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  <title>Ossblog.it</title>
  <subtitle>Programmi free: scopri il mondo dell'Open Source</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[2005-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-05-22T13:17:37+00:00</updated>
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    <title type="html">GCC ha appena compiuto 25 anni: è stata rilasciata la versione 4.7.0</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-03-23T09:00:57+00:00</published>
    <updated>2012-03-23T09:00:57+00:00</updated>
    <dc:subject>gpl</dc:subject><dc:subject>programmazione</dc:subject><dc:subject>ambienti di sviluppo</dc:subject><dc:subject>installazione dei programmi</dc:subject><dc:subject>linguaggi di programmazione</dc:subject><dc:subject>strumenti di compilazione</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Ieri, GNU Compiler Collection (GCC) – il componente fondamentale del progetto GNU e dei principali sistemi operativi UNIX-like - ha festeggiato 25 anni. Richard Stallman iniziò a lavorarci nel 1987,[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9705/gcc-ha-appena-compiuto-25-anni-e-stata-rilasciata-la-versione-470"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/gnucompilercolleciongcc.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="GNU Compiler Collection (GCC)" />Ieri, GNU Compiler Collection (<a href="http://gcc.gnu.org/">GCC</a>) – il componente fondamentale del progetto GNU e dei principali sistemi operativi UNIX-<em>like</em> - ha festeggiato 25 anni. Richard Stallman iniziò a lavorarci nel 1987, rilasciando il 22 marzo la versione 0.9: la prima stabile risale, invece, al 23 maggio dello stesso anno — nacque come GNU C Compiler.</p>
<p>La ricorrenza è coincisa col rilascio della versione 4.7.0, che segna un importante traguardo per la Link Time Optimization (LTO): già disponibile in LLVM/Clang, la funzione era ancora considerata sperimentale in GCC. Per dare un’idea del progresso, Firefox richiedeva 8Gb di RAM per la compilazione senza LTO e si sono ridotti a 3Gb.</p>
<p><a href="http://gcc.gnu.org/gcc-4.7/">GCC 4.7.0</a> introduce, su alcune architetture selezionate, il supporto alla <a href="http://gcc.gnu.org/wiki/TransactionalMemory">Transactional Memory</a>: la novità è considerata sperimentale ed è limitata a 32-bit, 64-bit su x86 o Alpha. È aumentata pure la compatibilità con C++11 e Fortran 2003/2008. Go, il linguaggio di Google, sarà pienamente supportato soltanto a partire da GCC 4.7.1.</p>
<p>Via | <a href="http://www.h-online.com/open/news/item/GCC-4-7-0-released-to-mark-the-25-years-of-GNU-Compiler-Collection-1478473.html">The H Open</a></p>
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    <title type="html">Google si ricorda di Go: il linguaggio alla prima release candidate</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-03-15T13:00:05+00:00</published>
    <updated>2012-03-15T13:00:05+00:00</updated>
    <dc:subject>programmazione</dc:subject><dc:subject>google</dc:subject><dc:subject>ambienti di sviluppo</dc:subject><dc:subject>ibridazione dei linguaggi</dc:subject><dc:subject>linguaggi di programmazione</dc:subject><dc:subject>sistemi operativi</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Go, il linguaggio open source di Google che aspira a unire le caratteristiche di Python e C/C++, è arrivato alla release candidate. Creato nel 2007, compilabile con GCC a partire dalla versione 4.6, Go[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9673/google-si-ricorda-di-go-il-linguaggio-alla-prima-release-candidate"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/googlego.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Google Go" /><a href="http://golang.org/">Go</a>, il linguaggio <em>open source</em> di Google che aspira a unire le caratteristiche di Python e C/C++, è arrivato alla release candidate. Creato nel 2007, compilabile con GCC a partire dalla versione 4.6, Go s’avvicina al primo rilascio considerato stabile. I ritardi dello sviluppo sono – probabilmente – dovuti all’introduzione di DART.</p>
<p>Rilasciato sotto una licenza compatibile con la BSD, Go è stato concepito da Ken Thompson, Rob Pike e Robert Griesemer: soltanto nel novembre del 2009 è arrivata l’ufficializzazione del linguaggio. Google ha concentrato le proprie risorse su DART, una soluzione alternativa a JavaScript per HTML5, e di Go non s’è più saputo granché.</p>
<p>Almeno, fino a ieri. Google s’appresta a distribuire il Software Development Kit (SDK) di Go per <a href="http://code.google.com/intl/it/appengine/docs/go/">l’uso con AppEngine</a> e la release candidate determina il <em>feature-freezing</em> del linguaggio. Le prossime settimane saranno dedicate alla soluzione dei problemi e sarà distribuita la prima versione. Farà più in fretta Go 1.0 o The GIMP 2.8?</p>
<p>Via | <a href="http://www.h-online.com/open/news/item/Go-language-reaches-release-candidate-stage-1471663.html">The H Open</a></p>
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    <title type="html">SWF Investigator, un disassembler per le animazioni via Flash Player</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-03-07T08:00:24+00:00</published>
    <updated>2012-03-07T08:00:24+00:00</updated>
    <dc:subject>programmazione</dc:subject><dc:subject>adobe</dc:subject><dc:subject>analisi dei sorgenti</dc:subject><dc:subject>linguaggi di programmazione</dc:subject><dc:subject>ottimizzazione del codice</dc:subject><dc:subject>sicurezza informatica</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[SWF Investigator è lo strumento open source di Adobe per l’analisi del codice delle animazioni realizzate in Flash. Il disassembler è stato rilasciato in corrispondenza dell’aggiornamento di[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9627/swf-investigator-un-disassembler-per-le-animazioni-via-flash-player"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/openadobe.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Open @ Adobe" /><a href="http://labs.adobe.com/technologies/swfinvestigator/">SWF Investigator</a> è lo strumento <em>open source</em> di Adobe per l’analisi del codice delle animazioni realizzate in Flash. Il <em>disassembler</em> è stato rilasciato in corrispondenza dell’aggiornamento di sicurezza per Flash Player: una versione ancora disponibile su tutti i browser con Linux. L’applicazione è compatibile con Mac OS X e Windows.</p>
<p>Il <em>disassembler</em> “sarebbe” multi-piattaforma grazie ad Adobe Integrated Runtime (AIR): quest’ultimo, però, <a href="http://www.ossblog.it/post/7808/adobe-pensa-ad-android-per-il-futuro-di-linux-basta-air-sul-desktop">non è più aggiornato</a> su Linux dalla versione 2.7 e SWF Investigator richiede la 3.x. Non è l’unica contraddizione. Ironicamente, è stato rilasciato sotto Mozilla Public License (MPL) 1.1 — mentre Firefox non ha più Flash Player.</p>
<p>Prescindendo dalle elucubrazioni sulla longevità di Adobe Flash, SWF Investigator può essere d’aiuto a identificare le vulnerabilità di ActionScript (AS) 2 e 3. Il <em>disassembler</em>, si noti, non è un <em>decompiler</em>: per separare gli elementi multimediali – audio, immagini e video – integrati nelle animazioni serve <a href="http://www.downloadblog.it/post/16097/swfscan-un-decompilatore-gratuito-di-adobe-flash-da-hewlett-packard">uno strumento differente</a>.</p>
<p>Via | <a href="http://www.adobe.com/devnet/security/articles/inroducing-adobe-swf-investigator.html">Adobe</a></p>
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    <title type="html">Koneki, l’ambiente di sviluppo per Lua, diventa un progetto autonomo</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-02-16T12:00:03+00:00</published>
    <updated>2012-02-16T12:00:03+00:00</updated>
    <dc:subject>programmazione</dc:subject><dc:subject>editor</dc:subject><dc:subject>ambienti di sviluppo</dc:subject><dc:subject>controllo delle funzioni</dc:subject><dc:subject>linguaggi di programmazione</dc:subject><dc:subject>stesura dei sorgenti</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Koneki, ovvero Lua Development Tools (LDT), è disponibile al download come ambiente di sviluppo autonomo da Eclipse per Linux, Mac OS X e Windows. Si tratta, in sostanza, d’una versione ridotta del[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9497/koneki-lambiente-di-sviluppo-per-lua-diventa-un-progetto-autonomo"><![CDATA[<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/31590599?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0" width="586" height="381" frameborder="0" webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen></iframe></p>
<p><a href="http://www.eclipse.org/koneki/">Koneki</a>, ovvero Lua Development Tools (<a href="http://www.eclipse.org/koneki/ldt/">LDT</a>), è disponibile al download come ambiente di sviluppo autonomo da Eclipse per Linux, Mac OS X e Windows. Si tratta, in sostanza, d’una versione ridotta del Software Development Kit (SDK) di Eclipse — dedicata esclusivamente a <a href="http://www.lua.org/">Lua</a>. Il <em>plugin</em>, già distribuito, continuerà a essere scaricabile.</p>
<p>Questa versione di LDT è orientata agli sviluppatori che non hanno una particolare dimestichezza con Eclipse… e a quanti, invece, scelgono esplicitamente di non utilizzare un ambiente così poliedrico per i propri progetti. Lua è un linguaggio compatto, utilizzato soprattutto nei giochi: è, ad esempio, la scelta di World of Warcraft.</p>
<p>Lua è entrato in giugno tra i primi dieci linguaggi di programmazione più utilizzati e, al momento, ricopre la 21ª posizione. Benjamin Cabé, responsabile di Koneki, ritiene che una versione minimale e preconfigurata di Eclipse su Lua si dimostri particolarmente appetibile. LDT è distribuito con licenza Eclipse Public License (EPL).</p>
<p>Via | <a href="http://www.h-online.com/open/news/item/Lua-Development-Tools-now-available-as-a-standalone-product-1433565.html">The H Open</a></p>
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    <title type="html">Qt Build Suite, il sostituto ufficiale di QMake per i progetti in Qt</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2012-02-16T10:00:34+00:00</published>
    <updated>2012-02-16T10:00:34+00:00</updated>
    <dc:subject>programmazione</dc:subject><dc:subject>qt</dc:subject><dc:subject>ambienti di sviluppo</dc:subject><dc:subject>librerie grafiche</dc:subject><dc:subject>linguaggi di programmazione</dc:subject><dc:subject>strumenti di compilazione</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Qt Build Suite (QBS) è un nuovo strumento per la toolchain dei progetti basati sulle librerie Qt, destinato a sostituire QMake. QBS non dipende dalla versione di Qt e richiama direttamente il[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9495/qt-build-suite-il-sostituto-ufficiale-di-qmake-per-i-progetti-in-qt"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/theqtproject.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="The Qt Project" />Qt Build Suite (<a href="https://qt.gitorious.org/qt-labs/qbs">QBS</a>) è un nuovo strumento per la <em>toolchain</em> dei progetti basati sulle librerie Qt, destinato a sostituire QMake. QBS non dipende dalla versione di Qt e richiama direttamente il compilatore, il <em>linker</em>, ecc.: è una soluzione voluta dagli sviluppatori già nel 2009. Le prestazioni di QBS sembrerebbero essere eccezionali.</p>
<p>Scritto in una versione semplificata di QML, QBS eredita il proprio approccio alla generazione del codice da SCons e Ant. Il controllo della creazione dei Makefile utilizza JavaScript. Uno dei vanti di QBS è la rapidità d’adattamento agli aggiornamenti incrementali: non è più necessario il <em>fork</em> interno per la gerarchia dei sorgenti.</p>
<p>Tuttavia, QBS è ancora considerato in una fase estremamente sperimentale: ad esempio, i file di configurazione devono essere creati separatamente — in genere, da GNU Autotools. L’adozione di QBS al posto di QMake avverrà tra molto tempo e, ad ogni modo, la sostituzione non sarà obbligatoria. Per adesso è sconsigliato in produzione.</p>
<p>Via | <a href="http://labs.qt.nokia.com/2012/02/15/introducing-qbs/">Qt Labs</a></p>
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    <title type="html">LLVM/Clang potrebbero supportare OpenMP da un prossimo aggiornamento</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-01-17T10:00:29+00:00</published>
    <updated>2012-01-17T10:00:29+00:00</updated>
    <dc:subject>programmazione</dc:subject><dc:subject>cc</dc:subject><dc:subject>clang 3.1</dc:subject><dc:subject>gcc 4.7</dc:subject><dc:subject>llvm 3.1</dc:subject><dc:subject>openmp 3.1</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[OpenMP, l’Application Programming Interface (API) per il parallel programming già implementata con successo da GCC, potrebbe essere supportata al più presto da LLVM/Clang. Al momento,[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9301/llvmclang-potrebbero-supportare-openmp-da-un-prossimo-aggiornamento"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/openmp.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="OpenMP" /><a href="http://openmp.org/">OpenMP</a>, l’Application Programming Interface (API) per il <em>parallel programming</em> già implementata con successo da GCC, potrebbe essere supportata al più presto da LLVM/Clang. Al momento, l’infrastruttura di LLVM-IR non permette l’utilizzo delle specifiche di OpenMP: l’unica soluzione è compilare i sorgenti ottimizzati da LLVM con GCC.</p>
<p>Questa situazione sembra essere destinata a cambiare: tuttavia, non è ancora stata definita la tabella di marcia per l’integrazione di OpenMP. Il supporto potrebbe essere escluso da LLVM 3.1, l’imminente aggiornamento della piattaforma. <a href="http://clang.llvm.org/">Clang</a>, ad ogni modo, non permetterebbe la compilazione di tutti i linguaggi supportati da OpenMP.</p>
<p>Mi riferisco, in particolare, a Fortran. Previsto da OpenMP e supportato da GCC, il linguaggio è escluso da Clang — che prevede soltanto C/C++ e Obj-C/Obj-C++. Quando OpenMP dovesse essere implementato da LLVM, il <em>multi-threading</em> per Fortran resterebbe legato all’utilizzo di GCC e <a href="http://dragonegg.llvm.org/">DragonEgg</a> sarebbe comunque fondamentale per OpenMP.</p>
<p>Via | <a href="http://www.phoronix.com/scan.php?page=news_item&#038;px=MTA0Mzc">Phoronix</a></p>
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    <title type="html">Gradiator, il primo generatore di gradienti per GNU/Linux in CSS3</title>
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    <author>
      <name>Marco Usai</name>
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    <published>2012-01-08T15:00:17+00:00</published>
    <updated>2012-01-08T15:00:17+00:00</updated>
    <dc:subject>programmazione</dc:subject><dc:subject>gradient css3</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Gradiator è il primo ed unico generatore di gradienti per GNU/Linux in CSS3. Gli sviluppatori hanno da poco rilasciato la prima versione disponibile per GNU/Linux sotto forma di sorgenti e PPA per[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9237/gradiator-il-primo-generatore-di-gradienti-per-gnulinux"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/gradiator_page.png" class="post" border="0" width="586" height="285" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p><a href="http://gradient.inatorapp.com/">Gradiator</a> è il primo ed unico generatore di gradienti per GNU/Linux in CSS3. Gli sviluppatori hanno da poco rilasciato la prima versione disponibile per GNU/Linux sotto forma di sorgenti e PPA per Ubuntu e derivate; questo tool farà sicuramente felici gli sviluppatori web che avranno a disposizione un tool &#8220;nativo&#8221; e di conseguenza non dovranno ricorrere a strumenti esterni.</p>
<p>L&#8217;applicazione risulta essere molto semplice ed intuitiva, si possono notare alcune somiglianze con il classico &#8220;select color&#8221; messo a disposizione da The Gimp. Gradiator di default si presenta con un tema nero molto elegante ed in linea con le applicazioni GNOME come eog e Totem.</p>
<p>Come possiamo notare dalla pagina del progetto, Gradiator è stato creato su Windows con software proprietario, questo piccolo dettaglio spero che non ne pregiudichi l&#8217;utilizzo, data anche la bontà del software. Come già affermato è disponibile il tarball con i sorgenti software nella pagina &#8220;Download&#8221; del progetto, insieme ad un <a href="https://launchpad.net/~cooperjona/+archive/gradiator/+index?field.series_filter=oneiric">apposito PPA</a> per Ubuntu 11.10 e superiori.</p>
<p>Via | <a href="http://gradient.inatorapp.com/">Gradient</a></p>
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    <title type="html">LLVM anticipa il supporto di AVX2 sulla distribuzione dei processori</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/9163/llvm-anticipa-il-supporto-di-avx2-sulla-distribuzione-dei-processori" />
    <id>http://www.ossblog.it/?p=9163</id>
    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2011-12-28T09:00:37+00:00</published>
    <updated>2011-12-28T09:00:37+00:00</updated>
    <dc:subject>programmazione</dc:subject><dc:subject>intel</dc:subject><dc:subject>avx2</dc:subject><dc:subject>estensioni dei processori</dc:subject><dc:subject>funzionalità dei processori</dc:subject><dc:subject>llvm 3.1</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[LLVM 3.1, la prossima minor release dell’avanzata infrastruttura per la compilazione dei sorgenti in C/C++ e Obj-C/Obj-C++, supporterà le estensioni AVX e – soprattutto – AVX2 di Intel.[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9163/llvm-anticipa-il-supporto-di-avx2-sulla-distribuzione-dei-processori"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/llvm.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="LLVM" />LLVM 3.1, la prossima <em>minor release</em> dell’avanzata infrastruttura per la compilazione dei sorgenti in C/C++ e Obj-C/Obj-C++, supporterà le estensioni <a href="http://software.intel.com/en-us/avx/">AVX</a> e – soprattutto – AVX2 di Intel. L’annuncio risale a circa dieci giorni fa, ma è stato sottovalutato per <a href="http://www.ossblog.it/post/9071/nvidia-ha-approvato-la-distribuzione-del-codice-sorgente-di-cuda-41">il rilascio</a> del compilatore di CUDA 4.1 come <em>open source</em> da parte di nVdia.</p>
<p>È un aspetto da considerare per due motivi: il primo riguarda il fatto che GCC 4.6 ha introdotto a sua volta il supporto ad AVX, il secondo è l’utilizzo del SDK per OpenCL di Intel da parte di LLVM 3.1. La ragione più “curiosa” è un&#8217;altra. Nessun processore implementerà AVX2 prima di Haswell, il successore di Sandy Bridge, nel 2013.</p>
<p>Salvo ritardi, però, il rilascio di LLVM 3.1 dovrebbe avvenire già nell&#8217;aprile del 2012. Con almeno un anno d&#8217;anticipo rispetto all&#8217;effettiva disponibilità di processori che supportino le funzionalità di AVX2. La novità è resa possibile grazie alla versione 1.5 di <a href="http://software.intel.com/en-us/articles/vcsource-tools-opencl-sdk/">Intel OpenCL SDK</a>, che permette il <em>debug</em> in assenza delle estensioni.</p>
<p>Via | <a href="http://blog.llvm.org/2011/12/llvm-31-vector-changes.html">LLVM</a></p>
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    <title type="html">hello, world: The New York Times celebra la storia di Dennis Ritchie</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/9159/hello-world-the-new-york-times-celebra-la-storia-di-dennis-ritchie" />
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2011-12-27T11:00:40+00:00</published>
    <updated>2011-12-27T11:00:40+00:00</updated>
    <dc:subject>programmazione</dc:subject><dc:subject>cc</dc:subject><dc:subject>dennis ritchie</dc:subject><dc:subject>hello world</dc:subject><dc:subject>the c programming language</dc:subject><dc:subject>the lives they lived</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[The Lives They Lived (lett. “le vite che hanno vissuto”) è una rubrica del magazine di The New York Times: il numero domenicale, pubblicato a Natale, ha proposto un riassunto della vita di Dennis[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9159/hello-world-the-new-york-times-celebra-la-storia-di-dennis-ritchie"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/helloworld.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="hello, world" /><a href="http://www.nytimes.com/interactive/2011/12/22/magazine/the-lives-they-lived.html">The Lives They Lived</a> (lett. “le vite che hanno vissuto”) è una rubrica del magazine di The New York Times: il numero domenicale, pubblicato a Natale, ha proposto un riassunto della vita di Dennis Ritchie. È il creatore di C, che <a href="http://www.ossblog.it/post/8409/dennis-ritchie-e-morto">è morto</a> nella prima metà dell’ottobre di quest’anno. Una delle grandi personalità che ci hanno lasciati.</p>
<p>Il titolo assegnato al numero su Ritchie non poteva essere che <code>hello, world</code>: il testo stampato a video dal primissimo esempio di The C Programming Language, il libro scritto a quattro mani da Ritchie e Brian Kernighan. Quella frase – spesso, con una sintassi diversa – è diventata il simbolo ricorrente degli esempi di programmazione.</p>
<p>Il 2011 porta via con sé un intero “mondo” di persone che hanno contribuito alla realizzazione delle tecnologie del presente. L’ultima in ordine di tempo è stata <a href="http://www.downloadblog.it/post/15813/e-morto-alleta-di-novantanni-jacob-goldman-fondatore-di-xerox-lab">Jacob Goldman</a> — il creatore di Xerox Lab, morto settimana scorsa. Ritchie e Goldman sono legati da UNIX, il sistema operativo che ha stimolato la nascita dell’<em>open source</em>.</p>
<p>Via | <a href="http://bits.blogs.nytimes.com/2011/12/23/hello-world-the-inventor-of-c/">The New York Times</a></p>
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    <title type="html">Work for Pie, una piattaforma per i curriculum vitæ sull’open source</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2011-12-08T18:00:41+00:00</published>
    <updated>2011-12-08T18:00:41+00:00</updated>
    <dc:subject>programmazione</dc:subject><dc:subject>internet</dc:subject><dc:subject>contribuzione allo sviluppo</dc:subject><dc:subject>offerte di lavoro</dc:subject><dc:subject>social network</dc:subject><dc:subject>work for pie</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Work for Pie è un social network dedicato ai programmatori che vogliono mettersi in mostra per essere assunti. È un ibrido fra Klout, la piattaforma che misura il livello d’influenza sul web, e[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9003/work-for-pie-una-piattaforma-per-i-curriculum-vit-sullopen-source"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/workforpie.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Work for Pie" /><a href="http://workforpie.com/">Work for Pie</a> è un <em>social network</em> dedicato ai programmatori che vogliono mettersi in mostra per essere assunti. È un ibrido fra Klout, la piattaforma che misura il livello d’influenza sul web, e LinkedIn, il portale per le assunzioni. Gli avvisi e gli aggiornamenti proposti da Work for Pie sono ridotti al minimo per evitare lo SPAM.</p>
<p>Il portfolio redatto da Work for Pie somma il recupero dei <em>commit</em> effettuati su GitHub e Bitbucket all’attività su Stack Overflow. Il curriculum vitæ può essere completato dalle informazioni fornite al profilo di LinkedIn, qualora fosse stato connesso a Work for Pie, e gli utenti ricevono un punteggio basato sulle operazioni svolte.</p>
<p>Il <em>social network</em> è stato appena completato e, di conseguenza, alcune popolari piattaforme per l’hosting dei progetti <em>open source</em> potrebbero ancora risultare assenti. Work for Pie è uno strumento interessante per condividere le proprie esperienze di programmazione e, magari, ottenere un giusto riconoscimento nell&#8217;ambito lavorativo.</p>
<p>Via | <a href="http://thenextweb.com/insider/2011/12/05/focusing-on-open-source-work-for-pie-is-changing-the-way-programmers-are-hired/">The Next Web</a></p>
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    <title type="html">Rilasciato LLVM 3.0</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/8881/rilasciato-llvm-30" />
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    <author>
      <name>Giacomo Picchiarelli</name>
    </author>
    <published>2011-12-05T12:00:34+00:00</published>
    <updated>2011-12-05T12:00:34+00:00</updated>
    <dc:subject>programmazione</dc:subject><dc:subject>cc</dc:subject><dc:subject>llvm 3.0</dc:subject><dc:subject>llvm compiler</dc:subject><dc:subject>llvm developer group</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Dopo la lunga attesa, finalmente arriva la versione 3.0 di LLVM. Di fatto questo è un rilascio incrementale, ma gli sviluppatori non hanno perso l&amp;#8217;occasione per eliminare qualche vecchio[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/8881/rilasciato-llvm-30"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/llvm.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="LLVM" />Dopo <a href="http://www.ossblog.it/post/8761/llvm-30-in-ritardo-di-due-settimane-chiude-llvm-gcc-per-dragonegg">la lunga attesa</a>, finalmente arriva la versione 3.0 di <a href="http://llvm.org/">LLVM</a>. Di fatto questo è un rilascio incrementale, ma gli sviluppatori non hanno perso l&#8217;occasione per eliminare qualche vecchio modulo. Sono stati necessari sei mesi di sviluppo dalla versione 2.9 per introdurre importanti novità: un nuovo <em>register allocator</em> per migliorare ulteriormente le prestazioni, il supporto completo per operazioni atomiche e il nuovo <em>memory model</em> per C++.</p>
<p>Avevamo già trattato l&#8217;abbandono di <code>llvm-gcc</code> in favore di CLang e DragonEgg. E proprio CLang offre numerose correzioni e migliorie: ridotta lunghezza nei messaggi di errore, ricavando così un&#8217;informazione più immediata e suggerimenti in caso di errori di digitazione. Quest&#8217;ultima si rivela utile nel caso di errori di digitazione:  maiuscole/minuscole nella battitura dei tipi. Gli sviluppatori potranno inoltre fare affidamento nei nuovi messaggi di <em>warning</em>, il tutto a beneficio dell&#8217;espressività della diagnostica.</p>
<p>Lo sforzo degli sviluppatori si è concentrato non solo nelle prestazioni, migliorate rispetto alla precedente versione, ma anche per quanto riguarda l&#8217;aderenza ai recenti standard per C/C++. Ad esempio sono state introdotte molte caratteristiche del <a href="http://www.iso.org/iso/iso_catalogue/catalogue_tc/catalogue_detail.htm?csnumber=50372">C++11</a> come il supporto agli <code>alias</code>, i cicli <code>for</code> basati su intervalli e le espressioni <code>noexcept</code>. Infine per quanto riguarda il <em>plugin</em> <a href="http://dragonegg.llvm.org/">DragonEgg</a>, non sarà più necessario apportare la <em>patch</em> ed effettuare la compilazione di GCC. La versione 4.6 è pienamente supportata.</p>
<p>Via | <a href="http://www.phoronix.com/scan.php?page=news_item&#038;px=MTAyMjE">Phoronix</a></p>
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    <title type="html">Cappuccino 0.9.5 è ora disponibile</title>
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    <author>
      <name>Marco Usai</name>
    </author>
    <published>2011-11-18T11:00:04+00:00</published>
    <updated>2011-11-18T11:00:04+00:00</updated>
    <dc:subject>programmazione</dc:subject><dc:subject>internet</dc:subject><dc:subject>capuccino web framework</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Il team 280 North ha annunciato recentemente la disponibilità della versione 0.9.5 di Cappuccino, il framework open source creato per aiutare gli sviluppatori nella creazione di applicazioni web in[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/8785/cappuccino-095-e-ora-disponibile"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/capuccino.png" class="post" border="0" align="left" width="250" height="187" alt="" /><br />
Il team 280 North <a href="http://cappuccino.org/discuss/2011/11/16/cappuccino-0-9-5/">ha annunciato</a> recentemente la disponibilità della versione 0.9.5 di Cappuccino, il framework open source creato per aiutare gli sviluppatori nella creazione di applicazioni web in stile Mac OS X. Questa nuova versione, introduce più di 90 nuove feature e miglioramenti oltre ad un massiccio bugfix.</p>
<p>Le novità sono parecchie, possiamo iniziare a parlare di delle nuove e moderne scrollbars che vengono nascoste quando non utilizzate, permettendo così di avere maggior spazio nell&#8217;area di lavoro, concettualmente molto simili alla Ayatana Scrollbars; Cappuccino inoltre nel caso in cui il browser non dovesse supportare queste nuove scroolbars utilizzerà la versione precedente e compatibile col browser in questione. Altra feature interessante è l&#8217;introduzione di un widget che ci indica il livello di utilizzo del CPLevelIndicator.</p>
<p>Possiamo trovare maggiori informazioni riguardo questo interessante rilascio consultando il corposo <a href="https://gist.github.com/1370087">changelog</a>. È stata anche aggiornata tutta al documentazione. Possiamo scaricare questa versione di Cappuccino direttamente dal <a href="http://cappuccino.org/">sito ufficiale del progetto</a>.</p>
<p>Via | <a href="http://cappuccino.org/">Cappuccino</a></p>
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    <title type="html">LLVM 3.0, in ritardo di due settimane, chiude LLVM-GCC per DragonEgg</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2011-11-17T08:00:33+00:00</published>
    <updated>2011-11-17T08:00:33+00:00</updated>
    <dc:subject>apple</dc:subject><dc:subject>programmazione</dc:subject><dc:subject>generazione del codice</dc:subject><dc:subject>linguaggi di programmazione</dc:subject><dc:subject>macchine virtuali</dc:subject><dc:subject>ottimizzazione dei sorgenti</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Gli sviluppatori di LLVM sono stati «distratti» da un meeting previsto per domani e, perciò, il rilascio della versione 3.0 è slittato di due settimane: LLVM 3.0 uscirà il 30 novembre. Soltanto[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/8761/llvm-30-in-ritardo-di-due-settimane-chiude-llvm-gcc-per-dragonegg"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/llvm.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="LLVM" />Gli sviluppatori di <a href="http://www.llvm.org/">LLVM</a> sono stati «distratti» da <a href="http://www.llvm.org/devmtg/2011-11/">un meeting</a> previsto per domani e, perciò, il rilascio della versione 3.0 è slittato di due settimane: LLVM 3.0 uscirà il 30 novembre. Soltanto ieri, infatti, è cominciata la quarta fase di test che terminerà il 28. Oggi è disponibile l’ultima Release Candidate (RC) del compilatore.</p>
<p>Il rilascio di LLVM 3.0 è particolarmente importante perché determinerà il ritiro di LLVM-GCC: l’integrazione col compilatore più utilizzato sui sistemi operativi UNIX–<em>like</em> è già stata “rimpiazzata” da <a href="http://dragonegg.llvm.org/">un nuovo <em>plugin</em></a> — a partire dal ramo di LLVM 2.7. DragonEgg 3.0 per GCC 4.5 o superiore segnerà il definitivo abbandono di LLVM-GCC.</p>
<p>La stessa release schedule è prevista per CLang 3.0, il compilatore di C, Objective-C, C++ e Objective-C++ basato su LLVM. Quest&#8217;ultimo non è ancora pronto per un&#8217;implementazione su larga scala, benché in molti casi garantisca delle prestazioni superiori a GCC. Per il momento <a href="http://clang.llvm.org/">CLang</a> è disponibile esclusivamente su x86, x86_64 e ARM.</p>
<p>Via | <a href="http://www.phoronix.com/scan.php?page=news_item&#038;px=MTAxNjI">Phoronix</a></p>
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    <title type="html">Rilasciato Open64 5.0</title>
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    <id>http://www.ossblog.it/?p=8689</id>
    <author>
      <name>Giacomo Picchiarelli</name>
    </author>
    <published>2011-11-10T17:00:44+00:00</published>
    <updated>2011-11-10T17:00:44+00:00</updated>
    <dc:subject>gpl</dc:subject><dc:subject>programmazione</dc:subject><dc:subject>compilatore c c++</dc:subject><dc:subject>compilatore opn64</dc:subject><dc:subject>compilatori linux</dc:subject><dc:subject>gcc compiler</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Open64 è un compilatore open source, rilasciato sotto il nome di Pro64 nel 2000 e ribattezzato con la denominazione attuale nel 2002. Supporta linguaggi come Fortran 77/95 e C/C++, inclusa la[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/8689/rilasciato-open64-50"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/open64_01.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Open64" /><a href="http://www.open64.net/">Open64</a> è un compilatore <em>open source</em>, rilasciato sotto il nome di Pro64 nel 2000 e ribattezzato con la denominazione attuale nel 2002. Supporta linguaggi come Fortran 77/95 e C/C++, inclusa <a href="http://www.ossblog.it/post/8539/programmazione-parallela-con-openmp">la programmazione parallela</a> con OpenMP. </p>
<p>Open64 è stato progettato per compilare i programmi su processori MIPS, ma dopo molti anni è diventato un&#8217;ottima alternativa per diverse architetture. Attualmente è noto anche per l&#8217;efficienza del codice prodotto in architetture IA-64, CISC, RISC, x86 e ARM. Le sue caratteristiche consentono di condurre ottimizzazioni di vario genere, oltre ad analisi inter-procedurali, analisi delle dipendenze e analisi del flusso dei dati.</p>
<p>Allo sviluppo di questo compilatore partecipano molte aziende, diversi istituti universitari e di ricerca. AMD considera Open64 come la principale alternativa a GCC, fornendo un importante supporto al suo sviluppo. In questa release, infatti, sono presenti miglioramenti per la generazione di codice per AVX, SSE e il set di istruzioni FMA. Il tutto per fornire un importante vantaggio per i futuri processori con architettura Bulldozer.</p>
 <p>
Anche l&#8217;architettura IA-64 beneficia di un supporto privilegiato in Open64 5.0: le performance in virgola mobile sono state nettamente migliorate, gestione dei vettori incluse. Solitamente il codice prodotto da questo compilatore risulta più veloce, grazie agli accorgimenti utilizzati per la generazione di codice specifico. In ogni caso sono i processori AMD a registrare le migliori prestazioni rispetto a GCC, vista anche la partecipazione diretta della società.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;aspetto delle licenze, Open64 viene rilasciato con la seconda versione della General Public License (GPL). Come tutti sappiamo, GCC utilizza la versione 3. Di sicuro Open64 non è famoso come GCC, ma ha alle spalle diversi anni di sviluppo e una attenzione alla generazione di codice ottimizzato molto elevata.</p>
<p>Via | <a href="http://www.phoronix.com/scan.php?page=news_item&#038;px=MTAxMzg">Phoronix</a></p>
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    <title type="html">Eclipse ha realizzato Xtend, un linguaggio creato per estendere Java</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/8647/eclipse-ha-realizzato-xtend-un-linguaggio-creato-per-estendere-java" />
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2011-11-07T10:00:31+00:00</published>
    <updated>2011-11-07T10:00:31+00:00</updated>
    <dc:subject>java</dc:subject><dc:subject>programmazione</dc:subject><dc:subject>ambienti di sviluppo</dc:subject><dc:subject>estensioni dei linguaggi</dc:subject><dc:subject>programmazione in java</dc:subject><dc:subject>sviluppo sul web</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Xtend è un nuovo linguaggio di programmazione, l&amp;#8217;ennesimo, realizzato da Eclipse per estendere le funzionalità di Java. Anzi, per evitare di sostituirlo: le premesse della fondazione sono[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/8647/eclipse-ha-realizzato-xtend-un-linguaggio-creato-per-estendere-java"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/xtend.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Xtend" /><a href="www.eclipse.org/Xtext/xtend/">Xtend</a> è un nuovo linguaggio di programmazione, l&#8217;ennesimo, realizzato da Eclipse per estendere le funzionalità di Java. Anzi, per evitare di sostituirlo: le premesse della fondazione sono confuse. Sembra che Eclipse debba giustificarsi per lo sviluppo di Xtend con la base degli estimatori di Java e il perché è facilmente intuibile.</p>
<p>Eclipse non intende “rimpiazzare” Java, però sostiene che Xtend sia più leggibile e possa colmarne le lacune. Insomma, risolvere i problemi di Java. Xtend consiste d’una serie di <em>plugin</em> per l’ambiente di sviluppo in Java di Eclipse, del quale mantiene tutte le caratteristiche: ne semplifica la sintassi, riducendo il codice prodotto.</p>
<p>È «uno strato sottile» che lavora al di sopra del Java Development Kit (JDK) per rendere più naturale la programmazione. Ad esempio, Xtend riduce le ridondanze nella sintassi degli oggetti. Il linguaggio è stato creato con <a href="http://www.eclipse.org/Xtext/">Xtext</a>, un <em>framework</em> di Eclipse per controllare l’intero ciclo di sviluppo d’un Domain-Specific Language (DSL).</p>
<p>Via | <a href="http://www.theregister.co.uk/2011/11/06/eclipse_extends_java/">The Register</a></p>
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