
Francois Tigeot, utente attivo nella comunità DragonflyBSD, ha pubblicato in mailing list alcuni risultati interessanti che hanno per oggetto le prestazioni di DragonFlyBSD. Il test consiste nel ruolo di server di database con PostgreSQL 9.1. Il confronto è stato effettuato con FreeBSD 9.0-RC1. Una cosa in famiglia, dunque.
Lo sviluppo di DragonFlyBSD 2.12 è stato momentaneamente posto sotto revisione, rallentandone il rilascio, al fine di trattare alcune problematiche che affliggevano il sistema da molto tempo. I cambiamenti apportati sembrano avere effetto, il token MP e altri aggiustamenti stanno consentendo un recupero netto sul fronte scalabilità.
I test effettuati da Tigeot denotano una superiorità costante di FreeBSD9, ma anche un miglioramento di quasi il doppio per DragonFlyBSD rispetto alle versioni precedenti. Peccato per qualche crash avvenuto sui picchi del carico di lavoro. Ovviamente non è un test esaustivo, ma le prestazioni di un server di database, espresse in transazioni al secondo, sono un’applicazione tipica dei due sistemi. Si tratta di un benchmark comunque indicativo e ci mostra che l’apprendista si sta avvicinando al maestro.
Tendenza rilanciata anche da un test più “futuristico”, rispetto al precedente, dove FreeBSD-10 e DragonFlyBSD 2.13 si scontrano a colpi di PostgreSQL9.2-dev. Il risultato è di sostanziale parità. Davvero un risultato non scontato, che comunque richiederà delle conferme al momento dei rilasci stabili. Staremo a vedere.
Via | OSNews

Si avvicina il rilascio stabile di PostgreSQL 9.1 ed è il momento di una release candidate che corregge gli errori noti dalla versione Beta 3. Al momento non è fissata una data per il rilascio della versione 9.1, ma gli obiettivi da raggiungere sono chiari: miglioramenti per la replicazione asincrona, supporto a foreign tables, miglioramenti per la sicurezza grazie al supporto per SELinux e ciò che ritengo più importante l’implementazione di un vero livello di isolamento “serializzabile“.
PostgreSQL è un ORDBMS open source e multipiattaforma, rilasciato sotto licenza BSD, che vanta quasi 15 anni di sviluppo (oltre che svariati riconoscimenti) ed ha fatto della sua aderenza agli standard, della sua riconosciuta stabilità e della programmabilità alcuni dei suoi punti di forza.
Nonostante tutto risulta essere ancora una scelta di nicchia nel panorama dei DBMS, credo che probabilmente con la protratta crisi economica e considerando che molte delle caratteristiche dei DBMS commerciali in PostgreSQL sono a costo zero, la sua fetta di mercato non potrà che crescere.

Il proliferare di eventi dedicati all’uso dell’Open nelle P.A. italiane dimostra il crescente interesse di molti enti pubblici nelle comunità. Nel solo mese di Novembre si sono tenuti due convegni patrocinati da PloneGov Italia dedicati a presentare i risultati già conseguiti dalle pubbliche amministrazioni in tema di software Open.
Negli anni ‘70 e ‘80 gli investimenti pubblici erano dedicati all’acquisizione di licenze commerciali e allo sviluppo di software verticale, gestito separatamente da ogni singolo ente. Le varie crisi economiche succedutesi negli anni ‘90 hanno costretto le P.A. a ridurre i budget dedicati all’informatica ed aprirsi al mercato dell’outsourcing. Ma così il personale della P.A. si è ridotto ad essere mero amministratore del sistema informativo pubblico, soccombendo alla perdita del know how.
Dal 2005 la situazione si è invertita, con l’adozione di software Open. Grazie all’Open le amministrazioni locali possono contare nel lavoro offerto da intere comunità di programmatori professionali, e si possono concentrare nelle personalizzazioni del software. Le stesse verticalizzazioni saranno poi riutilizzabili a costo zero da altre pubbliche amministrazioni, con il conseguente risparmio per il contribuente.
Continua a leggere: P.A. e Open Software: i primi risultati.

PostgreSQL è stato scelto come il nuovo motore per la Caisse Nationale d’Allocations Familiales (CNAF), la previdenza sociale, francese.
Il database open source è subentrato ad un’alternativa proprietaria della CNAF che nello scorso 2009 ha gestito 69 miliardi di euro francesi distribuiti a 11 milioni di cittadini. Secondo le stime di Bull, l’azienda informatica che cura l’assistenza, ogni giorno vengono effettuate quasi un miliardo di query SQL.
La scelta è ricaduta su PostgreSQL per la disponibilità dei sorgenti e per le sue qualità tecniche senza dimenticare le prestazioni e la stabilità del software. Ora i francesi possono vantarsi di avere un sistema più veloce, efficiente e persino più economico. La migrazione è stata molto lunga, in 18 mesi sono stati convertiti 168 database per un totale di 4 TB di dati. Ora viene anche utilizzato Nagios per il monitoraggio dei sistemi.
Via | Osor

TOra è un’interfaccia grafica multi-piattaforma per la gestione dei database.
Attraverso QT4 vi potrete collegare direttamente a basi di dati gestite con PostgreSQL e MySQL, mentre per tutti gli altri server dovrete passare attraverso ODBC. Oltre a darvi la possibilità di visualizzare i dati e lo schema del DB a cui siete connessi sono anche disponibili alcuni strumenti più evoluti come rollback segment monitor, instance manager, editor e debugger PL/SQL.
TOra è già disponibile per molte distribuzioni, ma potrete compilarlo per tutti i maggiori sistemi operativi.
Via | ToraSQL

Dopo 5 anni di sviluppo è finalmente arrivato PostgreSQL 9.0.
Questa versione include molte novità come l’introduzione delle tecnologie Hot Standby e Streaming Replication che consentono ad uno slave una miglior replicazione e di rispondere alle query in modalità read-only in caso di down del master.
Per le stored procedure PL/Perl e PL/Python sono stati migliorati in molti modi ed è supportato anche Python3. Per chi usa Windows è disponibile finalmente la piena compatibilità con i 64bit. Per tutti i dettagli potete consultare le note di rilascio.
Via | PostgreSQL

Oracle ha spento i server che venivano utilizzati da PostgreSQL per testare le nuove patch su Solaris ed OpenSolaris.
Questi server consentono di scovare eventuali bug molto più velocemente perché eseguono tutti i test per ogni modifica apportata ai sorgenti. Uno strumento importantissimo per la stabilità del software sviluppato. Sun contribuiva mettendo a disposizione delle macchine, ma Oracle le ha spente senza nessun preavviso e senza commentare l’accaduto.
Questo comportamento probabilmente fa capire quanto l’azienda veda PostgreSQL come un concorrente per i suoi prodotti e non voglia aiutarlo in alcun modo. Scelta condivisibile, ma portata avanti senza alcun preavviso o comunicazione. L’ennesimo esempio che Oracle non vuole cammina sul sentiero tracciato dalla vecchia dirigenza Sun.
Via | ITNews

Ormai siamo arrivati alla seconda beta di PostgreSQL ed ormai dovremmo essere quasi arrivati alla versione finale. Potrebbe uscire ancora una beta al massimo prima della release stabile.
Le novità sono tante ed interessanti come vi avevamo già raccontato in occasione della prima beta. Nel caso voglia approfondire in anticipo e nel dettaglio tutte le novità che porterà questa versione potete sfogliare le slide presenti dopo il salto oppure consultare un elenco compatto.
In questi giorni a New York si sta tenendo il TechCrunch Disrupt 2010, una conferenza tecnica dedicata ai social media e alle nuove startup dal network omonimo, che terminerà soltanto domani: abbiamo già visto OpenLike v2 su Downloadblog.it, ma le idee presentate già nella prima giornata sono davvero troppe per essere elencate nella loro totalità. C’è però un progetto in particolare che merita attenzione: FluidDB.
Creato da Fluidinfo, un’azienda che è stata “fondata” formalmente solo ieri (grazie a un investimento di ca. $800.000 in venture capitalism dalle imprese sponsor dell’evento di NYC), FluidDB ambisce a diventare la Wikipedia dei database sfruttando tecnologie open source per generare dati rilevanti attraverso connessioni S2S da piattaforme esistenti: ad esempio, TunkRank estrapola informazioni dalle API di Twitter e le trasmette a FluidDB inserendole in una struttura personalizzata per le proprie esigenze.
In pratica i dati passano da un database all’altro attraverso le API dei rispettivi servizi: il dialogo con quelle di FluidDB consente di ristrutturare le informazioni per adeguarle all’uso che se ne vuole fare (TunkRank si occupa di statistiche su Twitter). Il vantaggio e lo svantaggio principali del nuovo database consistono nello stesso aspetto: i dati non sono “fisicamente” sul proprio server… bensì su quello di Fluidinfo, equipaggiato con Ubuntu e amministrato via Python su PostreSQL. Altre tecnologie in uso da FluidDB sono Twisted, Thrift, AMQP e Lucene.
Via | ReadWriteWeb

Dopo cinque anni di sviluppo dalla versione 8.0, siamo ormai vicini al rilascio di PostgreSQL 9.0.
La beta recentemente rilasciata è dotata di replicazione integrata usando le tecnologie Hot Standby e Streaming Replication.
Streaming Replication consente ad uno slave di rimanere connesso al server primario da cui riceve uno stream di record WAL (Write Ahead Log) nel momento in cui vengono generati anziché dover attendere la scrittura sul disco. Hot Standby consente la connessione ad un server che è in modalità recovery. In questa modalità il server potrà eseguire solo query a sola lettura. Quando il sistema tornerà normale non sarà necessario disconnettere gli utenti.
Le stored procedure ora si potranno scrivere in python 3, mentre quelle in perl utilizzeranno use strict e require. Per consultare tutte le modifiche apportate potete leggere le note di rilascio.
Via | PostgreSQL