il suo account twitter che ha lasciato Yahoo.
Lavorava per l’azienda da circa sette anni, ma si capiva che la collaborazione non sarebbe continuata quando l’azienda ha annunciato il contratto con Microsoft per la gestione delle ricerche sul portalone.
Una mossa che potrebbe indicare cambiamenti maggiori all’interno dell’azienda come l’acquisizione ipotizzata mesi fa? Per ora non ci sono indicazioni chiare, ma possiamo dire che Rasmus è solo l’ennesimo fondatore di un progetto open source che nell’ultimo periodo lascia l’azienda per la quale ha lavorato.
Via | Twitter
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Yahoo ha donato il suo server Traffic alla fondazione Apache Software.
Si tratta di un caching proxy HTTP/1.1 utilizzato all’interno di Yahoo ed in uso dal 2002 quando venne acquisita la società che lo sviluppò, Inktomi. Secondo i dati di Yahoo ogni giorno il software controlla oltre 400 TiB di dati ed è in grado di gestire più di 30000 richieste al secondo per ogni server.
Il software supporta anche configurazioni avanzate, load balancing e la possibilità di utilizzare plugin per specifici compiti. È scritto in C/C++ e starà nella sezione Incubator di Apache fino a che non sarà pronto a debuttare come progetto a sé stante. Sono previsti il pieno supporto ai 64bit e ipv6.
Via | Apache
A 15 anni dalla sua creazione, Yahoo ha deciso in questi giorni la chiusura del servizio di creazione di pagine web Geocities.
Anche se la data di chiusura ufficiale non è stata ancora fornita, è sicuramente prevista entro la fine di quest’anno. Non è più possibile quindi la creazione di nuove pagine nel portale; Yahoo consiglia agli utenti la migrazione ad altre piattaforme come ad esempio la propria Yahoo Web Hosting Service.
Geocities, creato nel 1994 con l’intento di consentire alle persone la creazione di una propria pagina web su internet in maniera facile, intuitiva e soprattutto gratuita, ha visto il proprio definitivo declino con l’avvento del web 2.0 e l’esplosione di piattaforme di social networking e di blogging, che consentono una più facile interazione con il web e un approccio più diretto con il visitatore della propria pagina.
Via | Arstechnica
Le major continuano ad insistere sulla necessità di adottare tecnologie di DRM nella distribuzione di brani musicali ma, ancora una volta, è stato dimostrato che sono gli utenti corretti, e non i pirati, a pagarne le conseguenze.
Seguendo la sorte di MSN Music, anche Yahoo! Music Store si appresta a chiudere i battenti, lasciando a piedi tutti quelle persone che avevano riposto fiducia nel servizio acquistando brani provvisti di lucchetti digitali.
A partire dal 30 settembre di quest’anno, i server che gestiscono le chiavi per la riproduzione dei brani verranno spenti e gli utenti che volessero continuare ad ascoltare la musica acquistata non avranno altra scelta che quella di creare CD audio (partendo dai brani “bloccati”) da convertire, successivamente, in formati senza restrizioni.
Oltre al danno, la beffa?
via | Slashdot.org
La data del phpDay si avvicina, e come ogni anno, vengono svelate una ad una le varie iniziative correlate.
Quest’anno i ragazzi del GrUSP, l’associazione no profit che si occupa di organizzare l’evento dai suoi albori, ha coinvolto Rasmus Lerdorf (il papà di PHP) in una simpatica iniziativa svolta a far chiedere ai partecipanti dell’evento 5 domande alle quali lui risponderà indirettamente con un video proiettato durante il keynote.
Rasmus, che attualmente lavora presso Yahoo! come consulente, parlerà inoltre del futuro di php e cosa porterà l’imminente sesta versione di uno dei linguaggi più amati (ed usati) sul web.
Meno di due settimane fa avevamo trattato dell’ OPA di Microsoft nei confronti dell’ acquisto di Yahoo!, che aveva ricevuto un secco no da parte della società di Sunnyvale non tanto per ragioni ideologiche quanto per il prezzo troppo basso dell’ offerta. A questo punto Microsoft minaccia di acquistare il controllo della società in maniera “sporca”, ovvero comprando dagli azionisti le quote azionarie necessarie.
Della “montagna di dollari” di cui può usufruire Microsoft sembra non vedersi la vetta, infatti mentre esibiva 44 miliardi di dollari a Yahoo la casa di Redmond contemporaneamente ha acquisito Danger, una società di software che collabora attivamente alla piattaforma Google Android. Se da un lato questa mossa sembra fatta per portare il know how di Danger nelle applicazioni mobili di casa Microsoft, non si può escludere che Ballmer abbia in progetto di intervenire in maniera non propriamente “open” sul lancio di Android.
Se pensiamo poi che Yahoo! ha annunciato un approfondimento della partnership con T-Mobile sui servizi internet che la società tedesca offre, ci rendiamo conto di come sia spregiudicata e aggressiva ultimamente la politica di Microsoft, che con la sua OPA su Yahoo sta cercando di entrare (in modo non molto amichevole) anche nel settore della telefonia.
Via | Repubblica.it