Se il supporto al boot di Ext4 è passato in sordina, il rilascio di GRUB 1.97 è destinato a modificare il bootloader predefinito delle prossime distribuzioni: si tratta dell’ennesima versione di avvicinamento alla release stabile di GRUB2 — già installabile su Jaunty Jackalope nella versione 1.96, la prima del trunk, e da domani in default su Karmic Koala.
Proprio il pieno supporto a Ext4 è tra le feature principali di questo rilascio, che “apre” anche al boot di XNU – il kernel di OS X – e ai drive che utilizzano GPT con EFI (integrandoli nella partizione di boot del BIOS). Altra caratteristica interessante è la possibilità di effettuare l’avvio dei kernel di FreeBSD, NetBSD e OpenBSD.
GRUB 1.97 utilizza i caratteri Unicode come codifica predefinita, aggiunge la compatibilità con IEEE 1275 (oltre a UDF per i supporti ottici e ad AFS) e sostituisce l’algoritmo di compressione LZMA a LZO. La lista completa delle feature è disponibile sul wiki ufficiale del progetto.
Via | It Runs Linux

Il primo novembre, a circa sei mesi dalla precedente uscita, gli sviluppatori hanno annunciato il rilascio di OpenBSD 4.4, nuova versione del noto sistema operativo basato sulla variante BSD di Unix.
Come indicato in maniera dettagliata nel changelog, si aplia il ventaglio delle piattaforme compatibili e dell’hardware supportato, viene incluso OpenSSH 5.1 e sono introdotti miglioramenti al codice, nuovi tools e funzionalità aggiuntive.
Con due sole vulnerabilità di sicurezza sfruttabili da remoto nell’installazione predefinita, OpenBSD si è guadagnato in circa dieci anni la fama di sistema operativo tra i più sicuri in circolazione. Tutte le informazioni sul progetto sono disponibili nel sito ufficiale, dove trovate anche le istruzioni su come effettuare l’installazione o aggiornare alla nuova versione.
Via | OSnews
Non usa mezzi termini Hugo Leisink per definire il proprio web server Hiawatha: “è il più sicuro in circolazione”.
Il programmatore olandese ha progettato Hiawatha avendo come primo obiettivo quello di renderlo inattaccabile attraverso un auditing maniacale del codice sorgente.
Oltretutto il web server è facilmente configurabile e molto leggero in termini di risorse occupate confrontato con Apache, descritto da Leisink come a “big fat cow” (una vacca grassa) e con un file di congurazione che mette paura.
Insomma se la sicurezza e la semplicità sono tutto per voi, Hiawatha è il vostro web server.
L’ultima release 5.9, rilasciata il 16 giugno, apporta nuove feature come l’implementazione dei metodi HTTP PUT e DELETE, la prevenzione da attacchi di tipo SQL injection e XSS oltre a correggere alcuni bug riscontrati.
Scaricabile in formato sorgente oppure sotto forma di binari per Debian, MacOS X e Windows.
Ricordo inoltre come l’ultima versione della distro Austrumi integri Hiawatha come web server di default.
[Via | Freshmeat]
BowlFish è un interessante progetto realizzato dall’italiano Daniele Mazzocchio che consente di creare una versione ridotta e customizzabile di OpenBSD installabile su “una scheda Compact Flash, attaccata tramite un adattatore USB o IDE”.
L’immagine creata pesa appena 25MB ma contiene tutti i software utili per l’utilizzo di OpenBSD come server/firewall/router (compresi ovviamente sshd, pf e bgpd) ed è ideale per l’installazione su schede della Soekris e in generale per sistemi embedded.
L’ultima versione rilasciata 1.4 è stata aggiornata alla versione 4.1 di OpenBSD.
Maggiori informazioni sull’installazione di BowlFish sono disponibili nella dettagliatissima Installation Guide.
Un nuovo concorrente si aggiunge alla lista dei software per la virtualizzazione. Dopo Vmware, Xen, OpenVZ, KVM ecco arrivare VirtualBox. Il software è prodotto dalla società InnoTek che ha deciso di rilasciarlo con licenza GPL, rendendolo con questa mossa appetibile anche per la comunità di sviluppatori.
Attualmente VirtualBox gira su host Windows e Linux a 32bit e consente l’installazione di molte tipologie di sistemi guest: Windows (NT 4.0, 2000, XP, Server 2003, Vista), DOS/Windows 3.x, Gnu/Linux (kernel 2.4 e 2.6), e OpenBSD.
A giudicare dagli screenshot l’interfaccia di creazione delle macchine virtuali sembra davvero molto semplice e simile a quella di Vmware.
[Via | LXer]
Il creatore di OpenBSD non ha usato mezzi termini per denunciare il comportamento di Intel nei confronti della comunità opensource definendo come “bugiardi” i vertici dell’azienda. In una lettera pubblicata su OpenBSD Journal de Raadt si è lamentato in primo luogo della mancanza di documentazione sui chip wireless Intel ma anche dei termini di licenza restrittivi con cui vengono distribuiti i firmware in formato binario non permettendone l’inclusione nel “sistema sicuro di default”.
Nonostante il lavoro di reverse engineering svolto da Damien Bergamini abbia permesso un porting su *BSD dei driver per Intel PRO/Wireless 2100/2200BG/2915ABG/3945ABG, Theo si è detto insoddisfatto del funzionamento di questi network adapter sotto OpenBSD affermando: “Wireless devices from most other vendors now work significantly better in the *BSD projects than the Intel drivers. That is because almost all the other vendors have been far more open than Intel, and because Damien (and friends) have worked very hard to do their best. Quite frankly, Intel has been a royal pain in the ass. Not to us, but to people who bought their devices.”.
Theo de Raadt ha quindi inviatato chiunque sia interessato a far rigare dritto Intel a scrivere una mail al responsabile d’area Majid Awad (majid.awad AT intel.com) chiedendo il rilascio di tutta la documentazione e le specifiche hardware relative ai propri wireless network adapter.
Nonostante i problemi finanziari Theo de Raadt e Ty Semaka se la cantano allegramente…o forse no. Come di consueto l’uscita della nuova versione 3.9 di OpenBSD è accompagnata da una colonna sonora a tema. Questa volta il titolo della canzone è “Blob” e narra la storia di Puffy (la mascotte di OpenBSD) contro il perfido Blob.
Quest’ultimo è una metafora di tutti quei vendor come Nvidia e Ati (solo per citarne due a caso) che rilasciano la versione binaria dei propri driver senza includere il codice sorgente. E il sarcasmo degli sviluppatori di OpenBSD è tutto per le distribuzioni Gnu/Linux colpevoli di utilizzare versioni binarie dei driver senza preoccuparsi dell’apertura del codice sorgente, condannando il mondo ad essere inghiottito dai Blob.
Nell’immagine che accompagna la canzone il pinguino viene completamente inglobato dal Blob e l’unica speranza è il prode Puffy…
Assolutamente da ascoltare la release song è disponibile in formato mp3 e ogg.
[Via: OpenBSD Journal]
Marco Peereboom su OpenBSD Journal ha lanciato l’allarme: i conti di OpenBSD sono in rosso. Negli ultimi 2 anni è stata registrata un perdita che in totale ammonta a 40.000 dollari. Di questo passo il raduno di sviluppatori noto come hackathon non potrà aver luogo nel 2007. Basti pensare che un hackathon di grandi dimensioni, come quello previsto tra due mesi a Calgary, costa la bellezza di 30.000 dollari. Purtroppo la vendita dei cd è in ribasso. Gli utilizzatori preferiscono prelevare OpenBSD utilizzando i server FTP piuttosto che acquistare i cd-rom. Ecco perchè è importante contribuire sia acquistando OpenBSD sia effettuando donazioni. Ma Theo de Raadt e Marco Peereboom hanno deciso di aprire le porte anche a sponsor che possano finanziare gli hackathon.
[Via: OpenBSD Journal]
Nuova versione di Fluxbox, uno tra i window manager più leggeri in circolazione basato su BlackBox. La versione 0.9.15 contrassegnata come development version è tuttavia abbastanza stabile da essere utilizzata senza problemi ed è un ulteriore passo avanti verso la release 1.0. Molti i miglioramenti e i bug corretti riportati nel changelog.
Disponibile in formato sorgente sotto forma di archivio tar.gz oppure pacchettizzato per le maggiori distribuzioni Linux oltre che per OpenBSD e NetBSD.
Il rilascio della versione 3.9 di OpenBSD è imminente e le prenotazioni per i cd-rom contenenti il sistema operativo sono già iniziate. Non c’è momento migliore quindi per ascoltare dalla viva voce di Theo De Raadt, al microfono di Report on Business Television, le ragioni del successo di OpenBSD, il modello di sviluppo e di business applicato.
[Via: OpenBSD Journal]