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Open Source

Mozilla ha annunciato la disponibilità della propria licenza MPL 2.0

pubblicato da Federico Moretti in: Open Source Mozilla

Mozilla FoundationLa Mozilla Public License (MPL) 2.0 è stata annunciata ieri. È un significativo aggiornamento della MPL 1.1, la licenza adottata da Firefox e dagli altri prodotti distribuiti dalla Mozilla Foundation. Come la precedente, la MPL 2.0 è compatibile con la GPL: è considerata una licenza del free software dalla Free Software Foundation.

La transizione dalla MPL 1.1 alla MPL 2.0, per i progetti di Mozilla, non è immediata: tutti i dettagli saranno specificati in seguito dalla fondazione. La licenza ha fatto tesoro dell’esperienza maturata nei dieci anni d’applicazione delle prime versioni ed è stata resa più chiara, semplice e – soprattutto – corta delle precedenti.

Oltre alla compatibilità con la GPL, la MPL 2.0 garantisce quella con le licenze di Apache. Nel processo di revisione sono stati coinvolti dei giuristi che hanno cercato d’adattare i termini alle leggi dei Paesi esterni agli Stati Uniti. Nei prossimi giorni, dovrebbe essere pubblicata una traduzione per la documentazione ufficiale.

Via | Mozilla

Cinnamon: apre la pagina ufficiale e arriva la versione 1.1.2

pubblicato da Gusions in: Open Source



Cinnamon, il fork di Gnome Shell ad opera di Clement Lefebvre, project leader di Linux Mint è sicuramente uno degli argomenti più caldi di questa fine d’anno. Negli ultimi giorni il progetto ha ricevuto una scossa che ha portato una ventata di novità, ad iniziare dal lancio di un portale su linuxmint.com dedicato per terminare con il rilascio della versione 1.1.2, già inserita nei repository ufficiali di Lisa.

Il portale dedicato a questo progetto ci spiega qualcosa in più riguardo questo interessante progetto e ci annuncia l’arrivo della versione 1.1.2. Questa versione, già con un numero di release piuttosto avanti, nonostante si tratti di un progetto nuovissimo, risulta essere già un ottimo prodotto. Tra le novità dell’ultimo rilascio ad opera di Lefebvre, oltre a delle correzioni che riguardano tweak grafici e performace in primis, troviamo inoltre il tanto atteso pacchetto cinnamon-session, che ci da la possibilità di avviare cinnamon direttamente da LightDM o GDM.

All’interno del nuovo portale dedicato a Cinnamon, nella pagina Download, troviamo tutte le istruzioni per installare il nostro nuovo DE sia su Linux Mint, Ubuntu Oneiric Ocelot e Debian Unstable. Sempre all’interno della stessa pagina abbiamo la possibilità di scaricare i sorgenti delle varie versioni ed accedere al repository GitHub.

Via | Cinnamon

Arriva un interessante aggiornamento per Qupzilla lo rende un vero e proprio browser moderno

pubblicato da Gusions in: Open Source



Qupzilla è un interessante browser web scritto in Qt, multipiattaforma, che ci offre numerose features insieme ad un’ottima user experience ed un limitato consumo di risorse. Questo interessante browser è sviluppato da David Rosca che ha saputo creare un browser web davvero fantastico.

Le features di Qupzilla possono essere equiparate a quelle dei più blasonati Mozilla Firefox e Google Chrome, infatti troviamo una perfetta integrazione col sistema, il supporto ad Adblock, il supporto ai bookmarks, un feed rss, la modalità speed dial, la modalità incognito, la possibilità di personalizzarne la GUI e la possibilità di importare i bookmarks di Firefox e Chrome.

Possiamo trovare ulteriori informazioni riguardo questo nuovo ed interessantissimo web browser sul sito ufficiale; inoltre, per gli utenti Ubuntu e derivate è stato messo a disposizione un PPA che ci permette di avere sempre l’ultima release semplicemente aggiornando il sistema.

Via | OMG Ubuntu!

MITx, l’istruzione “aperta” al Massachusetts Institute of Technology

pubblicato da Federico Moretti in: Open Source Internet

Massachusetts Institute of Technology (MIT)

Il popolare Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston attiverà, in primavera, una nuova stagione di corsi open source: MITx non sarà una piattaforma di e–learning via Open Educational Resource (OER). Sarà un programma di lezioni, tenute da professori e ricercatori del MIT, aperte alla partecipazione di chiunque sul web.

È un ulteriore salto di qualità per la libera circolazione delle idee e l’accesso alla cultura. Il MIT s’appresta a diventare il primo ateneo a portare sul web, gratuitamente e per tutti, le lezioni dei propri insegnanti. MITx non potrà sostituire la regolare frequenza ai corsi e non permetterà di conseguire un diploma riconosciuto.

Tuttavia, è un passo importante per il futuro dell’università: l’istruzione esce finalmente dalle mura degli atenei per approdare sul web. Il MIT prevedeva già una raccolta di OER su OpenCourseWare, ma MITx sfrutterà la stessa piattaforma per i contenuti normalmente fruibili soltanto dagli studenti. Sotto delle licenze open source.

Via | CNet News

Juk: un leggero riproduttore musicale per KDE

pubblicato da Gusions in: Open Source



Juk è un riproduttore musicale davvero leggero per il desktop KDE, che dopo un periodo di pausa è tornato ad aggiornarsi, inoltre questo è disponibile anche nei repository delle più grandi distribuzioni.

Questo interessante prodotto orientato a chi cerca un riproduttore musicale leggero a discapito delle features, scritto in QT, risulta essere una vera e propria alternativa al più blasonato Amarok. Tra i pregi di Juk, oltre al ridotto consumo di memoria, troviamo infatti il supporto allo scrobbling di Last.Fm, la possibilità di personalizzare l’interfaccia grafica a nostro piacimento, la possibilità di aggiungere dei tag alle nostre canzoni ed infine troviamo l’integrazione con MusicBrainz.

Possiamo trovare maggiori informazioni riguardo Juk nel sito ufficiale del progetto e possiamo installarlo su quasi tutte le più grandi distribuzioni GNU/Linux tramite il relativo gestore di pacchetti. Su Kubuntu sarà sufficiente aprire il Muon Software Center e cercare Juk.

Via | Omg Ubuntu!

Rilasciato kmod1, un nuovo modo per gestire i moduli del kernel

pubblicato da Giacomo Picchiarelli in: Open Source Linux

Tux Lo scopo di libkmod è quello di fornire una maggiore granularità nella gestione dei moduli del kernel. Poter effettuare l’inserimento e la rimozione dei moduli con poche righe di codice C è una modalità di gestione estremamente potente. Il suo successo sarebbe un risultato importante nell’ambito dello sviluppo di basso livello. Inoltre il rilascio di kmod colma una delle lacune presenti nella “lista dei desideri“.

Siamo solamente alla prima versione, è quindi troppo presto per fornire un giudizio completo ma, a mio parere, gli elementi per un grande successo ci sono tutti. Ad esempio è gia possibile rimuovere ed aggiungere moduli, ricavare la lista di quelli caricati, estrarre informazioni quali initstate, refcount, holders, sections, address e persino filtrare l’elenco con l’ausilio della blacklist. Il tutto senza utilizzare programmi esterni.

Un classico utilizzo di questa API potrebbe essere un udev modificato. Udev legge i dati per verificare l’hardware a disposizione e tenta di caricare i moduli necessari. Questo si trasforma in centinaia di chiamate al programma esterno modprobe, e in molti casi, la chiamata determina solo che il caricamento del modulo è già avvenuto o magari era già compilato nel kernel. Di sicuro la latenza e l’occupazione di memoria verrebbero diminuite sensibilmente.

Via | Politreco

Rilasciato qooxdoo 1.6

pubblicato da Giacomo Picchiarelli in: Open Source Javascript


Il framework JavaScript qooxdoo arriva alla versione 1.6. qooxdoo è un progetto vecchio di circa 7 anni, arrivato ad una stabilità sufficiente per la produzione solamente nel 2009 (versione 1.0). Di fatto questo framework realizza un tavolo di progettazione per applicazioni RIA e interfacce orientate a una esperienza utente avanzata, sia per applicazioni web che offline.

Oltre alla normale routine di correzione errori, gli sviluppatori hanno implementato una funzionalità sperimentale che rispetta le regole REST (Representational State Transfer). Un’interessante tecnologia che consente una generalizzazione delle risorse e delle fonti di informazione in ambiti ipertestuali distribuiti. REST consentirà agli sviluppatori di beneficiare di una maggiore scalabilità con una complessità mediamente inferiore.

Le interfacce realizzate con qooxdoo sono molto simili a quelle desktop. Questo sta a dimostrare il tentativo di unire le tecnologie web con la normale programmazione a finestre. Nonostante il lungo percorso di sviluppo, qooxdoo rimane concettualmente all’avanguardia: qui il codice JavaScript genera tag HTML. Una prospettiva interessante che sfrutta pienamente la potenza della tecnologia JavaScript.

Il framework è eseguibile su diversi ambienti di runtime: Node.js, Rhino, Chrome, Firefox, Internet Explorer, Android e iOS. Non è richiesta la presenza di plugin aggiuntivi. A mio avviso è uno dei più interessanti e sorprendenti framework JavaScript attualmente esistenti. Decisamente trascurato.

Via | XtremeOpenSource

Red Hat mette in campo le tecnologie Gluster

pubblicato da Giacomo Picchiarelli in: Red-Hat Open Source

Red Hat Logo Circa due mesi fa, la notizia dell’acquisizione di Gluster da parte di Red Hat aveva posto l’attenzione sulle nuove tecnologie per l’ottimizzazione in ambito storage. Razionalizzare ed abbattere i costi, queste sono le priorità per la società del “cappello rosso”. In questo senso, anche il rilascio di RHEL 6.2 ha denotato questa chiara vocazione.

Ciò che colpisce è la rapidità con la quale sono state pacchettizzate le tecnologie acquisite. Il risultato è Red Hat Appliance Storage Software, composto da RHEL e GlusterFS confezionati insieme. Sebbene RH stia spendendo molte energie per lo sviluppo di GlusterFS 3.3, attualmente la versione 3.2 è considerata stabile ed è quindi stata immediatamente impiegata con RHEL6.1. Scelta conservativa, che costa in termini di capacità. Ma a questo stadio è del tutto ragionevole.

Gli ingegneri sono andati sul sicuro: la soluzione RHEL 6.1 più GlusterFS 3.2 è stata ampiamente testata e certificata su determinate configurazioni hardware, preferendo la solidità a discapito della capacità. Appliance Storage Software dispone di un enorme potenziale, vista la sua propensione per lo storage non strutturato, unito a prestazione ed affidabilità.

Via | Linux Today

VideoLAN e la riproduzione di Blu–ray Disc tra le difficoltà del DRM

pubblicato da Federico Moretti in: Open Source Video

Blu–ray DiscVideoLAN ha annunciato nei giorni scorsi la disponibilità della versione 0.21 di libbluray 0.21 e della versione 0.30 di libaacs (sviluppata da Doom9): entrambe concorrono alla riproduzione di Blu–ray Disc con le applicazioni open source. Ad esempio, le librerie sono presenti in MPlayer, XBMC e ovviamente VLC — il player ufficiale.

La prima implementazione delle librerie, infatti, risale proprio alle nightly build di VLC: ne avevamo già accennato parlando del PPA su Launchpad per Ubuntu. Se libbluray è del tutto indipendente, libaacs richiede il possesso delle chiavi originali del sistema AACS o BD+ per abilitare la riproduzione. Insomma, il problema è il DRM.

Per motivazioni legali facilmente comprensibili, VideoLAN non permette la corruzione dei sistemi per il Digital Rights Management (DRM) con libbluray e libaacs. Purtroppo, però, questo comporta enormi limiti alla riproduzione di Blu–ray. Il formato è in fase d’affermazione e pressoché tutti i supporti richiedono l’utilizzo del DRM.

Via | Phoronix

GNOME 3 - Sotto il vestito molto: un talk a Firenze di Cosimo Garcia Lopez

pubblicato da Gusions in: Open Source


GNOME 3 è sicuramente uno degli argomenti più discussi di questo 2011 e continuerà ad esserlo visto le mille novità che il team sforna giornalmente. Il 19 Dicembre, presso l’Aula 108 Centro Didattico Morgagni, Cosimo Garcia Lòpez terrà un talk dal titolo “GNOME 3 versus the World”.

Lo sviluppatore Red Hat, durante il suo talk analizzerà il nuovo prodotto del team di GNOME, lo confronterà col “vecchio” GNOME 2.X, analizzerà il rapporto con utenti e distribuzioni e parlerà del futuro di uno dei desktop più amati di sempre. A seguito di questo interessante talk seguirà una sessione di hacking su GNOME.

L’evento è organizzato dal LILiK, Laboratorio di Informatica Libera del Kollettivo di ingegneria “Filo da Torcere”, con il contributo dell’Università degli studi di Firenze. L’evento sicuramente sarà da non perdere visto lo spessore dell’ospite, sarà interessante conoscere le opinioni di chi lavora a GNOME, chi vede i prodotto da diverse prospettive. Attualmente non è stato specificato se ci sarà la possibilità di seguire in streaming l’evento.

Via | LILiK