
No, purtroppo non è uno scherzo, ma il messaggio che vuole far passare una lobby statunitense legata al copyright.
In pratica vorrebbero che chi usa o incoraggia l’uso di software FOSS fosse considerato un pirata vero e proprio o anche peggio. Addirittura la International Intellectual Property Alliance vorrebbero che stati come Indonesia, Brasile e India fossero inclusi nella lista “Special 301 watchlist” per il loro supporto ufficiale al software open source.
La lista identifica quegli stati che non si adeguano alle norme sui diritti intellettuali e viene utilizzata come forma di pressione perché far cambiare idea ai quei governi. Normalmente viene utilizzata per prodotti farmaceutici o contraffatti.
Continua a leggere: Usate software FOSS? Allora siete dei pirati!

Jacobsen è il programmatore che ha sviluppato il progetto Java Model Railroad Interface (JMRI) e rilasciato sotto licenza GPLv2.
Katzer ha incorporato il codice di JMRI nel suo software proprietario rimuovendo tutte le note di copyright. Il tribunale ha valutato che il lavoro di Jacobsen anche se distribuito gratuitamente aveva un evidente valore monetario e che la rimozione del copyright era una violazione del DMCA.
La corte non ha inferto una multa pecuniaria nei confronti di Katzer, ma quest’ultimo ha si è accordato per terminare la disputa legale impegnandosi a pagare 100 mila dollari nei prossimi 18 mesi ed a smettere di usare il codice di JMRI. Una bella vittoria contro chi si approfitta del software open source.
Foto | Kecko
Via | ConsortiumInfo

Mike Melanson, capo progetto per portare flash player su linux, ha iniziato una battaglia contro le api per l’accelerazione video sotto linux.
Critiche che potrebbero avere anche un fondamento, ma portate da chi non ha mai dato segno di impegnarsi seriamente nello sviluppo sembrano più una scusa per dire che la colpa è di altri.
Melason ripete più volte che il player Flash è diverso dalle normali applicazioni video per Linux che devono solamente riprodurre filmati perché deve svolgere più lavoro rispetto a queste ultime come una conversione aggiuntiva YUI-RGB.

Rick Spencer di Canonical ha annunciato una modifica che riguarderà Firefox in Ubuntu 10.04.
Da quella versione il motore di ricerca predefinito cambierà da Google a Yahoo. Si tratta di un accordo per condividere i profitti stretto fra Yahoo e Canonical che spera in questo modo di incrementare i profitti grazie ai suoi utenti.
Ovviamente rimane la possibilità per tutti i riportare google come motore di ricerca predefinito o di scegliere quello che più si preferisce. Cosa ne pensate di questa scelta e soprattutto quale motore di ricerca utilizzerete?
Via | Phoronix

Se avete una macchina in configurazione multiboot linux/windows ed utilizzate grub potreste incorrere in problemi in caso di aggiornamento del sistema operativo con le finestre.
Se volete mettere sul computer qualcosa di più recente di Vista SP1, l’aggiornamento farà tutti i controlli del caso, inizierà ad installare i nuovi file e solo verso la fine emetterà un errore generico prima di ripristinare la situazione originale.
Recentemente si è scoperto che il problema si presenta solo se è presente Grub come boot loader. L’ennesimo giochetto di microsoft per complicare la vita di quegli utenti che vogliono usare i due sistemi operativi e non sono ancora così pratici da tenersi una copia del master boot record da parte.
Probabilmente se dedicassero più tempo a correggere i loro problemi di sicurezza non avrebbero bisogno di questi trucchi.
Via | ZdNet

Microsoft ha nominato Miguel de Icaza, Microsoft Most Valuable Professional.
Una scelta che non potrà che alimentare le critiche verso de Icaza e verso il progetto Mono da una parte della comunità open source. Le relazioni con Microsoft si sono fatte sempre più calde a partire dall’accordo con Novell.
Addirittura Moonlight, la sua implementazione di Silverlight, si è guadagnata l’apprezzamento di Redmond. De Icaza ha affermato che si tratta di una grande opportunità per costruire nuovi ponti con gli sviluppatori Windows e mostrare loro che c’è tutto un mondo nuovo.
Non so voi, ma a me sembra che non siano in molti a voler attraversare questi ponti. Cosa rispondereste e de Icaza?
Via | TechFlash
Cerco di prevenire eventuali flame specificando che non si tratta di un problema partitocratico: quanto predisposto dal Governo negli ultimi mesi del 2009 è in linea con ciò che aveva già previsto l’attuale opposizione nel 2007 (con l’On. Mussi come Ministro dell’Università e della Ricerca) — quindi la politica c’entra fino a un certo punto.
Eppure un rischio per l’istruzione pubblica italiana c’è, a prescindere dal fatto che a sottoscrivere l’ultimo accordo con Microsoft – nella circostanza – siano stati il Min. Gelmini e il Min. Brunetta: la querelle di Marco Fioretti risale a ottobre, ma è stata riportata (nella sua versione in inglese) nientemeno che da Linux Today soltanto ieri.
Le preoccupazioni di Marco, a prescindere da ciò che si pensi sull’operato del Governo, sono più che lecite: nonostante l’epilogo della vicenda che riguarda il lancio di Windows 7 e i browser installabili è impossibile non notare la differenza abissale con altri Paesi europei come l’Ungheria.
Quello che vedete è un estratto dell’intervista realizzata al CEO di Google Eric Schmidt.
In pratica si afferma che se non volete che si sappia qualcosa non dovreste assolutamente farla e che se volete questo tipo di privacy i motori di ricerca, compreso google, mantengono alcune informazioni utili per gli organi di polizia per un po’ di tempo citando, per esempio, il patriot act statunitense.
Parole che esprimono chiaramente la linea dell’azienda e che hanno spinto un direttore di Mozilla, Asa Dotzler, a scrivere un articolo in cui si consiglia di passare da Google a Bing perché quest’ultimo ha una migliore gestione della privacy.
Si stanno includendo le prima parti di codice nuovo per il prossimo kernel 2.6.33 e dopo un aggiornamento del DRM Linus ha chiesto come mai non fosse presente né del codice relativo al progetto Nouveau né qualcuno stesse spingendo per la sua inclusione.
Da qui la risposta che spiegava come gli sviluppatori non sono ancora sicuri della loro api e vogliono avere la libertà di cambiarla in futuro in caso di necessità, ma questo non sarebbe più permesso liberamente dopo l’inclusione nel kernel.
Linus non si è fatto attendere e nonostante le sue risposte non siano molto diplomatiche ha la capacità di far venire allo scoperto alcune incongruenze della comunità. In questo caso ha fatto una considerazione molto semplice:
Continua a leggere: Linus Torvalds, polemica con il progetto Nouveau
Con la versione di Fedora 12 è arrivata anche la possibilità, inizialmente non documentata, di installare software senza la richiesta di una password.
La possibilità è limitata agli utenti fisicamente davanti alla macchina e solo per installazione da repository firmati. Per cambiare quest’impostazione è necessario lanciare:
pklalockdown --lockdown org.freedesktop.packagekit.package-install
Comando destinato ad essere rimosso nelle prossime versioni di PolicyKit. Nella segnalazione del bug si è svolta un vero e proprio flame con disquisizioni su cosa fosse più o meno sicuro.