Glark è un programma d’utilità per UNIX, alternativo a GNU Grep, scritto in Ruby. Il termine “performante” non si riferisce alla rapidità d’esecuzione perché Glark risulta addirittura più lento di GNU Grep se si processa ad esempio un percorso ricco di file in HTML. È preferibile quando bisogna utilizzare delle espressioni regolari.
Il valore aggiunto di Glark consiste proprio nel supporto d’espressioni più complesse, rispetto a GNU Grep: in primo luogo, le Perl Compatible Regular Expression (PCRE). Altre opzioni per ottimizzare la ricerca con Glark sono and e or, oppure before e after per restringere l’indagine all’intestazione e/o al termine di un documento.
A partire da Glark 1.9.0, lo strumento è stato convertito in Ruby Gem. Il comando supporta il syntax highlighting ed è configurabile attraverso il file ~/.glarkrc. Tra le opzioni si possono scegliere colori e caratteri per evidenziare i termini di ricerca e persino l’eventuale integrazione con GNU Grep. Funziona con OS X e Windows.
Via | Linux.com
Flavio Castelli e Dominik Mayer, durante l’Hackweek di openSUSE, hanno rilasciato un sistema simile a Heroku per sviluppare su Ruby on Rails con SUSE Studio. Dister è uno strumento a riga di comando che semplifica le operazioni per risolvere le dipendenze e ottenere un ambiente di sviluppo completo sui server offerti da SUSE Studio.
Dister è stato realizzato per superare i limiti di Rails in a Box, un altro progetto di Castelli dedicato a Ruby per SUSE Studio: anziché clonare l’appliance sul proprio account, Dister recupera in locale e carica in remoto quanto è realmente utile. Rails in a Box, al contrario, prevede già una selezione di “gemme” pre-selezionate.
Perché ciò sia possibile, Dister sfrutta Bundler nella risoluzione delle dipendenze. Essendo basato sull’infrastruttura di SUSE Studio, Dister compie autonomamente altre operazioni: ad esempio, recupera l’ultima versione di openSUSE supportata e crea l’appliance coi pacchetti richiesti. Terminate le modifiche si occupa dell’upload.
Via | SUSE Studio
Ning, una piattaforma per creare social network distribuiti, ha liberato i sorgenti del suo Deployment Management System (DMS), sotto licenza Apache 2.0. Il codice di Galaxy 3.0.0 è ospitato da GitHub. Galaxy è formato da tre elementi: Agent, Console, Repository. Un quarto, il client da riga di comando, dialoga con l’intero sistema.
Una scelta importante, soprattutto dopo la chiusura degli account gratuiti operata da Ning nel 2010: ricorda un po’ Diaspora, il progetto avviato da quattro studenti della New York University in alternativa a Facebook. Galaxy consiglia l’utilizzo di virtual host e può essere compilato sia con Ruby 1.8, sia con Ruby 1.9 e Ruby Gems.
Galaxy può essere utile per la realizzazione di grandi progetti: l’installazione richiede un server con Apache 2 e Java, accesso al terminale e privilegi d’amministrazione. Perciò non può essere paragonato a CMS di largo consumo: BuddyPress, ad esempio. Una soluzione valutabile per creare delle comunità professionali in stile-Ning.
Aggiornamento: Ho cambiato Content Management System (CMS) in Deployment Management System (DMS) per evitare confusioni. Avrei scelto anche Content Management Framework (CMF).
Via | Ning Code
Typekit è una piattaforma commerciale di cui si è parlato spesso su Downloadblog.it. Il senso di citarla anche qui è nella pubblicazione di Speakeasy, una libreria open source in Ruby per gestire il supporto linguistico delle famiglie di caratteri. Il progetto è ospitato su GitHub.
Speakeasy permette di creare mappe di caratteri personalizzati per lingue e alfabeti non-latini utilizzando minime variazioni al set unicode predefinito. Uno strumento dedicato all’ottimizzazione dei font per il web: Typekit è stata tra le prime piattaforme a supportare il WOFF.
La libreria include già una serie di idiomi europei (il russo è l’unico a non avere un alfabeto latino, al momento) ed è prevista un’estensione al più presto. Un progetto interessante.
Via | Typekit

Gli sviluppatori hanno rilasciato la versione stabile di Phusion Passenger 3.0.0 per Apache o Nginx.
Questo progetto consente di far girare applicazioni scritte in Ruby in maniera molto semplice senza dover modificare niente. Questa nuova versione riesce ad utilizzare un terzo di memoria in meno quanto utilizzata con Ruby Enterprise Edition, mentre le prestazioni sono aumentate del 55%. È stato aggiunto anche un watchdog per far ripartire il web server in caso di problemi.
Potete leggere una serie di articoli scritti dagli sviluppatori per maggiori informazioni. Phusion Passenger è rilasciato sotto licenza GPLv2.
Via | ModRails

Rubinius è un’implementazione di Ruby scritta prevalentemente proprio in Ruby.
Il bytecode generato dal compilatore è eseguito dalla bytecode virtual machine scritta in C++ e che utilizza LLVM per trasformarlo in codice macchina nativo. Secondo gli sviluppatori il loro approccio consente di ottenere prestazioni migliori rispetto all’interprete tradizionale.
Il progetto consente di chiamare la maggior parte delle funzioni C ed è compatibile con le estensioni realizzate per l’interprete Ruby standard. Il codice, che potete trovare su github, è rilasciato sotto licenza BSD.
Via | Rubinius

È valsa la pena attendere fino alle 02:30 del mattino (ora italiana) perché Diaspora facesse la sua prima apparizione su GitHub? Rispondere non è poi così semplice. Già dall’ultimo aggiornamento di agosto sulla piattaforma si era capito che Diaspora non sarebbe stato un Facebook-killer per utenti finali. La lista dei componenti per farlo “girare” lo conferma.
Avevamo anticipato che Diaspora avrebbe richiesto l’installazione di Ruby. Gli sviluppatori consigliano Ruby 1.8.7 ed è necessario MongoDB 1.6.2 per immagazzinare le informazioni: esatto, il database scelto è NoSQL. I sorgenti completi sotto AGPLv3 di Diaspora sono in un repository su GitHub che contiene anche le informazioni preliminari per l’installazione.
Chi si aspettava una presentazione in grande stile dovrà accontentarsi della documentazione su GitHub e di un annuncio replicato via Facebook, StatusNet e Twitter. È probabile che nelle prossime ore molti, parlando di Diaspora, lo descriveranno come un’occasione mancata o, fallita: è quanto di più lontano da un social network che possa competere con Facebook.
Via | Twitter
Dopo due anni di lavoro gli sviluppatori hanno finalmente annunciato Rails 3.0.
Grazie al lavoro di oltre 1.600 persone con decine di migliaia di patch, ora Rails è più veloce e più pulito e con nuove caratteristiche. Tra le quali un nuovo router basato su REST, un’interfaccia per l’aggiunta e la gestione dei plugin ed un nuova implementazione Active Record che consente di scrivere query più complesse.
È stato anche modificato il sistema di protezione contro attacchi di tipo XSS (cross-site scripting). Rails 3 ha come requisiti Ruby 1.8.7, ma funziona anche con JRuby 1.5.2.
Via | RubyOnRails
Ruboto è un progetto che ha lo scopo di rendere possibile programmare applicazioni per Android con il linguaggio Ruby senza dover scrivere niente in Java.
Fa parte del progetto Ruby Summer of Code di quest’anno ed ha appena rilasciato la prima “super-alpha” (0.0.1). L’idea è ambiziosa e la base del progetto è JRuby, un’implementazione di Ruby per la Java Virtual Machine.
Se volete provarlo per ora è solo un’esperimento, ma questa contaminazione di linguaggi rappresenta un’interessante scommessa per il futuro.
Via | Danieljackoway
Quasi ci siamo: l’alternativa a Facebook di cui avevamo parlato rilascerà il codice prodotto tra pochi giorni. Fino a oggi il team non aveva ancora svelato dettagli sulla piattaforma, ma gli investitori (che hanno finanziato il progetto a scatola chiusa) non dovrebbero restare delusi dai risultati. Diaspora si basa infatti sulle specifiche di OStatus, il protocollo di StatusNet già noto come open microblogging.
Volendo fare un parallelo, Diaspora sta a Facebook come identi.ca sta a Twitter. Apparentemente i quattro studenti della Columbia University hanno rispettato tutte le promesse, ma ci vorrà ancora del tempo per valutarlo accuratamente. Nel frattempo sono emersi altri dettagli sul progetto e qualche screenshot. Rispetto a StatusNet (ex-Laconica) installare Diaspora richiederà risorse come Ruby.
Rimane in dubbio la possibilità che sia predisposta una piattaforma alla WordPress.com per fornire Diaspora a chi non disponesse di un server dedicato. Se così non dovesse essere, è probabile che il successo del progetto ne uscirà fortemente ridimensionato. Non basterà un hosting di fascia medio-bassa per creare piattaforme basate su Diaspora. Dalle immagini emerge una somiglianza con BuddyPress.
Via | ReadWriteWeb