NixCraft ha pubblicato una interessante e completa guida allo scripting per il sistema operativo Linux.
Giunta alla versione 2.0 tale guida descrive in maniera completa le possibilità offerte dalla shell Bash per quello che riguarda l’automazione delle operazioni mediante script. Partendo da una rapida introduzione del sistema operativo Linux, la guida descrive tutte le funzionalità della potente Bash, come gli array, la possibilità di creare funzioni e librerie per finire poi fornendo alcuni utili esempi di automazione di operazione di amministrazione del sistema operativo del pinguino. Tale guida infine puo essere un’importante punto di riferimento anche per lo shell scripting su altri sistmi operativi unix-like che supportano Bash.
La guida è distribuita con licenza “Creative Commons Attribution Noncommercial Share Alike 3.0 Unported” ed è disponibile sul sito di NixCraft.
Via | NixCraft
Come annunciato ieri sera attraverso la mailing list LKML, Linus Torvalds ha rilasciato la versione 2.6.31 del “suo” Kernel Linux. Questa release, come ogni volta accade, introduce migliaia di miglioramenti rispetto alla precedente; vediamone alcune:
E’ lecito attendersi questa versione del Kernel Linux già sulle prossime release autunnali di Fedora, openSUSE ed Ubuntu. Ovviamente è già possibile scaricare i sorgenti dal sito kernel.org.
Dopo quasi due anni di intenso lavoro di sviluppo, è finalmente disponibile la release 1.0 di Aircrack-ng. Per coloro i quali non avessero ancora avuto l’opportunità di conoscere questo software, possiamo dire che si tratta di set di strumenti specializzati nell’analisi delle reti wireless e finalizzati allo scopo ultimo di craccare (qualora ce ne fosse bisogno) chiavi WEP e WPA-PSK.
Incorpora un packet sniffer e diversi mini-programmi atti ad analizzare i pacchetti che sempre vengono scambiati tra un router ed un dispositivo ad esso collegato senza l’ausilio di cavi. Aircrack-ng può essere utilizzato da chiunque sia in possesso di una scheda wireless in grado di supportare la modalità di monitoraggio raw.
Questa versione 1.0 è disponibile per Windows e Linux, con “ports” appositamente studiati per i dispositivi Zaurus e Maemo. Per maggiori informazioni sul software in questione potete fare tranquillamente affidamento sul nuovo sito internet del progetto (con nuovo logo).

La popolare Bourne Again Shell (BASH) ha raggiunto la versione 4. A darne l’annuncio è GNU sul sito della Case Western Reserve University.
Oltre a numerosi bugfixing relativi alla versione 3.x sono state introdotte nuove funzionalità tra cui:
La lista completa dei bugfixing e delle nuove features è disponibile nelle note di rilascio della nuova versione.
La nuova release della bash viene distibuita con licenza GPL versione 3, ed è scaricabile dal sito principale di GNU.
Via | Slashdot.org
Utilizzare SSH per amministrare da remoto un server unix-like è talmente comodo che quando si è obbligati a farne a meno ci sente un po’ sperduti; fortunatamente grazie a progetti come Web Console possiamo utilizzare una shell anche quando questa non c’è, a patto di avere a disposizione (sul server da gestire) un demone http e l’interprete Perl.
WebConsole si comporta quasi meglio di una shell tradizionale: oltre a sfruttare AJAX per fornire il tab completion (ed SSL per la sicurezza dei dati in transito), WebC (WC non è un acronimo molto carino
) integra infatti anche un file manager, un tool per la gestione di download/upload di file ed un editor di testo!
WebConsole è rilasciata con licenza GPL.
via | Linux.com
Avete presente Powershell? Si tratta di una nuova shell testuale sviluppata da Microsoft che ricalca, sotto certi aspetti, le blasonate shell dei sistemi operativi *nix e che dovrebbe fare il suo debutto ufficiale con Windows Server 2008. La buona notizia? Qualcuno ha deciso di creare un progetto libero che ne implementi le funzionalità e che ne renda possibile l’utilizzo anche su sistemi non Windows.
L’obiettivo principale di Pash ( questo il nome del progetto ) è di fornire una shell Powershell-like per i sistemi operativi non supportati ufficialmente, offrendo anche un motore di scripting che consenta la creazione di applicazioni che ne sfruttino le potenzialità; gli sviluppatori si stanno impegnando affinché Pash si comporti in maniera identica alla controparte made-in-Redmond per permettere l’utilizzo di codice, cmdlet e script Poweshell senza la necessità di modifiche.
Gestire una batteria di macchine via SSH può diventare un compito gravoso, soprattutto quando ci troviamo nella situazione di dover ripetere lo stesso comando su tutti i sistemi a cui siamo collegati ( apt-get dist-upgrade, per esempio ). Fortunatamente tool come ClusterSSH semplificano questo tipo di operazioni facendo il grosso del lavoro per noi: per ogni macchina da gestire viene aperta una sessione SSH all’interno di un terminale e, tramite una semplice interfaccia grafica, è possibile inviare lo stesso comando a tutte le macchine a cui siamo collegati.
Se siete soliti utilizzare ssh per collegarvi a macchine remote vi sarà sicuramente capitato di voler terminare la sessione lasciando un programma di esecuzione: dando il semplice exit tutti i programmi lanciati durante la sessione vengono terminati senza pietà, costringendoci a lasciare aperta la sessione o…usare GNU screen.
screen è un “moltiplicatore di terminali” che ci permette di sfruttare una sessione di shell in modo più proficuo: possiamo gestire più terminali, “sganciare” un processo dalla sessione, “riagganciarlo” e più in generale ci garantisce una flessibilità impareggiabile.
Continua a leggere: Programmi sempre in esecuzione con GNU screen
La shell testuale è una di quelle cose che si ama o si odia: icone ed immediatezza visiva sono sacrificate sull’altare della potenza e della flessibilità, per la gioia di sysadmin e smanettoni che non mancano di glorificarle quotidianamente. Proprio per loro noi è nata Hotwire, una sorta di uber-xterm / uber-shell estremamente interessante e ricca di idee ( innovative? ).
Hotwire è scritta in Python, è altamente portabile ( al momento gira su Linux e Windows ) ed include una serie di comandi builtin scritti anch’essi in Python: uno dei più carini è “rm”, che, oltre a spostare una cartella od un file nel cestino ( .Trash in Linux, Cestino in Windows ), dispone di un comodo undo e non richiede flag aggiuntivi. Pipeline potenziate, un simil screen integrato, la possibilità di richiamare Hotwire all’interno di script Python ed una futura integrazione con ssh arricchiscono il già ricco piatto.
Dettagli tecnici e file d’installazione sono disponibili su Google Code.
Chi non ha mai desiderato leggere i propri feed connesso da in ssh sul proprio pc in remoto. Magari usando direttamente la shell come per Mutt.
Beh adesso i vostri sogni da geek più sfrenati sono stati esauditi grazie a Newsbeuter, un comodissimo feed reader che funziona da qualsiasi console per Linux.
Il software in questione supporta formati di feed come Atom e RSS 2.0 e permette di importarli direttamente da formato OPML. L’applicazione è inoltre customizzabile, infatti è possibile modificarne i colori, i tempi di aggiornamento e le categorie di visualizzazione. Da notare che queste ultime possono anche essere raggruppate per tag definiti di volta in volta dall’utente.