
Kevin McBride, fratello di Darl, è uno degli avvocati di Sco ed ha recentemente pubblicato alcuni dei presunti documenti che provano la copia del loro codice all’interno di Linux.
Sono documenti che vi consiglio di guardare vivamente se volete farvi delle belle risate pensando a quanto deboli siano le accuse di Sco. La maggior parte del codice incriminato sono define o codice molto banale.
In caso questi documenti vengano cancellati dalla rete si possono trovare sul mirror di Slushdot.
Via | TechDirt

Fra qualche giorno ci sarà l’udienza per la bancarotta di Sco, ma quest’ultima sembra non voler capire che ha perso la battaglia ormai da molto tempo.
L’appello questa volta è contro la sentenza del giudice Ted Stewart che aveva sancito Novell come unica proprietaria del copyright su Unix. Nella richiesta di Sco si vuole cancellare il verdetto e quindi l’intero procedimento che l’ha vista perdere.
A prescindere da cosa verrà deciso prima bisognerà vedere se Sco ha i soldi per potersi permettere di stare ancora in tribunale e questo lo si scoprirà fra qualche giorno all’udienza fallimentare. Riuscirà Sco a presentare un business plan credibile? Un business plan che possa portare degli ipotetici profitti senza considerare le cause in tribunale? Secondo me ad almeno una di queste domande la risposta è no ;)
Via | GrowLaw

Solo un mese e mezzo fa Sco presentava la richiesta per un nuovo processo con una tesi piuttosto campata per aria.
Oggi il giudice Ted Stewart ha rigettato definitivamente la richiesta mettendo finalmente la parola fine alla lite fra Sco e Novell. Quest’ultima è la legittima detentrice dei diritti su Unix. Essendo passato questo punto fondamentale anche la causa fra Sco ed Ibm andrà a chiudersi come tutti si aspettavano.
Sono passati 7 anni dal primo assalto alla diligenza dell’open source e Sco ha anche dichiarato la bancarotta nel frattempo, ma è rimasta in vita proprio per portare a termine questi processi. Ora che si concluderanno cosa resterà? Anni buttati alle ortiche in cui si è perso tempo dietro ad assurde farneticazioni. Qualcuno si aspettava un risultato diverso?
Via | GrokLaw

Lo scorso mese la giuria del caso Novell/Sco aveva deciso che il copyright di Unix appartiene a Novell.
I legali dell’azienda hanno chiesto al giudice di assegnare il copyright di Unix a SCO, perché la giuria non avrebbe risposto in maniera precisa ad alcuni punti. Proprio in virtù di questa mancanza Sco può richiedere un nuovo giudizio.
Le motivazioni? Piuttosto vaghe e piuttosto dirette a screditare il lavoro della giuria. Chi si voglia fare due risate o capire meglio questo meccanismo legale può leggere il rapporto dettagliatissimo pubblicato da Groklaw. Speriamo che su questo teatrino cali preso il sipario.
Via | Groklaw
La giuria del caso Sco contro Novell ha deciso che il copyright di Unix non è mai passato a Sco come quest’ultima affermava.
Soddisfazione da parte di Novell è stata espressa dal CEO Ron Hovsepian, mentre Sco si dice delusa per l’esito. Purtroppo questa tragicommedia non è ancora finita e Sco è ancora in causa con IBM per il presunto passaggio di tecnologia a Linux durante il lavoro al progetto Monterey.
Le azioni della compagnia alla luce del verdetto sono crollate di 8 punti anche se viene da chiedersi come sia possibile che un’azienda di questo tipo sia arrivata al 2010 quando tutti sapevano fin dall’inizio come sarebbe finita.
Via | GrokLaw
Quando sembrava di essere arrivati all’ultimo paragrafo della storia di Sco, ecco qualcosa che non ti aspetti.
Darl McBride si è presentato in tribunale con un accordo firmato con Gulf Capital Partners che si impegna a far fronte alle richieste dei creditori e che, quindi, consentirà a Sco di portare avanti la sua ridicola causa contro Ibm.
Alla luce degli eventi il tribunale ha deciso di rinviare la seduta di liquidazione al 16 o 27 luglio. Vi terremo informati.
Via | HOnline
Sembra che i guai di SCO non finiscano mai: prima la sconfitta in tribunale, poi il pianto infantile del suo presidente ( con relative risposte dalla comunità Linux e non solo ), l’entrata nel Chapter 11 ed ora ci si mette pure Novell, che intende recuperare al più presto il denaro raccolto da SCO nell’ambito della vendita delle licenze UNIX.
Quello che più interessa a Novell è comprendere se tale denaro le appartenga implicitamente o se si tratti di un normale debito di SCO nei suoi confronti: la differenza è decisamente importante, considerando che i dollari nelle casse dell’azienda di Darl McBride potrebbero esaurirsi durante la fase di ristrutturazione dell’azienda, lasciando a bocca asciutta la mamma di SUSE / Netware.
Interessati alle cifre che SCO dovrebbe versare sui conti di Novell? Stando a quello che si legge in giro la somma dovrebbe aggirarsi tra i 500mila e gli 800mila dollari annuali…
[ via Slashdot ]

La posizione di SCO diventa sempre più kafkiana: in principio c’era Caldera, con la sua distribuzione GNU/Linux, i suoi fedeli utenti e il progetto United Linux ( in collaborazione con SUSE, TurboLinux, Conectiva ), poi venne il cambio di nome in SCO e Linux divenne il male assoluto. Ora, come un bambino a cui hanno rotto il giocattolo, SCO Group incolpa il successo di Linux e la pubblicità negativa come cause del suo declino e della sua entrata nel Chapter 11.
Chiedere un po’ di decenza è troppo?
[ via OSNews ]

Dopo la sentenza che aveva dato ragione a Novell nel caso che la vedeva opposta a SCO, molti avevano pensato che l’ultimo atto per la società più odiata dalla comunità Linux fosse ormai vicino. Così è stato: nella giornata di venerdì SCO ha presentato i documenti necessari per accedere al famoso “Chapter 11“, capitolo del percorso verso la bancarotta che consente ad una società di riorganizzare il suo assetto onde evitare la liquidazione totale.
Stabilire con che probabilità SCO possa risorgere è particolarmente difficile ma non bisogna dimenticare che in passato altre società sono riuscite ad alzarsi dopo aver attraversato il Chapter 11 ( Mandriva, per esempio ). Maggiori informazioni sono disponibili su Groklaw e Yahoo! Finance.
[ via OSNews ]
Non sono passati nemmeno sette giorni dalla sentenza sul caso SCO che già Novell sente il bisogno di chiarire le sue intenzioni, affermando che, nonostante possieda i diritti su UNIX, non ha intenzione di perseguire una strada simile a quella della sua avversaria e che si asterrà quindi dal denunciare a destra e a manca ( presunte ) violazioni dei suoi copyright.
Comunque sappiamo che Linux non ha nulla da temere e sembra che anche OpenSolaris sia al sicuro da eventuali cause legali. Una SCO basta e avanza.
[ via OSNews ]