Gentoo ha finalmente aperto al pubblico il proprio wiki ufficiale. È un complemento particolarmente utile per una distribuzione così “ostica”, almeno nell’immaginario collettivo degli utenti di Linux. Il wiki era in fase di testing dalla fine di settembre: non ci si può aspettare granché a livello di documentazione, per il momento.
La comunità degli utenti di Gentoo era solita utilizzare un wiki non ufficiale, che ha accolto positivamente la novità. Quest’ultimo propone un elenco di pagine molto più fornito, in ragione della maggiore longevità. Gli articoli sul nuovo wiki potrebbero risultare incompatibili con la licenza del primo, perciò n’è esclusa la copia.
Entrambi i wiki utilizzano una licenza di Creative Commons. Tuttavia, il nuovo progetto di Gentoo ha rimosso la clausola non commerciale. In futuro sarà proposta una soluzione adatta alla traduzione dei contenuti: per adesso le pagine sono proposte esclusivamente in lingua inglese con poche eccezioni sperimentali in lingua tedesca.
Via | Gentoo

Readability è l’esperimento open source per semplificare la lettura delle pagine web da cui è stato creato Safari Reader, la discussa funzionalità dell’ultima versione del browser di Apple: le differenze rispetto a Safari 5 sono molte e rendono Readability uno strumento completo. Si è già parlato del bookmarklet, ma Readability è ancora più comodo se usato come estensione per Chrome e Firefox.
Safari Reader non consente personalizzazioni, mentre Readability Redux per Chrome e Readability per Firefox includono tutte le funzionalità del progetto originario: le pagine possono essere trasformate in 5 stili diversi, combinati con altrettante dimensioni dei caratteri e ampiezze dei margini. Entrambe le estensioni creano un pulsante nel browser e si possono richiamare con la tastiera.
Oltre a modificare la visualizzazione del web, Readability genera 3 icone nella parte alta dello schermo per semplificare il caricamento della pagina originale, la stampa e la condivisione via e-mail. Tutti questi motivi rendono Readability preferibile a Safari Reader: la personalizzazione garantisce risultati più adatti alle varie esigenze e Readability non impone l’uso di Safari 5 su OS X e/o Windows.
Via | MakeUseOf

Rssowl è un feedreader ideale per chi lavora su sistemi operativi diversi e vuole avere sempre con sé il proprio reader, con la possibilità di aggiornarne gli rss che contiene semplicemente esportandoli e reimportandoli senza che nulla cambi. Rilasciato sotto Gpl, grazie alle librerie Swt java funziona infatti sotto Windows, Linux, Mac.
Il progetto è arrivato a maturità con la versione 2.0 e consente di aggregare rss, rdf e atom. A febbraio è stata rilasciata la release 2.0.4. Ora consente anche di aggregare sotto un’unica voce tutte le news dei feed contenuti da una cartella. Questo, insieme alla possibilità di utilizzare il browser interno per visualizzare gli articoli (con più tab aperte), lo rende molto pratico da usare.
Con Rssowl possiamo anche creare feed che aggreghino le news relative a topic che vogliamo seguire con Google, Technorati, Delicious e Flickr oppure trasformare una nostra ricerca in un feed (per esempio tutte le notizie sul nostro programma preferito all’interno dei blog che seguiamo). Altra caratteristica che ne fa uno strumento davvero potente è la possibilità di creare filtri, proprio come se fosse un programma di posta, per organizzare ed eventualmente salvare le notizie. Ma queste sono solo le principali caratteristiche di un reader completamente customizzabile.
Il progetto è in continua evoluzione, così tester e sviluppatori sono i benvenuti.

Fdupes è un programma per identificare e cancellare i file duplicati presenti nel vostro sistema.
Potete usarlo per cercare in una o più directory ricorsivamente e decidere se cancellare o meno le copie duplicate di un file. Se necessario può anche considerare gli hard link come file duplicati.
Per determinare se un file è duplicato vengono confrontate le dimensioni, la firma m5dsum e per finire un confronto byte a byte.
Via | CyberCity
Se anche voi state aspettando il rilascio di Zeitgeist (che dovrebbe esordire ufficialmente solo con il famigerato GNOME 3), magari associato a una home utente montata su filesystem Brtfs, questa modifica a Nautilus potrebbe fare al caso vostro.
Nautilus Undo/Redo è una versione “patchata” di Nautilus 2.28.1 e pacchettizzata per Karmic Koala – l’unica distribuzione su cui dovrebbe funzionare – nella sola versione a 32-bit. Di fatto aggiunge la tipica funzione degli editor di testo (oppure dei programmi di manipolazione per le immagini, etc.) che consentono di annullare o, ripetere le ultime azioni.
La modifica è stata sviluppata da un utente di Ubuntu Forums ed è tra le idee più votate, ma non ancora realizzate su su Ubuntu Brainstorm: installare i pacchetti potrebbe costituire un pericolo per la stabilità del sistema, quindi siete avvisati.
Via | Web Upd8
National Geographic dallo scorso anno indice un contest fotografico che poi si traduce nella disponibilità di centinaia di wallpaper da scaricare sul proprio desktop: effettuarne manualmente il download richiederebbe moltissimo tempo, ma per fortuna c’è uno script che fa al caso nostro.
Quello reperibile su GNOME-Look.org è infatti uno script che scarica all’incirca 170 sfondi e cambia automaticamente wallpaper per GNOME ogni 29 minuti: le foto sono tutte di altissima qualità e ritraggono principalmente paesaggi e animali, trattandosi di una rubrica di National Geographic.
L’effetto di NatGeo Wall – questo il nome della semplice applicazione da riga di comando – è molto gradevole e difficilmente “noioso”: la vastità del database di National Geographic consente (con una rapida statistica sull’utilizzo medio del computer) di non avere mai due volte lo stesso sfondo del desktop nell’arco della settimana.
Foto | GNOME-Look.org
Si amplia l’offerta di strumenti (e di consigli) che Google mette a disposizione dei webmaster: questa volta è l’HTML injection a essere sotto accusa. Pare infatti che un nuovo metodo di SPAM sui siti web consista nell’inserimento di codice “maligno” nei sorgenti delle pagine — un aspetto non verificabile visualizzandone semplicemente il contenuto dal browser.
Una delle possibili soluzioni per identificare l’attacco – che comporterebbe l’esclusione del proprio sito dai principali motori di ricerca, per dirne una – arriva direttamente dai laboratori di Google: un’utility introdotta tra le funzioni sperimentali di Webmaster Tools consente di “vedere” la risposta che avrebbe Googlebot cercando di recuperare informazioni dal dato indirizzo.
Diversamente da quanto accadrebbe recuperando il sorgente di una pagina dalla funzionalità dei maggiori browser, questa feature (già disponibile pure nella localizzazione italiana di Google Webmaster Tools) mostra anche i tag che potrebbero risultare oscurati, consentendo di verificare se il proprio sito è stato attaccato: è sempre Google a suggerire una serie di possibili soluzioni, in caso di esito positivo.
Il pannello di GNOME (che poi sarebbero due in default) non ha un aspetto granché accattivante, specie se si considerano i temi di Plasma per KDE: fortunatamente esiste un modo per migliorarlo rapidamente. A prescindere dal tema in uso – e dell’eventuale supporto al canale alpha di RGBA – ci sono almeno due soluzioni pronte all’uso.
Entrambe sono accessibili con un semplice clic destro sul pannello che intendiamo modificare (di cui peraltro è possibile regolare l’altezza in pixel, oltre all’orientamento) scegliendo Proprietà dal menù contestuale: spostandoci nella scheda Sfondo possiamo sovrascrivere le impostazioni del tema di GNOME 2.28 cambiando il colore del pannello – di cui si può scegliere l’opacità – o, selezionando un’immagine di sfondo.
Considerando che 1px dovrebbe essere riservato al bordo (soprattutto usando Compiz) e che l’altezza predefinita del pannello di GNOME è di 24px, i pattern che possiamo sfruttare – è consigliato l’uso di PNG, anche semitrasparenti – dovrebbero avere un’altezza di 23px. Buona personalizzazione!
Via | ubuntued
L’esordio di Ubuntu 9.10 – atteso e giunto con entusiasmo dagli utenti della distribuzione di Canonical – ha portato dei piccoli problemi che possono rivelarsi anche molto fastidiosi.
Uno di questi affligge le librerie Gtk o, meglio è un bug che coinvolge quelle applicazioni che ne fanno un uso scorretto: Eclipse (che sia installata da repository o, più correttamente estratta in /opt) è una di queste. In sostanza la creazione delle finestre non avviene perfettamente e risulta impossibile cliccare alcuni pulsanti con il mouse.
Oltre all’ovvia possibilità di navigare con la tastiera e il tasto [tab] attraverso i menù e le sezioni, è consigliabile l’uso di una dichiarazione — che risolve anche altri difetti, come la latenza nell’apertura delle finestre con kernel personalizzati (che possono andare in conflitto con gli standard di Ubuntu): è sufficiente allegare la stringa export GDK_NATIVE_WINDOWS=true al proprio file ~/.bashrc, riavviando semplicemente Eclipse.
Via | mou.me.uk
Da ieri è disponibile la release stabile di Karmic Koala, ultima “creatura” di Canonical: come di consueto, GetDeb ha inviato ai suoi sottoscrittori una nota in cui scoraggia fortemente l’aggiornamento manuale da Ubuntu 9.04 — invitando a effettuare l’installazione dal principio.
Quello che ormai è diventato persino un motivo di scherno da parte degli utenti più esperti potrebbe andare oltre la proverbiale cautela: a prescindere dall’uso del repository di GetDeb e dei suoi pacchetti, le novità introdotte da Ubuntu 9.10 sono tali da non poter prendere alla leggera questo avviso. Almeno, se si vogliono evitare spiacevoli inconvenienti.
L’introduzione di GRUB2 – che è giunto alla versione 1.97 – come bootloader predefinito e del kernel 2.6.31, che ha problemi noti coi driver proprietari di ATI, sono due ragioni sufficienti per procedere con una fresh installation del sistema operativo: per esperienza, il pieno supporto a fglrx è stabile qualche settimana dopo il rilascio di una nuova release di Ubuntu.