Newrez è uno script per Nautilus, il file manager di GNOME, capace di cambiare la risoluzione del monitor — ad esempio, per ottenere delle dimensioni più grandi di quelle previste dalle impostazioni dello schermo. Creato nel 2010, Newrez è aggiornato alla versione 0.8 e include un nuovo script per l’utilizzo coi driver proprietari.
La versione standard di Newrez utilizza XRandR per modificare la risoluzione e, di conseguenza, richiede il supporto del framebuffer. Una soluzione ideale coi driver open source: libkms si connette al Kernel Mode-Setting (KMS). Il problema subentra con quelli proprietari, che non includono un framebuffer e “richiederebbero” uvesafb.
Il nuovo approccio di Newrez-V prevede, al posto di XRandR, l’utilizzo di VNC: lo script apre una sessione del server di dimensioni superiori alla risoluzione dello schermo e si connette dal client, che ne mostra una porzione in scala. Il risultato non è gradevole quanto lo script originario, ma può essere usato come un workaround.
Via | MakeUseOf
Wayland Display Server “dovrebbe” raggiungere la versione 1.0, cioè la prima stabile, durante il FOSDEM 2012 che si terrà questo fine settimana – gli interventi cominceranno domani – a Bruxelles. Kristian Høgsberg, l’ideatore del progetto, terrà una conferenza tra le sessioni per mostrare i progressi dal 2008. È un punto di svolta?
Quella che da molti è considerata come l’alternativa più credibile a X11 è nata un po’ per gioco nel 2008 quando Høgsberg lavorava presso Red Hat. Soltanto nell’ultimo anno Wayland ha attirato l’attenzione di Intel, l’attuale datore di lavoro di Høgsberg, per sostituire X.Org su MeeGo. Nel frattempo, Wayland ha aumentato i consensi.
Wayland è disponibile per i principali toolkit: Qt5, Gtk+2/3, Clutter, SDL ed EFL – le librerie di Enlightenment – che rappresentano l’integrazione più matura del display server con un desktop environment completo. Wayland richiede espressamente delle funzionalità del kernel di Linux, però Høgsberg non preclude un porting per *BSD.
Via | FOSDEM
Il team di sviluppo ha annunciato il rilascio di KDE 4.8, il penultimo aggiornamento che precede il passaggio a Frameworks 5. Le funzionalità confermano quanto abbiamo trattato negli ultimi mesi, con qualche anticipazione sull’immediato futuro. Ad esempio, KDE Telepathy è già trattato come il client predefinito della messaggistica.
Esordisce, così, pure KSecretService: il nuovo servizio di salvataggio delle password da condividere sulla rete locale e/o coi dispositivi portatili. Dolphin – il file manager – è più rapido ed efficiente che in passato, con un nuovo engine per funzionare al meglio coi dischi meno “performanti” e il supporto agli huge_file con +2Tb.
Una menzione particolare merita la gestione del risparmio energetico, ridisegnata per consentire tre modalità preimpostate: alimentazione da corrente, batteria e batteria in fase di scaricamento. In base alla scelta, KDE 4.8 può inibire lo spegnimento del monitor coi filmati a tutto schermo: un applet ne permette la disattivazione.
Via | Sebastian Kügler
Gli utenti delle principali distribuzioni, a eccezione di Ubuntu, nelle ultime ore hanno dovuto affrontare un fastidioso bug di X.Org Server 1.11. Avviato lo screensaver chiunque avrebbe potuto accedere alla sessione attiva da una semplice combinazione di tasti. Nello specifico, [Ctrl]+[Alt]+[KP_Multiply] — il pulsante cd. compose.
Oneiric Ocelot costituisce un’eccezione perché l’ultimo aggiornamento di X.Org sarà incluso soltanto in Ubuntu 12.04 LTS. Il bug è stato risolto, perciò gli utenti di Fedora 16, Debian (Sid) o rolling release dovrebbero aggiornare i pacchetti quanto prima. Nonostante il problema in sé, la vulnerabilità non dipende dallo screensaver.
Il bug deriva dalla gestione dell’input della tastiera e, di conseguenza, il colpevole è xkeyboard-config. L’aggiornamento di sicurezza disabilita temporaneamente il debugging delle funzionalità. Il problema riporta in auge la questione del blocco dello schermo, alternativo allo screensaver. Una soluzione già approntata sui tablet.
Via | Peter Hutterer
Enlightenment, il terzo desktop environment – dopo GNOME e KDE – quanto a librerie originali per il rendering della grafica, funziona già su Wayland e pensa d’estenderne il supporto nel medio periodo. La semplicità del window manager e l’utilizzo delle EFL comportano meno problemi, rispetto agli altri: X11 sarà eliminato del tutto.
Se l’aggiornamento a DR17 ha impiegato diversi anni, l’adeguamento a Wayland Display Server di Enlightenment procede molto rapidamente. Sebbene il progetto di Kristian Høgsberg non prevedesse inizialmente il supporto al toolkit di EFL, Christopher Michael ha avviato la transizione prima degli altri — un lavoro, comunque, incompleto.
Al momento, Enlightenment avvia le proprie applicazioni lato–client. In futuro è prevista la realizzazione d’un compositor “nativo” in Wayland. DR17 può funzionare con o senza l’accelerazione hardware di EGL e OpenGL ES 2.0. Il contributo del desktop environment al supporto di Wayland sarà strategico per altri progetti, come Tizen.
Via | Phoronix
Fedora 16 è stata rilasciata solamente un mese fa, e già si torna a parlare del nuovo rilascio, Fedora 17 Beefy Miracle. Se fino ad ora di questa release si era parlato solamente il relazione al suo bizzarro nome, incominciano a trasparire i primi dettagli tecnici insieme alle future feature.
Secondo quanto possiamo apprendere da More Fedora, a partire da Fedora 17, troveremo il supporto nativo al multitouch. Grazie alla nuova versione di XOrg, che sarà inclusa in Fedora Beefy Miracle, avremo il supporto completo a tutte le gesture multitouch; spetterà poi ai vari sviluppatori dei relativi toolkit come GTK+ e QT, far sì che queste gestures possano essere utilizzate nelle varie applicazioni.
L’ottimo risultato ottenuto è il frutto di una collaborazione tra Peter Hutterer di Red Hat, Chaase Douglas di Canonical e Daniel Stone di Collabora. Ora resta da vedere se i vari sviluppatori delle varie applicazioni renderanno disponibile l’uso delle gestures; nonostante tutto questo è sicuramente un passo avanti per quel che riguarda l’esperienza utente su GNU/Linux.
Via | More Fedora
Wayland è presto diventato «l’oggetto del desiderio» degli utenti di Linux, a volte soltanto per l’insoddisfazione sviluppata nei confronti di X.Org. Nonostante non esistano dei desktop pronti a implementarlo, il lavoro sul display server continua alacremente: i programmatori si sono confrontati rispetto alla dichiarazione del DPI.
A livello predefinito, Wayland imposta il DPI a 96: è la stessa scelta effettuata da X.Org (e persino da Windows). Rispetto ad altri display server, però, Wayland non ammette la modifica manuale del valore preimpostato: non sembra un limite riconducibile all’avanzamento dei lavori. La variazione non è prevista, né lo sarà in futuro.
Questa scelta ha fatto discutere: Windows 8, ad esempio, ha rivalutato l’opzione della modifica manuale al DPI — rimuovendo il limite a quattro dimensioni preimpostate e permettendo qualunque valore. Perché, allora, Wayland dovrebbe fare un passo indietro? La risposta non è così semplice e gli sviluppatori hanno ragioni differenti.
Continua a leggere: Perché Wayland non permetterà la modifica manuale al DPI predefinito

Mint Spirit, è questo il nome del nuovissimo font creato dal team di Linux Mint che è stato recentemente annunciato da team di designer di Linux Mint. Ecco quindi che dopo Ubuntu, un’altra distribuzione GNU/Linux punta a creare una propria identità, facendo uso di un font proprio e non solo dei soliti colori.
Il font, a detto dello sviluppatore principale, è ispirato ai più famosi Futura, Gillius, NeoGothis e Ubuntu Fonts. Attualmente arrivato solamente alla versione alpha, il font punta ad essere un mix tra bello, fresco e moderno; elementi sicuramente di peso quando parliamo di un font.
Sul forum internazionale di Linux Mint è apparsa una versione da scaricare e da provare, che ha quindi consegnato a migliaia di blogger materiale di prova davvero interessante. Nonostante il progetto sia stato pubblicato già da poco si parla già di versione beta, che porterà con sé interessanti novità.
Via | Linux Mint Forum
David Airlie è intenzionato a dimostrare l’utilità di xf86-video-modesetting, il nuovo driver non accelerato per X.Org e il KMS, evidenziandone tutte le caratteristiche. L’ultima “trovata” convincerà anche i più scettici: il progetto è in grado d’avviare i monitor in stand-by, semplicemente collegando la presa a un sistema avviato.
A sostegno dei lavori, Airlie ha registrato un video che mostra come in pochi secondi l’output di X.Org compaia sullo schermo appena collegato. Il “trasporto” d’esempio riguarda xterm: non ancora soddisfatto dei risultati, Airlie vuole estendere le funzionalità ai driver specifici dei processori grafici per ottenere l’accelerazione.
Dal punto di vista tecnico l’esperimento equivale a Xinerama, spostando l’implementazione a un livello più basso dello stack grafico. Airlie ammette che la soluzione definitiva richiederà molto tempo, eppure le immagini parlano da sé. Un altro step prevede la possibilità d’effettuare lo switch su sistemi dotati di due schede video.
Via | David Airlie
Edward Cullen (no, non il Robert Pattinson di Twilight) ha cominciato a modificare la pagina su FreeDesktop riservata a X12, l’ipotetico successore del protocollo X11 utilizzato da X.Org. Sono stati aggiunti dei requisiti di massima per la realizzazione dell’aggiornamento: «X11 era stato concepito per un’altra era dell’informatica».
Evitando d’entrare nelle discussioni sull’opportunità di un abbandono definitivo di X11, Cullen recupera quanto dev’essere mantenuto. La chiave è nella Network Transparency, una funzionalità citata pure da Martin Gräßlin per Wayland che ha portato Miguel De Icaza a esaltare le novità di Windows 8 con Metro. Tutti d’accordo, quindi.
X12 dovrà incontrare le esigenze di un mercato più flessibile, nel quale il settore mobile ha un’importanza crescente: deve funzionare egregiamente su smartphone, tablet e netbook. Il framebuffer non dovrebbe essere accantonato, perché conserva tuttora un ruolo strategico in alcune situazioni. I lavori a X12 non inizieranno presto.
Via | Phoronix