
Per chi incomincia addentrarsi nel magico mondo dei comandi da terminale la vita può essere dura. In rete esistono diverse guide, ma la “Linux Bash Shell Cheat Sheet for Beginners” di Raphael è qualcosa che i principianti dovrebbero tenere a portata di mano. La segnaliamo un po’ perchè è molto semplice e chiara, e un po’ perchè è stata scritta da un sedicenne canadese. Personalmente è una cosa che mi fa piacere, perchè dimostra che anche i giovanissimi si accostano a linux nel modo migliore, ovvero “imparo e a mia volta diffondo”.
La guida è scaricabile in PDF ed è visualizzabile nella versione online.
Via | TechDrive

Elementary Os è una distribuzione GNU/linux in cantiere da più di un anno, ma che ancora non è stata rilasciata, in compenso alcuni dei suoi componenti sono disponibili al pubblico da parecchio tempo: Nautilus-Elementary eGtk, Midori, Postler, Elemenetary-icons, Rhythm-e e Zeitgeist sono tutti progetti targati E-team. Se l’obiettivo del team è quello di creare un desktop tanto bello quanto minimalistico sono sulla buona strada dato il rilascio di WingPanel, che a mio parere continua a rivelare ulteriori dettagli di come Elementary Os sarà.
Se il desktop minimale piace, il pannello minimale piace ancor più. La funzione di WingPanel infatti è quella di raccogliere gli indicators presenti nel pannello superiore di Gnome in pannello molto più piccolo, sempre collocato nella parte superiore ma allineato a destra. Questo nuovo pannello non pare molto in linea con le linee guida di Gnome Shell, che richiede un pannello espanso, e Unity, che richiede l’icona del menù vicino alla “dock”, di conseguenza penso che rimarrà un’esclusiva di Elementary Os.
Chi l’ha provato ne parla parecchio bene, sopratutto nel binomio Chromium+WingPanel sul netbook. Se siamo coraggiosi non ci resta che compilare i sorgenti hostati su Launchpad oppure provare una via alternativa ideata da Vjjustin e presentata sul suo blog, modificando il pannello superiore correntemente in esecuzione. Che sia stata trovata una via per una differente ed ottimale gestione del desktop?

Cercate gli screenshot della nuova Ubuntu? Volete vedere il nuovo look di Mint o cosa bolle in pentola per i nuovi rilasci di Mandriva, Slackware, Fedora o di una qualunque derivata? Allora segnatevi fra i preferiti questo sito: thecodingstudio.com, che ospita una sezione di screenshot di moltissime distro a disposizione.
Se non avete voglia di provare Android, Jolicloud, o siete solo curiosi di dare un occhio alle distro basate su Bsd, qui c’è davvero di tutto.
Si possiamo trovare infatti le immagini di oltre 500 distribuzioni. Ce n’è davvero per tutti i gusti e si può tornare indietro fino al 13 luglio 2004, per chi volesse vedere com’è cambiato in pochi anni il mondo delle distribuzioni basate sul kernel Linux.
The Coding Studio però non è un progetto open source, bensì un business web solutions provider. L’agenzia si occupa di web design e development, insomma una web agency come tante. Non fosse per la straordinaria voglia di archiviare le immagini di così tante distro.

Rssowl è un feedreader ideale per chi lavora su sistemi operativi diversi e vuole avere sempre con sé il proprio reader, con la possibilità di aggiornarne gli rss che contiene semplicemente esportandoli e reimportandoli senza che nulla cambi. Rilasciato sotto Gpl, grazie alle librerie Swt java funziona infatti sotto Windows, Linux, Mac.
Il progetto è arrivato a maturità con la versione 2.0 e consente di aggregare rss, rdf e atom. A febbraio è stata rilasciata la release 2.0.4. Ora consente anche di aggregare sotto un’unica voce tutte le news dei feed contenuti da una cartella. Questo, insieme alla possibilità di utilizzare il browser interno per visualizzare gli articoli (con più tab aperte), lo rende molto pratico da usare.
Con Rssowl possiamo anche creare feed che aggreghino le news relative a topic che vogliamo seguire con Google, Technorati, Delicious e Flickr oppure trasformare una nostra ricerca in un feed (per esempio tutte le notizie sul nostro programma preferito all’interno dei blog che seguiamo). Altra caratteristica che ne fa uno strumento davvero potente è la possibilità di creare filtri, proprio come se fosse un programma di posta, per organizzare ed eventualmente salvare le notizie. Ma queste sono solo le principali caratteristiche di un reader completamente customizzabile.
Il progetto è in continua evoluzione, così tester e sviluppatori sono i benvenuti.

Alzi la mano chi non ha pensato almeno una volta che Chromium potesse anche essere meglio di Firefox. Io lo prediligo per la velocità, anche se ammetto di usarlo ancora insieme a Firefox. Potrei però abbandonarli entrambi in favore di Swiftfox, perché dopo una prima prova su netbook sono già molto soddisfatto. Swiftfox (e il gemello no-logo Swiftweasel) è un fork di Firefox ottimizzato per architetture Amd e Intel e compilato per pc che ospitano Linux. Dal sito è scaricabile come installer, deb file e tarball.
Rispetto a Firefox le differenze balzano subito all’occhio. Swiftfox è infatti identico a Firefox, ma la reattività, dall’avvio al rendering, è evidente. In questo programma i codici binari son ottenuti passando al compilatore parametri definiti sulla base del processore. C’è addirittura chi, come l’autore di linuxcritic, lo considera addirittura il miglior browser in circolazione per Linux.
Questa versione di Firefox richiede tutte le dipendenze del genitore e si installa in pratica sopra a quello, ereditandone bookmark, impostazioni e plugin. Non è infatti indipendente, ma si installa automaticamente nella directory opt e poi si linka agli eseguibili di Firefox, cui si va a sostituire al momento del lancio. Si può eventualmente disinstallare con uno script apposito disponibile sempre sul sito. Visto che si parla di velocità di navigazione e alternative, a chi è interessato suggerisco di provare anche Iron SRWare, che altro non è che Chrome depurato dai collegamenti a Google che lasciavano a desiderare in termini di privacy.

Finalmente ci siamo anche noi! Dopo diverse settimane in cui quasi tutti i blog del network sono approdati tra le pagine del noto social network, questa volta tocca ad OSSBlog.it.
La fan page creata dai “piani alti” di Blogo (inteso in senso buono ovviamente) è raggiungibile a questo indirizzo ed al momento della stesura di questo articolo i sostenitori sono appena…5! Mi raccomando, iscrivetevi numerosi!
Noi non ci guadagnamo niente, però vorremmo far vedere ai colleghi quanto vale effettivamente OSSBlog.it. Come si dice in questi casi…è una questione di principio!

Un messaggio di servizio da parte di Blogo, che potrebbe interessare i nostri commentatori più affezionati. Ossblog cerca nuovi bloggers competenti ma soprattutto appassionati di software libero/open source.
Requisiti: essere sempre al corrente degli sviluppi nel mondo del software libero e avere il tempo per scrivere un paio di post al giorno. Ovviamente, una esperienza pregressa nel tenere un proprio blog costituirà titolo preferenziale.
Se siete interessati, scrivete una mail di presentazione a blogger@blogo.it, magari includendo l’indirizzo del vostro blog personale ed un paio di post di prova.
La Free Software Foundation ed il Progetto GNU hanno da qualche ora annunciato l’apertura della procedura di nomination per il dodicesimo evento annuale dei Free Software Awards.
Con questo concorso, come di consueto, verranno assegnati due importanti premi. Il primo (Award for the Advancement of Free Software) andrà al singolo, ovvero alla persona che durante l’anno in corso ha contribuito maggiormente alla causa dell’open source; ricordiamo tra i precedenti vincitori nomi del calibro di Harald Welte, Ted Ts’o, Andrew Tridgell, Theo de Raadt, Alan Cox, Larry Lessig, Guido van Rossum, Brian Paul, Miguel de Icaza e Larry Wall.
Il secondo invece (Award for Projects of Social Benefit) sarà destinato al progetto che nel corso del 2009 ha saputo distinguersi per la compattezza con il quale ha perseguito l’etica del software libero. L’anno scorso il premio è andato a Creative Commons ma non sono da dimenticare altre vittorie illustri come quelle di Groklaw, Sahana e Wikipedia.
Continua a leggere: Free Software Awards, aperta la procedura di nomination
Fino ad oggi eravamo abituati a guardare il progetto Mono sotto l’occhio critico semplicemente perchè su in alto a comandare vi è casa Novell; da questo momento però guarderemo a Mono in un modo totalmente diverso.
E’ stato infatti annunciato che dal progetto in questione, finora totalmente open source, nascerà un nuovo ramo di sviluppo proprietario. MomoTouch, questo il nome, sarà rivolto a coloro che vorranno iniziare a lavorare su applicazioni per iPhone/iPod Touch sfruttando i linguaggi Mono e C#.
Il costo della licenza va dai 399 dollari per la versione Personal, ai 3999 dollari di quella Enterprise per cinque sviluppatori. inoltre, per sfruttare i vantaggi di MonoTouch avrete bisogno di un Mac, dell’iPhone SDK e dovrete fare parte del programma Apple iPhone Developer.
Continua a leggere: MonoTouch 1.0, inaugurato il primo ramo proprietario del progetto Mono
Proprio ieri vi abbiamo parlato della questione della vendita di 22 brevetti da parte di Microsoft a favore della Open Invention Network. Nell’articolo vi dicevamo anche che la società di Redmond si era dichiarata anche piuttosto soddisfatta di questo affare poichè queste proprietà intellettuali non erano più importanti. E oggi?
Con una nota stampa Microsoft ha annunciato di aver creato la CodePlex Foundation, un’organizzazione senza fini di lucro la quale pare destinata ad essere economicamente autosufficiente a fronte di una donazione iniziale di un milione di dollari da parte della stessa Microsoft.
Questa fondazione sembra essere stata creata per avvicinare sempre di più il mondo dell’ecomomia e quello dell’open source; in breve, Microsoft spera di ottenere qualcosa di interessante (per chi?) dall’incontro/scontro di tanti programmatori, ma tutti accumunati dallo stesso spirito open.
Continua a leggere: Microsoft annuncia CodePlex, una fondazione dedicata all'open source