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  <title>Ossblog.it</title>
  <subtitle>Programmi free: scopri il mondo dell'Open Source</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[2005-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-05-22T14:20:52+00:00</updated>
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    <title type="html">Microsoft introduce il supporto a FreeBSD per Windows Server Hyper-V</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-05-11T10:00:10+00:00</published>
    <updated>2012-05-11T10:00:10+00:00</updated>
    <dc:subject>windows</dc:subject><dc:subject>virtualizzazione</dc:subject><dc:subject>cloud computing</dc:subject><dc:subject>freebsd 8.2</dc:subject><dc:subject>hyper-v</dc:subject><dc:subject>windows server</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[FreeBSD 8.2 od 8.3 potrà essere virtualizzato da Windows Server via Hyper-V. È il risultato della collaborazione di NetApp e Citrix con Microsoft: una demo sarà mostrata oggi a Ottawa, in Canada,[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9941/microsoft-introduce-il-supporto-a-freebsd-per-windows-server-hyper-v"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/freebsd_01.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="FreeBSD" />FreeBSD 8.2 od 8.3 potrà essere virtualizzato da Windows Server via Hyper-V. È il risultato della collaborazione di NetApp e Citrix con Microsoft: una demo sarà mostrata oggi a Ottawa, in Canada, durante il <a href="http://www.bsdcan.org/2012/">BSDCan 2012</a>. Il driver per Windows Server 2008 R2 sarà rilasciato all’inizio dell’estate insieme al codice sorgente sotto BSD.</p>
<p>Il supporto di <a href="http://www.freebsd.org/it/">FreeBSD</a> s’aggiunge a quello di Linux, già installabile su Hyper-V grazie ai moduli presenti nel <em>kernel</em>. Microsoft ha deciso di distribuire i sorgenti su GitHub anziché utilizzare CodePlex. L’interazione con la comunità di *BDS è un’esperienza del tutto inedita per gli sviluppatori di Windows. Otterrà qualche successo?</p>
<p>Non sono stati diramati grandi dettagli sull’operazione. Un aspetto da valutare riguarda i numeri di versione: FreeBSD 8.2 e Windows Server 2008 R2 sono state entrambe sopravanzate. Microsoft distribuisce la beta di Windows Server 8 Hyper-V e FreeBSD 9.0 è considerato stabile ed è atteso entro oggi un comunicato stampa più preciso.</p>
<p>Via | <a href="http://blogs.technet.com/b/openness/archive/2012/05/10/freebsd-support-on-windows-server-hyper-v.aspx">Microsoft</a></p>
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    <title type="html">Google ha aggiunto l’accelerazione hardware all’emulatore di Android</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-04-10T17:00:06+00:00</published>
    <updated>2012-04-10T17:00:06+00:00</updated>
    <dc:subject>embedded</dc:subject><dc:subject>virtualizzazione</dc:subject><dc:subject>accelerazione hardware</dc:subject><dc:subject>ambienti di sviluppo</dc:subject><dc:subject>dispositivi integrati</dc:subject><dc:subject>interfacce grafiche</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Il Software Development Kit (SDK) di Android ha subito un importante aggiornamento, dedicato a introdurre l’accelerazione hardware per le istruzioni dei processori sull’emulatore. Lo strumento[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9775/google-ha-aggiunto-laccelerazione-hardware-allemulatore-di-android"><![CDATA[<p><iframe width="586" height="427" src="https://www.youtube.com/embed/T--vFtyZvc4?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Il Software Development Kit (SDK) di <a href="http://www.android.com/">Android</a> ha subito un importante aggiornamento, dedicato a introdurre l’accelerazione hardware per le istruzioni dei processori sull’emulatore. Lo strumento essenziale per lo sviluppo di applicazioni col sistema operativo di Google ha ottenuto un paio di funzionalità rilevanti. Anzi, diciamo tre.</p>
<p>L’aspetto più interessante riguarda sicuramente l’implementazione di OpenGL ES 2.0 e, di conseguenza, l’accelerazione hardware sui processori grafici. Eppure, il lavoro degli ingegneri di Google non ha escluso le unità centrali: la seconda novità è sulle istruzioni delle Central Processing Unit (CPU)… e non manca il supporto ad ARM.</p>
<p>In pratica, Google ha abilitato l&#8217;accesso diretto alle ottimizzazioni previste dalla scheda video della macchina che esegue l’emulatore e attivato le istruzioni presenti tanto nell’ambiente virtuale, quanto in quello fisico ad avvicinare il più possibile l’emulazione ai dispositivi. L’aggiornamento prevede Ice Cream Sandwich (ICS).</p>
<p>Via | <a href="http://android-developers.blogspot.it/2012/04/faster-emulator-with-better-hardware.html">Android</a></p>
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    <title type="html">Wine 1.4 è finalmente disponibile dopo venti mesi d’intenso sviluppo</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-03-08T11:00:37+00:00</published>
    <updated>2012-03-08T11:00:37+00:00</updated>
    <dc:subject>windows</dc:subject><dc:subject>virtualizzazione</dc:subject><dc:subject>architetture di sistema</dc:subject><dc:subject>interfacce grafiche</dc:subject><dc:subject>sistemi operativi</dc:subject><dc:subject>spazio di lavoro</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Wine, l’infrastruttura per avviare le applicazioni di Windows sui sistemi operativi UNIX-like, è stato aggiornato alla versione 1.4. L’aggiornamento ha richiesto venti mesi d’alacre sviluppo: le[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9635/wine-14-e-finalmente-disponibile-dopo-venti-mesi-dintenso-sviluppo"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/wine_02.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Wine" /><a href="http://www.winehq.org/">Wine</a>, l’infrastruttura per avviare le applicazioni di Windows sui sistemi operativi UNIX-<em>like</em>, è stato aggiornato alla versione 1.4. L’aggiornamento ha richiesto venti mesi d’alacre sviluppo: le novità, al solito, sono numerose. La più interessante riguarda, forse, la riscrittura del motore grafico Device Independent Bitmaps (DIB).</p>
<p>Audio e video sono stati adattati al modello di Vista, GStreamer controlla i flussi multimediali su Linux e QuickTime su Mac OS X. È stato ultimato il supporto all’architettura di ARM, in grado di compilare Wine 1.4. Oltre al deprecato HAL, è stato introdotto il dialogo con UDisks. DOSBox prende in carico le applicazioni per MS-DOS.</p>
<p>Wine 1.4 supporta OpenCL e XInput 2: Direct3D ha subìto una serie di migliorie che giovano anche al supporto implementato da Gallium 3D e Mesa per i driver liberi. Gecko è disponibile pure a 64-bit. L’<em>installer</em> delle applicazioni permette il ripristino in caso di fallimento. Insomma, <a href="http://source.winehq.org/git/wine.git/?a=shortlog;h=refs/tags/wine-1.4">la lista delle novità</a> è particolarmente nutrita.</p>
<p>Via | <a href="http://lwn.net/Articles/485731/">LWN</a></p>
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    <title type="html">oVirt 3.0, una nuova soluzione per amministrare le macchine virtuali</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2012-02-11T10:00:47+00:00</published>
    <updated>2012-02-11T10:00:47+00:00</updated>
    <dc:subject>red-hat</dc:subject><dc:subject>virtualizzazione</dc:subject><dc:subject>gestione dei dischi</dc:subject><dc:subject>interfacce d’amministrazione</dc:subject><dc:subject>macchine virtuali</dc:subject><dc:subject>pannello di controllo</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[oVirt è, sostanzialmente, un’interfaccia web per la gestione delle macchine virtuali. Patrocinata dalla società del “cappello rosso”, è integrata in Red Hat Enterprise Virtualisation (RHEV): una[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9459/ovirt-30-una-nuova-soluzione-per-amministrare-le-macchine-virtuali"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/ovirt.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="oVirt" /><a href="http://www.ovirt.org/">oVirt</a> è, sostanzialmente, un’interfaccia web per la gestione delle macchine virtuali. Patrocinata dalla società del “cappello rosso”, è integrata in Red Hat Enterprise Virtualisation (RHEV): una distribuzione dedicata. Nonostante il numero, <a href="http://www.ovirt.org/wiki/Release_Notes">la versione 3.0</a> è il primo rilascio ufficiale del progetto e prevede altrettanti componenti.</p>
<p>Oltre a Engine – la parte principale dell’infrastruttura – e Node, una mini-distribuzione di Fedora 16 per comunicare con l’<em>host</em>, oVirt 3.0 propone un Software Development Kit (SDK) che permette la realizzazione di ulteriori applicazioni via Python. Le macchine virtuali supportate sono esclusivamente quelle generate utilizzando KVM.</p>
<p>Tanto per la scelta di limitare il supporto a KVM, quanto per l’aspetto dell’interfaccia, oVirt può essere presentato come un Hyper-V su Linux. Soprattutto nel design, la somiglianza è notevole: oVirt, però, implementa le caratteristiche di Linux, KVM e VirtIO… ed è <em>open source</em>. La piattaforma è rilasciata sotto Apache License 2.0.</p>
<p>Via | <a href="http://www.h-online.com/open/news/item/oVirt-s-virtualisation-software-gets-a-first-release-1432285.html">The H Open</a></p>
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    <title type="html">SUSE Studio inizia a supportare il formato VHD per Microsoft Hyper-V</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2012-02-07T13:00:37+00:00</published>
    <updated>2012-02-07T13:00:37+00:00</updated>
    <dc:subject>network-appliance</dc:subject><dc:subject>virtualizzazione</dc:subject><dc:subject>ambienti di sviluppo</dc:subject><dc:subject>formati di documento</dc:subject><dc:subject>interoperabilità tra sistemi</dc:subject><dc:subject>risorse per sviluppatori</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[SUSE Studio, la risorsa di SUSE per le network appliance, ha introdotto un’altra novità questa settimana: dopo il pannello d’amministrazione, SUSE Manager, è arrivato il supporto sperimentale a[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9429/suse-studio-inizia-a-supportare-il-formato-vhd-per-microsoft-hyper-v"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/susestudio.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="SUSE Studio" /><a href="http://www.suse.com/products/susestudio/">SUSE Studio</a>, la risorsa di SUSE per le <em>network appliance</em>, ha introdotto un’altra novità questa settimana: dopo <a href="http://www.ossblog.it/post/9419/suse-manager-un-pannello-di-controllo-per-i-progetti-di-suse-studio">il pannello d’amministrazione</a>, SUSE Manager, è arrivato il supporto sperimentale a Virtual Hard Disk (VHD) — il formato di Microsoft per i dischi virtuali di Hyper-V. Le <em>appliance</em> dedicate possono essere compresse con ZIP.</p>
<p>La nuova funzionalità può essere abilitata dalle impostazioni del proprio account di SUSE Studio: al solito, è richiesta un’attivazione esplicita. La scelta di fornire una compressione con ZIP, anziché TAR/GZ, è stata effettuata per non dover richiedere l’installazione di applicazioni di terze parti – come 7-Zip – su Windows Server.</p>
<p>Il beneficio immediato è nella possibilità di generare immagini per SUSE Linux Enterprise 11 SP1 od openSUSE 12.1, da virtualizzare con Hyper-V sotto Windows Server 2008 e 2008 R2. openSUSE richiede l’installazione di alcune dipendenze aggiuntive: la preparazione delle immagini dovrebbe impiegare più tempo di SUSE Linux Enterprise.</p>
<p>Via | <a href="http://blog.susestudio.com/2012/02/hyper-v-appliances-are-go.html">SUSE</a></p>
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    <title type="html">Boxes, una soluzione di GNOME per eseguire le applicazioni in remoto</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2011-11-24T09:00:44+00:00</published>
    <updated>2011-11-24T09:00:44+00:00</updated>
    <dc:subject>gnome</dc:subject><dc:subject>virtualizzazione</dc:subject><dc:subject>accesso remoto</dc:subject><dc:subject>ambienti virtuali</dc:subject><dc:subject>eseguire applicazioni</dc:subject><dc:subject>sistemi operativi</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[GNOME Boxes è la nuova risorsa per l’accesso di rete alle applicazioni di qualunque sistema operativo: non importa se sia installato in remoto o in una macchina virtuale. Realizzata in Vala, riunisce[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/8863/boxes-una-soluzione-di-gnome-per-eseguire-le-applicazioni-in-remoto"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/gnomeboxes.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="GNOME Boxes" /><a href="https://live.gnome.org/Design/Apps/Boxes">GNOME Boxes</a> è la nuova risorsa per l’accesso di rete alle applicazioni di qualunque sistema operativo: non importa se sia installato in remoto o in una macchina virtuale. Realizzata in Vala, riunisce le funzioni di QEMU–KVM e Vinagre/Vino per abbattere la distanza tra gli ambienti d’esecuzione. Il rilascio è previsto per GNOME 3.4.</p>
<p>Boxes realizza su GNOME Shell quella che, in gergo, è definita “seamless virtualization”: permette, cioè, l’integrazione delle applicazioni virtuali con l’interfaccia–utente in esecuzione. Lo stesso concetto è applicato, in remoto, ad altre macchine e/o sistemi operativi accessibili in rete. Il risultato è davvero molto convincente.</p>
<p>La piattaforma è già disponibile per l’installazione con GNOME 3.2, ma perché sia considerata stabile occorrerà attendere fino alla prossima versione. Tra le funzionalità di GNOME Boxes, è interessante il tentativo di realizzare un sistema di Single Sign–On (SSO) per diversi sistemi operativi remoti o virtuali dal server con Linux.</p>
<p><a href='http://www.ossblog.it/galleria/gnome-boxes/'>GNOME Boxes</a></p>
<p><a href="http://www.ossblog.it/galleria/gnome-boxes/1"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/ossblog/gnome-boxes/thn_gnomeboxes1.jpg" alt="GNOME Boxes" width="130" height="78" /></a><a href="http://www.ossblog.it/galleria/gnome-boxes/2"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/ossblog/gnome-boxes/thn_gnomeboxes2.jpg" alt="GNOME Boxes" width="130" height="78" /></a><a href="http://www.ossblog.it/galleria/gnome-boxes/3"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/ossblog/gnome-boxes/thn_gnomeboxes3.jpg" alt="GNOME Boxes" width="130" height="78" /></a><a href="http://www.ossblog.it/galleria/gnome-boxes/4"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/ossblog/gnome-boxes/thn_gnomeboxes4.jpg" alt="GNOME Boxes" width="130" height="78" /></a></p>
<p>Via | <a href="http://zee-nix.blogspot.com/2011/11/behold-boxes.html">Zeeshan Ali Khattak</a></p>
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    <title type="html">Angry Birds per Android s&#039;installa su PandaBoard con Linaro e Ubuntu</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2011-10-13T07:00:50+00:00</published>
    <updated>2011-10-13T07:00:50+00:00</updated>
    <dc:subject>ubuntu</dc:subject><dc:subject>virtualizzazione</dc:subject><dc:subject>android 2.3.5</dc:subject><dc:subject>angry birds 1.6.3</dc:subject><dc:subject>linaro 11.10</dc:subject><dc:subject>ubuntu 11.10</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Angry Birds, il popolare gioco di Rovio, funziona su PandaBoard con Linaro 11.10: utilizza il kernel di Android 2.3.5 (Gingerbread) e si può provare via Ubuntu, emulando la piattaforma con QEMU-KVM per[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/8403/angry-birds-per-android-sinstalla-su-pandaboard-con-linaro-e-ubuntu"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/angrybirdsplushtoy.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Angry Birds - Plush Toy" /><a href="http://www.rovio.com/index.php?page=angry-birds">Angry Birds</a>, il popolare gioco di Rovio, funziona su <a href="http://pandaboard.org/">PandaBoard</a> con Linaro 11.10: utilizza il <em>kernel</em> di Android 2.3.5 (Gingerbread) e si può provare via Ubuntu, emulando la piattaforma con QEMU-KVM per i processori ARM di tipo OMAP4. È una dimostrazione delle possibilità offerte dalla <em>toolchain</em> di Canonical per Cortex-A9 con <a href="http://www.linaro.org/">Linaro</a>.</p>
<p>La procedura non è immediata, perché Angry Birds è distribuito dall&#8217;<a href="https://market.android.com/details?id=com.rovio.angrybirds">Android Market</a> o dall&#8217;Amazon Appstore for Android (inaccessibile dall&#8217;Italia) e <strong>non si può ottenere un archivio APK da Rovio</strong>. Bisogna installare <a href="http://developer.android.com/sdk/">il SDK di Android</a> e ottenere Angry Birds da un dispositivo che acceda all&#8217;<em>app store</em> di Google per effettuarne il backup.</p>
<p>Prescindendo dalla difficoltà oggettiva nel recuperare Angry Birds, Linaro/Oneiric dimostra una confortante maturità sui dispositivi ARM a basso costo. PandaBoard, ad esempio, ha un prezzo di $174. Angry Birds è solo una tra le applicazioni installabili su Linaro 11.10 da <code>adb</code>, uno degli strumenti contenuti nel SDK di Android 2.3.5.</p>
<p>Via | <a href="http://www.linaro.org/linaro-blog/2011/10/12/angry-birds-panda-board/">Linaro</a></p>
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    <title type="html">OpenIndiana 151, a un anno dal debutto, è al 100% su Illumos con KVM</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/8089/openindiana-151-a-un-anno-dal-debutto-e-al-100-su-illumos-con-kvm" />
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2011-09-14T11:00:40+00:00</published>
    <updated>2011-09-14T11:00:40+00:00</updated>
    <dc:subject>solaris</dc:subject><dc:subject>virtualizzazione</dc:subject><dc:subject>illumos</dc:subject><dc:subject>kvm</dc:subject><dc:subject>openindiana 151</dc:subject><dc:subject>smartos</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Oggi è prevista la disponibilità di OpenIndiana 151, la seconda versione d&amp;#8217;una certa importanza per la distribuzione basata su Illumos (ex-OpenSolaris). Non sono presenti delle novità[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/8089/openindiana-151-a-un-anno-dal-debutto-e-al-100-su-illumos-con-kvm"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/openindiana151.png" class="post" border="0" width="586" height="195" alt="OpenIndiana 151" /><br clear="all" /></p>
<p>Oggi è prevista <a href="http://openindiana.org/download/">la disponibilità</a> di OpenIndiana 151, la seconda versione d&#8217;una certa importanza per la distribuzione basata su Illumos (ex-OpenSolaris). Non sono presenti delle novità rilevanti a livello di software, però il rilascio sancisce una volta per tutte l&#8217;abbandono del codice di Oracle: OpenIndiana 151 è al 100% su Illumos.</p>
<p>È passato un anno esatto dalla presentazione del progetto e OpenIndiana 151, purtroppo mantenendo le principali caratteristiche di OI148, non conserva più “residui” del <em>kernel</em> di OpenSolaris. La maturità di Illumos ha permesso il passaggio definitivo. Le applicazioni disponibili, comunque, sono ancora <a href="http://wiki.openindiana.org/oi/oi_151a+Release+Notes">le stesse previste</a> un anno fa.</p>
<p>Con un&#8217;eccezione, perché OpenIndiana 151 implementa <a href="http://www.ossblog.it/post/7914/smartos-di-joyent-porta-linfrastruttura-di-kvm-per-linux-su-illumos">il <em>porting</em></a> di KVM realizzato da Joyent su SmartOS. Non esistono sviluppatori di Xen.org che lavorano su Illumos e OpenIndiana, perciò l&#8217;hypervisor di xVM (previsto da OpenSolaris) è stato accantonato per KVM. Insieme all&#8217;abbandono del codice di Oracle è la novità più interessante.</p>
<p>Via | <a href="http://alasdairrr.tumblr.com/post/10055702323/oi-151a-due">Alasdair Lumsden</a></p>
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    <title type="html">Citrix ha reso open source gli strumenti della piattaforma Cloud.com</title>
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    <id>http://www.ossblog.it/?p=7977</id>
    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2011-08-30T09:00:47+00:00</published>
    <updated>2011-08-30T09:00:47+00:00</updated>
    <dc:subject>network-appliance</dc:subject><dc:subject>virtualizzazione</dc:subject><dc:subject>citrix</dc:subject><dc:subject>cloud.com</dc:subject><dc:subject>cloudstack</dc:subject><dc:subject>zynga z cloud</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Cloud.com, una delle più popolari piattaforme per il cloud computing, è stata acquistata da Citrix appena il mese scorso: ne avevamo già parlato perché è alla base del successo di Zynga. Finalmente[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/7977/citrix-ha-reso-open-source-gli-strumenti-della-piattaforma-cloudcom"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/cloudcom.png" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Cloud.com" /><a href="http://www.cloud.com/">Cloud.com</a>, una delle più popolari piattaforme per il <em>cloud computing</em>, è stata acquistata da Citrix appena il mese scorso: ne avevamo già parlato perché <a href="http://www.ossblog.it/post/7814/il-successo-di-zynga-e-tutto-merito-del-cloud-computing-di-cloudcom">è alla base del successo</a> di Zynga. Finalmente il prodotto di punta per Cloud.com, <a href="http://www.cloudstack.org/">CloudStack</a>, è diventato <em>open source</em> al 100%. Citrix ha “liberato” la parte commerciale dei sorgenti.</p>
<p>La notizia è piuttosto importante, per il settore del <em>cloud computing</em>, perché <a href="https://github.com/CloudStack/CloudStack/tree/2.2.10">CloudStack 2.2.10</a> (il primo rilascio completamente <em>open source</em>) offrirà la prima infrastruttura a supportare pressoché ogni prodotto per la virtualizzazione, inclusi quelli dei “rivali” di Citrix. Xen.org, QEMU/KVM, VMware e Oracle VM: manca solo Hyper-V.</p>
<p>La soluzione di Microsoft sarà integrata nell&#8217;imminente futuro di CloudStack e Citrix ha già in programma <a href="http://deliver.citrix.com/projectolympus">Project Olympus</a>, un <em>fork</em> di OpenStack (la piattaforma di NASA e RackSpace). Per il momento la società ha “liberato” il 98% del codice dei propri prodotti. Collaborando con VMware supporterà ESXi e vSphere a un sesto del prezzo.</p>
<p>Via | <a href="http://www.theregister.co.uk/2011/08/29/citrix_cloud_com_update/">The Register</a></p>
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    <title type="html">VMware: la Platform-as-a-Service di Micro Cloud Foundry è sui laptop</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2011-08-25T09:00:15+00:00</published>
    <updated>2011-08-25T09:00:15+00:00</updated>
    <dc:subject>network-appliance</dc:subject><dc:subject>virtualizzazione</dc:subject><dc:subject>micro cloud foundry</dc:subject><dc:subject>paas</dc:subject><dc:subject>platform as a service</dc:subject><dc:subject>vmware</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Micro Cloud Foundry è la nuova soluzione di VMware per portare la Platform-as-a-Service su desktop e laptop. Si tratta di un “riproduttore” del cloud computing aziendale per lo sviluppo e il testing[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/7941/vmware-la-platform-as-a-service-di-micro-cloud-foundry-e-sui-laptop"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/cloudfoundry.png" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Cloud Foundry" /><a href="https://www.cloudfoundry.com/micro">Micro Cloud Foundry</a> è la nuova soluzione di VMware per portare la Platform-as-a-Service su desktop e laptop. Si tratta di un “riproduttore” del <em>cloud computing</em> aziendale per lo sviluppo e il testing da remoto su sistemi dalle risorse più ridotte. Include Node.js, Ruby on Rails, Java e MySQL. È un prodotto <em>freeware</em> con VMware Player.</p>
<p>Lo scopo del player è replicare in locale un&#8217;istanza della piattaforma di PaaS aziendale: Cloud Foundry è offerto in due soluzioni, <a href="http://www.cloudfoundry.com/">una proprietaria</a> e <a href="http://cloudfoundry.org/">una <em>open source</em></a>. Entrambe si basano su Ubuntu Server a 64-bit. Micro Cloud Foundry prevede la registrazione di un account sul portale di VMware: gestisce le sessioni via Dynamic DNS.</p>
<p>VMware promette d&#8217;aggiornare Micro Cloud Foundry con ulteriori servizi, database e linguaggi per proporre una soluzione ancora più completa. Un limite è nella richiesta di registrazione su VMware: tuttavia, il player può “puntare” a installazioni di terze parti su Cloud Foundry che sfruttano <a href="https://github.com/cloudfoundry">il codice aperto</a> (pubblicato su GitHub).</p>
<p>Via | <a href="http://gigaom.com/cloud/vmware-puts-cloud-foundry-on-laptops/">GigaOM</a></p>
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    <title type="html">Microsoft è partner di CS2C sull&#039;interoperabilità di Windows e Linux</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2011-08-24T11:00:56+00:00</published>
    <updated>2011-08-24T11:00:56+00:00</updated>
    <dc:subject>windows</dc:subject><dc:subject>virtualizzazione</dc:subject><dc:subject>hyper-v</dc:subject><dc:subject>neokylin linux</dc:subject><dc:subject>red hat enterprise linux</dc:subject><dc:subject>windows server 2008 r2</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Microsoft prosegue il percorso d&amp;#8217;interoperabilità tra Windows e Linux via Hyper-V, l&amp;#8217;infrastruttura per la virtualizzazione di Windows Server 2008 R2. L&amp;#8217;ultima partnership[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/7938/microsoft-e-partner-di-cs2c-sullinteroperabilita-di-windows-e-linux"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/neokylin.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="NeoKylin" />Microsoft prosegue il percorso d&#8217;interoperabilità tra Windows e Linux via Hyper-V, l&#8217;infrastruttura per la virtualizzazione di Windows Server 2008 R2. L&#8217;ultima partnership ha una funzione strategica di rilievo, perché apre al mercato cinese: Microsoft ha aggiunto NeoKylin Linux alle distribuzioni supportate ufficialmente da Hyper-V.</p>
<p><a href="http://www.cs2c.com.cn/">China Standard Software Corporation (CS2C)</a> è il principale licenziatiario di Linux in collaborazione col governo cinese: NeoKylin è una distribuzione basata su Red Hat Enterprise Linux (RHEL) orientata ai server, NeoShine è l&#8217;equivalente di Fedora per desktop, laptop e netbook con MeeGo. Si può gestire con Microsoft Systems Center.</p>
<p>NeoKylin s&#8217;aggiunge a CentOS e RHEL, tra le distribuzioni di primo livello supportate da Hyper-V. L&#8217;intento di Microsoft è quello d&#8217;arginare l&#8217;abbandono di Windows Server 2008 R2 per il <em>cloud computing</em> cinese: la partnership aiuterà gli ingegneri a creare e gestire macchine virtuali per la principale soluzione governativa di Linux.</p>
<p>Via | <a href="http://blogs.technet.com/b/port25/archive/2011/08/22/microsoft-and-china-s-cs2c-sign-cross-platform-collaboration-agreement.aspx">Port 25</a></p>
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    <title type="html">SmartOS di Joyent porta l&#039;infrastruttura di KVM per Linux su Illumos</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2011-08-16T13:00:20+00:00</published>
    <updated>2011-08-16T13:00:20+00:00</updated>
    <dc:subject>solaris</dc:subject><dc:subject>virtualizzazione</dc:subject><dc:subject>illumos</dc:subject><dc:subject>joyent</dc:subject><dc:subject>kvm</dc:subject><dc:subject>smartos</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[SmartOS è una distribuzione basata su Illumos (ex-OpenSolaris) realizzata da Joyent: l&amp;#8217;ultimo rilascio introduce la possibilità di sfruttare la virtualizzazione di KVM.[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/7914/smartos-di-joyent-porta-linfrastruttura-di-kvm-per-linux-su-illumos"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/kvm.gif" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="KVM" /><a href="http://smartos.org/">SmartOS</a> è una distribuzione basata su Illumos (ex-OpenSolaris) realizzata da Joyent: l&#8217;ultimo rilascio introduce la possibilità di sfruttare la virtualizzazione di <a href="http://www.linux-kvm.org/">KVM</a>. L&#8217;infrastruttura, concepita per Linux, è approdata in forma nativa su Solaris. Iniziati lo scorso maggio, i lavori per la creazione del <em>porting</em> hanno avuto successo.</p>
<p>Tuttavia, sussistono alcune divergenze tra KVM per Linux e <a href="https://github.com/joyent/illumos-kvm">la versione per Illumos</a>. Ad esempio, su SmartOS non è ancora possibile sfruttare l&#8217;accelerazione hardware di AMD-V o Intel VMX: altre funzionalità assenti dal <em>porting</em> per Illumos sono il Kernel Sampe-Page Mapping (KSM) presente su Linux ed MMU, per l&#8217;accelerazione software.</p>
<p>Nonostante i limiti, KVM su Illumos è stato in grado d&#8217;avviare disparate macchine virtuali su SmartOS: Linux, BSD, Windows, Haiku, Solaris e QNX hanno superato i test. Ovviamente insieme a KVM <a href="https://github.com/joyent/illumos-kvm-cmd">è stato introdotto</a> QEMU. A partire dalle prossime settimane tutte le distribuzioni basate su Illumos dovrebbero aggiornarsi per supportarlo.</p>
<p>Via | <a href="http://dtrace.org/blogs/bmc/2011/08/15/kvm-on-illumos/">D-Trace</a></p>
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    <title type="html">Linus Torvalds ha annunciato la disponibilità ufficiale di Linux 3.0</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2011-07-22T09:00:03+00:00</published>
    <updated>2011-07-22T09:00:03+00:00</updated>
    <dc:subject>linux</dc:subject><dc:subject>virtualizzazione</dc:subject><dc:subject>btrfs</dc:subject><dc:subject>cleancache</dc:subject><dc:subject>dom0</dc:subject><dc:subject>linux 3.0</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Linux 3.0 è considerato stabile. Si tratta del primo rilascio, dal cambio di numerazione deciso qualche mese fa: come abbiamo già visto, non esistono motivazioni particolari nel salto da Linux 2.6,[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/7870/linus-torvalds-ha-annunciato-la-disponibilita-ufficiale-di-linux-30"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/tux_05.png" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Tux" />Linux 3.0 è considerato stabile. Si tratta del primo rilascio, dal <a href="http://www.ossblog.it/post/7749/linus-torvalds-da-i-numeri-il-prossimo-potrebbe-essere-linux-280">cambio di numerazione</a> deciso qualche mese fa: come abbiamo già visto, non esistono motivazioni particolari nel salto da Linux 2.6, nonostante la concomitanza coi vent&#8217;anni del kernel. Nessuna introduzione “rivoluzionaria”, tuttavia non mancano <a href="http://www.ossblog.it/post/7774/linus-torvalds-ha-gia-annunciato-la-prima-prepatch-di-linux-30-rc-1">delle novità rilevanti</a>.</p>
<p>A livello di file system, Btrfs ha aggiunto <a href="http://git.kernel.org/?p=linux/kernel/git/torvalds/linux-2.6.git;a=commitdiff;h=4cb5300bc839b8a943eb19c9f27f25470e22d0ca">l&#8217;auto-deframmentazione</a> tra le opzioni di montaggio e lo “scrubbing”, ovvero il controllo dell&#8217;integrità per tutte le estensioni. Sulla gestione della memoria, Linux 3.0 introduce <a href="http://git.kernel.org/?p=linux/kernel/git/torvalds/linux-2.6.git;a=commitdiff;h=077b1f83a69d94f2918630a882d74939baca0bce">la funzione</a> di CleanCache per migliorare la compressione e la destinazione della RAM per la virtualizzazione.</p>
<p>Ancora sulla virtualizzazione, l&#8217;aggiornamento del kernel permette per la prima volta <a href="http://www.ossblog.it/post/7818/xenorg-e-il-supporto-alluso-come-dominio-dal-rilascio-di-linux-30">l&#8217;uso di <code>dom0</code> e <code>domU</code></a> con Xen: Linux 3.0 abbatte anche l&#8217;ultimo ostacolo per un pieno utilizzo di questa infrastruttura. Un&#8217;altra opzione interessante è il Wake on WLAN (WoWLAN). Esiste ovviamente <a href="http://kernelnewbies.org/Linux_3.0">una lista completa</a> dei cambiamenti da Linux 2.6.39.</p>
<p>Via | <a href="http://lwn.net/Articles/452040/">LWN</a></p>
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    <title type="html">Oracle ha rilasciato VirtualBox 4.1 stabile su Linux, OS X e Windows</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2011-07-20T09:00:21+00:00</published>
    <updated>2011-07-20T09:00:21+00:00</updated>
    <dc:subject>oracle</dc:subject><dc:subject>virtualizzazione</dc:subject><dc:subject>pci passthrough</dc:subject><dc:subject>udp tunnel</dc:subject><dc:subject>virtualbox 4.1</dc:subject><dc:subject>wddm graphics driver</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[VirtualBox 4.1 è stato rilasciato in forma stabile: questo aggiornamento conferma tutte le funzionalità annunciate con l&amp;#8217;uscita della prima beta. Ne sono servite tre, prima che Oracle[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/7866/oracle-ha-rilasciato-virtualbox-41-stabile-su-linux-os-x-e-windows"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/oraclevmvirtualbox.png" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Oracle VM VirtualBox" /><a href="http://www.virtualbox.org/wiki/Changelog">VirtualBox 4.1</a> è stato rilasciato in forma stabile: questo aggiornamento conferma tutte le funzionalità annunciate con <a href="http://www.ossblog.it/post/7833/virtualbox-41-beta-1-per-linux-os-x-e-windows-rilasciato-da-oracle">l&#8217;uscita della prima beta</a>. Ne sono servite tre, prima che Oracle pubblicasse la versione finale. VirtualBox 4.1 introduce delle funzioni molto interessanti, che andiamo a elencare: spicca il supporto ai driver WDDM.</p>
<p>Installando le Guest Additions sui guest con Windows, infatti, si potrà usufruire in via sperimentale del Windows Vista Display Driver Model (WDDM): sfruttando l&#8217;accelerazione 3D/2D i guest potranno attivare Aero su Windows Vista e 7. Non manca una novità di rilievo per i guest con Linux ovvero il <em>passthrough</em> delle periferiche PCI.</p>
<p>A prescindere dal sistema operativo del guest, VirtualBox 4.1 introduce la possibilità di scegliere il formato dei dischi tra VDI di Oracle, VMDK di VMware e VHD di Microsoft. I lettori ottici virtuali consentono inoltre una modalità LiveCD/DVD. La rete può essere condivisa tra una o più macchine virtuali anche come tunnel via UDP.</p>
<p><a href='http://www.ossblog.it/galleria/oracle-vm-virtualbox-41/'>Oracle VM VirtualBox 4.1</a></p>
<p><a href="http://www.ossblog.it/galleria/oracle-vm-virtualbox-41/1"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/ossblog/oracle-vm-virtualbox-41/thn_oraclevmvirtualbox411.jpg" alt="Oracle VM VirtualBox 4.1" width="130" height="104" /></a><a href="http://www.ossblog.it/galleria/oracle-vm-virtualbox-41/2"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/ossblog/oracle-vm-virtualbox-41/thn_oraclevmvirtualbox412.jpg" alt="Oracle VM VirtualBox 4.1" width="130" height="104" /></a><a href="http://www.ossblog.it/galleria/oracle-vm-virtualbox-41/3"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/ossblog/oracle-vm-virtualbox-41/thn_oraclevmvirtualbox413.jpg" alt="Oracle VM VirtualBox 4.1" width="130" height="104" /></a><a href="http://www.ossblog.it/galleria/oracle-vm-virtualbox-41/4"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/ossblog/oracle-vm-virtualbox-41/thn_oraclevmvirtualbox414.jpg" alt="Oracle VM VirtualBox 4.1" width="130" height="104" /></a></p>
<p>Via | <a href="http://www.oracle.com/us/corporate/press/433515">Oracle</a></p>
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    <title type="html">QEMU Enhanced Disk (QED) è un nuovo formato per le macchine virtuali</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2011-07-07T16:00:39+00:00</published>
    <updated>2011-07-07T16:00:39+00:00</updated>
    <dc:subject>virtualizzazione</dc:subject><dc:subject>file-system</dc:subject><dc:subject>kvm</dc:subject><dc:subject>qcow2</dc:subject><dc:subject>qed</dc:subject><dc:subject>qemu</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[QEMU 0.14.0, rilasciato in febbraio, ha introdotto un nuovo formato per i dischi virtuali: è QEMU Enhanced Disk (QED), in sostituzione a QCOW2. QED presenta una serie di funzionalità interessanti,[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/7843/qemu-enhanced-disk-qed-e-un-nuovo-formato-per-le-macchine-virtuali"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/qemu.gif" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="QEMU" />QEMU 0.14.0, rilasciato in febbraio, ha introdotto un nuovo formato per i dischi virtuali: è <a href="http://wiki.qemu.org/Features/QED">QEMU Enhanced Disk (QED)</a>, in sostituzione a QCOW2. QED presenta una serie di funzionalità interessanti, destinate a dei progressivi aggiornamenti. Non è ancora considerato “stabile” come formato. Cerchiamo di capire quali sono le differenze.</p>
<p>QED è stato concepito per essere un formato ad alte prestazioni. È dotato di <a href="http://wiki.qemu.org/Features/QED/Specification">una specifica aperta</a>, supporta il backup e i file “sparsi”. Trasmette i dati in modo asincrono e garantisce una forte integrità delle informazioni memorizzate. Le funzioni più complesse devono essere ancora ultimate: ad esempio <a href="http://thread.gmane.org/gmane.comp.emulators.qemu/79737">lo streaming delle immagini</a>.</p>
<p>Si potranno realizzare macchine virtuali su spazi minimali ed espanderle successivamente, distribuendo lo storage attraverso un network. Altre funzionalità prevedono <a href="http://wiki.qemu.org/Features/QED/OnlineDefrag">la deframmentazione</a> in linea di QED, <a href="http://wiki.qemu.org/Features/QED/ParallelSubmission">la parallelizzazione</a> e <a href="http://wiki.qemu.org/Features/QED/Trim">il trimming</a>. È probabile che, un domani, il formato sostituisca QCOW2 come scelta predefinita per QEMU/KVM.</p>
<p>Via | <a href="http://www.phoronix.com/scan.php?page=news_item&#038;px=OTY0MQ">Phoronix</a></p>
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