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  <title>Ossblog.it</title>
  <subtitle>Programmi free: scopri il mondo dell'Open Source</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[2005-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-05-22T14:04:39+00:00</updated>
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    <title type="html">Gentoo ha proposto un wiki ufficiale per integrare la documentazione</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2011-11-12T14:00:54+00:00</published>
    <updated>2011-11-12T14:00:54+00:00</updated>
    <dc:subject>gentoo</dc:subject><dc:subject>tips</dc:subject><dc:subject>documentazione</dc:subject><dc:subject>guide pratiche</dc:subject><dc:subject>manuali d’utilizzo</dc:subject><dc:subject>traduzioni</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Gentoo ha finalmente aperto al pubblico il proprio wiki ufficiale. È un complemento particolarmente utile per una distribuzione così “ostica”, almeno nell’immaginario collettivo degli utenti di[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/8713/gentoo-ha-proposto-un-wiki-ufficiale-per-integrare-la-documentazione"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/gentoowiki.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Gentoo Wiki" />Gentoo ha finalmente aperto al pubblico <a href="http://wiki.gentoo.org/">il proprio <em>wiki</em> ufficiale</a>. È un complemento particolarmente utile per una distribuzione così “ostica”, almeno nell’immaginario collettivo degli utenti di Linux. Il <em>wiki</em> era in fase di <em>testing</em> dalla fine di settembre: non ci si può aspettare granché a livello di documentazione, per il momento.</p>
<p>La comunità degli utenti di Gentoo era solita utilizzare <a href="http://en.gentoo-wiki.com/">un <em>wiki</em> non ufficiale</a>, che ha accolto positivamente la novità. Quest’ultimo propone un elenco di pagine molto più fornito, in ragione della maggiore longevità. Gli articoli sul nuovo <em>wiki</em> potrebbero risultare incompatibili con la licenza del primo, perciò n’è esclusa la copia.</p>
<p>Entrambi i <em>wiki</em> utilizzano una licenza di Creative Commons. Tuttavia, il nuovo progetto di Gentoo ha rimosso la clausola non commerciale. In futuro sarà proposta una soluzione adatta alla traduzione dei contenuti: per adesso <strong>le pagine sono proposte esclusivamente in lingua inglese</strong> con poche eccezioni sperimentali in lingua tedesca.</p>
<p>Via | <a href="http://www.gentoo.org/news/20111109-wiki-announcement.xml">Gentoo</a></p>
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    <title type="html">Readability: le funzioni di Safari Reader su Chrome e Firefox</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2010-06-15T12:15:29+00:00</published>
    <updated>2010-06-15T12:15:29+00:00</updated>
    <dc:subject>browser</dc:subject><dc:subject>tips</dc:subject><dc:subject>estensioni di google chrome</dc:subject><dc:subject>estensioni di mozilla firefox</dc:subject><dc:subject>readability da arc90</dc:subject><dc:subject>safari reader come bookmarklet</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Readability è l&amp;#8217;esperimento open source per semplificare la lettura delle pagine web da cui è stato creato Safari Reader, la discussa funzionalità dell&amp;#8217;ultima versione del browser[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/6379/readability-le-funzioni-di-safari-reader-su-chrome-e-firefox"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/readability.png" class="post" border="0" width="586" height="260" alt="Readability" /><br clear="all" /></p>
<p><a href="http://lab.arc90.com/experiments/readability/">Readability</a> è l&#8217;esperimento open source per semplificare la lettura delle pagine web da cui <a href="http://www.ossblog.it/post/6354/apple-lancia-safari-reader-basato-su-open-source">è stato creato Safari Reader</a>, la discussa funzionalità dell&#8217;ultima versione del browser di Apple: le differenze rispetto a Safari 5 sono molte e rendono Readability uno strumento completo. Si è già parlato del <em>bookmarklet</em>, ma Readability è ancora più comodo se usato come estensione per Chrome e Firefox.</p>
<p>Safari Reader non consente personalizzazioni, mentre <a href="https://chrome.google.com/extensions/detail/jggheggpdocamneaacmfoipeehedigia?hl=it">Readability Redux per Chrome</a> e <a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/46442/">Readability per Firefox</a> includono tutte le funzionalità del progetto originario: le pagine possono essere trasformate in 5 stili diversi, combinati con altrettante dimensioni dei caratteri e ampiezze dei margini. Entrambe le estensioni creano un pulsante nel browser e si possono richiamare con la tastiera.</p>
<p>Oltre a modificare la visualizzazione del web, Readability genera 3 icone nella parte alta dello schermo per semplificare il caricamento della pagina originale, la stampa e la condivisione via e-mail. Tutti questi motivi rendono Readability preferibile a Safari Reader: la personalizzazione garantisce risultati più adatti alle varie esigenze e Readability non impone l&#8217;uso di Safari 5 su OS X e/o Windows.</p>
<p>Via | <a href="http://www.makeuseof.com/tag/quickly-easily-add-safaris-reader-feature-chrome-firefox/">MakeUseOf</a></p>
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    <title type="html">Rssowl, feedreader potente e portabile</title>
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    <author>
      <name>sigul</name>
    </author>
    <published>2010-03-26T10:32:22+00:00</published>
    <updated>2010-03-26T10:32:22+00:00</updated>
    <dc:subject>varie</dc:subject><dc:subject>tips</dc:subject><dc:subject>feed reader</dc:subject><dc:subject>feed rss</dc:subject><dc:subject>rss reader</dc:subject><dc:subject>rssowl</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Rssowl è un feedreader ideale per chi lavora su sistemi operativi diversi e vuole avere sempre con sé il proprio reader, con la possibilità di aggiornarne gli rss che contiene semplicemente[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/6001/rssowl-feedreader-potente-e-portabile"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/rssowl1.png" class="post-h" border="0" width="432" height="253" alt="" /><br clear="all" /><br />
<a href="http://www.rssowl.org">Rssowl</a> è un feedreader ideale per chi lavora su sistemi operativi diversi e vuole avere sempre con sé il proprio reader, con la possibilità di aggiornarne gli rss che contiene semplicemente esportandoli e reimportandoli senza che nulla cambi. Rilasciato sotto Gpl, grazie alle librerie Swt java funziona infatti sotto Windows, Linux, Mac.</p>
<p>Il progetto è arrivato a maturità con la versione 2.0 e consente di aggregare rss, rdf e atom. A febbraio è stata rilasciata la <a href="http://sourceforge.net/projects/rssowl/">release 2.0.4</a>. Ora consente anche di aggregare sotto un&#8217;unica voce tutte le news dei feed contenuti da una cartella. Questo, insieme alla possibilità di <a href="http://www.rssowl.org/dl/videos/browser/browser.html">utilizzare il browser interno</a> per visualizzare gli articoli (con più tab aperte), lo rende molto pratico da usare.</p>
<p>Con Rssowl possiamo anche creare feed che aggreghino le news relative a topic che vogliamo seguire con Google, Technorati, Delicious e Flickr oppure trasformare una nostra ricerca in un feed (per esempio tutte le notizie sul nostro programma preferito all&#8217;interno dei blog che seguiamo). Altra caratteristica che ne fa uno strumento davvero potente è la possibilità di creare filtri, proprio come se fosse un programma di posta, per organizzare ed eventualmente salvare le notizie. Ma queste sono solo le principali <a href="http://www.rssowl.org/overview2">caratteristiche</a> di un reader completamente customizzabile.</p>
<p>Il progetto è in continua evoluzione, così <a href="http://www.rssowl.org/dev">tester e sviluppatori sono i benvenuti</a>.</p>
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    <title type="html">Fdupes, trovare i file duplicati</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/5755/fdupes-trovare-i-file-duplicati" />
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    <author>
      <name>Lpt on fire!</name>
    </author>
    <published>2010-02-08T18:00:16+00:00</published>
    <updated>2010-02-08T18:00:16+00:00</updated>
    <dc:subject>open-source</dc:subject><dc:subject>tips</dc:subject><dc:subject>eliminare file duplicati</dc:subject><dc:subject>fdupes</dc:subject><dc:subject>m5dsum</dc:subject><dc:subject>trovare file duplicati</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Fdupes è un programma per identificare e cancellare i file duplicati presenti nel vostro sistema.
Potete usarlo per cercare in una o più directory ricorsivamente e decidere se cancellare o meno le[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/5755/fdupes-trovare-i-file-duplicati"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/fdupes.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="132" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p><a href="http://netdial.caribe.net/~adrian2/programs/fdupes.html">Fdupes</a> è un programma per identificare e cancellare i file duplicati presenti nel vostro sistema.</p>
<p>Potete usarlo per cercare in una o più directory ricorsivamente e decidere se cancellare o meno le copie duplicate di un file. Se necessario può anche considerare gli hard link come file duplicati.</p>
<p>Per determinare se un file è duplicato vengono confrontate le dimensioni, la firma m5dsum e per finire un confronto byte a byte.</p>
<p>Via | <a href="http://www.cyberciti.biz/faq/linux-unix-finds-duplicate-files-in-given-directories/">CyberCity</a></p>
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    <title type="html">Nautilus Undo/Redo: non è (ancora) Zeitgeist</title>
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    <id>http://www.ossblog.it/post/5608/nautilus-undoredo-non-e-ancora-zeitgeist/</id>
    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2010-01-12T13:00:54+00:00</published>
    <updated>2010-01-12T13:00:54+00:00</updated>
    <dc:subject>gnome</dc:subject><dc:subject>tips</dc:subject><dc:subject>file browser</dc:subject><dc:subject>gnome 2.28.1</dc:subject><dc:subject>karmic koala</dc:subject><dc:subject>nautilus script actions</dc:subject><dc:subject>nautilus undo/redo</dc:subject><dc:subject>ubuntu 9.10</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Se anche voi state aspettando il rilascio di Zeitgeist (che dovrebbe esordire ufficialmente solo con il famigerato GNOME 3), magari associato a una home utente montata su filesystem Brtfs, questa[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/5608/nautilus-undoredo-non-e-ancora-zeitgeist"><![CDATA[<p><object width="480" height="385">
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/YCf94_p2SyA&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0"></param>
<param name="allowFullScreen" value="true"></param>
<param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/YCf94_p2SyA&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p>Se anche voi state aspettando il rilascio di <a href="http://www.ossblog.it/tag/zeitgeist">Zeitgeist</a> (che dovrebbe esordire ufficialmente solo con <a href="http://www.ossblog.it/post/5334/gnome-30">il famigerato GNOME 3</a>), magari associato a una home utente montata su filesystem <a href="http://www.ossblog.it/tag/brtfs">Brtfs</a>, questa modifica a <a href="http://www.ossblog.it/tag/nautilus">Nautilus</a> potrebbe fare al caso vostro.</p>
<p><a href="http://ubuntuforums.org/showthread.php?t=1360763">Nautilus Undo/Redo</a> è una versione &#8220;patchata&#8221; di Nautilus 2.28.1 e pacchettizzata per <a href="http://www.ossblog.it/tag/karmic+koala">Karmic Koala</a> – l&#8217;unica distribuzione su cui dovrebbe funzionare – nella sola versione a 32-bit. Di fatto aggiunge la tipica funzione degli editor di testo (oppure dei programmi di manipolazione per le immagini, etc.) che consentono di annullare o, ripetere le ultime azioni.</p>
<p>La modifica è stata sviluppata da <a href="http://ubuntuforums.org/showthread.php?t=1360763">un utente di Ubuntu Forums</a> ed è tra le idee più votate, ma non ancora realizzate su <a href="http://brainstorm.ubuntu.com/idea/792/">su Ubuntu Brainstorm</a>: installare <a href="http://www.fuzzbug.com/nautilus">i pacchetti</a> potrebbe costituire un pericolo per la stabilità del sistema, quindi siete avvisati.</p>
<p>Via | <a href="http://www.webupd8.org/2010/01/download-undo-redo-patched-nautilus.html">Web Upd8</a></p>
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    <title type="html">Installare i wallpaper di National Geographic su Linux</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2009-12-21T09:00:20+00:00</published>
    <updated>2009-12-21T09:00:20+00:00</updated>
    <dc:subject>gnome</dc:subject><dc:subject>tips</dc:subject><dc:subject>gnome-look.org script</dc:subject><dc:subject>natgeo wallpaper script</dc:subject><dc:subject>national geographic</dc:subject><dc:subject>sfondi per il desktop</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[National Geographic dallo scorso anno indice un contest fotografico che poi si traduce nella disponibilità di centinaia di wallpaper da scaricare sul proprio desktop: effettuarne manualmente il[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/5528/installare-i-wallpaper-di-national-geographic-su-linux"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/natgeowall.png" class="post" align="left" border="0" width="280" height="210" alt="NatGeo Wall" /> <a href="http://ngm.nationalgeographic.com/">National Geographic</a> dallo scorso anno indice <a href="http://ngm.nationalgeographic.com/photo-contest/wallpaper">un <em>contest</em> fotografico</a> che poi si traduce nella disponibilità di centinaia di <em>wallpaper</em> da scaricare sul proprio desktop: effettuarne manualmente il download richiederebbe moltissimo tempo, ma per fortuna c&#8217;è <a href="http://gnome-look.org/content/show.php/NatGeo+Wallpapers+script?content=117267">uno script</a> che fa al caso nostro.</p>
<p>Quello reperibile su <a href="http://gnome-look.org/">GNOME-Look.org</a> è infatti uno script che scarica all&#8217;incirca 170 sfondi e cambia automaticamente wallpaper per <a href="http://www.ossblog.it/categoria/gnome">GNOME</a> ogni 29 minuti: le foto sono tutte di altissima qualità e ritraggono principalmente paesaggi e animali, trattandosi di una rubrica di National Geographic.</p>
<p>L&#8217;effetto di NatGeo Wall – questo il nome della semplice applicazione da riga di comando – è molto gradevole e difficilmente &#8220;noioso&#8221;: la vastità del database di National Geographic consente (con una rapida statistica sull&#8217;utilizzo medio del computer) di non avere mai due volte lo stesso sfondo del desktop nell&#8217;arco della settimana.</p>
<p>Foto | <a href="http://gnome-look.org/content/show.php/NatGeo+Wallpapers+script?content=117267">GNOME-Look.org</a></p>
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    <title type="html">Google dà alcuni consigli per rimediare all&#039;HTML injection</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2009-11-27T09:00:13+00:00</published>
    <updated>2009-11-27T09:00:13+00:00</updated>
    <dc:subject>tips</dc:subject><dc:subject>google</dc:subject><dc:subject>fetch as googlebot</dc:subject><dc:subject>google labs</dc:subject><dc:subject>google webmaster tools</dc:subject><dc:subject>html injection</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Si amplia l&amp;#8217;offerta di strumenti (e di consigli) che Google mette a disposizione dei webmaster: questa volta è l&amp;#8217;HTML injection a essere sotto accusa. Pare infatti che un nuovo[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/5420/google-da-alcuni-consigli-per-rimediare-allhtml-injection"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/fetchasgooglebot2.png" class="post" align="left" border="0" width="280" height="138" alt="Fetch as Googlebot" /> Si amplia l&#8217;offerta di strumenti (e di consigli) che <a href="http://www.ossblog.it/categoria/google">Google</a> mette a disposizione dei webmaster: questa volta è l&#8217;HTML injection a essere sotto accusa. Pare infatti che un nuovo metodo di <a href="http://www.ossblog.it/tag/spam">SPAM</a> sui <a href="http://www.ossblog.it/tag/siti+web">siti web</a> consista nell&#8217;inserimento di codice &#8220;maligno&#8221; nei sorgenti delle pagine — un aspetto non verificabile visualizzandone semplicemente il contenuto dal <a href="http://www.ossblog.it/categoria/browser">browser</a>.</p>
<p>Una delle possibili soluzioni per identificare l&#8217;attacco – che comporterebbe l&#8217;esclusione del proprio sito dai principali motori di ricerca, per dirne una – arriva direttamente <a href="http://googlewebmastercentral.blogspot.com/2009/11/generic-cialis-on-my-website-i-think-my.html">dai laboratori</a> di Google: un&#8217;<a href="http://www.ossblog.it/tag/utility">utility</a> introdotta tra le funzioni sperimentali di <a href="http://www.google.com/webmasters/tools/">Webmaster Tools</a> consente di &#8220;vedere&#8221; la risposta che avrebbe Googlebot cercando di recuperare informazioni dal dato indirizzo.</p>
<p>Diversamente da quanto accadrebbe recuperando il sorgente di una pagina dalla funzionalità dei maggiori browser, questa feature (già disponibile pure nella localizzazione italiana di Google Webmaster Tools) mostra anche i tag che potrebbero risultare oscurati, consentendo di verificare se il proprio sito è stato attaccato: è sempre Google a suggerire <a href="http://googlewebmastercentral.blogspot.com/2008/04/my-sites-been-hacked-now-what.html">una serie</a> di possibili soluzioni, in caso di esito positivo.</p>
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    <title type="html">Facciamo il lifting al pannello di GNOME</title>
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    <id>http://www.ossblog.it/post/5406/facciamo-il-lifting-al-pannello-di-gnome/</id>
    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2009-11-24T12:00:00+00:00</published>
    <updated>2009-11-24T12:00:00+00:00</updated>
    <dc:subject>gnome</dc:subject><dc:subject>tips</dc:subject><dc:subject>gnome 2.28.1</dc:subject><dc:subject>humanity theme</dc:subject><dc:subject>karmic koala</dc:subject><dc:subject>ubuntu 9.10</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Il pannello di GNOME (che poi sarebbero due in default) non ha un aspetto granché accattivante, specie se si considerano i temi di Plasma per KDE: fortunatamente esiste un modo per migliorarlo[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/5406/facciamo-il-lifting-al-pannello-di-gnome"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/gnomepanel.png" class="post" align="left" border="0" width="266" height="280" alt="GNOME Panel" /> Il pannello di <a href="http://www.ossblog.it/categoria/gnome">GNOME</a> (che poi sarebbero due in default) non ha un aspetto granché accattivante, specie se si considerano i temi di <a href="http://www.ossblog.it/tag/plasma">Plasma</a> per <a href="http://www.ossblog.it/categoria/kde">KDE</a>: fortunatamente esiste un modo per migliorarlo rapidamente. A prescindere dal tema in uso – e dell&#8217;eventuale supporto al canale <a href="http://www.ossblog.it/tag/alpha">alpha</a> di RGBA – ci sono almeno due soluzioni pronte all&#8217;uso.</p>
<p>Entrambe sono accessibili con un semplice clic destro sul pannello che intendiamo modificare (di cui peraltro è possibile regolare l&#8217;altezza in pixel, oltre all&#8217;orientamento) scegliendo <em>Proprietà</em> dal menù contestuale: spostandoci nella scheda <em>Sfondo</em> possiamo sovrascrivere le impostazioni del tema di GNOME 2.28 cambiando il colore del pannello – di cui si può scegliere l&#8217;opacità – o, selezionando un&#8217;immagine di sfondo.</p>
<p>Considerando che 1px dovrebbe essere riservato al bordo (soprattutto usando <a href="http://www.ossblog.it/tag/compiz">Compiz</a>) e che l&#8217;altezza predefinita del pannello di GNOME è di 24px, i pattern che possiamo sfruttare – è consigliato l&#8217;uso di PNG, anche semitrasparenti – dovrebbero avere un&#8217;altezza di 23px. Buona personalizzazione!</p>
<p>Via | <a href="http://ubuntued.info/2009/11/barra-do-gnome-vidrada-para-o-karmic-koala.html">ubuntued</a></p>
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    <title type="html">Correggere Eclipse su Ubuntu 9.10 Karmic Koala</title>
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    <id>http://www.ossblog.it/post/5348/correggere-eclipse-su-ubuntu-910-karmic-koala/</id>
    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2009-11-10T08:00:28+00:00</published>
    <updated>2009-11-10T08:00:28+00:00</updated>
    <dc:subject>tips</dc:subject><dc:subject>gtk</dc:subject><dc:subject>eclipse galileo</dc:subject><dc:subject>integrated development environment</dc:subject><dc:subject>karmic koala</dc:subject><dc:subject>ubuntu 9.10</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[L&amp;#8217;esordio di Ubuntu 9.10 – atteso e giunto con entusiasmo dagli utenti della distribuzione di Canonical – ha portato dei piccoli problemi che possono rivelarsi anche molto fastidiosi.
Uno[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/5348/correggere-eclipse-su-ubuntu-910-karmic-koala"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/eclipse.png" class="post" align="left" border="0" width="280" height="181" alt="Eclipse" /> <a href="http://www.ossblog.it/post/5303/ubuntu-910-disponibile-per-il-download">L&#8217;esordio</a> di <a href="http://www.ossblog.it/tag/ubuntu+9.10">Ubuntu 9.10</a> – atteso e giunto con entusiasmo dagli utenti della distribuzione di <a href="http://www.ossblog.it/categoria/canonical">Canonical</a> – ha portato dei piccoli problemi che possono rivelarsi anche molto fastidiosi.</p>
<p>Uno di questi affligge le librerie <a href="http://www.ossblog.it/categoria/gtk">Gtk</a> o, meglio è <a href="https://bugs.launchpad.net/ubuntu/+source/gtk+2.0/+bug/442078/comments/28">un bug</a> che coinvolge quelle applicazioni che ne fanno un uso scorretto: <a href="http://www.ossblog.it/tag/eclipse">Eclipse</a> (che sia installata da <a href="http://www.ossblog.it/tag/repository">repository</a> o, più correttamente estratta in <code>/opt</code>) è una di queste. In sostanza la creazione delle finestre non avviene perfettamente e risulta impossibile cliccare alcuni pulsanti con il mouse.</p>
<p>Oltre all&#8217;ovvia possibilità di navigare con la tastiera e il tasto <code>[tab]</code> attraverso i menù e le sezioni, è consigliabile l&#8217;uso di una dichiarazione — che risolve anche altri difetti, come la latenza nell&#8217;apertura delle finestre con <a href="http://www.ossblog.it/tag/kernel">kernel</a> personalizzati (che possono andare in conflitto con gli standard di <a href="http://www.ossblog.it/categoria/ubuntu">Ubuntu</a>): è sufficiente allegare la stringa <code>export GDK_NATIVE_WINDOWS=true</code> al proprio file <code>~/.bashrc</code>, riavviando semplicemente Eclipse.</p>
<p>Via | <a href="http://mou.me.uk/2009/10/31/fixing-eclipse-in-ubuntu-9-10-karmic-koala/">mou.me.uk</a></p>
 ]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">GetDeb scoraggia l&#039;aggiornamento manuale a Ubuntu 9.10</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/5305/getdeb-scoraggia-laggiornamento-manuale-a-ubuntu-910" />
    <id>http://www.ossblog.it/post/5305/getdeb-scoraggia-laggiornamento-manuale-a-ubuntu-910/</id>
    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2009-10-30T13:00:14+00:00</published>
    <updated>2009-10-30T13:00:14+00:00</updated>
    <dc:subject>ubuntu</dc:subject><dc:subject>canonical</dc:subject><dc:subject>tips</dc:subject><dc:subject>ati radeon</dc:subject><dc:subject>grand unified bootloader</dc:subject><dc:subject>karmic koala</dc:subject><dc:subject>kernel 2.6.31</dc:subject><dc:subject>ubuntu 9.10</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Da ieri è disponibile la release stabile di Karmic Koala, ultima &amp;#8220;creatura&amp;#8221; di Canonical: come di consueto, GetDeb ha inviato ai suoi sottoscrittori una nota in cui scoraggia[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/5305/getdeb-scoraggia-laggiornamento-manuale-a-ubuntu-910"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/getdeb.png" class="post" align="left" border="0" width="240" height="60" alt="GetDeb" /> Da ieri <a href="http://www.ossblog.it/post/5303/ubuntu-910-disponibile-per-il-download">è disponibile</a> la release stabile di <a href="http://www.ossblog.it/tag/karmic+koala">Karmic Koala</a>, ultima &#8220;creatura&#8221; di <a href="http://www.ossblog.it/categoria/canonical">Canonical</a>: come di consueto, <a href="http://www.getdeb.net/">GetDeb</a> ha inviato ai suoi sottoscrittori una nota in cui scoraggia fortemente l&#8217;aggiornamento manuale da <a href="http://www.ossblog.it/tag/ubuntu+9.04">Ubuntu 9.04</a> — invitando a effettuare l&#8217;installazione dal principio.</p>
<p>Quello che ormai è diventato persino <a href="http://ja.pastebin.ca/1646098">un motivo</a> di scherno da parte degli utenti più esperti potrebbe andare oltre la proverbiale cautela: a prescindere dall&#8217;uso del <a href="http://www.ossblog.it/tag/repository">repository</a> di GetDeb e dei suoi pacchetti, le novità introdotte da <a href="http://www.ossblog.it/tag/ubuntu+9.10">Ubuntu 9.10</a> sono tali da non poter prendere alla leggera questo avviso. Almeno, se si vogliono evitare spiacevoli inconvenienti.</p>
<p>L&#8217;introduzione di <a href="http://www.ossblog.it/tag/grub2">GRUB2</a> – che <a href="http://www.ossblog.it/post/5296/rilasciato-grub-197">è giunto</a> alla versione 1.97 – come <a href="http://www.ossblog.it/tag/bootloader">bootloader</a> predefinito e del <a href="http://www.ossblog.it/tag/kernel">kernel</a> 2.6.31, che ha problemi noti coi driver proprietari di <a href="http://www.ossblog.it/tag/ati">ATI</a>, sono due ragioni sufficienti per procedere con una <em>fresh installation</em> del sistema operativo: per esperienza, il pieno supporto a <code>fglrx</code> è stabile qualche settimana dopo il rilascio di una nuova release di <a href="http://www.ossblog.it/categoria/ubuntu">Ubuntu</a>.</p>
 ]]></content>
    

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  <entry>
    <title type="html">Xen, come convertire un immagine per utilizzare LVM</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/4845/xen-come-convertire-un-immagine-per-utilizzare-lvm" />
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    <author>
      <name>Lpt on fire!</name>
    </author>
    <published>2009-04-23T10:00:14+00:00</published>
    <updated>2009-04-23T10:00:14+00:00</updated>
    <dc:subject>linux</dc:subject><dc:subject>tips</dc:subject><dc:subject>lvm</dc:subject><dc:subject>xen</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[La virtualizzazione è una capacità che si sta diffondendo sempre più, grazie al supporto dei processori moderni e dei nuovi software.
Xen, uno dei più famosi software in questo ambito, normalmente[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/4845/xen-come-convertire-un-immagine-per-utilizzare-lvm"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/xen.jpg" class="post-h" align="left" border="0" width="432" height="183" alt="" /><br clear="both" /></p>
<p>La virtualizzazione è una capacità che si sta diffondendo sempre più, grazie al supporto dei processori moderni e dei nuovi software.</p>
<p>Xen, uno dei più famosi software in questo ambito, normalmente utilizza delle immagini con cui virtualizzare una periferica a blocchi su cui effettuare I/O. Purtroppo questo genere di virtualizzazione penalizza le prestazioni.</p>
<p>HowToForge ha pubblicato un <a href="http://www.howtoforge.com/xen-how-to-convert-an-image-based-guest-to-an-lvm-based-guest">tutorial</a> per utilizzare dei volumi logici di LVM anziché le immagini con il vantaggio di una gestione semplificata e soprattutto di poter sfruttare gli snapshot di lvm per creare i backup.</p>
<p>Via | <a href="http://www.howtoforge.com/xen-how-to-convert-an-image-based-guest-to-an-lvm-based-guest">HowToForge</a></p>
 ]]></content>
    

  </entry>
  
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    <title type="html">Steven J. Vaughan-Nichols: tempo di fork per KDE</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/4223/steven-j-vaughan-nichols-tempo-di-fork-per-kde" />
    <id>http://www.ossblog.it/post/4223/steven-j-vaughan-nichols-tempo-di-fork-per-kde/</id>
    <author>
      <name>Dario</name>
    </author>
    <published>2008-07-01T09:00:54+00:00</published>
    <updated>2008-07-01T09:00:54+00:00</updated>
    <dc:subject>kde</dc:subject><dc:subject>varie</dc:subject><dc:subject>tips</dc:subject><dc:subject>desktop environment</dc:subject><dc:subject>development</dc:subject><dc:subject>fork</dc:subject><dc:subject>opensource</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[In un suo recente articolo, pubblicato su Practical Technology, Steven J. Vaughan-Nichols ha espresso i propri dubbi sulla possibilità che KDE 4.1 possa pienamente sostituire KDE 3 («..can fully[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/4223/steven-j-vaughan-nichols-tempo-di-fork-per-kde"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/KDE4.1forkwanted.png" class="post" align="left" border="0" width="240" height="180" alt="KDE 4.1: fork wanted!" />In un suo recente articolo, pubblicato su <em>Practical Technology</em>, <a href="http://www.linkedin.com/in/sjvn1">Steven J. Vaughan-Nichols</a> ha espresso i propri dubbi sulla possibilità che <a href="http://www.ossblog.it/tag/4.1">KDE 4.1</a> possa pienamente sostituire <em>KDE 3</em> («<em>..can fully replace KDE 3 for end users..</em>»).</p>
<p>La critica principale mossa da <em>Vaughan-Nichols</em>, che non dimentica di commentare pur sempre una <a href="http://www.ossblog.it/post/4211/rilasciata-kde-41-beta-2">beta</a> e precisa di far riferimento solo alla sua <em>personalissima</em> esperienza, è indirizzata al mancato raggiungimento dello scopo primario di un <em>desktop environment</em>: semplificare, quanto più possibile, il lavoro dell&#8217;utente («<em>..enabling the user to get their work done as easily as possible..</em>»).</p>
<p>Il giornalista informatico, già collaboratore di <a href="http://www.linux-watch.com/">Linux-Watch</a>, <a href="http://www.desktoplinux.com/">Desktop Linux</a> ed <a href="http://www.eweek.com/">eWEEK.com</a>, ha inoltre puntato il dito contro le <em>prestazioni</em> di KDE 4.1, definite <em>insufficienti</em>, portando ad esempio una prova condotta su sistemi <em>dual-core</em> con <em>2GB</em> di <em>RAM</em> e <a href="http://www.ossblog.it/post/4024/kubuntu-804-hardy-heron">Kubuntu 8.04</a>/<a href="http://www.ossblog.it/post/4206/rilasciata-opensuse-110">openSUSE 11</a> come <em>S.O.</em>.</p>
 <p>
In definitiva, stando a quanto scritto nell&#8217;articolo, il <em>Team</em> guidato da <a href="http://aseigo.blogspot.com/">Aaron Seigo</a> avrebbe apportato tanti <em>miglioramenti visivi</em> che, di fatto, non migliorerebbero nient&#8217;altro («<em>..KDE 4.1 is full of visual improvements that don&#8217;t improve anything..</em>»). La proposta avanzata da Vaughan-Nichols, dunque, è di creare un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fork_(sviluppo_software)">fork</a> di <a href="http://www.kde.org/">KDE</a>, rivisitando la versione <em>3.5</em> di quest&#8217;ultimo, in modo tale da consentire agli utenti finali di provare soluzioni nuove che potrebbero diventare oggetto della loro scelta.</p>
<p>A questo punto, non ci resta che girarvi il seguente quesito: <em>KDE</em> necessita davvero di un fork?</p>
<p>Via | <a href="http://practical-tech.com/operating-system/kde-its-time-for-a-fork/">Practical Technology</a></p>
]]></content>
    

  </entry>
  
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    <title type="html">Idee geek per San Valentino</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/3755/idee-geek-per-san-valentino" />
    <id>http://www.ossblog.it/?p=3980</id>
    <author>
      <name>Fabio</name>
    </author>
    <published>2008-02-12T08:00:24+00:00</published>
    <updated>2008-02-12T08:00:24+00:00</updated>
    <dc:subject>open-source</dc:subject><dc:subject>tips</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Visto che alcuni dei tratti caratteriali tipici di noi amanti dell&amp;#8217; informatica è lo scarso interesse per la vita sociale e la totale mancanza di memoria delle ricorrenze, capiterà a molti[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/3755/idee-geek-per-san-valentino"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/lovemygeek.jpg" class="post" align="left" border="0" width="280" height="280" alt="Love my Geek" />Visto che alcuni dei tratti caratteriali tipici di noi amanti dell&#8217; informatica è lo scarso interesse per la vita sociale e la totale mancanza di memoria delle ricorrenze, capiterà a molti tra oggi e domani di ricordarsi magicamente che giovedì è il giorno degli innamorati. </p>
<p>Mentre controllerete la posta elettronica o lo status del download dei vostri file torrent l&#8217; occhio cadrà sulla data nell&#8217; angolo in basso a destra del vostro desktop, e prima che il panico vi assalga perchè non avete ancora preparato nulla per la vostra dolce metà, vi tranquilliziamo suggerendovi alcuni regali rigorosamente open source che potete preparare in poco tempo.</p>
<p>La cosa più semplice è quella di creare un messaggio vocale romantico e poi metterlo sul lettore mp3 o sul cellulare della vostra amata. Niente di più facile con <a href="http://audacity.sourceforge.net/">Audacity</a>, che vi permetterà di attaccare un microfono al vostro pc e registrare la vostra voce che declama sonetti amorosi.</p>
 <p> Se invece volete qualcosa di più tradizionale, potete creare un bigliettino di San Valentino con <a href="http://www.openoffice.org/">OpenOffice.org</a>, magari sfruttando i numerosi template che si trovano in rete. Se siete interessati a questa soluzione il sito di OpenOffice ha una <a href="http://documentation.openoffice.org/Samples_Templates/User/template/">sezione apposita</a> di template, mentre su <a href="http://ooextras.sourceforge.net/">OOExtras</a> potete trovare qualche bigliettino adatto alla situazione. </p>
<p>Un vero evergreen in questi casi può essere creare un CD con la musica che la vostra &#8220;valentina&#8221; potrebbe apprezzare, magari scaricata da servizi compatibili con Linux come <a href="http://www.amazon.com/mp3">Amazon Mp3</a>, <a href="http://www.mindawn.com/">Mindawn</a> e <a href="http://www.magnatune.com/">Magnatune</a> e poi masterizzata su cd con uno dei tanti software disponibili per Linux come <a href="http://www.gnome.org/projects/brasero/">Brasero</a> o <a href="http://k3b.plainblack.com/">K3B</a>.</p>
<p>E per tutti quelli che non hanno una &#8220;dolce metà&#8221;? Bhe, potete sempre preparare un messaggio per la vostra conquista, scaricarlo su un lettore mp3 economico e lasciarlo in un posto che la vostra (si spera) &#8220;futura lei&#8221; di solito passa. Oppure se siete degli esperti di editing video potete sempre girare un video in cui dichiarate il vostro amore, editarlo con <a href="http://cinelerra.org/">Cinelerra</a> e metterlo online su <a href="http://www.youtube.com">Youtube</a>. Insomma, le possibilità sono infinite, ma mi raccomando: non siamo responsabili di schiaffi, oggetti lanciati contro di voi o qualsiasi altra forma di violenza che riceverete in caso di un rifiuto.</p>
<p>Via | <a href="http://www.linux.com/feature/126442">Linux.com </a></p>
]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Programmi sempre in esecuzione con GNU screen</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/3327/programmi-sempre-in-esecuzione-con-gnu-screen" />
    <id>http://www.ossblog.it/?p=3980</id>
    <author>
      <name>Andrea de Palo</name>
    </author>
    <published>2007-10-20T10:30:55+00:00</published>
    <updated>2007-10-20T10:30:55+00:00</updated>
    <dc:subject>software</dc:subject><dc:subject>tips</dc:subject><dc:subject>shell</dc:subject><dc:subject>screen</dc:subject><dc:subject>shell</dc:subject><dc:subject>software</dc:subject><dc:subject>ssh</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Se siete soliti utilizzare ssh per collegarvi a macchine remote vi sarà sicuramente capitato di voler terminare la sessione lasciando un programma di esecuzione: dando il semplice exit tutti i programmi[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/3327/programmi-sempre-in-esecuzione-con-gnu-screen"><![CDATA[<p><a href="http://www.ossblog.it/tag/shell"><img src="http://static.blogo.it/ossblog/terminale.png" class="post" align="left" border="0" width="100" height="100" alt="Terminale" style="border-color: white;"/></a>Se siete soliti utilizzare ssh per collegarvi a macchine remote vi sarà sicuramente capitato di voler terminare la sessione lasciando un programma di esecuzione: dando il semplice exit tutti i programmi lanciati durante la sessione vengono terminati senza pietà, costringendoci a lasciare aperta la sessione o&#8230;usare <a href="http://www.gnu.org/software/screen/">GNU screen</a>.</p>
<p>screen è un &#8220;moltiplicatore di terminali&#8221; che ci permette di sfruttare una sessione di shell in modo più proficuo: possiamo gestire più terminali, &#8220;sganciare&#8221; un processo dalla sessione, &#8220;riagganciarlo&#8221; e più in generale ci garantisce  una flessibilità impareggiabile.</p>
 <p>
I comandi per avviarlo sono molto semplici</p>
<ul>
<li><strong>screen</strong> avvia screen e ci restituisce la nostra shell: possiamo lavorare come se nulla fosse.</li>
<li><strong>screen foo</strong> avvia il programma <strong>foo</strong> all&#8217;interno di screen, come avviene di solito con la shell.</li>
<li>premendo <strong>ctrl+a</strong> e poi <strong>c</strong> all&#8217;interno di una sessione di screen andremo a creare un nuovo terminale.</li>
<li>premendo <strong>ctrl+a</strong> e poi <strong>n</strong> passeremo al terminale successivo.</li>
<li>premendo <strong>ctrl+a</strong> e poi <strong>p</strong> passeremo al terminale precedente.</li>
<li>premendo <strong>ctrl+a</strong> e poi <strong>d</strong> &#8220;sganceremo&#8221; screen dalla nostra sessione corrente, mantenendo in esecuzione i comandi da noi lanciati. Possiamo terminare anche la nostra sessione ssh con la certezza che i nostri processi non vengano interrotti.</li>
<li><strong>screen -r</strong> recupera una sessione precedentemente &#8220;sganciata&#8221;.</li>
</ul>
<p>Caso d&#8217;uso? <a href="http://libtorrent.rakshasa.no/">rtorrent</a> su una macchina raggiungibile con ssh: effettuo la connessione, lancio <strong>screen rtorrent</strong>, premo <strong>ctrl+a</strong> e poi <strong>d</strong>, <strong>exit</strong>. Quando vorrò ricontrollare lo stato dei miei download non dovrò far altro che collegarmi nuovamente con ssh e digitare <strong>screen -r</strong>. Comodo vero?</p>
]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">SystemRescueCd 0.4.0</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/3254/systemrescuecd-040" />
    <id>http://www.ossblog.it/?p=3980</id>
    <author>
      <name>Matteo Campofiorito</name>
    </author>
    <published>2007-10-08T00:30:06+00:00</published>
    <updated>2007-10-08T00:30:06+00:00</updated>
    <dc:subject>livecd</dc:subject><dc:subject>gentoo</dc:subject><dc:subject>tips</dc:subject><dc:subject>hacking</dc:subject><dc:subject>distro</dc:subject><dc:subject>gentoo</dc:subject><dc:subject>livecd</dc:subject><dc:subject>windows</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Il tool definitivo da tenere nella propria &amp;#8220;cassetta degli attrezzi&amp;#8221; è arrivato alla versione 0.40.
La nuova release di SystemRescueCd include nuove caratteristiche che continuano a[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/3254/systemrescuecd-040"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/systemrescue.png" class="post" align="left" border="0" width="90" height="98" alt="SystemRescueCD" /> Il tool definitivo da tenere nella propria &#8220;cassetta degli attrezzi&#8221; è arrivato alla versione 0.40.<br />
La nuova release di <a href="http://www.sysresccd.org/Main_Page">SystemRescueCd</a> include nuove caratteristiche che continuano a far diventare sempre più indispensabile questa distribuzione LiveCD. </p>
<p>Vediamone alcune:</p>
<p>- Supporto al boot via <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Preboot_Execution_Environment">PXE</a>, da ora in poi si potrà avviare SystemRescueCd dalla rete senza bisogno di dover infilare il cd-rom nella macchina da &#8220;riparare&#8221;.</p>
<p>- Inclusione di un kernel Linux a 64 bit ((rescue64)</p>
<p>- Aggiornamento del kernel alla 2.6.22.09 con supporto a ReiserFS4</p>
<p>- Aggiornamento del tool per il reset delle password su sistemi Windows &#8220;<a href="http://home.eunet.no/pnordahl/ntpasswd/">Offline NT Password &#038; Registry Editor</a>&#8221; che ora supporta Windows Vista</p>
<p>Maggiori dettagli su tutte le novità incluse sono disponibili nel <a href="http://www.sysresccd.org/Changes-x86">changelog</a> e nella recensione pubblicata <a href="http://www.desktoplinux.com/news/NS4076782266.html">su DesktopLinux</a></p>
<p><strong>Download:</strong> <a href="http://www.sysresccd.org/Download">SystemRescueCd 0.4.0</a></p>
<p>[Via | <a href="http://distrowatch.com/?newsid=04504">Distrowatch</a>]</p>
 ]]></content>
    

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