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ownCloud 3, l’aggiornamento della piattaforma per il cloud computing

pubblicato da Federico Moretti in: KDE Server

ownCloudownCloud, la piattaforma “libera” del cloud computing, è disponibile nella versione 3. La novità più interessante è la possibilità di modificare i documenti: l’editor integrato supporta oltre 35 linguaggi di programmazione. ownCloud 3 aggiunge una galleria per visualizzare le immagini e un lettore del formato PDF — grazie a PDF.js.

Al momento, l’editor non supporta OpenDocument Format (ODF) né Office Open XML (OOXML) di Microsoft: l’integrazione dei formati è, comunque, prevista in un futuro rilascio di ownCloud. Lo stesso discorso riguarda il client sul desktop, che – già in avanzata fase di sviluppo, almeno per KDE – potrebbe essere rilasciato al più presto.

Un’altra novità di ownCloud 3 è l’archivio unificato per l’installazione delle applicazioni di terze parti. Frank Karlitschek, il coordinatore del progetto, è pure il responsabile di OpenDesktop e la grafica del portale ricorda quest’ultimo: per scaricare le estensioni si può utilizzare direttamente l’interfaccia d’amministrazione.

Via | Frank Karlitschek

Microsoft permetterà l’utilizzo di Linux, su Windows Azure, dal 2012

pubblicato da Federico Moretti in: Windows Server

Windows AzureWindows Azure, l’alternativa di Microsoft ad Amazon Web Services (AWS), includerà delle macchine virtuali con Linux a partire dalla primavera di quest’anno. È una funzionalità molto richiesta dai clienti di Redmond che avvicina ulteriormente la piattaforma di Windows Azure ad Amazon EC2. Quest’ultima prevede già entrambi i sistemi.

La disponibilità delle prime immagini di Linux su Azure è prevista con la Community Technology Preview (CTP) dei nuovi servizi di Microsoft per il 2012. Non si conosce quale sarà la distribuzione implementata: a dirla tutta, la multinazionale non ha confermato “ufficialmente” le indiscrezioni — che sono trapelate dagli sviluppatori.

Amazon, il principale competitore di Microsoft in questo settore, utilizza una propria derivata di Red Hat Enterprise Linux (RHEL). Microsoft collabora con una serie di partner per la virtualizzazione di Hyper-V, perciò le macchine virtuali saranno sviluppate in accordo con loro e non è esclusa la stessa società dal cappello rosso.

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Calypso, un nuovo server per CalDAV/CardDAV/WebDAV, da Keith Packard

pubblicato da Federico Moretti in: Python Server

Distributed Authoring and Versioning (DAV)Calypso è un nuovo calendar server, concepito da Keith Packard, che supporta CalDAV/CardDav su Linux e Android. Derivato da Radicale – del quale condivide la licenza, GPLv3 – è essenzialmente un tentativo di sostituire la gestione delle attività e dei contatti sugli smartphone. Un modo per avere il controllo totale dei propri dati.

È scritto in Python come Radicale. Packard non considera ancora Calypso un prodotto a sé. Piuttosto, è un’estensione di Radicale che prevede il supporto aggiuntivo di CardDAV e WebDAV. Al contrario di Radicale, al momento Calypso non è in grado di gestire i calendari generati con aCal: quest’ultimo è un client di CalDAV per Android.

La nascita di Calypso è dovuta a una lunga esperienza di Packard coi calendar server degli smartphone più recenti. Iniziata con SyncML per Linux su Nokia S40 e N900, l’avventura di Packard è continuata su webOS. Essendo incerto il futuro del sistema operativo di HP, Calypso è, invece, orientato ad Android: una scelta comprensibile.

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Apache ha predisposto un servizio online di traduzione per Incubator

pubblicato da Federico Moretti in: Server Webdev

The Apache Software Foundation (ASF)Apache Incubator ha aggiunto la possibilità di localizzare i progetti ospitati grazie all’utilizzo di Pootle: è un sistema di traduzione implementato inizialmente su SourceForge. Gli amministratori d’un progetto possono contattare i responsabili di Apache e configurare un profilo per l’internazionalizzazione delle proprie stringhe.

Tra i progetti che hanno avviato un programma di traduzione, spiccano OpenOffice.org e Subversion. L’infrastruttura è molto simile a quella di Launchpad: a dispetto del layout – davvero poco curato – le funzioni di Pootle sono più articolate della piattaforma di Canonical e permettono una gestione avanzata dei permessi degli utenti.

Ad esempio, chiunque può sottoporre a revisione una stringa di traduzione: non bisogna essere iscritti e/o connessi al portale. Ovviamente, un amministratore sarà chiamato ad approvare o rigettare la proposta. In tutto i livelli d’autorizzazione predefiniti sono quattro. Contribuire è semplicissimo e non comporta alcuna iscrizione.

Via | The Apache Software Foundation

È stato rilasciato Node.js 0.6: è il terzo ramo stabile del progetto

pubblicato da Federico Moretti in: Server Javascript

Node.jsNode.js 0.6 è il terzo rilascio stabile e introduce per la prima volta il supporto a Windows. In generale, l’aggiornamento apporta una serie di miglioramenti alle prestazioni di Node.js sia per Linux, sia per Windows. Non sono stati effettuati dei test ufficiali per Mac OS X. Pure V8 è stato aggiornato, dalla versione 3.1 alla 3.6.

Gli sviluppatori devono prestare una particolare attenzione ai cambiamenti delle Application Programming Interface (API) tra la versione 0.4 e la versione 0.6. Alcune applicazioni potrebbero risultare incompatibili con l’aggiornamento. Le novità sono molte, perciò occorre controllare la compatibilità per evitare fastidiosi problemi.

Le prestazioni sono «il fiore all’occhiello» di Node.js 0.6. Rispetto al precedente rilascio la velocità è incrementata di circa un terzo. Riguardo al porting su Windows, in futuro saranno proposte soluzioni più integrate con l’ambiente di sviluppo. Node.js avrà un ciclo di rilascio più rapido, sincronizzato con V8 e Google Chrome.

Via | Node.js

WebYaST, uno strumento per gestire le applicazioni con openSUSE 12.1

pubblicato da Federico Moretti in: Server openSUSE

WebYaSTWebYaST è una nuova soluzione di Novell per gestire le applicazioni installate sui terminali d’una rete con openSUSE o SuSE Enterprise. È bene sottolineare immediatamente che non ha significato configurare WebYaST sul desktop: non è una “semplice” conversione di Yet another Setup Tool (YaST) in HTML e non serve coi singoli sistemi.

Facendo un paragone “blasfemo”, potremmo accostare WebYaST a un’interfaccia web per distcc. Con la differenza che la base delle applicazioni disponibili è quella degli archivi di SuSE proposta in formato RPM. Una soluzione paragonabile a Landscape di Canonical per Ubuntu Server, priva del supporto tecnico. Ideale per le reti locali.

Con la versione 0.3, WebYaST è pronto per essere messo alla prova. Lo strumento prevede due componenti: uno lato–server, uno lato–client. Gli sviluppatori hanno optato per l’utilizzo di Ruby. L’interfaccia non è molto accattivante: è utile a raggiungere tutte le funzioni previste, ma servirebbe un restyling. Deve ancora “crescere”.

Via | openSUSE Lizards

Una nuova fondazione no–profit scongiurerebbe la chiusura di BerliOS

pubblicato da Federico Moretti in: Network Appliance Server

BerliOSBerliOS potrebbe restare aperto e continuare con la propria attività, ospitando numerosi progetti di software libero. L’ipotesi è quella di creare una nuova fondazione, entro la fine di novembre, per assicurare una copertura finanziaria all’infrastruttura necessaria per l’erogazione degli attuali servizi. Non sono molti i dettagli.

L’annuncio è apparso sulla pagina iniziale di BerliOS e i responsabili ne stanno discutendo sulla mailing list del progetto. Il Fraunhofer Institute for Open Communication Systems (FOKUS) è costretto a “bloccare” i fondi per il mantenimento di BerliOS a causa della crisi economica internazionale, essendo un portale non remunerativo.

In sostanza, il FOKUS non può pagare degli impiegati per il mantenimento di BerliOS e dal 2012 non potrà garantire l’utilizzo dei server che ospitano i vari progetti. Trovare dei volontari per l’amministrazione dell’infrastruttura non è un problema: la nuova fondazione no–profit dovrà provvedere al pagamento di un provider esterno.

Via | The H Open

Tor risponde ad Anonymous su OpDarknet e la compromissione del relay

pubblicato da Federico Moretti in: Server Security

The Onion Router (Tor)Tor, il popolare servizio per l’anonimato in rete, è accusato di non funzionare a dovere. OpDarknet, un’operazione di Anonymous contro la pedo–pornografia digitale, avrebbe compromesso il servizio e identificato oltre millecinquecento utenti di un network privato. Gli sviluppatori di Tor sono intervenuti per rassicurare gli utenti.

Non si parla, ovviamente, di tutelare i pedofili: Tor è stato utilizzato da costoro contro i princìpi della comunità. Tuttavia, non sarebbe avvenuta alcuna compromissione del codice di Tor. Le statistiche di Anonymous rivendicano l’identificazione di 6.000 indirizzi IP riconducibili a dei relay e Tor ne equipaggia tutt’al più 3.500.

È molto difficile attribuire delle responsabilità a Tor, soprattutto perché il tipo d’attacco perpetrato da Anonymous sfrutta delle vulnerabilità associabili ai sistemi operativi. Tornando alle cifre, è impossibile che sia stata mappata la rete di Tor perché esistono 600 bridge e ne sarebbero stati identificati 181. La rete è sana.

Via | Tor

X.Org e la transizione del protocollo da X11 a X12 per Edward Cullen

pubblicato da Federico Moretti in: Server X11

X.Org ServerEdward Cullen (no, non il Robert Pattinson di Twilight) ha cominciato a modificare la pagina su FreeDesktop riservata a X12, l’ipotetico successore del protocollo X11 utilizzato da X.Org. Sono stati aggiunti dei requisiti di massima per la realizzazione dell’aggiornamento: «X11 era stato concepito per un’altra era dell’informatica».

Evitando d’entrare nelle discussioni sull’opportunità di un abbandono definitivo di X11, Cullen recupera quanto dev’essere mantenuto. La chiave è nella Network Transparency, una funzionalità citata pure da Martin Gräßlin per Wayland che ha portato Miguel De Icaza a esaltare le novità di Windows 8 con Metro. Tutti d’accordo, quindi.

X12 dovrà incontrare le esigenze di un mercato più flessibile, nel quale il settore mobile ha un’importanza crescente: deve funzionare egregiamente su smartphone, tablet e netbook. Il framebuffer non dovrebbe essere accantonato, perché conserva tuttora un ruolo strategico in alcune situazioni. I lavori a X12 non inizieranno presto.

Via | Phoronix

BerliOS, il repository di software libero, chiuderà con l'anno nuovo

pubblicato da Federico Moretti in: Server Curiosità

BerliOSBerliOS chiuderà, una volta per tutte, il 31 dicembre 2011: ad annunciarlo sono stati i manutentori, con un intervento piuttosto esplicito sul forum del portale. Fraunhofer FOKUS non ha più fondi per garantire continuità al progetto, che è costretto a sospendere l’attività a tempo indeterminato dopo più di undici anni dall’apertura.

La prospettiva della cessazione del servizio comporterà, nei prossimi mesi, lo spostamento di oltre 4.710 progetti: BerliOS annovera circa 50.000 utenti registrati e una media di 2.600.000 mensili. È una perdita piuttosto grave, per la comunità open source. Esistono altre piattaforme, però alcuni software potrebbero andare perduti.

Non tutti i progetti ospitati da BerliOS, infatti, sono ancora mantenuti. La chiusura rischia di comportare l’eliminazione totale della cache dei software in stato d’abbandono. L’open source si contraddistingue per l’opportunità di riprendere lo sviluppo di progetti obsoleti per delle nuove soluzioni: non sarà possibile su BerliOS.

Via | BerliOS