Logo Blogo

Server

Node.js ha nuovi progetti, per comunicare e condividere via internet

pubblicato da Federico Moretti in: Server Javascript

Node.jsNode.js è un ambiente molto “duttile” e, per dimostrarne le potenzialità, i manutentori pubblicano regolarmente degli aggiornamenti sui progetti che ne prevedono l’utilizzo. In questo caso, sono state citate delle applicazioni per alcuni tra i server più sfruttati per comunicare, condividere o amministrare dei contenuti su internet.

Con una libreria per XMPP, infatti, è stato realizzato un server completo per la comunicazione sul protocollo di Jabber. Il codice originario prevedeva soltanto la realizzazione di client. Inoltre, Mark Cavage ha creato LDAP.js, un framework in JavaScript per implementare il protocollo LDAP su Node.js, a livello di client o server.

L’ultimo progetto di una certa rilevanza è interamente dedicato a Windows: Tomasz Janczuk, di Microsoft, ha posto le basi per l’integrazione di Node.js su IIS. Con iisnode si possono ospitare applicazioni sul web server di Microsoft, accedendo alla modifica del codice da WebMatrix. Un ulteriore passo avanti, per Node.js su Windows.

Via | Node.js

Ghostscript 9.04 avvicina l'abbandono per tutti i rilasci precedenti

pubblicato da Federico Moretti in: Server Office

GhostscriptGhostscript 9.04 è stato rilasciato: si tratta della quarta versione del ramo 9.x ed è un importante spartiacque per l’interprete open source di PostScript e PDF. A partire da questo rilascio, infatti, molte funzionalità non potranno avere dei backport per la serie 8.x, a causa d’incompatibilità. La lista delle novità è molto lunga.

Anzitutto, Ghostscript 9.04 rimuove completamente il supporto a eXternal Fonts (XFonts) già deprecato dalla versione 9.01. Il porting per Windows introduce un supporto sperimentale alle stringhe codificate in UNICODE al posto dell’ASCII esteso, una funzione già prevista su Linux e Mac OS X. Gli errori non bloccano più l’esecuzione.

Un’altra novità molto interessante riguarda l’estrazione sperimentale del testo da tutti i formati di documento supportati da GhostPDL. Questa funzionalità, tuttavia, non prevede l’Optical Character Recognition (OCR). I sorgenti di Ghostscript 9.04 e successivi sono mantenuti utilizzando Git abbandonando definitivamente Subversion.

Via | Ghostscript

Samba 3.6.0, la soluzione per operare su Windows con UNIX, è stabile

pubblicato da Federico Moretti in: Windows Server

Samba

Samba 3.6.0 è l’ultimo aggiornamento della soluzione per organizzare i documenti e la stampa tra server con Windows da UNIX. La novità rilevante è il supporto a Server Message Block 2.0 (SMB2), protocollo inaugurato con l’uscita di Windows Vista: l’abilitazione è opzionale. È garantita la compatibilità per autenticarsi via Kerberos.

L’ultimo rilascio di Samba dovrebbe essere in grado di “dialogare” con qualunque versione del sistema operativo di Microsoft fino a Windows Server 2008 R2. Al rilascio di Samba 3.6.0 è stato aggiunto SMB Traffic Analyzer (SMBTA) 1.2.5 per monitorare, in tempo reale, il traffico dei dati sui file system condivisi tra Windows e UNIX.

Per quanto riguarda la versione di Samba su Linux, in particolare, il backend per gestire le quote è stato sostituito con quello già in uso su Solaris e BSD. Samba 3.6.0 promette tempi più brevi di compilazione ed esecuzione rispetto al passato, ottimizzando l’utilizzo delle risorse interne. È una release che guarda alla sicurezza.

Via | Samba

Open Cloud Initiative è una società no profit per il cloud computing

pubblicato da Federico Moretti in: Network Appliance Server

Open Cloud InitiativeOpen Cloud Initiative è il nome scelto per una nuova organizzazione di pubblica utilità sul cloud computing. È stata presentata a Portland, in Oregon, durante l’OSCON 2011 di O’Reilly Media: la struttura è quella che, in Italia, definiremmo come una “società di persone”. Intende stabilire dei princìpi comuni per imprese e individui.

La necessità primaria dell’Open Cloud Initiative è quella di rendere «fungibili» le infrastrutture per il cloud computing: significa, in sostanza, garantire l’importazione e l’esportazione dei dati da una piattaforma all’altra. La soluzione è nell’utilizzo di standard aperti, come accade a StatusNet per il microblogging di OStatus.

Il paragone con StatusNet non è casuale perché tra i promotori di Open Cloud Initiative figura proprio Evan Prodromou, il Chief Technical Officer (CTO) della società canadese. La scelta di utilizzare del software open source è alla base degli Open Cloud Principles sostenuti dalla nuova realtà per l’adeguamento delle infrastrutture.

Via | ReadWriteWeb

Facebook ha bloccato anche Social OX per l'esportazione dei contatti

pubblicato da Federico Moretti in: Network Appliance Server

Open-XchangeFacebook ha trovato la motivazione per bloccare Social OX: è la funzionalità di Open-Xchange offerta in prova su OX I/O per esportare i contatti dal social network. Neppure il tempo d’aggiornare il server e Facebook ha inibito l’uso delle API: la giustificazione è che «le informazioni possono già essere scaricate» dalla piattaforma.

Questo è vero solo in parte, perché Facebook offre la possibilità di scaricare un “riassunto” dei dati forniti al social network nel quale è inclusa la lista nominale degli amici. Per accedere alle e-mail occorre visitare il profilo di ognuno, ammesso che si abbia l’autorizzazione a visualizzare il recapito della posta elettronica.

Social OX provvedeva automaticamente ad associare la lista dei nomi degli amici di Facebook agli indirizzi in chiaro ai quali si ha accesso: il blocco di OX I/O non impedirà all’aggiornamento di Open-Xchange d’effettuare la stessa procedura dal proprio server. Resta una censura ingiustificabile, se i dati sono davvero degli utenti.

Via | CNET News

Open-Xchange ha una soluzione per “esportare” i contatti da Facebook

pubblicato da Federico Moretti in: Network Appliance Server

Open-XchangeSocial OX è un componente di Open-Xchange, una piattaforma di programmi collaborativi dedicata al settore dei server, in grado d’esportare la lista completa degli amici di Facebook. Al momento è disponibile soltanto sul sito di prova, OX I/O: è prevista l’integrazione col futuro rilascio di Open-Xchange, sia proprietario sia libero.

L’obiettivo di Social OX è garantire la portabilità dei contatti tra i social network, una possibilità spesso negata dagli stessi servizi. Un esempio, riguardo Facebook, è il blocco dell’estensione di Chrome che serviva a esportare i contatti per aggiungerli a Google+. Iscrivendosi a OX I/O si può ottenere la lista degli indirizzi.

Open-Xchange è rilasciato sotto licenza proprietaria per chi ha bisogno del supporto tecnico, altrimenti è scaricabile come GPLv2. L’importazione dei contatti, seguendo l’esempio Facebook, non è automatica: ottenuta la lista degli amici si dovrà provvedere manualmente al “trasporto” su Google+ o altrove. Attendiamo l’aggiornamento.

Via | The H Online

Apple su iCloud: Frank Karlitschek spiega le differenze con ownCloud

pubblicato da Federico Moretti in: Server Internet

Apple - iCloudApple ha presentato iCloud al WWDC 2011 di San Francisco: è la soluzione per il cloud computing che approderà sui dispositivi con iOS 5 e Mac OS X Lion in autunno. Frank Karlitschek, lo sviluppatore di openDestkop.org, ha voluto spiegare punto per punto perché ownCloud sia comunque preferibile alla piattaforma proprietaria di Apple.

Perché ownCloud supporta tutte le funzionalità di iCloud: in aggiunta propone il versioning dei file, integrandosi con Git, e la condivisione con chiunque (non esclusivamente con gli utenti di Apple). Infatti, ownCloud è open source e supporta qualunque sistema operativo: ownCloud non obbliga ad affidare i propri file a un’azienda.

Chi possiede un dispositivo di Apple può utilizzare tranquillamente ownCloud come alternativa. Senza l’obbligo di passare i propri documenti a un sistema di Digital Rights Management (DRM). Abbiamo parlato spesso di ownCloud, negli ultimi mesi: concepito per essere integrato con KDE, è flessibile e s’adatta a qualunque dispositivo.

Via | Franz Karlitschek

Una provocazione da Markus Winand: Git può essere un database NoSQL?

pubblicato da Federico Moretti in: Server NoSQL

GitMarkus Winand considera Git come un ottimo esempio per i database di tipo NoSQL sulla base di una serie di motivazioni: anzitutto, Git non ha un frontend per SQL, né ha bisogno d’appoggiarsi a un backend in SQL. Inoltre è un sistema distribuito. Motivazioni inattaccabili, quanto povere per una tesi del genere: Git non è un database.

Eppure l’idea di Winand non è campata per aria e trova riscontro in un progetto di Tim Caswell, il creatore di WebApp su node.JS. Wheat, infatti, è un engine per la creazione di blog che s’appoggia a node.JS e utilizza proprio Git per il salvataggio delle informazioni. È un’applicazione inconsueta per il DVCS, comunque funzionante.

Da qui a definire Git un database di tipo NoSQL ce ne passa… oppure no? In sé, la definizione di NoSQL copre qualsiasi progetto utilizzato per immagazzinare i dati in modo non relazionale. Specialmente se distribuito. È un concetto molto generico, perciò anche Git potrebbe rientrarci. Il dibattito è aperto: e voi cosa ne pensate?

Via | ReadWriteWeb

Chi è preoccupato per Dropbox può decidere di passare a ownCloud 1.2

pubblicato da Federico Moretti in: Server File system

ownCloudSoltanto ieri abbiamo parlato dei dubbi sull’effettivo livello di sicurezza su Dropbox, tema ripreso dalla stessa società con una risposta ufficiale ai timori degli utenti. Pura coincidenza o ragionata strategia, nelle stesse ore è stato annunciato il rilascio di ownCloud 1.2, aggiornamento del sistema libero per il cloud computing.

Abbiamo seguito i progressi di ownCloud, una soluzione fai-da-te per lo storage online, dalla versione 1.1: si tratta di un progetto di KDE, coordinato con Social Desktop. Nel corso dell’estate, sarà realizzato un client per il desktop grazie alla GSoC 2011. Al momento, è pronta l’ultima versione prima del passaggio a ownCloud 2.0.

Con l’uscita di ownCloud 1.2, OpenDesktop ha aperto un portale dedicato alle applicazioni di terze parti per interfacciarsi con la piattaforma. Si può anche utilizzare ownCloud come Dropbox e Ubuntu One a pagamento su PackageCloud (100Mb sono gratis), oppure su Amazon S3 con SUSE Studio. È prevista l’integrazione con Plasma Active.

Via | KDE News

Miguel De Icaza parla del livello di sicurezza dichiarato da Dropbox

pubblicato da Federico Moretti in: Server Security

Dropbox - Lack of SecurityDropbox è un popolare servizio di storage online e propone un plugin per Nautilus sotto licenza GPL. Specie per questo motivo, ha avuto una discreta fortuna tra gli utenti di Linux e per vari motivi è preferito a Ubuntu One (molto più di recente rispetto a Dropbox). Tuttavia, ora la sicurezza di Dropbox è stata messa in discussione.

Negli Stati Uniti, ha fatto molto discutere un passaggio dei termini di servizio che consente al governo d’accedere ai file ospitati da Dropbox (su richiesta) in qualsiasi momento. Miguel De Icaza, noto project leader di Mono, non si preoccupa granché di questo aspetto e sottolinea altre “falle” di sicurezza imputabili al servizio.

Le polemiche sull’accesso ai file sono emerse con la creazione di Cloud Drive, la piattaforma di Amazon, che collabora con le major per identificare gli MP3 scaricati illegalmente. De Icaza sottolinea che qualunque impiegato di Dropbox potrebbe decriptare i file ospitati dal servizio, perché non esiste alcun sistema di prevenzione.

Via | Miguel De Icaza