Martin Gräßlin, il manutentore del compositor di KDE, ha annunciato il futuro rilascio di Aurorae 3: un engine per le decorazioni delle finestre che aveva realizzato, a suo tempo, per provare le nuove funzioni con KWin 4.3. L’aggiornamento prevede l’utilizzo esclusivo di QML e, di conseguenza, offrirà meno possibilità dell’attuale.
A prescindere dalla sperimentazione personale su Aurorae, che serve piuttosto per il debug di KWin, Gräßlin tiene soprattutto a sottolineare la mancanza di engine per KDE. Oxygen, di fatto, è l’unico motore utilizzato dal window manager. È una situazione abbastanza simile, benché molto più “radicale”, a quella di GNOME oppure Unity.
L’auspicio di Gräßlin è che già entro KDE 4.9 possano nascere altri engine al fianco di Aurorae e Oxygen. Non soltanto perché uno degli aspetti più intriganti di Linux è sempre stata la possibilità di personalizzare a piacimento l’aspetto di desktop e applicazioni. Qt5 e QML apriranno definitivamente al contributo dei web designer.
Via | Martin Gräßlin
Nokia ha completato la transizione di Qt alla nuova governance, spostando i sorgenti per lo sviluppo della versione 4.x su The Qt Project. Sia le Qt4, sia le future Qt5 sono mantenute sullo stesso dominio e nelle stesse condizioni. La parte open source delle librerie è completamente “libera” — quella commerciale, però, è con Digia.
Esordita a metà settembre, alla vigilia dei Qt Developer Days 2011 a Monaco di Baviera, la governance condivisa del progetto ha impiegato circa quattro mesi ad acquisire il controllo completo delle librerie. Come previsto, gli aggiornamenti di sicurezza per la versione 4.8.x saranno gestite con Gerrit Code Review. Al pari delle Qt5.
Quanto alla versione 4.8.x, gli aggiornamenti saranno minimali: le Qt 4.6 e 4.7 non non state controllate per la Continuous Integration (CI) prevista da The Qt Project, perciò il codice potrebbe presentare dei bug. Lo stesso dicasi per il porting su Windows. Soltanto le versioni per Linux e Mac OS X prevedono già i test automatici.
Via | Qt Labs
Scribus, l’imponente applicazione per la desktop publishing, è stata aggiornata alla versione 1.4.0. Il major upgrade ha richiesto (quasi) quattro anni d’intenso lavoro ed è stato ufficializzato col Capodanno. La novità più rilevante è costituita dal passaggio all’infrastruttura delle Qt4 — per tutti i sistemi operativi supportati.
Disponibile per Linux, *BSD, Mac OS X e Windows, Scribus 1.4.0 supporta pure OS/2 Warp ed eComStation di IBM. È rilasciato sotto licenza GPLv2. Un modo semplice per descrivere Scribus – un programma complesso – è il paragone con un’altra applicazione equivalente: può essere considerato un’alternativa, open source, ad Adobe InDesign.
Le modifiche apportate a Scribus con l’aggiornamento sono tante e, in particolare, occorre prestare attenzione al formato dei documenti: i file creati con Scribus 1.4.0 non sono compatibili coi rilasci precedenti. Riguardo ai numeri di versione, in futuro saranno ridotti a un decimale. Ad esempio, la prossima stabile sarà la 1.5.0.
Continua a leggere: Scribus 1.4.0, il rilascio a quattro anni dall'inizio dello sviluppo
Gli ultimi rilasci di Chrom* includono il Native Client (NaCl) per tutti i canali di sviluppo e Nokia ha intenzione d’elevare il supporto di Qt4 e Qt5 per la creazione di applicazioni “native” sul browser di Google. Il livello di maturazione è pressoché identico per entrambi i rami delle librerie. I risultati arriveranno nel 2012.
Benché il NaCl sia un progetto open source, la soluzione è ancora limitata a Chrom*. L’obiettivo degli sviluppatori di Qt è dare la possibilità d’utilizzare le librerie nelle applicazioni web, come avviene di norma sulle applicazioni “native”. Il porting del progetto in Qt5 prosegue in questa direzione. C’è un problema col backend.
Siamo alle solite, insomma: Chrom* utilizza WebKitGtk, mentre Qt provvede al mantenimento di QtWebKit — appena aggiornato alla versione 2.2.1 con il rilascio di Qt 4.8.0. La perfetta integrazione col NaCl prevederebbe l’utilizzo dello stesso backend. Ad esempio, sarebbe interessante un’implementazione del NaCl di Google su Rekonq.
Continua a leggere: Lo sviluppo di Qt5 incrementa al passo di Qt4 per il NaCl di Chrom*
Razor–Qt è un desktop enviroment completo, scritto in Qt: all’indomani del rilascio delle librerie 4.8.0 di Nokia, ha subito un aggiornamento alla versione 0.4. È considerato – a buon diritto – una specie di LXDE basato sulle Qt, grazie all’estrema “leggerezza” dei suoi componenti. Un progetto che merita tutta la nostra attenzione.
Abituati a parlare di GNOME e KDE, l’aggettivo «completo» può generare troppe aspettative: Razor–Qt è un progetto giovane e non può essere giudicato con gli stessi parametri dei principali desktop environment. Tuttavia, rispetto ad Awesome o altre iniziative egregie ha delle ambizioni più “elevate”. Non è un semplice window manager.
Personalmente, non conoscevo Razor–Qt e mi sono sempre chiesto perché nessuno pensasse di realizzare un ambiente grafico per X.Org con le librerie Qt. Il progetto è installabile su Ubuntu, Fedora e altre popolari distribuzioni coi pacchetti ufficiali. Un desktop environment davvero promettente, soprattutto su delle macchine datate.
Via | Rants and Shout
Le Qt 4.8.0, rilasciate da Nokia, preparano all’imminente transizione dello sviluppo delle librerie a The Qt Project — la nuova piattaforma per la governance del progetto. L’aggiornamento ha qualcosa in comune col prossimo major upgrade: è la Qt Platform Abstraction (QPA), “mutuata” da Lighthouse e pronta per l’integrazione in Qt5.
Lighthouse è il progetto che dal 2010 ha sostituito Qt for Embedded Linux (Qt/E) per estendere la portabilità delle librerie a Windows e altre piattaforme. Con le Qt 4.8.0, Lighthouse diventa QPA e abbraccia lo sviluppo su Android, QNX di RIM per BlackBerry e Wayland da QtQuick. L’altro aggiornamento riguarda il threading di OpenGL.
Il rilascio include QtWebKit 2.2.1, da non confondersi con WebKit2: quest’ultimo, infatti, non è ancora disponibile su Linux. Gli aggiornamenti di manutenzione per Qt 4.8.0 dovrebbero essere ospitati da The Qt Project affinché sia possibile utilizzare Gerrit Code Review – il sistema adottato da Qt5 – per gestire il codice sorgente.
Via | Qt Labs

David Edmundson, già conosciuto per il porting di Telepathy, ha realizzato l’interfaccia di Light Display Manager (LightDM) in QML coi binding delle librerie Qt. Originariamente scritto per le Gtk+, LightDM è diventato il display manager predefinito di Ubuntu a partire da Oneiric Ocelot. Edmundson l’ha adattato all’uso su Kubuntu.
LightDM è del tutto indipendente dal desktop environment e perciò può adattarsi, meglio di GDM, a qualunque variante di Ubuntu: Xfce, LXDE e adesso KDE possono usufruire del display manager. Non è un progetto di Canonical, però il lavoro di Edmundson potrebbe essere in tempo per approdare su Precise Pangolin — almeno, come opzione.
Grazie alle caratteristiche del display manager, l’interfaccia in QML per LightDM conserva lo sfondo e il tema predefiniti del desktop. Edmundson è riuscito a integrare pure i widget di Plasma. La gestione dell’aspetto è tra le impostazioni di Kubuntu: il progetto è nel playground di KDE, i pacchetti sono disponibili su Launchpad.
Via | David Edmundson
Il rilascio di Ubuntu/Oneric ha determinato l’inserimento delle librerie grafiche di Qt tra i pacchetti fondamentali per il desktop. Canonical è intenzionata a migliorare il supporto al prodotto di Nokia per aumentare le potenzialità di Ubuntu App Developer, la piattaforma dedicata allo sviluppo di programmi per il Software Centre.
Nello specifico, Jono Bacon ha partecipato ai Qt Developer Days 2011 di San Francisco per illustrare il processo d’invio delle applicazioni a My Apps: il sistema di gestione per la disponibilità dei programmi nel Software Centre di Ubuntu. L’interesse di Canonical è orientato soprattutto a QML, il linguaggio introdotto dalle Qt 4.7.
Bacon non prende in considerazione il dibattito sull’utilizzo delle Qt in Unity: l’intervento è servito a stimolare lo sviluppo e l’invio di applicazioni al Software Centre di Ubuntu. L’infrastruttura del desktop non è in discussione, né è stato menzionato il rapporto di Unity sulle Gtk+. Canonical privilegia QML per la semplicità.
Continua a leggere: Ubuntu App Developer e la creazione di programmi in Qt, grazie a QML
Finalmente si fa sul serio: è giunto il momento dei primi circuiti stampati. La fondazione Raspberry Pi ha reso noto che sono state prodotte le prime 100 schede PCB (printed circuit board) per i test. Le schede ARM progettate sono un perfetto esempio di elettronica open source. Le dimensioni sono visibilmente ridotte rispetto alle schede alpha. Come promesso, il posizionamento ha consentito di ridurre del il fattore di forma. La superficie occupata è quella di una comune carta di credito.
Lo sviluppo sta procedendo senza intoppi e le 100 schede beta dovranno essere assemblate. Attualmente non vengono fatte stime sul completamento di questa fase: far stampare una PCB è un conto, assemblare è un’attività molto costosa per una fondazione come Raspberry Pi.
Secondo le intenzioni dei progettisti, terminata la fase di assemblaggio, una parte delle schede che avranno superato i test potrebbero essere messe all’asta al fine di raccogliere fondi. Una “ghiotta” occasione per i collezionisti più incalliti, visto che le prime schede stampate riportano un numero di serie basso. Dunque tutto dipende dai test, ma si spera che avvenga prima della fine dell’anno.
Se la procedura avrà successo, si inizierà con la produzione vera e propria. Nel frattempo la fondazione si è già preparata all’evento inserendo uno shop con la possibilità di effettuare il pre-ordine del merchandising: sticker per tastiera, al lampone ovviamente.
La scheda è a malapena terminata e già si è rivelata un asso nella manica per gli sviluppatori. Un team di ingegneri Nokia ha deciso di adottare l’economica piattaforma Raspberry per velocizzare lo sviluppo di Qt5. Le librerie OpenGL ES e la piattaforma ARM si sono rivelate un ecosistema perfetto per il ciclo di sviluppo delle librerie Qt.
Via | Raspberry PI Foundation
QtWebKit ha subito degli aggiornamenti in preparazione a un ulteriore “salto di qualità” sulla composizione delle immagini e sull’accelerazione hardware. Il frontend utilizza ancora WebKit 1.x: tuttavia, gli sviluppatori pensano già a WebKit 2.x. Quest’ultimo, ahimè, non è disponibile per Linux. Apple tarda a rilasciare il porting.
Ad oggi, QtWebKit utilizza OpenGL ES 2.0 per il compositing degli elementi in 3D. La novità riguarda Texture Mapper, un abstraction layer che tenta di risolvere i problemi delle varie implementazioni di OpenGL sulle diverse piattaforme e provvede a computare il codice via software quando l’accelerazione hardware non sia disponibile.
Questo approccio intende accorciare le distanze sull’interpretazione del codice: in condizioni ideali si può guadagnare fino al 50% in termini di rapidità d’esecuzione. Il funzionamento è, comunque, garantito sulle piattaforme che non implementassero in hardware tutte le estensioni di OpenGL necessarie. Eppure, è soltanto l’inizio.
Continua a leggere: QtWebKit, compositing e accelerazione hardware: il futuro che avanza