Ieri ho scoperto dell’esistenza di questo ragazzone, Gianuco Rebellino, che nel video qui sopra si definisce un “open source guy”. Me ne ha parlato Mark Gayler, open software evangelist di Microsoft. Cosa siano bene gli open software evangelist, lo ammetto, non mi è chiarissimo. Diciamo che sono questi ragazzotti che promuovono l’interoperabilità fra Microsoft e i software open source. Pare ce ne siano una cinquantina in giro. E diciamo pure che Google non mi è venuto in aiuto.
Torniamo a Rebellino, sviluppatore open source da Linux 0.99 ed ex vice presidente dell’Apache Foundation. Incuriosito dalla presenza di un italiano in questo progetto, quello di rendere Microsoft un po’ (più) aperta, sono andato a cercare qualche informazione e ho trovato questo video in cui il Senior Director for Open Source Communities at Microsoft Corp. parla di open source, interoperabilità e cloud computing davanti alla platea del IX Open Souce Portuguese Even svoltosi lo scorso ottobre, raccontando il proprio stupore quando Microsoft l’ha chiamato per assumerlo.
Tempo fa avevamo intervistato Garret Serak, responsabile del progetto CoApp, proprio qui su ossblog circa l’apertura di Microsoft al mondo dell’open source. Non so se parole come Winzoz lasceranno mai il posto ad altre come open software evangelist, ma sto cominciando a chiedermi se sia ancora il caso di guardare a Microsoft un po’ come al nemico. Rebellino sottolinea come 23 dei 25 software open source più scaricati funzionino perfettamente su Windows: quanto sia stato importante per far accadere questa cosa il cambiamento di atteggiamento di Redmond nei confronti del mondo dell’open source, non so.
Una triste curiosità. Nonostante l’open guy di Microsoft sia italiano, il sito che offre informazioni sull’openness di Microsoft è tradotto in diverse lingue, ma non in italiano.
EDIT: e invece no, il sito in italiano c’è, solo che sta da un’altra parte. Eccolo: http://www.microsoft.com/italy/openness/
IBM ha deciso d’installare una versione di Windows sui nuovi mainframe di zEnterprise: il sistema operativo di Microsoft affiancherà AIX, z/OS e Linux. È una scelta inedita, ritenuta finora impossibile. La disponibilità dei mainframe è prevista entro il 16 dicembre prossimo. IBM vuole mettere UNIX in secondo piano? No, non proprio.
IBM ha semplicemente riconosciuto (e apprezzato) la crescita di Windows, dando a Microsoft una nuova opportunità di sviluppo sui mainframe. La decisione non vuole penalizzare UNIX, quanto esplorare le possibilità di Windows in un ambiente che non gli è molto congegnale. Ad esempio, il supporto a Linux è arrivato lo scorso settembre.
Tanto il recente supporto a Linux, quanto il futuro a Windows offrono ai data center la possibilità d’utilizzare un sistema operativo centralizzato più vicino a quello dei terminali fisici o virtuali. IBM ritiene che l’introduzione di Windows sui mainframe riduca i costi di gestione delle infrastrutture. Come risponderà il mercato?
Via | MarketWatch
Canonical ha rilasciato Ubuntu One for Windows 2.0, il primo rilascio considerato stabile per il client dedicato al sistema operativo di Microsoft. Il numero di versione non è indicativo, perché la 1.0 era ancora sperimentale: le prestazioni dell’aggiornamento si allineano al programma per Linux. È possibile registrarsi con Windows.
Gli sviluppatori hanno sentito il bisogno di giustificarsi per la realizzazione di un client su Windows: a quanto pare, un numero consistente di utenti ha manifestato la necessità di condividere i propri documenti su sistemi operativi diversi da Linux. Ubuntu One è disponibile anche per Android e iOS. All’appello manca giusto OS X.
Ubuntu One «ha deciso di essere multi-piattaforma» al punto da ignorare proprio le altre distribuzioni di Linux. L’installazione del client è subordinata, a eccezione di Ubuntu, alla compilazione dei sorgenti oppure all’utilizzo di pacchetti realizzati da terze parti: è una scelta legittima, essendo un’applicazione legata a Ubuntu?
Via | Canonical
Windows Runtime (WinRT) è il nuovo system service provider di Windows 8 per Metro, in sostituzione alle infrastrutture di Win32, Win64 e WoW64. L’utilizzo di .NET dovrebbe restare ancorato all’ambiente del desktop, pure presente su Windows 8, tuttavia Miguel De Icaza ritiene ci siano ampi margini per l’interazione di Mono con WinRT.
Le dichiarazioni di De Icaza sono discutibili, perché il responsabile di Mono ha osato troppo, sottolineando «la favolosa opportunità» concessa da Microsoft: WinRT sarebbe eccezionale in quanto separa l’interfaccia-utente dal backend, incrementando le possibilità di trasportare le applicazioni su dispositivi molto diversi tra loro.
È evidentemente lo stesso approccio adottato dai sistemi operativi e delle applicazioni open source da più di vent’anni. Curiosità a parte, De Icaza elenca le possibilità di Mono: parte del codice per il dialogo con WinRT sarà mutuato da Moonlight, benché il ruolo di Silverlight per Metro non sia ancora stato definito con certezza.
Continua a leggere: WinRT, il system service provider per Windows 8/Metro, incontra Mono
Linux Australia ha dichiarato guerra al Secure Boot di UEFI, implementato per la prima volta da Microsoft con Windows 8 sui prodotti OEM che usciranno sul mercato soltanto nel 2012. Nonostante le rassicurazioni dell’azienda di Redmond, le difficoltà d’implementazione per assicurare il boot di Linux o altri sistemi operativi restano.
Il nodo da sciogliere, per la Australian Competition and Consumer Commission (ACCC), non sarà così semplice: Microsoft si limita ad avvalersi di una funzione prevista da UEFI, perciò a essere denunciati dovrebbero essere gli OEM che decidessero di bloccare l’opzione nel BIOS. Una prospettiva esclusa a priori per il mercato europeo.
Almeno stando alle norme comunitarie che impongono la possibilità di scelta del sistema operativo all’acquisto di un elaboratore in Europa. La nuova situazione creata dal Secure Boot di UEFI non è ancora oggetto di giurisprudenza, soprattutto perché non esistono macchine in distribuzione che lo prevedano. Le possibilità sono molte.
Continua a leggere: Gli utenti australiani di Linux si oppongono al Secure Boot per UEFI
Secure Boot è una funzionalità opzionale di Windows 8, divenuta popolare perché responsabile del blocco al dual-boot con altri sistemi operativi, tra i quali ovviamente Linux. Microsoft ha proposto un intervento dettagliato sul funzionamento dell’infrastruttura: le prospettive non sono così nefaste. Specie perché non è obbligatorio.
Il controllo del boot loader avviene con Unified Extensible Firmware Interface (UEFI) e può essere impostato dalla configurazione del BIOS: gli utenti di Linux, ecc. possono disabilitarlo in qualunque momento ed essere comunque in grado di avviare Windows 8. La facoltà d’attivare il Secure Boot in default è soltanto dei produttori.
Il meccanismo riconosce le chiavi di cifratura presenti in un database protetto e autorizza la procedura d’avvio del sistema operativo. Richiede UEFI 2.3.1 o superiore ed è concepito esclusivamente per Windows 8: se attivato, può bloccare qualunque sistema non riconosciuto. Inclusi quelli precedenti di Microsoft. Un falso problema.
Via | Building Windows 8
Microsoft ha rilasciato immediatamente la Developer Preview di Windows 8 a seguito della presentazione del sistema operativo di Steven Sinofsky ad Anaheim, in California, durante il BUILD. Non era mai accaduto, neanche dopo la débâcle di Vista: Windows 7 era stato presentato in esclusiva alla Professional Developer Conference (PDC).
L’imitazione di Linux (e degli altri sistemi open source) è nella pubblicazione ufficiale delle immagini per tutte le versioni disponibili di Windows 8. Microsoft intende avvantaggiarsi del feedback degli utenti per scongiurare quello che molti pronosticano come l’ennesimo fallimento. Almeno, così è convinto Steven Vaughan-Nichols.
L’analogia con Linux non è soltanto nella distribuzione di Windows 8, che comunque non sarà mai open source: l’adattamento di Metro, il design concepito per Windows Phone 7, ricorda molto l’interfaccia-utente di MeeGo. Per non parlare della gestione del software in modalità app store. Microsoft «ha imparato la lezione», ma basterà?
Via | ZDNet
Soltanto lo 0.2% dei portatili prodotti da One Laptop Per Child (OLPC), cioè circa 5.000 unità, prevede l’installazione di Windows XP: è uno stock offerto da Microsoft ed è estraneo alla formula prevista dalla distribuzione di XO-1. È quanto ha sostenuto con forza il gruppo di lavoro responsabile del progetto di Nicholas Negroponte.
La precisazione s’è resa necessaria, perché alcune indiscrezioni parlavano dell’abbandono di Linux e dell’open source da OLPC, anche in previsione del tablet di prossima realizzazione. Una possibilità, introdotta di recente con un aggiornamento, è quella di realizzare un dual-boot con Windows XP: tuttavia, pochi se ne sono avvalsi.
Una possibilità, al contrario, particolarmente popolare in America Latina è Sugared Wine, una versione di Wine dedicata a Sugar (l’interfaccia grafica open source di XO-1). La scelta di Linux non deriva dall’assenza di Windows XP sui processori ARM: Windows 8 non sarà preso in considerazione da OLPC, neppure per il prossimo futuro.
Via | OLPC
Longene è un’alternativa a Wine per eseguire le applicazioni realizzate su Windows, con Linux: a differenza dell’“emulatore”, il progetto integra le API di Microsoft a livello di kernel, inserendo dei moduli aggiuntivi. Non è molto entusiasmante, perché contiene dei limiti oggettivi. Anzitutto, non c’è preoccupazione per i brevetti.
La piattaforma è sviluppata da una società cinese: potrebbe sfruttare dei componenti proprietari inutilizzabili. Nulla è stato ancora certificato, comunque. Longene utilizza pure delle parti di Wine. Un aspetto interessante del progetto, a prescindere dai binari di Windows a 32-bit, riguarda i driver. Bisogna capire in che termini.
L’ibridazione di Linux con Windows potrebbe essere un’idea già obsoleta: Longene è aggiornato al kernel 2.6.34 e il mercato del software si muove in tutt’altra direzione. Con la possibilità di disporre di applicazioni “native” e web su qualunque piattaforma, l’opportunità d’eseguire i binari di Windows su Linux è meno interessante.
Via | Phoronix
Ext2Fsd è un’applicazione per gestire le partizioni formattate con file system di tipo Ext2/3/4 su Windows. Rispetto ad altre soluzioni analoghe, Ext2Fsd permette l’accesso in scrittura: per usufruirne, tuttavia, occorre abilitarlo dalle impostazioni del driver. È disabilitato, a livello predefinito. Può corrompere alcuni documenti.
Le funzionalità di Ext2/3/4 supportate da Ext2Fsd sono diverse: la struttura può prevedere degli inode maggiori di 128 bytes supporta gli indici Htree e tipologie di file aggiuntive per le dentry. Ext2Fsd accede ai large_file da più di 4Gb (non sembrano accessibili gli huge_file da più di 1Tb), supporta la replicazione del journal.
Com’è intuibile, trattandosi di una soluzione per Windows, Ext2Fsd non permette la gestione dei permessi via Access Control List (ACL) e la generazione del journal. Consente però il controllo dei file system e l’attivazione in avvio di sistema: è un’opzione sconsigliata per i dischi rimovibili. Ottimo l’accesso ai file da Explorer.
Via | Andrei Alin