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  <title>Ossblog.it</title>
  <subtitle>Programmi free: scopri il mondo dell'Open Source</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[2005-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-05-22T13:40:46+00:00</updated>
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    <title type="html">Mandriva SA collaborerà con Mageia circa la distribuzione sui server</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-05-21T11:00:48+00:00</published>
    <updated>2012-05-21T11:00:48+00:00</updated>
    <dc:subject>mandriva</dc:subject><dc:subject>server</dc:subject><dc:subject>mageia</dc:subject><dc:subject>mandriva linux</dc:subject><dc:subject>mandriva sa</dc:subject><dc:subject>server</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Mandriva SA e Mageia contribuiranno per la realizzazione delle rispettive distribuzioni sui server. A pochi giorni dall’annuncio di un ritorno alla comunità di Mandriva, Jean-Manuel Croset è[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9991/mandriva-sa-collaborera-con-mageia-circa-la-distribuzione-sui-server"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/mandriva.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Mandriva" />Mandriva SA e Mageia contribuiranno per la realizzazione delle rispettive distribuzioni sui server. A pochi giorni dall’annuncio di <a href="http://www.ossblog.it/post/9979/mandriva-torna-a-essere-mantenuta-dalla-comunita-ritrovera-mageia">un ritorno alla comunità</a> di Mandriva, Jean-Manuel Croset è intervenuto sul nuovo assetto societario. Citando esplicitamente, per la prima volta, il <em>fork</em> della distribuzione. È un incontro rassicurante.</p>
<p>Siamo ancora molto lontani dalla realizzazione del mio auspicio, ovvero il ritorno a un’unica distribuzione gestita dall’incontro degli apparati. Tuttavia, il termine <a href="http://www.mageia.org/">Mageia</a> non era mai apparso nei comunicati ufficiali di <a href="http://www.mandriva.com/">Mandriva</a>: tanto meno per annunciare una collaborazione. Una decisione coraggiosa e stimolante, quella di Croset.</p>
<p>La ristrutturazione di Mandriva SA non riguarda, però, soltanto i server. La distribuzione accetta diverse collaborazioni a seconda del servizio, per offrire il migliore prodotto possibile. Mandriva Linux, come previsto, andrà alla fondazione e Pulse2 sarà gestito direttamente da Mandriva SA con gli sviluppatori del nuovo soggetto.</p>
<p>Via | <a href="http://blog.mandriva.com/en/2012/05/20/mandriva-sa-evolves/">Mandriva</a></p>
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    <title type="html">X.Org Server 1.13 esclude KDrive, Xnest e Xvfb dai propri componenti</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-03-28T09:00:56+00:00</published>
    <updated>2012-03-28T09:00:56+00:00</updated>
    <dc:subject>server</dc:subject><dc:subject>x11</dc:subject><dc:subject>dispositivi integrati</dc:subject><dc:subject>interfacce grafiche</dc:subject><dc:subject>schede video</dc:subject><dc:subject>spazio di lavoro</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[X.Org Server 1.13, previsto per il rilascio in settembre, potrebbe escludere KDrive, Xnest e Xvfb dalle proprie funzionalità. Jeremy Huddleston – un dipendente di Apple – ha lanciato la proposta[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9721/xorg-server-113-esclude-kdrive-xnest-e-xvfb-dai-propri-componenti"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/xorgserver.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="X.Org Server" />X.Org Server 1.13, previsto per il rilascio in settembre, potrebbe escludere KDrive, Xnest e Xvfb dalle proprie funzionalità. Jeremy Huddleston – un dipendente di Apple – ha lanciato la proposta sulla mailing list di FreeDesktop, ottenendo numerosi consensi. L’abbandono comporterebbe l’estinzione di circa 30.000 stringhe di codice.</p>
<p>KDrive è una versione ridotta di X Server dedicata ai dispositivi integrati, Xnest permette d’avviare un server grafico aggiuntivo nelle finestre di X.Org e Xvfb genera un’istanza di X Server via framebuffer. Soluzioni che, da qualche tempo, sono state superate da altre funzionalità di X.Org: la rimozione non inficerebbe l’utilizzo.</p>
<p>Perciò, non stupisce il successo ottenuto dalla proposta di Huddleston. La maggioranza delle caratteristiche di KDrive, Xnest e Xvfb può essere supplita da <code>xf86-video-dummy</code> o <code>xf86-video-nested</code>. Un domani, non così lontano, sarà Wayland a risolvere definitivamente il problema. X.Org Server 1.13 si preannuncia un rilascio importante.</p>
<p>Via | <a href="http://www.phoronix.com/scan.php?page=news_item&amp;px=MTA3NzY">Phoronix</a></p>
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    <title type="html">Balázs Scheidler rilascia un’anteprima per syslog-ng 3.4 alpha (OSE)</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-03-12T12:00:24+00:00</published>
    <updated>2012-03-12T12:00:24+00:00</updated>
    <dc:subject>dual-license</dc:subject><dc:subject>server</dc:subject><dc:subject>avvio del sistema</dc:subject><dc:subject>errori in avvio</dc:subject><dc:subject>messaggi d’errore</dc:subject><dc:subject>registro degli eventi</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[syslog-ng s’appresta a essere aggiornato alla versione 3.4 e Balázs Scheidler, il suo creatore, ha pubblicato una dettagliata descrizione delle novità. Il logger dei sistemi operativi UNIX-like è[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9657/balazs-scheidler-rilascia-unanteprima-per-syslog-ng-34-alpha-ose"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/syslogngopensourceeditionose.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="syslog-ng Open Source Edition (OSE)" /><a href="http://www.balabit.com/network-security/syslog-ng/opensource-logging-system/overview"><code>syslog-ng</code></a> s’appresta a essere aggiornato alla versione 3.4 e Balázs Scheidler, il suo creatore, ha pubblicato una dettagliata descrizione delle novità. Il <em>logger</em> dei sistemi operativi UNIX-<em>like</em> è parte del progetto Lumberjack, che dovrebbe uniformare <a href="http://www.ossblog.it/post/9591/project-lumberjack-e-un-sistema-innovativo-per-il-logging-con-linux">la sintassi dei registri</a>. Il nuovo ramo di sviluppo è orientato alla flessibilità.</p>
<p>Lo stesso Scheidler ha avuto delle difficoltà a spiegare, in termini semplici, le modifiche a <code>syslog-ng</code>: sintetizzando, possiamo affermare che qualunque oggetto diventa un’espressione computabile del registro. Rispetto a <code>syslog-ng</code> 3.3, l’aggiornamento introduce una nuova struttura: diversi elementi possono essere combinati tra loro.</p>
<p>Tra le novità “minori”, <a href="https://github.com/bazsi/syslog-ng-3.4/"><code>syslog-ng</code> 3.4</a> aggiunge il supporto alla sintassi di JSON, migliora il dialogo con MongoDB e permette d’utilizzare SMTP, per inoltrare i registri redatti via e-mail. Difficilmente lo standard di Lumberjack in fase di definizione sarà pronto entro il rilascio definitivo della versione 3.4: bisognerà attendere.</p>
<p>Via | <a href="http://bazsi.blogs.balabit.com/2012/03/first-alpha-release-of-syslog-ng-3-4-published/">Balázs Scheidler</a></p>
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    <title type="html">PHP 5.4.0 è disponibile: ha introdotto un nuovo web server integrato</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-03-03T13:00:49+00:00</published>
    <updated>2012-03-03T13:00:49+00:00</updated>
    <dc:subject>php</dc:subject><dc:subject>server</dc:subject><dc:subject>controllo delle applicazioni</dc:subject><dc:subject>linguaggi di programmazione</dc:subject><dc:subject>riga di comando</dc:subject><dc:subject>sintassi delle funzioni</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[PHP, il popolare linguaggio di scripting, ha raggiunto la versione 5.4.0: è l’ultimo major upgrade, rilasciato appena due giorni fa. Le novità – rispetto alla versione 5.3.x – sono molte e quella[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9599/php-540-e-disponibile-ha-introdotto-un-nuovo-web-server-integrato"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/php_01.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="PHP" /><a href="http://php.net/">PHP</a>, il popolare linguaggio di <em>scripting</em>, ha raggiunto la versione 5.4.0: è l’ultimo <em>major upgrade</em>, rilasciato appena due giorni fa. Le novità – rispetto alla versione 5.3.x – sono molte e quella più importante riguarda <a href="http://php.net/manual/en/features.commandline.webserver.php">l’inclusione d’un web server</a> integrato per il debugging del codice — accessibile da Command Line Interface (CLI).</p>
<p>L’altra aggiunta di rilievo riguarda <a href="http://php.net/traits">Traits</a>, un meccanismo per riutilizzare il codice nell&#8217;integrazione delle funzioni: è un <em>workaround</em> per creare delle gerarchie sulle classi, evitando i conflitti generati dall’utilizzo multiplo d’una stessa funzione. E, inoltre, le sessioni potranno tracciare <a href="http://docs.php.net/manual/en/session.upload-progress.php">l’avanzamento per gli <em>upload</em></a> dei file.</p>
<p>L’ultima novità è sugli <em>array</em>: PHP 5.4.0 permette <a href="http://docs.php.net/manual/en/language.types.array.php">una sintassi semplificata</a>, simile a quella di JSON, per gestirli. Le parentesi quadre sostituiscono <code>array();</code> nelle variabili e nelle funzioni. Seguono delle rimozioni, che potrebbero compromettere la compatibilità del codice: <a href="http://docs.php.net/manual/en/migration54.new-features.php">una lista completa</a> è consultabile nelle note di rilascio.</p>
<p>Via | <a href="http://www.php.net/archive/2012.php#id2012-03-01-1">PHP</a></p>
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    <title type="html">Apache HTTP Server 2.4, il rilascio del diciassettesimo anniversario</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-02-22T11:00:08+00:00</published>
    <updated>2012-02-22T11:00:08+00:00</updated>
    <dc:subject>server</dc:subject><dc:subject>apache</dc:subject><dc:subject>apache http server</dc:subject><dc:subject>cloud computing</dc:subject><dc:subject>ncsa httpd web server</dc:subject><dc:subject>web server</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Apache HTTP Server 2.4, il primo aggiornamento del progetto negli ultimi sei anni, è stato rilasciato ieri — nel giorno del diciassettesimo anniversario. Creato come un fork per il web server di Rob[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9535/apache-http-server-24-il-rilascio-del-diciassettesimo-anniversario"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/theapachesoftwarefoundationasf.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="The Apache Software Foundation (ASF)" /><a href="http://httpd.apache.org/docs/2.4/">Apache HTTP Server 2.4</a>, il primo aggiornamento del progetto negli ultimi sei anni, è stato rilasciato ieri — nel giorno del diciassettesimo anniversario. Creato come un <em>fork</em> per il web server di Rob McCool del National Center for Supercomputing Applications (<a href="http://www.ncsa.illinois.edu/">NCSA</a>), Apache HTTP Server opera su oltre quattrocento milioni di siti web.</p>
<p>L’aggiornamento segue il rilascio di Apache HTTP Server 2.2 avvenuto nel dicembre del 2005. Le novità riguardano soprattutto l’infrastruttura dei Multi-Processing Modules (MPM), uscita dalla fase sperimentale. Più in generale, sono state migliorate tutte le prestazioni del web server: il progetto è davvero pronto al <em>cloud computing</em>.</p>
<p>Nello specifico, Apache HTTP Server 2.4 prevede un ridotto utilizzo della memoria e un’ottimizzazione della <em>cache</em> con particolare attenzione al traffico sui <em>proxy</em>. I dettagli dei nuovi moduli sono elencati in <a href="http://httpd.apache.org/docs/2.4/new_features_2_4.html">una lista completa delle novità</a>: non resta che aspettare l’aggiornamento sul proprio hosting, se non si dispone d’un server.</p>
<p>Via | <a href="https://blogs.apache.org/foundation/entry/the_apache_software_foundation_celebrates">Apache</a></p>
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    <title type="html">ownCloud 3, l’aggiornamento della piattaforma per il cloud computing</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-02-02T09:00:07+00:00</published>
    <updated>2012-02-02T09:00:07+00:00</updated>
    <dc:subject>kde</dc:subject><dc:subject>server</dc:subject><dc:subject>accesso ai salvataggi</dc:subject><dc:subject>copie di sicurezza</dc:subject><dc:subject>memorizzazione in linea</dc:subject><dc:subject>sincronizzazione dei documenti</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[ownCloud, la piattaforma “libera” del cloud computing, è disponibile nella versione 3. La novità più interessante è la possibilità di modificare i documenti: l’editor integrato supporta oltre[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9381/owncloud-3-laggiornamento-della-piattaforma-per-il-cloud-computing"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/owncloud.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="ownCloud" /><a href="http://owncloud.org/">ownCloud</a>, la piattaforma “libera” del <em>cloud computing</em>, è disponibile nella versione 3. La novità più interessante è la possibilità di modificare i documenti: <a href="http://owncloud.org/support/usage/text-editor/">l’editor</a> integrato supporta oltre 35 linguaggi di programmazione. ownCloud 3 aggiunge <a href="http://owncloud.org/support/usage/gallery/">una galleria</a> per visualizzare le immagini e un lettore del formato PDF — grazie a PDF.js.</p>
<p>Al momento, l’editor non supporta OpenDocument Format (ODF) né Office Open XML (OOXML) di Microsoft: l’integrazione dei formati è, comunque, prevista in un futuro rilascio di ownCloud. Lo stesso discorso riguarda il <em>client</em> sul desktop, che – già in avanzata fase di sviluppo, almeno per KDE – potrebbe essere rilasciato al più presto.</p>
<p>Un&#8217;altra novità di ownCloud 3 è <a href="http://apps.owncloud.com/">l’archivio</a> unificato per l’installazione delle applicazioni di terze parti. Frank Karlitschek, il coordinatore del progetto, è pure il responsabile di OpenDesktop e la grafica del portale ricorda quest’ultimo: per scaricare le estensioni si può utilizzare direttamente l’interfaccia d’amministrazione.</p>
<p>Via | <a href="http://blog.karlitschek.de/2012/01/owncloud-3-released.html">Frank Karlitschek</a></p>
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    <title type="html">Microsoft permetterà l’utilizzo di Linux, su Windows Azure, dal 2012</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2012-01-03T14:00:27+00:00</published>
    <updated>2012-01-03T14:00:27+00:00</updated>
    <dc:subject>windows</dc:subject><dc:subject>server</dc:subject><dc:subject>cloud computing</dc:subject><dc:subject>macchine virtuali</dc:subject><dc:subject>ms-sql</dc:subject><dc:subject>windows azure</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Windows Azure, l’alternativa di Microsoft ad Amazon Web Services (AWS), includerà delle macchine virtuali con Linux a partire dalla primavera di quest’anno. È una funzionalità molto richiesta dai[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9197/microsoft-permettera-lutilizzo-di-linux-su-windows-azure-dal-2012"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/windowsazure.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Windows Azure" /><a href="http://www.windowsazure.com/it-it/">Windows Azure</a>, l’alternativa di Microsoft ad Amazon Web Services (AWS), includerà delle macchine virtuali con Linux a partire dalla primavera di quest’anno. È una funzionalità molto richiesta dai clienti di Redmond che avvicina ulteriormente la piattaforma di Windows Azure ad Amazon EC2. Quest’ultima prevede già entrambi i sistemi.</p>
<p>La disponibilità delle prime immagini di Linux su Azure è prevista con la Community Technology Preview (CTP) dei nuovi servizi di Microsoft per il 2012. Non si conosce quale sarà la distribuzione implementata: a dirla tutta, la multinazionale non ha confermato “ufficialmente” le indiscrezioni — che sono trapelate dagli sviluppatori.</p>
<p>Amazon, il principale competitore di Microsoft in questo settore, utilizza una propria derivata di Red Hat Enterprise Linux (RHEL). Microsoft collabora con una serie di partner per la virtualizzazione di Hyper-V, perciò le macchine virtuali saranno sviluppate in accordo con loro e non è esclusa la stessa società dal cappello rosso.</p>
 <p>
Il rapporto di Microsoft con Linux appare sempre più disteso: non tanto sulla questione delle licenze, quanto sull&#8217;interoperabilità tra i sistemi. Negli ultimi mesi <a href="http://www.ossblog.it/post/8617/microsoft-ha-contribuito-per-la-prima-volta-allo-sviluppo-di-samba">la contribuzione</a> di Redmond in questo senso non è mancata, da Samba ai driver di Hyper-V del kernel. Su Windows Azure il rapporto è “sbilanciato”. Linux è in vantaggio.</p>
<p>Quando si tratta di business, Microsoft non si scompone affatto ad aprirsi a soluzioni “aliene”. Linux è una risorsa strategica nello sviluppo sul web: offrirne delle macchine virtuali su Azure non intacca minimamente il primato di Windows sul desktop. In previsione di questa scelta sono arrivate delle novità interessanti per tutti.</p>
<p>Ad esempio, Redmond ha rilasciato nelle scorse settimane un driver di ODBC per Microsoft SQL Server con Linux e Node.js approderà presto su Azure. Concludere delle partnership per fornire una distribuzione sulle macchine virtuali potrebbe costituire un’interessante opportunità di business, per le imprese che contribuiscono a Linux.</p>
<p>Via | <a href="http://www.zdnet.com/blog/microsoft/microsoft-to-enable-linux-on-its-windows-azure-cloud-in-2012/11508">ZDNet</a></p>
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    <title type="html">Calypso, un nuovo server per CalDAV/CardDAV/WebDAV, da Keith Packard</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2011-12-25T08:00:17+00:00</published>
    <updated>2011-12-25T08:00:17+00:00</updated>
    <dc:subject>python</dc:subject><dc:subject>server</dc:subject><dc:subject>calendar server</dc:subject><dc:subject>calypso</dc:subject><dc:subject>keith packard</dc:subject><dc:subject>radicale</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Calypso è un nuovo calendar server, concepito da Keith Packard, che supporta CalDAV/CardDav su Linux e Android. Derivato da Radicale – del quale condivide la licenza, GPLv3 – è essenzialmente un[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9143/calypso-un-nuovo-server-per-caldavcarddavwebdav-da-keith-packard"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/distributedauthoringandversioningdav.jpg" class="post" border="0" align="left" width="250" height="188" alt="Distributed Authoring and Versioning (DAV)" /><a href="http://keithp.com/cgi-bin/gitweb.cgi?p=calypso.git;a=summary">Calypso</a> è un nuovo <em>calendar server</em>, concepito da Keith Packard, che supporta CalDAV/CardDav su Linux e Android. Derivato da <a href="http://radicale.org/">Radicale</a> – del quale condivide la licenza, GPLv3 – è essenzialmente un tentativo di sostituire la gestione delle attività e dei contatti sugli <em>smartphone</em>. Un modo per avere il controllo totale dei propri dati.</p>
<p>È scritto in Python come Radicale. Packard non considera ancora Calypso un prodotto a sé. Piuttosto, è un’estensione di Radicale che prevede il supporto aggiuntivo di CardDAV e WebDAV. Al contrario di Radicale, al momento Calypso non è in grado di gestire i calendari generati con <a href="http://acal.me/">aCal</a>: quest’ultimo è un <em>client</em> di CalDAV per Android.</p>
<p>La nascita di Calypso è dovuta a una lunga esperienza di Packard coi <em>calendar server</em> degli <em>smartphone</em> più recenti. Iniziata con SyncML per Linux su Nokia S40 e N900, l’avventura di Packard è continuata su webOS. Essendo incerto il futuro del sistema operativo di HP, Calypso è, invece, orientato ad Android: una scelta comprensibile.</p>
 <p>
Meno accurata la scelta del nome: volendo includere il prefisso <em>cal</em>– Packard ha optato per Calypso. Però, il nome della ninfa cantata da Omero andrebbe traslitterato dall’alfabeto greco con la lettera “k” come iniziale. A dispetto della prima implementazione limitata a Linux ed Evolution, Calypso può estendersi a qualunque risorsa.</p>
<p>Radicale, infatti, può essere installato e configurato su tutti i sistemi operativi desktop e mobile. CalDAV e CardDAV sono dei protocolli definiti dalla Internet Engineering Task Force (IETF): il binomio tra Linux e Android è soltanto una comodità - dovuta al fatto che quest&#8217;ultimo proponeva già i <em>client</em> <a href="http://dmfs.org/caldav/">CalDAV–Sync</a> e <a href="http://dmfs.org/carddav/">CardDAV–Sync</a>.</p>
<p>Calypso, insomma, permette di creare subito dal terminale uno o più calendari da sincronizzare con Evolution e i dispositivi con Android allegando eventuali informazioni sui contatti. In futuro, Calypso potrebbe ottenere delle estensioni per altri sistemi operativi Linux–<em>based</em> sugli <em>smartphone</em> o addirittura per iOS e Windows Phone.</p>
<p>Via | <a href="http://keithp.com/blogs/calypso/">Keith Packard</a></p>
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    <title type="html">Apache ha predisposto un servizio online di traduzione per Incubator</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2011-12-13T10:00:54+00:00</published>
    <updated>2011-12-13T10:00:54+00:00</updated>
    <dc:subject>server</dc:subject><dc:subject>webdev</dc:subject><dc:subject>apache incubator</dc:subject><dc:subject>internazionalizzazione</dc:subject><dc:subject>localizzazione</dc:subject><dc:subject>pootle</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Apache Incubator ha aggiunto la possibilità di localizzare i progetti ospitati grazie all’utilizzo di Pootle: è un sistema di traduzione implementato inizialmente su SourceForge. Gli amministratori[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9053/apache-ha-predisposto-un-servizio-online-di-traduzione-per-incubator"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/theapachesoftwarefoundationasf.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="The Apache Software Foundation (ASF)" />Apache Incubator ha aggiunto la possibilità di localizzare i progetti ospitati grazie all’utilizzo di Pootle: è <a href="http://translate.sourceforge.net/">un sistema di traduzione</a> implementato inizialmente su SourceForge. Gli amministratori d’un progetto possono contattare i responsabili di Apache e configurare un profilo per <a href="https://translate.apache.org/">l’internazionalizzazione</a> delle proprie stringhe.</p>
<p>Tra i progetti che hanno avviato un programma di traduzione, spiccano OpenOffice.org e Subversion. L’infrastruttura è molto simile a quella di Launchpad: a dispetto del <em>layout</em> – davvero poco curato – le funzioni di Pootle sono più articolate della piattaforma di Canonical e permettono <a href="https://cwiki.apache.org/confluence/display/INFRA/translate+pootle+service+auth+levels">una gestione avanzata</a> dei permessi degli utenti.</p>
<p>Ad esempio, chiunque può sottoporre a revisione una stringa di traduzione: non bisogna essere iscritti e/o connessi al portale. Ovviamente, un amministratore sarà chiamato ad approvare o rigettare la proposta. In tutto i livelli d’autorizzazione predefiniti sono quattro. Contribuire è semplicissimo e non comporta alcuna iscrizione.</p>
<p>Via | <a href="https://blogs.apache.org/infra/entry/translate_service_now_open">The Apache Software Foundation</a></p>
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    <title type="html">È stato rilasciato Node.js 0.6: è il terzo ramo stabile del progetto</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2011-11-08T10:00:12+00:00</published>
    <updated>2011-11-08T10:00:12+00:00</updated>
    <dc:subject>server</dc:subject><dc:subject>javascript</dc:subject><dc:subject>ambienti di sviluppo</dc:subject><dc:subject>applicazioni web</dc:subject><dc:subject>programmi in javascript</dc:subject><dc:subject>sistemi operativi</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Node.js 0.6 è il terzo rilascio stabile e introduce per la prima volta il supporto a Windows. In generale, l’aggiornamento apporta una serie di miglioramenti alle prestazioni di Node.js sia per Linux,[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/8663/e-stato-rilasciato-nodejs-06-e-il-terzo-ramo-stabile-del-progetto"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/nodejs.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Node.js" /><a href="http://nodejs.org/docs/v0.6.0/">Node.js 0.6</a> è il terzo rilascio stabile e introduce per la prima volta il supporto a Windows. In generale, l’aggiornamento apporta una serie di miglioramenti alle prestazioni di Node.js sia per Linux, sia per Windows. Non sono stati effettuati dei test ufficiali per Mac OS X. Pure V8 è stato aggiornato, dalla versione 3.1 alla 3.6.</p>
<p>Gli sviluppatori devono prestare <a href="https://github.com/joyent/node/wiki/API-changes-between-v0.4-and-v0.6">una particolare attenzione</a> ai cambiamenti delle Application Programming Interface (API) tra la versione 0.4 e la versione 0.6. Alcune applicazioni potrebbero risultare incompatibili con l’aggiornamento. Le novità sono molte, perciò occorre controllare la compatibilità per evitare fastidiosi problemi.</p>
<p>Le prestazioni sono «il fiore all’occhiello» di Node.js 0.6. Rispetto al precedente rilascio la velocità è incrementata di circa un terzo. Riguardo al <em>porting</em> su Windows, in futuro saranno proposte soluzioni più integrate con l’ambiente di sviluppo. Node.js avrà un ciclo di rilascio più rapido, sincronizzato con V8 e Google Chrome.</p>
<p>Via | <a href="http://blog.nodejs.org/2011/11/05/node-v0-6-0/">Node.js</a></p>
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    <title type="html">WebYaST, uno strumento per gestire le applicazioni con openSUSE 12.1</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2011-11-08T08:00:27+00:00</published>
    <updated>2011-11-08T08:00:27+00:00</updated>
    <dc:subject>server</dc:subject><dc:subject>opensuse</dc:subject><dc:subject>gestione delle applicazioni</dc:subject><dc:subject>installazione dei pacchetti</dc:subject><dc:subject>reti locali</dc:subject><dc:subject>strumenti di sistema</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[WebYaST è una nuova soluzione di Novell per gestire le applicazioni installate sui terminali d’una rete con openSUSE o SuSE Enterprise. È bene sottolineare immediatamente che non ha significato[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/8659/webyast-uno-strumento-per-gestire-le-applicazioni-con-opensuse-121"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/webyast.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="WebYaST" /><a href="http://en.opensuse.org/Portal:WebYaST">WebYaST</a> è una nuova soluzione di Novell per gestire le applicazioni installate sui terminali d’una rete con openSUSE o SuSE Enterprise. È bene sottolineare immediatamente che <strong>non ha significato configurare WebYaST sul desktop</strong>: non è una “semplice” conversione di Yet another Setup Tool (YaST) in HTML e non serve coi singoli sistemi.</p>
<p>Facendo un paragone “blasfemo”, potremmo accostare WebYaST a un’interfaccia web per <code>distcc</code>. Con la differenza che la base delle applicazioni disponibili è quella degli archivi di SuSE proposta in formato RPM. Una soluzione paragonabile a Landscape di Canonical per Ubuntu Server, priva del supporto tecnico. Ideale per le reti locali.</p>
<p>Con <a href="http://en.opensuse.org/openSUSE:WebYaST_Installation#WebYaST_installation_version_.3E.3D_0.3">la versione 0.3</a>, WebYaST è pronto per essere messo alla prova. Lo strumento prevede due componenti: uno lato–server, uno lato–client. Gli sviluppatori hanno optato per l’utilizzo di Ruby. L’interfaccia non è molto accattivante: è utile a raggiungere tutte le funzioni previste, ma servirebbe un restyling. Deve ancora “crescere”.</p>
<p>Via | <a href="http://lizards.opensuse.org/2011/11/07/webyast-0-3-is-out/">openSUSE Lizards</a></p>
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    <title type="html">Una nuova fondazione no–profit scongiurerebbe la chiusura di BerliOS</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2011-11-02T13:00:42+00:00</published>
    <updated>2011-11-02T13:00:42+00:00</updated>
    <dc:subject>network-appliance</dc:subject><dc:subject>server</dc:subject><dc:subject>archivi di sorgenti</dc:subject><dc:subject>crisi economica</dc:subject><dc:subject>fondazioni no–profit</dc:subject><dc:subject>investimenti dei privati</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[BerliOS potrebbe restare aperto e continuare con la propria attività, ospitando numerosi progetti di software libero. L’ipotesi è quella di creare una nuova fondazione, entro la fine di novembre, per[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/8595/una-nuova-fondazione-noprofit-scongiurerebbe-la-chiusura-di-berlios"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/berlios.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="BerliOS" /><a href="http://www.berlios.de/">BerliOS</a> potrebbe restare aperto e continuare con la propria attività, ospitando numerosi progetti di software libero. L’ipotesi è quella di creare una nuova fondazione, entro la fine di novembre, per assicurare una copertura finanziaria all’infrastruttura necessaria per l’erogazione degli attuali servizi. Non sono molti i dettagli.</p>
<p>L’annuncio è apparso sulla pagina iniziale di BerliOS e i responsabili ne stanno discutendo sulla <em>mailing list</em> del progetto. Il Fraunhofer Institute for Open Communication Systems (FOKUS) è costretto a “bloccare” <a href="http://www.ossblog.it/post/8279/berlios-il-repository-di-software-libero-chiudera-con-lanno-nuovo">i fondi per il mantenimento</a> di BerliOS a causa della crisi economica internazionale, essendo un portale non remunerativo.</p>
<p>In sostanza, il FOKUS non può pagare degli impiegati per il mantenimento di BerliOS e dal 2012 non potrà garantire l’utilizzo dei server che ospitano i vari progetti. Trovare dei volontari per l’amministrazione dell’infrastruttura non è un problema: la nuova fondazione no–profit dovrà provvedere al pagamento di un provider esterno.</p>
<p>Via | <a href="http://www.h-online.com/open/news/item/Rescue-in-sight-for-BerliOS-OSS-repository-1369245.html">The H Open</a></p>
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    <title type="html">Tor risponde ad Anonymous su OpDarknet e la compromissione del relay</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2011-10-26T07:00:31+00:00</published>
    <updated>2011-10-26T07:00:31+00:00</updated>
    <dc:subject>server</dc:subject><dc:subject>security</dc:subject><dc:subject>anonimato in rete</dc:subject><dc:subject>pedo–pornografia digitale</dc:subject><dc:subject>scambio di documenti</dc:subject><dc:subject>sicurezza informatica</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Tor, il popolare servizio per l’anonimato in rete, è accusato di non funzionare a dovere. OpDarknet, un’operazione di Anonymous contro la pedo–pornografia digitale, avrebbe compromesso il servizio[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/8529/tor-risponde-ad-anonymous-su-opdarknet-e-la-compromissione-del-relay"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/theonionroutertor.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="The Onion Router (Tor)" />Tor, il popolare servizio per l’anonimato in rete, è accusato di non funzionare a dovere. OpDarknet, <a href="http://www.downloadblog.it/post/15183/anonymous-ha-svelato-le-generalita-doltre-millecinquecento-pedofili">un’operazione</a> di Anonymous contro la pedo–pornografia digitale, avrebbe compromesso il servizio e identificato oltre millecinquecento utenti di un network privato. Gli sviluppatori di Tor sono intervenuti per rassicurare gli utenti.</p>
<p>Non si parla, ovviamente, di tutelare i pedofili: Tor è stato utilizzato da costoro contro i princìpi della comunità. Tuttavia, non sarebbe avvenuta alcuna compromissione del codice di Tor. Le statistiche di Anonymous rivendicano l’identificazione di 6.000 indirizzi IP riconducibili a dei <em>relay</em> e Tor ne equipaggia tutt’al più 3.500.</p>
<p>È molto difficile attribuire delle responsabilità a Tor, soprattutto perché il tipo d’attacco perpetrato da Anonymous sfrutta delle vulnerabilità associabili ai sistemi operativi. Tornando alle cifre, è impossibile che sia stata mappata la rete di Tor perché esistono 600 bridge e ne sarebbero stati identificati 181. La rete è sana.</p>
<p>Via | <a href="https://blog.torproject.org/blog/rumors-tors-compromise-are-greatly-exaggerated">Tor</a></p>
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    <title type="html">X.Org e la transizione del protocollo da X11 a X12 per Edward Cullen</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/8437/xorg-e-la-transizione-del-protocollo-da-x11-a-x12-per-edward-cullen" />
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    <published>2011-10-17T09:00:22+00:00</published>
    <updated>2011-10-17T09:00:22+00:00</updated>
    <dc:subject>server</dc:subject><dc:subject>x11</dc:subject><dc:subject>network transparency</dc:subject><dc:subject>x11</dc:subject><dc:subject>x12</dc:subject><dc:subject>xorg server</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Edward Cullen (no, non il Robert Pattinson di Twilight) ha cominciato a modificare la pagina su FreeDesktop riservata a X12, l&amp;#8217;ipotetico successore del protocollo X11 utilizzato da X.Org. Sono[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/8437/xorg-e-la-transizione-del-protocollo-da-x11-a-x12-per-edward-cullen"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/xorgserver.gif" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="X.Org Server" />Edward Cullen (no, non il <a href="http://www.cineblog.it/tag/robert+pattinson">Robert Pattinson</a> di <a href="http://www.cineblog.it/tag/twilight">Twilight</a>) ha cominciato a modificare <a href="http://www.x.org/wiki/Development/X12?action=diff">la pagina</a> su FreeDesktop riservata a X12, l&#8217;ipotetico successore del protocollo X11 utilizzato da X.Org. Sono stati aggiunti dei requisiti di massima per la realizzazione dell&#8217;aggiornamento: «X11 era stato concepito per un&#8217;altra era dell&#8217;informatica».</p>
<p>Evitando d&#8217;entrare nelle discussioni sull&#8217;opportunità di un abbandono definitivo di X11, Cullen recupera quanto dev&#8217;essere mantenuto. La chiave è nella Network Transparency, <a href="http://www.ossblog.it/post/7930/wayland-per-la-network-transparency-e-la-posizione-di-martin-graslin">una funzionalità</a> citata pure da Martin Gräßlin per Wayland che ha portato Miguel De Icaza a esaltare <a href="http://www.ossblog.it/post/8235/winrt-il-system-service-provider-per-windows-8metro-incontra-mono">le novità</a> di Windows 8 con Metro. Tutti d&#8217;accordo, quindi.</p>
<p>X12 dovrà incontrare le esigenze di un mercato più flessibile, nel quale il settore mobile ha un&#8217;importanza crescente: deve funzionare egregiamente su smartphone, tablet e netbook. Il <em>framebuffer</em> non dovrebbe essere accantonato, perché conserva tuttora un ruolo strategico in alcune situazioni. I lavori a X12 non inizieranno presto.</p>
<p>Via | <a href="http://www.phoronix.com/scan.php?page=news_item&#038;px=MTAwMTc">Phoronix</a></p>
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    <title type="html">BerliOS, il repository di software libero, chiuderà con l&#039;anno nuovo</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2011-10-02T09:00:30+00:00</published>
    <updated>2011-10-02T09:00:30+00:00</updated>
    <dc:subject>server</dc:subject><dc:subject>curiosita</dc:subject><dc:subject>berlios</dc:subject><dc:subject>crisi economica</dc:subject><dc:subject>fraunhofer fokus</dc:subject><dc:subject>software libero</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[BerliOS chiuderà, una volta per tutte, il 31 dicembre 2011: ad annunciarlo sono stati i manutentori, con un intervento piuttosto esplicito sul forum del portale. Fraunhofer FOKUS non ha più fondi per[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/8279/berlios-il-repository-di-software-libero-chiudera-con-lanno-nuovo"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/berlios.png" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="BerliOS" /><a href="http://www.berlios.de/">BerliOS</a> chiuderà, una volta per tutte, il 31 dicembre 2011: ad annunciarlo sono stati i manutentori, con un intervento piuttosto esplicito sul forum del portale. <a href="http://www.fokus.fraunhofer.de/">Fraunhofer FOKUS</a> non ha più fondi per garantire continuità al progetto, che è costretto a sospendere l&#8217;attività a tempo indeterminato dopo più di undici anni dall&#8217;apertura.</p>
<p>La prospettiva della cessazione del servizio comporterà, nei prossimi mesi, <a href="http://developer.berlios.de/docman/display_doc.php?docid=2056&#038;group_id=2">lo spostamento</a> di oltre 4.710 progetti: BerliOS annovera circa 50.000 utenti registrati e una media di 2.600.000 mensili. È una perdita piuttosto grave, per la comunità <em>open source</em>. Esistono altre piattaforme, però alcuni software potrebbero andare perduti.</p>
<p>Non tutti i progetti ospitati da BerliOS, infatti, sono ancora mantenuti. La chiusura rischia di comportare l&#8217;eliminazione totale della <em>cache</em> dei software in stato d&#8217;abbandono. L&#8217;<em>open source</em> si contraddistingue per l&#8217;opportunità di riprendere lo sviluppo di progetti obsoleti per delle nuove soluzioni: non sarà possibile su BerliOS.</p>
<p>Via | <a href="http://developer.berlios.de/forum/forum.php?forum_id=37450">BerliOS</a></p>
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