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  <title>Ossblog.it</title>
  <subtitle>Programmi free: scopri il mondo dell'Open Source</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[2005-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-05-22T14:23:49+00:00</updated>
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    <title type="html">NetBeans 7.2 implementa il supporto “nativo” alla sintassi di jQuery</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2012-05-19T11:00:41+00:00</published>
    <updated>2012-05-19T11:00:41+00:00</updated>
    <dc:subject>javascript</dc:subject><dc:subject>webdev</dc:subject><dc:subject>ambienti di sviluppo</dc:subject><dc:subject>jquery 1.7.2</dc:subject><dc:subject>linguaggi di programmazione</dc:subject><dc:subject>netbeans 7.2</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[NetBeans, lo Integrated Development Environment (IDE) open source sponsorizzato da Oracle, proporrà – a partire dalla versione 7.2, prevista entro la fine di giugno – il supporto “nativo” di[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9983/netbeans-72-implementa-il-supporto-nativo-alla-sintassi-di-jquery"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/netbeans.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="NetBeans" /><a href="http://netbeans.org/">NetBeans</a>, lo Integrated Development Environment (IDE) <em>open source</em> sponsorizzato da Oracle, proporrà – a partire dalla versione 7.2, prevista entro la fine di giugno – il supporto “nativo” di <a href="http://jquery.com/">jQuery</a>: la popolare libreria per lo sviluppo con JavaScript. È una tra le novità più interessanti del nuovo editor — in fase di realizzazione.</p>
<p>Già alla fine di marzo, infatti, Oracle aveva annunciato la creazione di un nuovo editor per JavaScript in NetBeans: il progetto - noto come JavaScript 2 - è in un ramo di sviluppo dedicato su Hudson. Il codice sorgente non è stato inserito nel <em>trunk</em> principale di NetBeans 7.2. Per provarne il prototipo occorre <a href="http://bertram-tst.netbeans.org:8080/job/javascript2/">un download separato</a>.</p>
<p>Quando sarà disponibile, NetBeans 7.2 - rilasciato sotto doppia licenza, CCDL e GPLv2 – permetterà l’auto-completamento del codice e l’accesso alla documentazione completa per le Application Programming Interface (API) di jQuery dal browser integrato. Sarà possibile rintracciare automaticamente i selettori del <em>markup</em> di HTML e CSS.</p>
<p>Via | <a href="http://www.h-online.com/open/news/item/New-JavaScript-editor-with-jQuery-support-coming-to-NetBeans-1579373.html">The H Open</a></p>
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    <title type="html">Microsoft avvia l’apertura ad HTML5 di SkyDrive, Hotmail e Messenger</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2012-05-04T09:00:24+00:00</published>
    <updated>2012-05-04T09:00:24+00:00</updated>
    <dc:subject>microsoft</dc:subject><dc:subject>webdev</dc:subject><dc:subject>hotmail</dc:subject><dc:subject>messenger</dc:subject><dc:subject>skydrive</dc:subject><dc:subject>windows live</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Microsoft ha decretato la dismissione di Windows Live – almeno, per com’è stato impostato nel 2005 – scegliendo di trasformare la piattaforma in un Application Programming Interface (API) per[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9913/microsoft-avvia-lapertura-ad-html5-di-skydrive-hotmail-e-messenger"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/windowslive.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Windows Live" />Microsoft ha decretato <a href="http://www.downloadblog.it/post/17483/microsoft-chiude-il-portale-di-windows-live-dalluscita-di-windows-8">la dismissione</a> di Windows Live – almeno, per com’è stato impostato nel 2005 – scegliendo di trasformare la piattaforma in un Application Programming Interface (API) per realizzare applicazioni dedicate con HTML5 e JavaScript. La scelta è motivata dall’interfaccia di Metro, ma giova ad altri sistemi operativi.</p>
<p>Già in dicembre, Microsoft aveva realizzato un Software Development Kit (SDK) per Windows Live che preludeva alla transizione. Presto sarà <a href="http://www.ossblog.it/post/9073/microsoft-importa-i-servizi-di-windows-live-sui-protocolli-standard">l’unica via d’accesso</a> a SkyDrive – che adesso supporta Open Document Format (ODF) – Hotmail e Messenger. Gli sviluppatori possono interagire coi nuovi Microsoft Account, da qualunque dispositivo.</p>
<p>Volendo applicazioni come Shotwell e digiKam potrebbero abilitare il caricamento delle fotografie su SkyDrive, mentre Windows Live Messenger cesserà d’esistere — in favore di Jabber/XMPP. Hotmail non ha mai comportato grandi problemi. Indubbiamente esistono delle alternative più accattivanti, ma la scelta di Microsoft è allettante.</p>
<p>Via | <a href="http://blogs.technet.com/b/openness/archive/2012/05/03/skydrive-support-for-open-document-format.aspx">Microsoft</a></p>
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    <title type="html">ownCloud ha rilasciato un’applicazione per i dispositivi con Android</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2012-05-01T17:00:08+00:00</published>
    <updated>2012-05-01T17:00:08+00:00</updated>
    <dc:subject>mobile</dc:subject><dc:subject>webdev</dc:subject><dc:subject>cloud computing</dc:subject><dc:subject>dispositivi portatili</dc:subject><dc:subject>google play</dc:subject><dc:subject>owncloud per android</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[ownCloud – la piattaforma open source per il cloud computing di OpenDesktop – è stata arricchita da un’applicazione per i dispositivi portatili con Android. Quest’ultima è compatibile con[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9897/owncloud-ha-rilasciato-unapplicazione-per-i-dispositivi-con-android"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/owncloud.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="ownCloud" /><a href="http://owncloud.org/">ownCloud</a> – la piattaforma <em>open source</em> per il <em>cloud computing</em> di OpenDesktop – è stata arricchita da <a href="https://gitorious.org/owncloud/android-main">un’applicazione</a> per i dispositivi portatili con Android. Quest’ultima è compatibile con Gingerbread o superiore ed è stata realizzata in particolare sugli <em>smartphone</em>. Ovviamente, gli sviluppatori ne distribuiscono il codice sorgente.</p>
<p>Mentre Google ha annunciato Drive, che non è ancora compatibile con Linux, ownCloud prevede d’inviare l’applicazione per Android a Google Play entro quatto o sei settimane — in tempo per il prossimo aggiornamento. Una comoda possibilità di realizzare un sistema di <em>cloud computing</em> autogestito, estraneo ai rischi di altre piattaforme.</p>
<p>L’applicazione è rilasciata sotto licenza GPL ed è possibile ottenere un supporto di tipo commerciale dai partner di ownCloud. Oltre a quello per Android, i programmatori stanno lavorando al software per iOS: sempre nel giro di quattro o sei settimane al massimo arriverà sull’App Store di Apple — entrambe dovranno essere approvate.</p>
<p>Via | <a href="https://owncloud.com/blog/the-android-app-is-here">ownCloud</a></p>
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    <title type="html">Google rilascia il modulo di SPDY su Apache confrontandolo con HTTPS</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2012-04-19T13:00:09+00:00</published>
    <updated>2012-04-19T13:00:09+00:00</updated>
    <dc:subject>google</dc:subject><dc:subject>webdev</dc:subject><dc:subject>apache</dc:subject><dc:subject>https</dc:subject><dc:subject>mod_spdy</dc:subject><dc:subject>spdy</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Google ha iniziato la distribuzione di mod_spdy, il modulo per attivare il protocollo SPDY sui web server equipaggiati con Apache. Una novità importante per la diffusione del progetto, già attivo su[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9837/google-rilascia-il-modulo-di-spdy-su-apache-confrontandolo-con-https"><![CDATA[<p><iframe width="586" height="328" src="https://www.youtube.com/embed/vEYKRhETy4A?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Google ha iniziato la distribuzione di <a href="http://code.google.com/p/mod-spdy/"><code>mod_spdy</code></a>, il modulo per attivare il protocollo SPDY sui web server equipaggiati con Apache. Una novità importante per la diffusione del progetto, già attivo su Chrom* e previsto col prossimo rilascio su Firefox. Il video mostra una sorta di <em>benchmark</em> nei confronti di HTTPS, ma non è esaustivo.</p>
<p>Implementare SPDY sul proprio server è relativamente semplice, ma perché arrivi su tutti i servizi di hosting ci vorrà del tempo: <code>mod_spdy</code> richiede sia Secure Sockets Layer (SSL), sia Transport Layer Security (TLS) e perciò è legato all’acquisto d’un certificato sul proprio dominio — <code>mod_spdy</code> include una propria versione di <code>mod_ssl</code>.</p>
<p>Installato su Apache 2.2.x, dai sorgenti o dai pacchetti <code>.DEB</code> ed <code>.RPM</code>, <code>mod_spdy</code> funziona esclusivamente coi browser compatibili e sul protocollo HTTPS. Ad oggi, significa soltanto Chrom*. È un investimento sul futuro: Twitter è stato tra i primi a scommettere su SPDY. Quanto possa davvero servire a blog e siti web… è da dimostrare.</p>
<p>Via | <a href="http://googledevelopers.blogspot.it/2012/04/add-spdy-support-to-your-apache-server.html">Google</a></p>
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    <title type="html">ZeroBin, l’alternativa open source a Pastebin usando la crittografia</title>
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    <published>2012-04-17T15:00:52+00:00</published>
    <updated>2012-04-17T15:00:52+00:00</updated>
    <dc:subject>internet</dc:subject><dc:subject>webdev</dc:subject><dc:subject>codice sorgente</dc:subject><dc:subject>contenuti cifrati</dc:subject><dc:subject>nopaste open source</dc:subject><dc:subject>registri di sistema</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[ZeroBin è un progetto di Seb Sauvage: consiste in un nopaste alternativo a Pastebin e open source sotto licenza zlib/libpng. La particolarità di ZeroBin è la crittografia dei documenti inviati al[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9825/zerobin-lalternativa-open-source-a-pastebin-usando-la-crittografia"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/pastebin.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Pastebin" /><a href="http://sebsauvage.net/paste/">ZeroBin</a> è un progetto di Seb Sauvage: consiste in un <code>nopaste</code> alternativo a Pastebin e open source sotto licenza <code>zlib</code>/<code>libpng</code>. La particolarità di ZeroBin è la crittografia dei documenti inviati al server che avviene lato-<em>client</em> con l’algoritmo AES a 256-bit. L’amministratore di sistema non ha accesso diretto ai dati, né un database.</p>
<p>Per il momento, <a href="http://sebsauvage.net/wiki/doku.php?id=php%3Azerobin">il progetto</a> è alla versione 0.11 ed è considerato in fase <em>alpha</em>. Successivamente sarà introdotto un sistema d’autenticazione per gestire i documenti, che comunque possono già essere cancellati dal server in ogni momento. Servono PHP 5.2.6 o superiore e JavaScript abilitato sul browser, per l’installazione di ZeroBin.</p>
<p>Perché Sauvage ha pensato di creare ZeroBin? Una risposta potrebbe essere <a href="http://www.downloadblog.it/post/17057/pastebin-da-il-benservito-ad-anonymous-per-tutelare-i-propri-utenti">la nuova politica</a> di Pastebin, che «dà il benservito» ad Anonymous e assume dei censori — per monitorare l’attività sui server. ZeroBin può essere installato ovunque e la crittografia offre una sicurezza in più: sia per gli utenti, sia per gli amministratori.</p>
<p>Via | <a href="http://www.h-online.com/open/news/item/ZeroBin-provides-an-encrypted-alternative-to-Pastebin-1539869.html">The H Open</a></p>
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    <title type="html">Canonical rivela il pulsante Send to Ubuntu One dedicato ai siti web</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2012-04-13T12:00:23+00:00</published>
    <updated>2012-04-13T12:00:23+00:00</updated>
    <dc:subject>canonical</dc:subject><dc:subject>webdev</dc:subject><dc:subject>cloud computing</dc:subject><dc:subject>condividere i documenti</dc:subject><dc:subject>pulsanti per il web</dc:subject><dc:subject>sistemi d’autenticazione</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Ubuntu One, il servizio di Canonical per il cloud computing, subirà presto un’ulteriore integrazione: Send to Ubuntu One è il nuovo pulsante da inserire sui siti web per permettere la condivisione[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9803/canonical-rivela-il-pulsante-send-to-ubuntu-one-dedicato-ai-siti-web"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/sendtoubuntuone.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Send to Ubuntu One" /><a href="https://one.ubuntu.com/">Ubuntu One</a>, il servizio di Canonical per il <em>cloud computing</em>, subirà presto un’ulteriore integrazione: Send to Ubuntu One è il nuovo pulsante da inserire sui siti web per permettere la condivisione dei documenti “al volo”. Sembra una possibilità interessante, soprattutto se legata all’<em>embedding</em> dei file in HTML5, non solo con Linux.</p>
<p>Il pulsante è tuttora in fase di sviluppo, perciò non esiste una documentazione ufficiale. Canonical ha pensato di proporre un’anteprima di Send to Ubuntu One in collaborazione col festival <a href="http://www.sci-fi-london.com/">Sci-Fi London 2012</a> — che si terrà dal 1 al 7 maggio prossimo. Ispezionando i sorgenti della pagina, sono presenti sia un frame, sia uno script.</p>
<p>È presto per dare un giudizio a Send to Ubuntu One, perché Canonical aspetta a pubblicare le risorse per gli sviluppatori. Il pulsante avvia una finestra di dialogo per l’accesso al Single Sign-On (SSO) di Ubuntu One da OpenID, quindi invia il contenuto desiderato alla propria cartella. Semplice, quanto efficace: lo implementerete?</p>
<p>Via | <a href="http://voices.canonical.com/ubuntuone/2012/04/12/a-sneak-peek-of-send-to-ubuntu-one/">Canonical</a></p>
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    <title type="html">Dropbox ha reso open source il sistema di valutazione delle password</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2012-04-12T14:00:49+00:00</published>
    <updated>2012-04-12T14:00:49+00:00</updated>
    <dc:subject>security</dc:subject><dc:subject>webdev</dc:subject><dc:subject>complessità delle password</dc:subject><dc:subject>compromissione degli account</dc:subject><dc:subject>sistemi d’autenticazione</dc:subject><dc:subject>soluzioni di sicurezza</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Dropbox ha “liberato” i sorgenti di zxcvbn, una risorsa in JavaScript per valutare la complessità delle password. Benché considerate un metodo obsoleto e insicuro per l’autenticazione, le[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9785/dropbox-ha-reso-open-source-il-sistema-di-valutazione-delle-password"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/dropbox.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Dropbox" /><a href="https://www.dropbox.com/">Dropbox</a> ha “liberato” i sorgenti di <a href="https://github.com/lowe/zxcvbn"><code>zxcvbn</code></a>, una risorsa in JavaScript per valutare la complessità delle password. Benché considerate un metodo obsoleto e insicuro per l’autenticazione, le password restano la soluzione più diffusa: difendere la propria sicurezza dipende sempre dalla loro efficacia. <code>zxcvbn</code> può aiutare ad analizzarla.</p>
<p>I parametri che concorrono a determinare l’efficacia delle password non sono unanimi: Dropbox, introducendo <code>zxcvbn</code>, ha mostrato una tabella con le diverse valutazioni di varie piattaforme rispetto alla stessa combinazione alfanumerica. I risultati sono contraddittori e, ad ogni modo, non esisterà mai uno standard al quale attenersi.</p>
<p>Lunghezza, presenza di caratteri speciali e punteggiatura, discrimine tra lettere maiuscole o minuscole: è meglio utilizzare frasi di senso compiuto oppure combinazioni alfanumeriche arbitrarie? Il dibattito è destinato a non arrivare alle conclusioni. Dropbox ha la sua risposta in <code>zxcvbn</code> che può essere provato con <a href="http://dl.dropbox.com/u/209/zxcvbn/test/index.html">una demo online</a>.</p>
<p>Via | <a href="http://tech.dropbox.com/?p=165">Dropbox</a></p>
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    <title type="html">Instagram rilascia il proprio server delle notifiche push su Android</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2012-04-10T13:00:45+00:00</published>
    <updated>2012-04-10T13:00:45+00:00</updated>
    <dc:subject>mobile</dc:subject><dc:subject>webdev</dc:subject><dc:subject>applicazioni web</dc:subject><dc:subject>dispositivi portatili</dc:subject><dc:subject>notifiche push</dc:subject><dc:subject>strumenti di sistema</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Instagram, la popolare applicazione per condividere gli scatti fotografici catturati dagli smartphone, è stata appena acquisita da Facebook. Eppure, dal punto di vista dell’open source, la notizia[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9771/instagram-rilascia-il-proprio-server-delle-notifiche-push-su-android"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/instagram.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Instagram" /><a href="http://instagr.am/">Instagram</a>, la popolare applicazione per condividere gli scatti fotografici catturati dagli <em>smartphone</em>, <a href="http://www.downloadblog.it/post/17155/facebook-compra-instagram-per-1-miliardo-di-dollari">è stata appena acquisita</a> da Facebook. Eppure, dal punto di vista dell’<em>open source</em>, la notizia più interessante è un’altra: i programmatori di Instagram hanno rilasciato il server dedicato all’invio delle notifiche <em>push</em> su Android.</p>
<p>Approdata sul sistema operativo Linux-<em>based</em> di Google da pochi giorni, Instagram ha adottato una soluzione personalizzata per le notifiche al sistema Cloud to Device Messaging (<a href="http://code.google.com/intl/it-IT/android/c2dm/">C2DM</a>) di Android. Il server è scritto in JavaScript e utilizza Node.js: l’applicazione lo integra in Python — col quale ha già inviato 5 milioni di messaggi.</p>
<p><a href="https://github.com/Instagram/node2dm">node2dm</a>, rilasciato sotto licenza BSD, s’ispira a statsd di Etsy: non è l’unico strumento “liberato” dagli sviluppatori di Instagram, ma è quello che si presta maggiormente ad applicazioni di terze parti. Il server è riuscito a sostenere il rapidissimo successo, ottenuto nei primi giorni dalla disponibilità del servizio su Android.</p>
<p>Via | <a href="http://thenextweb.com/dd/2012/04/05/instagram-wrote-its-own-push-notification-server-for-android-and-its-open-sourcing-it/">TNW</a></p>
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    <title type="html">OpenStreetMap ridistribuisce il software per il cambio delle licenze</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2012-04-09T16:00:47+00:00</published>
    <updated>2012-04-09T16:00:47+00:00</updated>
    <dc:subject>ruby</dc:subject><dc:subject>webdev</dc:subject><dc:subject>dati strutturati</dc:subject><dc:subject>licenze di rilascio</dc:subject><dc:subject>mappe stradali</dc:subject><dc:subject>posizionamento geografico</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[OpenStreetMap è diventata una risorsa indispensabile per tutte quelle società che vogliono abbattere i costi delle Application Programming Interface (API) di Google Maps. Eppure, il momento scelto per[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9767/openstreetmap-ridistribuisce-il-software-per-il-cambio-delle-licenze"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/openstreetmap_01.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="OpenStreetMap" /><a href="http://www.openstreetmap.org/">OpenStreetMap</a> è diventata una risorsa indispensabile per tutte quelle società che vogliono abbattere i costi delle Application Programming Interface (API) di Google Maps. Eppure, il momento scelto per il passaggio a queste mappe stradali è poco opportuno: la fondazione passerà da Creative Commons a Open Database License (ODbL) 1.0.</p>
<p>Abbiamo già descritto <a href="http://www.ossblog.it/post/9663/openstreetmap-e-vicino-ad-adottare-la-propria-licenza-sui-contributi">la complessa transizione</a> delle licenze e i problemi che comporterà ad Apple su iPhoto. Le stesse difficoltà potrebbero riguardare Wikimedia, che ha appena optato per l’adozione di OpenStreetMap con l’applicazione di Wikipedia su Android e iOS. La fondazione viene incontro agli sviluppatori col proprio software.</p>
<p>Per interrogare il database alla ricerca di informazioni incompatibili con ODbL 1.0, infatti, OpenStreetMap utilizza <a href="https://github.com/zerebubuth/openstreetmap-license-change">una soluzione interna</a> realizzata con Ruby 1.9. Lo script verifica la licenza di rilascio dei dati condivisi e, se necessario, effettua una rimozione dall’archivio. Salvaguardando quelli compatibili coi nuovi termini.</p>
<p>Via | <a href="http://blog.osmfoundation.org/2012/04/05/license-change-update-getting-it-right/">OpenStreetMap</a></p>
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    <title type="html">Werner Lemberg e $30,000 per lo sviluppo di ttfautohint con FreeType</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-04-09T12:00:16+00:00</published>
    <updated>2012-04-09T12:00:16+00:00</updated>
    <dc:subject>os-x</dc:subject><dc:subject>webdev</dc:subject><dc:subject>famiglie di caratteri</dc:subject><dc:subject>fogli di stile</dc:subject><dc:subject>interfacce grafiche</dc:subject><dc:subject>tipografia digitale</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[ttfautohint è un’applicazione, realizzata da Werner Lemberg, per migliorare lo “smussamento” dei caratteri con FreeType. Disponibile su Linux, Mac OS X e Windows, è dedicata soprattutto[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9763/werner-lemberg-e-30000-per-lo-sviluppo-di-ttfautohint-con-freetype"><![CDATA[<p><iframe width="586" height="328" src="https://www.youtube.com/embed/81ioae5XNew?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><a href="http://www.freetype.org/ttfautohint/"><code>ttfautohint</code></a> è un’applicazione, realizzata da Werner Lemberg, per migliorare lo “smussamento” dei caratteri con <a href="http://www.freetype.org/">FreeType</a>. Disponibile su Linux, Mac OS X e Windows, è dedicata soprattutto all’<em>hinting</em> sul web: in ottobre è partita una raccolta di fondi per lo sviluppo. L’obiettivo di $30,000 è stato raggiunto grazie a Extensis WebINK.</p>
<p>Utile ai designer di caratteri tipografici, <code>ttfautohint</code> riduce i tempi dello sviluppo dei font automatizzando una pratica che, altrimenti, comporterebbe la modifica manuale dei glifi. L’applicazione – utilizzata soprattutto da Google Web Fonts – è <em>open source</em>, rilasciata con doppia licenza GPLv2 e The FreeType Project License (FTL).</p>
<p>La donazione di $30,000 servirà a Lemberg per realizzare un’interfaccia grafica su Mac OS X: al momento, <code>ttfautohint</code> propone la Graphical User Interface (GUI) soltanto su Linux e Windows. Ad ogni modo, l’applicazione a riga di comando è disponibile per il sistema operativo di Apple. Inoltre, migliorerà l’integrazione con ClearType.</p>
<p>Via | <a href="http://googlewebfonts.blogspot.it/2012/04/ttfautohint-reaches-its-30000-funding.html">Google</a></p>
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    <title type="html">Yahoo! ha “liberato” i sorgenti di Mojito, la libreria in JavaScript</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-04-03T12:00:54+00:00</published>
    <updated>2012-04-03T12:00:54+00:00</updated>
    <dc:subject>yahoo</dc:subject><dc:subject>webdev</dc:subject><dc:subject>ambienti di sviluppo</dc:subject><dc:subject>librerie grafiche</dc:subject><dc:subject>modello-vista-controllo</dc:subject><dc:subject>sviluppo di applicazioni</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Mojito, la libreria in JavaScript per dialogare con Cocktails, è stata resa open source da Yahoo!. È un Model-View-Controller (MVC) basato su YUI3, il framework realizzato dalla società per aiutare[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9741/yahoo-ha-liberato-i-sorgenti-di-mojito-la-libreria-in-javascript"><![CDATA[<p><iframe frameborder="0" width="586" height="328" src="http://d.yimg.com/nl/vyc/site/player.html#browseCarouselUI=hide&amp;startScreenCarouselUI=hide&amp;lang=en-US&amp;shareUrl=http%3A%2F%2Fscreen.yahoo.com%2Fintroducing-cocktails-from-yahoo-27127762.html&amp;vid=27127762&amp;repeat=0"></iframe></p>
<p><a href="http://developer.yahoo.com/cocktails/mojito/">Mojito</a>, la libreria in JavaScript per dialogare con <a href="http://developer.yahoo.com/cocktails/">Cocktails</a>, è stata resa <em>open source</em> da Yahoo!. È un Model-View-Controller (MVC) basato su <a href="http://yuilibrary.com/">YUI3</a>, il <em>framework</em> realizzato dalla società per aiutare la creazione di applicazioni web. Corrisponde, grossomodo, al MVC di ASP.NET… che Microsoft <a href="http://www.ossblog.it/post/9713/microsoft-ha-aperto-i-sorgenti-dello-stack-di-aspnet-via-codeplex">ha “liberato”</a> per promuovere Windows Azure.</p>
<p>Cocktails, al quale Mojito è orientata, è uno strumento di sviluppo multi-piattaforma basato su Node.js. Infatti, Mojito è disponibile in un comodo pacchetto di npm. Yahoo!, ad esempio, ha utilizzato entrambi per generare <a href="http://www.livestand.com/">Livestand</a>: un’applicazione dimostrativa in JavaScript e HTML5 realizzata per iOS, scaricabile dall’iTunes Store.</p>
<p>Rispetto alla “liberazione” di ASP.NET MVC, quella di Mojito – rilasciata sotto licenza BSD su GitHub – permette agli sviluppatori d’usufruire di tutte le risorse di Yahoo!. Prima fra tutte YUI3 — che citavo in apertura: un punto di riferimento nel <em>responsive design</em>. Purtroppo, non si può utilizzare il <em>cloud computing</em> di Manhattan.</p>
<p>Via | <a href="http://gigaom.com/2012/04/02/yahoo-mojito/">GigaOM</a></p>
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    <title type="html">Microsoft ha “aperto” i sorgenti dello stack di ASP.NET via CodePlex</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-04-02T07:00:58+00:00</published>
    <updated>2012-04-02T07:00:58+00:00</updated>
    <dc:subject>microsoft</dc:subject><dc:subject>webdev</dc:subject><dc:subject>codice sorgente</dc:subject><dc:subject>linguaggi di programmazione</dc:subject><dc:subject>sistemi operativi</dc:subject><dc:subject>strumenti di sviluppo</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[ASP.NET – o, almeno, gli strumenti di sviluppo che lo compongono – è open source: Microsoft ha scelto di “liberare” i sorgenti di Model-View-Controller (MVC), Web API e Web Pages rilasciati con[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9713/microsoft-ha-aperto-i-sorgenti-dello-stack-di-aspnet-via-codeplex"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/aspnet.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="ASP.NET" /><a href="http://www.asp.net/">ASP.NET</a> – o, almeno, gli strumenti di sviluppo che lo compongono – è <em>open source</em>: Microsoft ha scelto di “liberare” i sorgenti di Model-View-Controller (MVC), Web API e Web Pages rilasciati con licenza Apache 2.0 su CodePlex. Utilizzando <a href="http://www.ossblog.it/post/9707/codeplex-ha-inserito-il-supporto-a-git-al-fianco-di-mercurial-e-tfs">il nuovo supporto</a> a Git, infatti, <a href="http://aspnetwebstack.codeplex.com/">l’intero <em>stack</em></a> di ASP.NET è ottenibile dai server di Redmond.</p>
<p>L’intenzione di Microsoft, coinvolgendo i programmatori di terze parti nello sviluppo di ASP.NET, è evidentemente quella di promuovere l’adozione di Internet Information Services (<a href="http://www.iis.net/">IIS</a>). Il web server non ha la stessa diffusione di Apache e, di conseguenza, ASP.NET non ha quella del PHP: basterà “liberare” i sorgenti per la comunità?</p>
<p>Le ambizioni di Redmond sono altre. La stessa <em>governance</em> di ASP.NET è stata adottata da <a href="http://www.windowsazure.com/">Windows Azure</a>, il Software Development Kit (SDK) per i servizi di <em>cloud computing</em> dei clienti di Microsoft. L’“apertura” dei componenti di ASP.NET rientra nel tentativo d’attrarre sviluppatori per le applicazioni web con Windows e Windows Phone.</p>
<p>Via | <a href="http://blogs.technet.com/b/port25/archive/2012/03/28/asp-net-web-api-and-asp-net-web-pages-open-sourced.aspx">Microsoft</a></p>
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    <title type="html">Chrome SPDY Indicator visualizza il supporto al protocollo di Google</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2012-03-12T10:00:10+00:00</published>
    <updated>2012-03-12T10:00:10+00:00</updated>
    <dc:subject>browser</dc:subject><dc:subject>webdev</dc:subject><dc:subject>caricamento delle pagine</dc:subject><dc:subject>estensioni del browser</dc:subject><dc:subject>google chrome</dc:subject><dc:subject>protocolli di rete</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[SPDY Indicator è una nuova estensione di Chrom* che visualizza, con un’icona nella barra degli indirizzi del browser, il supporto dell’omonimo protocollo di Google. Concepita da Guillermo Rauch, è[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9653/chrome-spdy-indicator-visualizza-il-supporto-al-protocollo-di-google"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/chromespdyindicator.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Chrome SPDY Indicator" /><a href="https://chrome.google.com/webstore/detail/mpbpobfflnpcgagjijhmgnchggcjblin">SPDY Indicator</a> è una nuova estensione di Chrom* che visualizza, con un’icona nella barra degli indirizzi del browser, il supporto dell’omonimo protocollo di Google. Concepita da Guillermo Rauch, <a href="https://github.com/guille/chrome-spdy-indicator">è rilasciata</a> sotto licenza MIT su GitHub. SPDY (lett. “speedy”) è la soluzione di Mountain View per sostituire il protocollo HTTP sul web.</p>
<p>Adottato da tutti i siti di Google, SPDY è previsto da Chrom* e – a partire dalla versione 11 – <a href="http://www.downloadblog.it/post/15647/firefox-nightly-aggiunge-il-supporto-a-spdy-il-protocollo-di-google">è stato integrato</a> in Firefox. Recentemente, il protocollo ha raggiunto anche Twitter. Sebbene la percentuale dei server che lo utilizzano sia tuttora esigua, sono in aumento i provider che lo offrono come opzione per i servizi di hosting.</p>
<p>Chrome SPDY Indicator offre una soluzione semplice ed efficace per verificare l’effettivo supporto del protocollo. SPDY richiede esplicitamente l&#8217;utilizzo di HTTPS, perciò l’icona dell’estensione può “colorarsi” soltanto in presenza di connessioni SSL o TLS. La maggiore rapidità di SPDY rispetto ad HTTP sarebbe un discorso a parte.</p>
<p>Via | <a href="http://www.devthought.com/2012/03/10/chrome-spdy-indicator/">Guillermo Rauch</a></p>
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    <title type="html">Knight-Mozilla OpenNews ha acquisito nuovi partner dall’informazione</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2012-03-11T13:00:20+00:00</published>
    <updated>2012-03-11T13:00:20+00:00</updated>
    <dc:subject>mozilla</dc:subject><dc:subject>webdev</dc:subject><dc:subject>architettura dell’informazione</dc:subject><dc:subject>giornalismo digitale</dc:subject><dc:subject>linguaggi a marcatura</dc:subject><dc:subject>testate giornalistiche</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Knight-Mozilla OpenNews – un progetto d’adeguamento per l’architettura dell’informazione – ha ottenuto l’appoggio di nuovi partner illustri al South by Southwest (SXSW) 2012 di Austin, in[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9651/knight-mozilla-opennews-ha-acquisito-nuovi-partner-dallinformazione"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/knightmozillaopennews.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Knight-Mozilla OpenNews" /><a href="http://mozillaopennews.org/">Knight-Mozilla OpenNews</a> – un progetto d’adeguamento per l’architettura dell’informazione – ha ottenuto l’appoggio di nuovi partner illustri al South by Southwest (<a href="http://sxsw.com/">SXSW</a>) 2012 di Austin, in Texas. The New York Times, Der Spiegel e La Nación hanno annunciato il proprio coinvolgimento. Il prossimo 9 aprile inizieranno le pubblicazioni.</p>
<p>Il settore dell’editoria affronta un periodo di grandi cambiamenti: negli ultimi anni <a href="http://www.downloadblog.it/post/16699/il-web-non-ha-danneggiato-la-televisione-e-sono-cresciuti-i-profitti">gli introiti pubblicitari</a> della stampa sono colati a picco “bruciando” $28 miliardi soltanto negli Stati Uniti. Mozilla intende migliorare il giornalismo digitale, inviando dei programmatori a collaborare per un anno con le redazioni delle testate.</p>
<p>Il risultato della collaborazione di Mozilla coi giornali confluirà in una serie di pubblicazioni <em>open source</em> per l’editoria digitale. OpenNews fornirà gli strumenti affinché altre testate possano giovare del codice prodotto: il progetto è stato avviato nel 2011, ma soltanto da quest’anno ha iniziato ad accettare le sottoscrizioni.</p>
<p>Via | <a href="http://blog.mozilla.com/blog/2012/03/09/new-york-times-joins-mozilla/">Mozilla</a></p>
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    <title type="html">Nasce la fondazione di jQuery insieme a Software Freedom Conservancy</title>
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    <published>2012-03-08T09:00:01+00:00</published>
    <updated>2012-03-08T09:00:01+00:00</updated>
    <dc:subject>javascript</dc:subject><dc:subject>webdev</dc:subject><dc:subject>documentazione</dc:subject><dc:subject>donazioni</dc:subject><dc:subject>linguaggi di programmazione</dc:subject><dc:subject>supporto tecnico</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[jQuery e Software Freedom Conservancy hanno annunciato la creazione di jQuery Foundation, Inc.: una fondazione a tutela della popolare libreria per JavaScript e di tutti i progetti da essa derivati. È[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9633/nasce-la-fondazione-di-jquery-insieme-a-software-freedom-conservancy"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/jquery.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="jQuery" /><a href="http://jquery.com/">jQuery</a> e <a href="http://sfconservancy.org/">Software Freedom Conservancy</a> hanno annunciato la creazione di <a href="http://jquery.org/">jQuery Foundation, Inc.</a>: una fondazione a tutela della popolare libreria per JavaScript e di tutti i progetti da essa derivati. È un’associazione <em>no profit</em> che sostituisce jQuery Board per la <em>governance</em> di jQuery, jQuery UI, QUnit e Sizzle — sotto licenza Expat.</p>
<p>John Resig, che ha creato la libreria nel 2005, non farà parte della fondazione: il presidente nominato è Dave Methvin, a capo dello sviluppo di jQuery. Resig non avrebbe abbastanza tempo da dedicare a jQuery Foundation, tra i propri impegni accademici e JavaScript. Bradley Kuhn, di Software Freedom Conservancy, elogia l’iniziativa.</p>
<p>jQuery Foundation è, infatti, la prima associazione indipendente a nascere in seno all’organizzazione. La tutela legale del progetto è di Joel Kinney, membro di <a href="http://fortpoint.me/">Fort Point Legal</a>. Con l’atto di costituzione, jQuery Foundation ha ricevuto una cospicua donazione da parte di <a href="http://www.linuxfund.org/">Linux Fund</a>, che ha permesso di coprire le spese burocratiche.</p>
<p>Via | <a href="http://blog.jquery.com/2012/03/06/announcing-the-jquery-foundation/">jQuery</a></p>
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