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Solaris

Oracle ha un driver per Sandy Bridge su Solaris e Illumos non ancora

pubblicato da Federico Moretti in: Solaris Driver

Intel - Sandy Bridge

Intel ha provveduto a fornire un driver accelerato con supporto a KMS/DRI2 a Oracle per Solaris 11, tuttavia non si tratta ancora di un prodotto open source e perciò non è disponibile su Illumos 151a. I possessori di schede grafiche integrate per Sandy Bridge, ovvero i processori Core i3, i5, i7, non potranno utilizzarlo su Illumos.

OpenIndiana 151a, in particolare, è la prima distribuzione di Illumos a non essere basata sul codice di OpenSolaris: il server grafico non può essere avviato coi driver per Mesa 3D e l’unica possibilità, per i possessori di Sandy Bridge, è accedere con un tunneling via SSH. Oracle Solaris 11, proprietario, non ha problemi di sorta.

Una situazione del genere affligge pure BSD: il codice di Intel per FreeBSD è quasi pronto, però non sarà disponibile entro il rilascio della versione 9.0. A differenza di Illumos, FreeBSD può comunque disporre del porting dei driver proprietari di nVidia. La situazione è alquanto difficile, per le schede grafiche su Illumos e BSD.

Via | Phoronix

OpenIndiana 151, a un anno dal debutto, è al 100% su Illumos con KVM

pubblicato da Federico Moretti in: Solaris Virtualizzazione

OpenIndiana 151

Oggi è prevista la disponibilità di OpenIndiana 151, la seconda versione d’una certa importanza per la distribuzione basata su Illumos (ex-OpenSolaris). Non sono presenti delle novità rilevanti a livello di software, però il rilascio sancisce una volta per tutte l’abbandono del codice di Oracle: OpenIndiana 151 è al 100% su Illumos.

È passato un anno esatto dalla presentazione del progetto e OpenIndiana 151, purtroppo mantenendo le principali caratteristiche di OI148, non conserva più “residui” del kernel di OpenSolaris. La maturità di Illumos ha permesso il passaggio definitivo. Le applicazioni disponibili, comunque, sono ancora le stesse previste un anno fa.

Con un’eccezione, perché OpenIndiana 151 implementa il porting di KVM realizzato da Joyent su SmartOS. Non esistono sviluppatori di Xen.org che lavorano su Illumos e OpenIndiana, perciò l’hypervisor di xVM (previsto da OpenSolaris) è stato accantonato per KVM. Insieme all’abbandono del codice di Oracle è la novità più interessante.

Via | Alasdair Lumsden

SmartOS di Joyent porta l'infrastruttura di KVM per Linux su Illumos

pubblicato da Federico Moretti in: Solaris Virtualizzazione

KVMSmartOS è una distribuzione basata su Illumos (ex-OpenSolaris) realizzata da Joyent: l’ultimo rilascio introduce la possibilità di sfruttare la virtualizzazione di KVM. L’infrastruttura, concepita per Linux, è approdata in forma nativa su Solaris. Iniziati lo scorso maggio, i lavori per la creazione del porting hanno avuto successo.

Tuttavia, sussistono alcune divergenze tra KVM per Linux e la versione per Illumos. Ad esempio, su SmartOS non è ancora possibile sfruttare l’accelerazione hardware di AMD-V o Intel VMX: altre funzionalità assenti dal porting per Illumos sono il Kernel Sampe-Page Mapping (KSM) presente su Linux ed MMU, per l’accelerazione software.

Nonostante i limiti, KVM su Illumos è stato in grado d’avviare disparate macchine virtuali su SmartOS: Linux, BSD, Windows, Haiku, Solaris e QNX hanno superato i test. Ovviamente insieme a KVM è stato introdotto QEMU. A partire dalle prossime settimane tutte le distribuzioni basate su Illumos dovrebbero aggiornarsi per supportarlo.

Via | D-Trace

OpenIndiana è il modo più semplice di continuare su OpenSolaris

pubblicato da Federico Moretti in: Solaris Oracle

Welcome to OpenIndiana

Ieri sera, come era stato anticipato, si è tenuta a Londra la conferenza di presentazione di OpenIndiana. Con un po’ di ritardo sulla programmazione (tenendo anche conto del fuso orario) si è aperto un nuovo orizzonte per il defunto OpenSolaris. O, meglio è iniziata una nuova fase che muove da dove era stato lasciato il progetto originale da Sun Microsystems.

Più dell’annuncio in sé, di cui è stato predisposto uno streaming relativamente interessante, è il codice rilasciato a promettere bene. Si può già scaricare OpenIndiana Development 147, che come SchilliX e Nexenta riprende l’ultimo aggiornamento di OpenSolaris. La differenza principale è che, rispetto alle altre due distribuzioni, si tratta di un LiveCD completo.

Avviando GNOME (alla versione 2.30.2) si ha l’impressione di ritrovare esattamente quanto abbandonato da Oracle. Time Machine, Package Manager e il tema del desktop sono gli stessi di OpenSolaris. Per installare il sistema operativo occorre aprire Nautilus nella cartella /home/jack e avviare la procedura guidata. È proprio ciò che ci si sarebbe aspettati.

OpenIndiana Development 147

Via | OpenIndiana

OpenIndiana, un altro epigono di OpenSolaris da Illumos

pubblicato da Federico Moretti in: Solaris Oracle

OpenIndiana

Sembra che l’estinzione dell’OpenSolaris Governing Board (OGB) abbia d’un tratto “rivitalizzato” lo sviluppo di una distribuzione che, a essere sinceri, non godeva di tutta la popolarità acquisita nelle ultime settimane. OpenIndiana è l’ennesimo progetto per mantenere in vita OpenSolaris. Mutua il nome dall’Indiana Project e dipende da Illumos.

OpenIndiana, rispetto a distribuzioni come Nexenta e SchilliX, sarà un progetto completamente nuovo. L’annuncio ufficiale è previsto per martedì prossimo (il 14 settembre) a Londra e potrà essere seguito su IRC nel canale #openindiana su FreeNode e via Twitter @openindiana. Per il fuso orario italiano la conferenza stampa inizierà in prima serata alle 19:30.

Via | Robert Milkowski

SchilliX in pole position: la versione 0.7.1i è la prima di Illumos

pubblicato da Federico Moretti in: LiveCD Solaris

The Illumos Project

La settimana scorsa Jörg Schilling aveva rilasciato SchilliX 0.7.1, basata su OpenSolaris 147 (Nevada). Non c’è voluto molto per il passaggio a Illumos: in alternativa alla versione di cui si è parlato, è già possibile scaricare un primo esperimento sugli snapshot di Illumos. Le differenze sono infinitesimali, ma chi volesse fare qualche prova risparmierebbe molto tempo.

Il LiveDVD di SchilliX 0.7.1i, questo il nome della versione basata su Illumos, evita la necessità di compilare tutti i sorgenti dagli archivi estremamente sperimentali del progetto. La dimensione dell’immagine supera quella di un CD, perciò occorre masterizzarla su DVD (se non si utilizza in una macchina virtuale). Il download è possibile anche da FTP via BerliOS.

Valgono tutti gli accorgimenti segnalati per la versione “standard”. L’accesso avviene come root con password root, permangono i problemi legati alle architetture a 64-bit (la ISO è ibrida e contiene entrambi i kernel a 32-bit e 64-bit). Qual è la differenza? Oltre a poter dire di aver fatto girare Illumos, poche patch e molto instabili. Consigliata agli «smanettoni».

Via | Illumos

SchilliX rilascia la versione 0.7.1 su OpenSolaris 147+

pubblicato da Federico Moretti in: Open Source Solaris

SchilliX MascotteOrmai, l’OpenSolaris Governing Board (OGB) si è dimessa e Oracle ha cessato l’aggiornamento dei sorgenti del sistema operativo. L’ultima modifica a OpenSolaris risale al 16 agosto ed è nota come Build 147. Nexenta ha già pubblicato l’ultima distribuzione basata sui sorgenti di Oracle e via via tutte le versioni modificate di GNU/ON termineranno il supporto a OpenSolaris. Questa è la volta di SchilliX, una distribuzione tedesca a cura di Jörg Schilling. Ospitata da BerliOS, SchilliX 0.7.1 è basata su OpenSolaris Build 147+ in attesa di ricevere i sorgenti di Illumos. È disponibile sia 32-bit, sia a 64-bit.

Purtroppo, il server FTP di BerliOS non è molto stabile e i due mirror non sono ancora stati aggiornati con l’ultima ISO. Il download precedente è appunto SchilliX 0.7.0 (su OpenSolaris Build 146). Le differenze non sono enormi, perché la Build 147+ non è considerabile come completa: si parla di un numero indefinito di patch provviste dagli sviluppatori di Oracle e da terze parti. L’immagine ISO di SchilliX 0.7.1, a differenza della versione precedente, è compressa con XZ, un tool di compressione che sfrutta l’algoritmo LZMA. Schilling ha elencato i difetti della distribuzione, legati ai sorgenti di Oracle.

I problemi dovrebbero essere risolti nella prossima versione di SchilliX, che sarà basata sul lavoro di Illumos. La distribuzione per architetture AMD64 ha qualche difetto in più rispetto alla 32-bit. Per provare SchilliX 0.7.1 è necessario effettuare il login da riga di comando entrando come root e inserendo root anche come password. Un servizio abilitato a livello predefinito su 64-bit richiede la sospensione dell’avvio con [Ctrl]+[D]. SchilliX parte ovviamente su ZFS. Sarà interessante vedere come cambierà il progetto di Schilling grazie a Illumos. Per ora si chiude definitivamente con OpenSolaris.

Via | OSOL

L'OpenSolaris governing board si dimette

pubblicato da Lpt on fire! in: Solaris Oracle


I membri dell’OpenSolaris Governance Board (OGB) si sono dimessi.

Questa decisione era già stata paventata nei giorni scorsi per provare a scuotere Oracle dal suo torpore, ma non è servito a niente. Il memo che è stato divulgato ha confermato quello che in molti già temevano, l’azienda vede la versione open solo come una spesa inutile.

La riunione si è conclusa in circa un quarto d’ora e si è conclusa con la constatazione che la voglia e l’entusiasmo per lo sviluppo di OpenSolaris è passato dagli artigli di Oracle alle mani della comunità. Il progetto Illumos è già partita ora non resta che vedere quanto sarà forte la comunità che gli gira attorno.

Via | OpenSolaris

Nexenta Core Platform 3.0, l'ultimo rilascio (prima di Illumos)

pubblicato da Federico Moretti in: Ubuntu Solaris

NexentaNon si può certo sostenere che gli sviluppatori di Nexenta abbiano fretta di proporre nuovi rilasci: la versione precedente della distribuzione GNU/ON che integra parte degli archivi di Ubuntu risale a più di un anno fa. Peraltro, Nexenta Core Platform 3.0 è ancora basata su Hardy Heron (esattamente come nel maggio del 2009). L’impressione è che la scelta di Oracle nell’abbandono di OpenSolaris sia stata provvidenziale per il futuro di Nexenta, altrimenti obsoleta.

Sì, perché se è vero che la discontinuità negli aggiornamenti di OpenSolaris hanno avuto ripercussioni su tutte le derivate è altrettanto corretto affermare che Nexenta non abbia fatto granché per sopravvivere. Almeno, fino a quando è stato annunciato Illumos. Nexenta era (dopo OpenSolaris, ovviamente) la distribuzione più semplice per approcciare il sistema operativo di Sun Microsystems. L’ultimo rilascio è piuttosto un modo di chiudere rapidamente col passato.

Ubuntu 8.04 LTS è una distribuzione che non riceve più aggiornamenti da tempo e se intendete installare GNOME su Nexenta Core Platform 3.0 dovete farci i conti. È quasi preferibile mantenere un sistema a riga di comando. Scattare degli screenshot dell’installazione ha poco senso, perché l’interfaccia grafica è incompleta… soprattutto a 64-bit. L’ultima ISO di NCP è poi la stessa della terza release candidate. L’augurio è che Illumos possa davvero “illuminare” Nexenta.

Via | Nexenta

DTrace, Illumos e Google. Cosa pensa veramente Oracle?

pubblicato da Lpt on fire! in: Google Solaris Oracle

Illumos Announce

Oracle in quest’ultimo periodo ha fatto molto parlare di sé scatenando un vespaio di polemiche che non si è ancora calmato.

Adam Leventhal, uno dei tre creatori di DTrace, ha deciso di lasciare l’azienda, mentre Bryan Cantrill l’aveva già lasciata in luglio. Al momento rimane ancora al lavoro il solo Mike Shapiro del trio originale. Nell’articolo in cui parla della sua partenza, Leventhal, descrive gli ultimi anni in Sun come eccezionali per il clima che si era instaurato con colleghi ed azienda.

Garret D’Amore, project leader di Illumos, ha annunciato che il codice ha iniziato a divergere da quello di OpenSolaris dopo il memo di qualche giorno fa. Si è anche saputo che agli avvocati di Oracle brillarono gli occhi quando arrivarono al capitolo Google durante le trattative per l’acquisizione di Sun.

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