Sikuli è un progetto ambizioso di automazione per GUI che consente di configurare alcuni parametri di sistema a partire da uno screenshot: concepito inizialmente per Mac OS X e funzionante anche su Windows, è approdato finalmente anche a Linux.
Gli sviluppatori di Canonical avevano già intervistato i creatori di Sikuli (il cui motto è What You See Is What You Script) sul blog di Launchpad, che ora è la piattaforma-base per lo sviluppo dell’IDE. Perché funzioni sulla propria macchina è necessario installare la JDK di Sun Microsystems.
I possibili utilizzi di Sikuli sono molteplici e le prospettive che apre sono impressionanti: la prima cosa che mi viene in mente è il ripristino di una configurazione salvata attraverso gli screenshot di un sistema precedente. Vale sicuramente la pena di scaricarlo e dargli una chance.
Via | WebUpd8
E così siamo giunti a un’altra release dei driver proprietari per schede video ATI: negli ultimi mesi ci sono stati molti più aggiornamenti per quanto riguarda l’alternativa open source — specie riguardo al KMS e alle sue innumerevoli implicazioni, ma anche per ciò che concerne il risparmio energetico e quant’altro.
In realtà i Catalyst 10.1 non aggiungono granché ai driver precedenti: si tratta essenzialmente di un rilascio di manutenzione, che risolve alcuni bug e “dovrebbe” supportare il kernel 2.6.32 e Karmic Koala. Il condizionale è d’obbligo perché su quest’ultimo non sono riuscito a terminare con successo la creazione dei pacchetti, benché i moduli DKMS risultino installabili anche sul branch instabile del kernel.
Stando alle prime indiscrezioni di Phoronix, questa versione dovrebbe abilitare AMD Eyefinity anche per Linux (con un limite fissato a 3 soli monitor): più aspettative riguardano la successiva versione 10.2 — in ogni caso, questa release corrisponde ai driver ATI 8.69 ed è finalmente scaricabile anche dalla pagina ufficiale di ATI.
Via | Phoronix

Ancora novità interessanti dal fronte di LXDE: il leggero desktop environment in Gtk+ – che in primavera avrà la sua prima distribuzione dedicata con Ubuntu 10.04 LTS – ha un proprio display manager, a differenza di altri competitor.
I lavori a LXDM (questo il nome scelto per il display manager, che non ha ancora una versione definitiva) hanno subito gli aggiornamenti più critici nelle ultime settimane e pochi giorni fa è stato aggiunto il supporto ai temi.
L’aspetto più interessante, per una feature che riduce ulteriormente la dipendenza da altri window manager, consiste nel fatto che il supporto non necessita di grandi “rivoluzioni”: per usufruirne è sufficiente inserire le informazioni necessarie in .gtkrc — con la possibilità di ottenere più temi selezionabili.
Continuano alacremente i lavori per lo sviluppo di LXDE, anche in previsione di Lubuntu (che esordirà con Lucid Lynx): questa volta è LXMusic a essere aggiornato alla versione 0.4.2.
Il leggero desktop environment tailandese propone un importante aggiornamento del suo music player — aggiungendo un migliore supporto anche alla traduzione: il resto del changelog è dedicato ad aspetti squisitamente tecnici, come i flag di compilazione per GCC.
LXDE è sempre più completo e maturo, benché sia ancora presto perché possa competere coi suoi maggiori antagonisti: è comunque importante che – nonostante il periodo festivo – lo sviluppo prosegua ininterrottamente. LXMusic è scaricabile dall’archivio su SourceForge.
Tra le feature che caratterizzeranno la prossima release di Banshee c’è una nuova modalità di visualizzazione definita come Grid View: gli sviluppatori stanno infatti lavorando a un miglioramento della user experience per consentire un rapido switch tra la modalità normale e quella a griglia — coinvolgendo in particolare la navigazione tra copertine e anteprime dei video.
Siamo ancora lontani da un rilascio stabile di Banshee Grid View, ma il branch di sviluppo è già scaricabile dall’archivio Git di GNOME: a parlare dell’avanzamento dei lavori dalle pagine del suo blog è Aaron Bockover, il manutentore del repository e principale responsabile del progetto.
A quanto si può capire dalle parole di Aaron, presto avverrà il merging del suo ramo con quello principale di Banshee e perciò comincerà la fase di avvicinamento alla disponibilità ufficiale della Grid View: le immagini non sono granché esplicative di quella che potrebbe essere l’”ergonomia” di questa nuova modalità, ma sembra piuttosto utile per velocizzare le operazioni di navigazione tra i file.
Foto | Aaron Bockover
Il kernel 2.6.32 è appena stato rilasciato e già ci sono interessanti novità su quella che sarà la prossima versione: nello specifico si tratta dei driver video open source di ATI, che rispetto a quelli proprietari – almeno, da quando è uscita la serie Radeon HD – sono rimasti piuttosto “indietro”.
In realtà c’è chi ha implementato le versioni sperimentali che risolvono il problema di compatibilità col compositing basato su OpenGL, ma lo sviluppo è tutt’altro che stabile: una funzione particolarmente utile per ACPI riguarda le feature di ATI PowerPlay — finora non disponibile per i driver liberi.
Sembra però che dopo l’introduzione del KMS per ATI nell’ultimo branch stabile del kernel il futuro prospetta anche un’integrazione di PowerPlay: le opzioni non sono ancora presenti nelle patch degli snapshot di linux 2.6.33, ma dovrebbero già essere presenti in Vanilla su Git.
Via | Phoronix
Che Phoronix sia una delle principali risorse per il benchmarking su piattaforme Linux non è certo una novità: spesso anche su queste pagine ne riportiamo risultati e anteprime. Questa volta – già abituati ai servizi predisposti per gli utenti – Phoronix Media ha lanciato Phoromatic, una piattaforma online per la programmazione e la gestione dei test.
Phoromatic è essenzialmente un’interfaccia remota per l’organizzazione dei benchmark: entrato in public beta già dal mese scorso, si basa su Phoronix Test Suite — l’applicazione ufficiale di Phoronix per il testing dei sistemi BSD, Linux, Solaris e OS X. Aprire un nuovo account è immediato e non richiede alcuna conferma via e-mail.
Per usufruire dei servizi di Phoromatic (una volta registrati) è sufficiente effettuare i benchmark con PTS indicando il codice personale generato automaticamente: dalle impostazioni si può scegliere anche d’inviare i risultati direttamente a Phoronix Global, il database pubblico di Phoronix per la raccolta dei test sull’hardware in prova.
Con l’arrivo di X Server 1.7 / X.Org 7.5 è arrivato anche il supporto ufficiale a Multi-Pointer X, cioè la capacità di utilizzare più mouse e tastiere contemporaneamente.
Quello che vedete è un video realizzato da ENAC Interactive Computing Lab utilizzando diverse periferiche touch. Il sistema utilizzato è una normale Fedora con un xf86-input-evdev modificato e l’utilizzo di multitouchd per la gestione.
Se voleste fare delle prove sulle vostre macchine, potete trovare tutti i requisiti ed i software sul sito dell’ENAC.
Via | Phoronix
Le Software Compilation – altresì definite come SC – sono dei minor upgrade di KDE (praticamente degli snapshot) rilasciati generalmente a cadenza mensile: quella di dicembre, nome in codice Cold, è la 4.3.4 e “avvicina” ulteriormente alla prossima release del desktop environment. Su queste stesse pagine era stata annunciata anche la SC di settembre, ovvero KDE 4.3.1.
Si tratta del primo aggiornamento consistente dal riposizionamento del branding di KDE: le novità importanti riguardando il miglioramento della localizzazione – KDE è tradotto in più di 50 lingue – e alcuni consueti bugfix. Sempre riguardo gli idiomi è stato corretto un problema legato ai caratteri non-ASCII inseriti nelle passphrase di KGpg, mentre le altre sistemazioni riguardano soprattutto l’eye-candy.
A questo proposito sono stati migliorati la stabilità di Okular e la reattività di Plasma, mentre tra i progetti educativi spicca la revisione di Marble — un “globo” che consente la visualizzazione del planisfero e di molte informazioni geografiche più specifiche. Ovviamente è possibile consultare il changelog aggiornato, che include tutte le differenze tra la versione 4.3.3 di novembre e la 4.3.4 di dicembre.
Il progetto X.org Server ha deciso di eliminare il supporto ad HAL.
Al suo posto verranno usate le librerie specifiche di ogni sistema operativo (libudev su Linux, libdevinfo su Solaris, ecc.) per enumerare tutte le periferiche. Hal è stato introdotto nella versione 1.4 ed è presente anche nella versione 1.7, ma dovrebbe scomparire durante lo sviluppo di X server 1.8 che verrà rilasciato a marzo.
Per sostituire i file fdi di hal X server inizierà a supportare la directory xorg.conf.d dove ci saranno i file, con una nuova sintassi, per gestire tutte le opzioni dei driver.
Via | XOrg