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Virtualizzazione

SUSE Studio inizia a supportare il formato VHD per Microsoft Hyper-V

pubblicato da Federico Moretti in: Network Appliance Virtualizzazione

SUSE StudioSUSE Studio, la risorsa di SUSE per le network appliance, ha introdotto un’altra novità questa settimana: dopo il pannello d’amministrazione, SUSE Manager, è arrivato il supporto sperimentale a Virtual Hard Disk (VHD) — il formato di Microsoft per i dischi virtuali di Hyper-V. Le appliance dedicate possono essere compresse con ZIP.

La nuova funzionalità può essere abilitata dalle impostazioni del proprio account di SUSE Studio: al solito, è richiesta un’attivazione esplicita. La scelta di fornire una compressione con ZIP, anziché TAR/GZ, è stata effettuata per non dover richiedere l’installazione di applicazioni di terze parti – come 7-Zip – su Windows Server.

Il beneficio immediato è nella possibilità di generare immagini per SUSE Linux Enterprise 11 SP1 od openSUSE 12.1, da virtualizzare con Hyper-V sotto Windows Server 2008 e 2008 R2. openSUSE richiede l’installazione di alcune dipendenze aggiuntive: la preparazione delle immagini dovrebbe impiegare più tempo di SUSE Linux Enterprise.

Via | SUSE

Boxes, una soluzione di GNOME per eseguire le applicazioni in remoto

pubblicato da Federico Moretti in: Gnome Virtualizzazione

GNOME BoxesGNOME Boxes è la nuova risorsa per l’accesso di rete alle applicazioni di qualunque sistema operativo: non importa se sia installato in remoto o in una macchina virtuale. Realizzata in Vala, riunisce le funzioni di QEMU–KVM e Vinagre/Vino per abbattere la distanza tra gli ambienti d’esecuzione. Il rilascio è previsto per GNOME 3.4.

Boxes realizza su GNOME Shell quella che, in gergo, è definita “seamless virtualization”: permette, cioè, l’integrazione delle applicazioni virtuali con l’interfaccia–utente in esecuzione. Lo stesso concetto è applicato, in remoto, ad altre macchine e/o sistemi operativi accessibili in rete. Il risultato è davvero molto convincente.

La piattaforma è già disponibile per l’installazione con GNOME 3.2, ma perché sia considerata stabile occorrerà attendere fino alla prossima versione. Tra le funzionalità di GNOME Boxes, è interessante il tentativo di realizzare un sistema di Single Sign–On (SSO) per diversi sistemi operativi remoti o virtuali dal server con Linux.

GNOME Boxes

GNOME BoxesGNOME BoxesGNOME BoxesGNOME Boxes

Via | Zeeshan Ali Khattak

Angry Birds per Android s'installa su PandaBoard con Linaro e Ubuntu

pubblicato da Federico Moretti in: Ubuntu Virtualizzazione

Angry Birds - Plush ToyAngry Birds, il popolare gioco di Rovio, funziona su PandaBoard con Linaro 11.10: utilizza il kernel di Android 2.3.5 (Gingerbread) e si può provare via Ubuntu, emulando la piattaforma con QEMU-KVM per i processori ARM di tipo OMAP4. È una dimostrazione delle possibilità offerte dalla toolchain di Canonical per Cortex-A9 con Linaro.

La procedura non è immediata, perché Angry Birds è distribuito dall’Android Market o dall’Amazon Appstore for Android (inaccessibile dall’Italia) e non si può ottenere un archivio APK da Rovio. Bisogna installare il SDK di Android e ottenere Angry Birds da un dispositivo che acceda all’app store di Google per effettuarne il backup.

Prescindendo dalla difficoltà oggettiva nel recuperare Angry Birds, Linaro/Oneiric dimostra una confortante maturità sui dispositivi ARM a basso costo. PandaBoard, ad esempio, ha un prezzo di $174. Angry Birds è solo una tra le applicazioni installabili su Linaro 11.10 da adb, uno degli strumenti contenuti nel SDK di Android 2.3.5.

Via | Linaro

OpenIndiana 151, a un anno dal debutto, è al 100% su Illumos con KVM

pubblicato da Federico Moretti in: Solaris Virtualizzazione

OpenIndiana 151

Oggi è prevista la disponibilità di OpenIndiana 151, la seconda versione d’una certa importanza per la distribuzione basata su Illumos (ex-OpenSolaris). Non sono presenti delle novità rilevanti a livello di software, però il rilascio sancisce una volta per tutte l’abbandono del codice di Oracle: OpenIndiana 151 è al 100% su Illumos.

È passato un anno esatto dalla presentazione del progetto e OpenIndiana 151, purtroppo mantenendo le principali caratteristiche di OI148, non conserva più “residui” del kernel di OpenSolaris. La maturità di Illumos ha permesso il passaggio definitivo. Le applicazioni disponibili, comunque, sono ancora le stesse previste un anno fa.

Con un’eccezione, perché OpenIndiana 151 implementa il porting di KVM realizzato da Joyent su SmartOS. Non esistono sviluppatori di Xen.org che lavorano su Illumos e OpenIndiana, perciò l’hypervisor di xVM (previsto da OpenSolaris) è stato accantonato per KVM. Insieme all’abbandono del codice di Oracle è la novità più interessante.

Via | Alasdair Lumsden

Citrix ha reso open source gli strumenti della piattaforma Cloud.com

pubblicato da Federico Moretti in: Network Appliance Virtualizzazione

Cloud.comCloud.com, una delle più popolari piattaforme per il cloud computing, è stata acquistata da Citrix appena il mese scorso: ne avevamo già parlato perché è alla base del successo di Zynga. Finalmente il prodotto di punta per Cloud.com, CloudStack, è diventato open source al 100%. Citrix ha “liberato” la parte commerciale dei sorgenti.

La notizia è piuttosto importante, per il settore del cloud computing, perché CloudStack 2.2.10 (il primo rilascio completamente open source) offrirà la prima infrastruttura a supportare pressoché ogni prodotto per la virtualizzazione, inclusi quelli dei “rivali” di Citrix. Xen.org, QEMU/KVM, VMware e Oracle VM: manca solo Hyper-V.

La soluzione di Microsoft sarà integrata nell’imminente futuro di CloudStack e Citrix ha già in programma Project Olympus, un fork di OpenStack (la piattaforma di NASA e RackSpace). Per il momento la società ha “liberato” il 98% del codice dei propri prodotti. Collaborando con VMware supporterà ESXi e vSphere a un sesto del prezzo.

Via | The Register

VMware: la Platform-as-a-Service di Micro Cloud Foundry è sui laptop

pubblicato da Federico Moretti in: Network Appliance Virtualizzazione

Cloud FoundryMicro Cloud Foundry è la nuova soluzione di VMware per portare la Platform-as-a-Service su desktop e laptop. Si tratta di un “riproduttore” del cloud computing aziendale per lo sviluppo e il testing da remoto su sistemi dalle risorse più ridotte. Include Node.js, Ruby on Rails, Java e MySQL. È un prodotto freeware con VMware Player.

Lo scopo del player è replicare in locale un’istanza della piattaforma di PaaS aziendale: Cloud Foundry è offerto in due soluzioni, una proprietaria e una open source. Entrambe si basano su Ubuntu Server a 64-bit. Micro Cloud Foundry prevede la registrazione di un account sul portale di VMware: gestisce le sessioni via Dynamic DNS.

VMware promette d’aggiornare Micro Cloud Foundry con ulteriori servizi, database e linguaggi per proporre una soluzione ancora più completa. Un limite è nella richiesta di registrazione su VMware: tuttavia, il player può “puntare” a installazioni di terze parti su Cloud Foundry che sfruttano il codice aperto (pubblicato su GitHub).

Via | GigaOM

Microsoft è partner di CS2C sull'interoperabilità di Windows e Linux

pubblicato da Federico Moretti in: Windows Virtualizzazione

NeoKylinMicrosoft prosegue il percorso d’interoperabilità tra Windows e Linux via Hyper-V, l’infrastruttura per la virtualizzazione di Windows Server 2008 R2. L’ultima partnership ha una funzione strategica di rilievo, perché apre al mercato cinese: Microsoft ha aggiunto NeoKylin Linux alle distribuzioni supportate ufficialmente da Hyper-V.

China Standard Software Corporation (CS2C) è il principale licenziatiario di Linux in collaborazione col governo cinese: NeoKylin è una distribuzione basata su Red Hat Enterprise Linux (RHEL) orientata ai server, NeoShine è l’equivalente di Fedora per desktop, laptop e netbook con MeeGo. Si può gestire con Microsoft Systems Center.

NeoKylin s’aggiunge a CentOS e RHEL, tra le distribuzioni di primo livello supportate da Hyper-V. L’intento di Microsoft è quello d’arginare l’abbandono di Windows Server 2008 R2 per il cloud computing cinese: la partnership aiuterà gli ingegneri a creare e gestire macchine virtuali per la principale soluzione governativa di Linux.

Via | Port 25

SmartOS di Joyent porta l'infrastruttura di KVM per Linux su Illumos

pubblicato da Federico Moretti in: Solaris Virtualizzazione

KVMSmartOS è una distribuzione basata su Illumos (ex-OpenSolaris) realizzata da Joyent: l’ultimo rilascio introduce la possibilità di sfruttare la virtualizzazione di KVM. L’infrastruttura, concepita per Linux, è approdata in forma nativa su Solaris. Iniziati lo scorso maggio, i lavori per la creazione del porting hanno avuto successo.

Tuttavia, sussistono alcune divergenze tra KVM per Linux e la versione per Illumos. Ad esempio, su SmartOS non è ancora possibile sfruttare l’accelerazione hardware di AMD-V o Intel VMX: altre funzionalità assenti dal porting per Illumos sono il Kernel Sampe-Page Mapping (KSM) presente su Linux ed MMU, per l’accelerazione software.

Nonostante i limiti, KVM su Illumos è stato in grado d’avviare disparate macchine virtuali su SmartOS: Linux, BSD, Windows, Haiku, Solaris e QNX hanno superato i test. Ovviamente insieme a KVM è stato introdotto QEMU. A partire dalle prossime settimane tutte le distribuzioni basate su Illumos dovrebbero aggiornarsi per supportarlo.

Via | D-Trace

Linus Torvalds ha annunciato la disponibilità ufficiale di Linux 3.0

pubblicato da Federico Moretti in: Linux Virtualizzazione

TuxLinux 3.0 è considerato stabile. Si tratta del primo rilascio, dal cambio di numerazione deciso qualche mese fa: come abbiamo già visto, non esistono motivazioni particolari nel salto da Linux 2.6, nonostante la concomitanza coi vent’anni del kernel. Nessuna introduzione “rivoluzionaria”, tuttavia non mancano delle novità rilevanti.

A livello di file system, Btrfs ha aggiunto l’auto-deframmentazione tra le opzioni di montaggio e lo “scrubbing”, ovvero il controllo dell’integrità per tutte le estensioni. Sulla gestione della memoria, Linux 3.0 introduce la funzione di CleanCache per migliorare la compressione e la destinazione della RAM per la virtualizzazione.

Ancora sulla virtualizzazione, l’aggiornamento del kernel permette per la prima volta l’uso di dom0 e domU con Xen: Linux 3.0 abbatte anche l’ultimo ostacolo per un pieno utilizzo di questa infrastruttura. Un’altra opzione interessante è il Wake on WLAN (WoWLAN). Esiste ovviamente una lista completa dei cambiamenti da Linux 2.6.39.

Via | LWN

Oracle ha rilasciato VirtualBox 4.1 stabile su Linux, OS X e Windows

pubblicato da Federico Moretti in: Oracle Virtualizzazione

Oracle VM VirtualBoxVirtualBox 4.1 è stato rilasciato in forma stabile: questo aggiornamento conferma tutte le funzionalità annunciate con l’uscita della prima beta. Ne sono servite tre, prima che Oracle pubblicasse la versione finale. VirtualBox 4.1 introduce delle funzioni molto interessanti, che andiamo a elencare: spicca il supporto ai driver WDDM.

Installando le Guest Additions sui guest con Windows, infatti, si potrà usufruire in via sperimentale del Windows Vista Display Driver Model (WDDM): sfruttando l’accelerazione 3D/2D i guest potranno attivare Aero su Windows Vista e 7. Non manca una novità di rilievo per i guest con Linux ovvero il passthrough delle periferiche PCI.

A prescindere dal sistema operativo del guest, VirtualBox 4.1 introduce la possibilità di scegliere il formato dei dischi tra VDI di Oracle, VMDK di VMware e VHD di Microsoft. I lettori ottici virtuali consentono inoltre una modalità LiveCD/DVD. La rete può essere condivisa tra una o più macchine virtuali anche come tunnel via UDP.

Oracle VM VirtualBox 4.1

Oracle VM VirtualBox 4.1Oracle VM VirtualBox 4.1Oracle VM VirtualBox 4.1Oracle VM VirtualBox 4.1

Via | Oracle