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  <title>Ossblog.it</title>
  <subtitle>Programmi free: scopri il mondo dell'Open Source</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[2005-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-05-21T06:28:07+00:00</updated>
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    <title type="html">Rilasciato nginx 1.2.0, il secondo web server più utilizzato</title>
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      <name>Giacomo Picchiarelli</name>
    </author>
    <published>2012-04-26T11:00:51+00:00</published>
    <updated>2012-04-26T11:00:51+00:00</updated>
    <dc:subject>bsd</dc:subject><dc:subject>open-source</dc:subject><dc:subject>cc</dc:subject><dc:subject>alternative apache</dc:subject><dc:subject>lemp vs lamp</dc:subject><dc:subject>nginx php</dc:subject><dc:subject>nginx vs apache</dc:subject><dc:subject>nginx web server</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Appena tre giorni fa è stata rilasciata la versione 1.2.0 di NGINX (engine x), il web e reverse/mail proxy server, creato da Igor Sysoev. Sono passati sette anni dal rilascio iniziale e mese dopo mese[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9869/rilasciato-nginx-120-il-secondo-web-server-piu-utilizzato"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/800pxNginxlogo.svg.png" class="post" border="0" width="586" height="127" alt="" /><br clear="all" /> </p>
<p>Appena tre giorni fa è stata rilasciata la versione 1.2.0 di NGINX (<em>engine x</em>), il web e reverse/mail proxy server, creato da Igor Sysoev. Sono passati sette anni dal rilascio iniziale e mese dopo mese continua a guadagnare terreno; secondo <a href="http://news.netcraft.com/archives/2012/04/04/april-2012-web-server-survey.html">Netcraft</a> la sua quota di mercato è di circa il 10%. Questo risultato ne fa il secondo web server più utilizzato.</p>
<p>Di fatto si sta trasformando nella <em>killer app</em> dei web server, tanto che compagnie come Hulu, Facebook e Automattic (per wordpress.com) lo utilizzano per le sue eccellenti doti di scalabilità, stabilità e gestione di carichi molto elevati. C&#8217;è da sottolineare che nginx non è progettato per fornire il maggior numero di <em>features</em>, ma piuttosto per supportare un limitato insieme di caratteristiche con prestazioni di classe superiore e soprattutto con un ottimo grado di determinismo.  Caratteristica fondamentale per la progettazione di <em>data center</em>.</p>
<p>nginx è nato con l&#8217;intento di risolvere il problema <a href="http://www.kegel.com/c10k.html">C10K</a>, ossia poter servire 10000 client simultanei per ogni istanza server con un consumo di risorse veramente limitato. I confronti con installazioni Apache Web Server sono spesso imbarazzanti e questo è dovuto al diverso approccio utilizzato dai due. nginx ha adottato una strategia <strong>asincrona</strong> ad eventi,  che consente di scalare in maniera molto efficiente, evitando di replicare risorse ad ogni richiesta, come invece avviene per i server multi-processo o multi-thread.</p>
 <p>
La diffusione di nginx ha dato vita a <em>stack</em> alternativi al consueto LAMP, sostituendo la componente Apache per avere degli ambienti LEMP. A mio avviso la crescita di questo web server ha un&#8217;importanza che va molto oltre il semplice dato numerico, che se preso da solo sarebbe poco significativo rispetto ad una quota del 60% di Apache. La questione è il diverso paradigma utilizzato. Dopo anni di servizio, l&#8217;approccio tradizionale sembra perdere terreno, in particolar modo nelle applicazioni <em>mission critical</em>. Inoltre questo modello sembra prendere piede anche in altre aree e la presenza di Node.js ne è un esempio.</p>
<p>Sulla stessa scia, c&#8217;è da sorvegliare anche l&#8217;andamento di <a href="http://www.lighttpd.net/">lighttpd</a> che per ora si attesta al 1,2% ma che può vantare &#8220;clienti&#8221; del calibro di YouTube, Wikipedia e meebo. La conclusione di tutto ciò è l&#8217;affermarsi di una risposta efficace e soprattutto efficiente alla sfida più grande dell&#8217;attuale Internet: i carichi esponenziali. E la fondazione Apache farebbe bene a prendere provvedimenti.</p>
<p>Via | <a href="http://nginx.org/en/CHANGES">NGINX</a></p>
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    <title type="html">Molti progetti della Free Software Foundation sono tuttora in stallo</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-04-23T11:00:43+00:00</published>
    <updated>2012-04-23T11:00:43+00:00</updated>
    <dc:subject>open-source</dc:subject><dc:subject>polemiche</dc:subject><dc:subject>adobe flash</dc:subject><dc:subject>oracle forms</dc:subject><dc:subject>skype</dc:subject><dc:subject>uefi</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Come si può definire lo stato dei progetti ad alta priorità della Free Software Foundation (FSF)? È «triste», secondo Michael Larabel di Phoronix. Una constatazione difficilmente criticabile,[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9857/molti-progetti-della-free-software-foundation-sono-tuttora-in-stallo"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/freesoftwarefoundation.jpg" class="post" border="0" width="586" height="195" alt="Free Software Foundation" /><br clear="all" /></p>
<p>Come si può definire lo stato dei progetti ad alta priorità della Free Software Foundation (<a href="http://www.fsf.org/">FSF</a>)? È «triste», secondo Michael Larabel di <a href="http://www.phoronix.com/">Phoronix</a>. Una constatazione difficilmente criticabile, elencando le iniziative in stallo. Larabel ha descritto lo stato dell’arte per ogni singolo progetto — e il risultato è piuttosto disarmante.</p>
<p>Iniziando da <a href="http://www.gnu.org/software/gnash/">Gnash</a>, l’alternativa <em>open source</em> ad Adobe Flash, Larabel sottolinea lo stallo alla versione 7 del formato SWF: quest’ultimo ha raggiunto la versione 10, che sarà aggiornata col prossimo rilascio della Creative Suite (CS). Sebbene Lightspark abbia recentemente ottenuto <a href="http://www.ossblog.it/post/9807/lightspark-056-supporta-google-street-view-piu-alcuni-videogiochi">dei risultati entusiasmanti</a>, Gnash è ancora al palo.</p>
<p><a href="http://www.coreboot.org/">Coreboot</a>, invece, aveva promesso <a href="http://www.ossblog.it/post/9405/coreboot-inizia-a-sostituire-il-bios-per-lavvio-di-alcuni-portatili">dei grandi miglioramenti</a> sui <em>laptop</em> al FOSDEM 2012: i progressi sono stati in larga parte smentiti e <a href="http://www.ossblog.it/post/9755/google-contribuisce-a-coreboot-coi-sorgenti-realizzati-per-chrome-os">la novità più rilevante</a> è arrivata da Google, che lo vuole sui Chromebook. Larabel è scettico sulla possibilità di trovare Coreboot sui dispositivi in vendita. Mi accontenterei di poterlo installare.</p>
 <p>
Gli insuccessi più eclatanti riguardano la produzione di alternative “libere” a Skype e Final Cut. Se davvero esiste un antagonista del programma per il VoIP di Microsoft, questo è WebRTC di Google. Sull’editing non-lineare dei video le applicazioni si sprecano, ma nessuna ha raggiunto l’eccellenza: prima o poi arriverà Lightworks.</p>
<p>Il <em>cahier de doléances</em> continua, chiudendo coi successi ottenuti dalla FSF su RARv3, GNU PDF e <a href="http://civicrm.org/">CiviCRM</a>. Larabel è piuttosto duro, arrivando a domandarsi quanto la FSF abbia accumulato e come abbia investito i fondi raccolti in questi anni: elenca – a prescindere dalla boutade sull’economia – dei dati di fatto. La domanda è un’altra.</p>
<p>La FSF dovrebbe finanziare progetti alternativi a quelli proprietari per creare un business del <em>free software</em>, oppure offrire agli utenti delle opzioni “libere”? Personalmente, ritengo che non debba esistere una competizione sul mercato. Il business dell’<em>open source</em> è una cosa, il <em>free software</em> un’altra — e la FSF non è un’azienda.</p>
<p>Via | <a href="http://www.phoronix.com/scan.php?page=news_item&#038;px=MTA5MDk">Phoronix</a></p>
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    <title type="html">Linux Mint 13 si chiamerà Maya</title>
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    <id>http://www.ossblog.it/?p=9839</id>
    <author>
      <name>Marco Usai</name>
    </author>
    <published>2012-04-19T16:00:38+00:00</published>
    <updated>2012-04-19T16:00:38+00:00</updated>
    <dc:subject>open-source</dc:subject><dc:subject>linux mint maya</dc:subject><dc:subject>maya ubuntu</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Il team di Linux Mint con un post ufficiale sul proprio blog ha annunciato il codename della sua prossima release, la versione 13 che si chiamerà Maya. Nessuna allusione al più o meno atteso 2012 ma[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9839/linux-mint-13-si-chiamera-maya"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/mint_logo_01.png" class="post" border="0" align="left" width="250" height="187" alt="" /><br />
Il team di Linux Mint <a href="http://blog.linuxmint.com/?p=1974">con un post ufficiale</a> sul proprio blog ha annunciato il codename della sua prossima release, la versione 13 che si chiamerà Maya. Nessuna allusione al più o meno atteso 2012 ma bensì in relazione al nome della figlia di Clement Lefebvre, patron di Mint. </p>
<p>Linux Mint 13, o meglio Maya, verrà dovrebbe essere rilasciata alla fine di Maggio e dovrebbe rendere disponibile di default uno dei due ambienti desktop più in voga del momento: Cinnamon e MATE, il team deve ancora decidere anche se a mio parere si opterà per Cinnamon dato il grande lavoro che il team sta compiendo per renderlo un ottimo prodotto.</p>
<p>Appena un mese dopo il rilascio di Ubuntu 12.04 LTS, il team di Linux Mint è pronto a lanciare l&#8217;ennesima sfida alla distro più popolare del mercato GNU/Linux con una nuova versione con parecchi elementi &#8220;fatti in casa&#8221;. Linux Mint 13 sarà una versione con supporto a lungo termine (LTS) e come Ubuntu 12.04 verrà supportata fino al 2017.</p>
<p>Via | <a href="http://blog.linuxmint.com/?p=1974">Linux Mint</a></p>
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    <title type="html">Microsoft Open Technologies, Inc.: una sussidiaria per l’open source</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-04-13T10:00:40+00:00</published>
    <updated>2012-04-13T10:00:40+00:00</updated>
    <dc:subject>open-source</dc:subject><dc:subject>microsoft</dc:subject><dc:subject>cloud computing</dc:subject><dc:subject>codice sorgente</dc:subject><dc:subject>personalità giuridica</dc:subject><dc:subject>sistemi operativi</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Microsoft Open Technologies, Inc. è una nuova sussidiaria della multinazionale di Redmond. S’occuperà di gestire i progetti open source dell’azienda. La maggioranza di questi riguarda web e cloud[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9801/microsoft-open-technologies-inc-una-sussidiaria-per-lopen-source"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/microsoft.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Microsoft" />Microsoft Open Technologies, Inc. è una nuova sussidiaria della multinazionale di Redmond. S’occuperà di gestire i progetti <em>open source</em> dell’azienda. La maggioranza di questi riguarda web e <em>cloud computing</em>: dalla proposta del Do Not Track al World Wide Web Consortium (W3C), alla già prevista disponibilità di <a href="http://www.ossblog.it/post/9197/microsoft-permettera-lutilizzo-di-linux-su-windows-azure-dal-2012">Linux su Windows Azure</a>.</p>
<p>L’annuncio di Jean Paoli non contiene grandi dettagli. Si limita, piuttosto, a elencare le tecnologie <em>open source</em> utilizzate da Microsoft: cita, ad esempio, <a href="http://www.ossblog.it/post/7822/microsoft-e-joyent-portano-nodejs-su-windows-azure-e-server-2008-r2">il supporto a Node.js</a> in collaborazione con Joyent. Sarà interessante seguire gli sviluppi quanto a Organization for the Advancement of Structured Information Standards (<a href="http://www.oasis-open.org/">OASIS</a>).</p>
<p>Quest’ultima, espressamente citata da Paoli, è l’organizzazione che gestisce Open Document Format (ODF). Microsoft gli oppone Office Open XML (OOXML), come potrà risolvere il conflitto? Riguardo a Windows Phone, Paoli parla del supporto a <a href="http://phonegap.com/">PhoneGap</a>: il <em>framework</em> di sviluppo multi-piattaforma su HTML5, acquistato di recente da Adobe.</p>
<p>Via | <a href="http://blogs.technet.com/b/port25/archive/2012/04/12/announcing-one-more-way-microsoft-will-engage-with-the-open-source-and-standards-communities.aspx">Microsoft</a></p>
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    <title type="html">Skeltrack: giocare e controllare GNOME 3</title>
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    <author>
      <name>Marco Usai</name>
    </author>
    <published>2012-04-04T17:00:22+00:00</published>
    <updated>2012-04-04T17:00:22+00:00</updated>
    <dc:subject>open-source</dc:subject><dc:subject>gnome 3</dc:subject><dc:subject>gnome 3 control</dc:subject><dc:subject>gnome 3 gesture</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[La scorsa settimana, Igalia ha annunciato l&amp;#8217;arrivo di Skeltrack, un nuovo e davvero funzionale software che ci permetterà di gestire il nostro desktop GNOME tramite i movimenti delle braccia.[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9751/skeltrack-giocare-e-controllare-gnome-3"><![CDATA[<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/39660879?color=ffffff" width="586" height="343" frameborder="0" webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen></iframe></p>
<p>La scorsa settimana, Igalia <a href="http://www.joaquimrocha.com/2012/03/21/announcing-skeltrack/">ha annunciato</a> l&#8217;arrivo di Skeltrack, un nuovo e davvero funzionale software che ci permetterà di gestire il nostro desktop GNOME tramite i movimenti delle braccia. L&#8217;esperienza utente così diventa totale.</p>
<p>Nel video creato da Igalia, che possiamo vedere all&#8217;inizio del post, abbiamo una breve dimostrazione di come Skeltrack funzioni: essenzialmente abbiamo il riconoscimento dei vari gesti tramite Kinect o dispositivi compatibili e permette di controllare il mouse e di utilizzare alcune semplici banali gestures come il pinch-to-zoom.</p>
<p>Il software è solamente alla prima versione stabile, certamente le operazioni da compiere non sono moltissime, ma col tempo ci auguriamo che vengano introdotte nuove gesture ed ulteriori funzionalità. A Gennaio dell&#8217;anno scorso <a href="http://www.ossblog.it/post/7354/lenac-dimostra-luso-del-multi-touch-con-la-webcam-e-linput-visivo">avevamo visto</a> l&#8217;esperimento dell&#8217;ENAC, ma del progetto presentato non sono state più pubblicate alcune novità. Cosa ne pensate di Skeltrack?</p>
<p>Via | <a href="http://www.joaquimrocha.com/2012/04/03/controlling-gnome-3-with-your-hands/">Jaoquim Rocha&#8217;s Blog</a></p>
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    <title type="html">Svelato il nuovo wallpaper di default per Ubuntu 12.04</title>
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    <author>
      <name>Marco Usai</name>
    </author>
    <published>2012-04-03T11:00:49+00:00</published>
    <updated>2012-04-03T11:00:49+00:00</updated>
    <dc:subject>open-source</dc:subject><dc:subject>ubuntu 12.04 wallpaper</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Nelle scorse ore è stato svelato il wallpaper di default per la prossima versione di Ubuntu , la 12.04 LTS. Ad annunciare il wallpaper è il &amp;#8220;solito&amp;#8221; Otto Greenslade, former design[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9737/svelato-il-nuovo-wallpaper-di-default-per-ubuntu-1204"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/JoUxd.jpg" class="post" border="0" width="586" height="390" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Nelle scorse ore <a href="https://bugs.launchpad.net/ubuntu/+source/ubuntu-wallpapers/+bug/968399">è stato svelato</a> il wallpaper di default per la prossima versione di Ubuntu , la 12.04 LTS. Ad annunciare il wallpaper è il &#8220;solito&#8221; Otto Greenslade, former design di Canonical.</p>
<p>Come possiamo notare a primo impatto, il wallpaper in questione è una rivisitazione dei precedenti wallpaper con l&#8217;aggiunta di qualche texture ed un gioco di luci. La scelta di non rivoluzionare radicalmente il wallpaper di default è dovuta ad un semplice ma efficace progetto del team di design di Canonical: avere un wallpaper sempre molto simile, quasi familiare in modo da associare sempre all&#8217;immagine il wallpaper.</p>
<p>Sulla rete iniziano già a circolare le prime impressioni e le prime lamentele riguardo la ripetitività nello stile dei wallpaper. Voi che ne pensate di questo nuovo wallpaper e della filosofia adottata?</p>
<p>Via | <a href="http://iloveubuntu.net/ubuntu-1204s-default-wallpaper-published">I love Ubuntu</a></p>
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    <title type="html">Fedora e il supporto ARM, gli sviluppatori scelgono la cautela</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/9725/fedora-e-il-supporto-arm-gli-sviluppatori-scelgono-la-cautela" />
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    <author>
      <name>Giacomo Picchiarelli</name>
    </author>
    <published>2012-03-28T14:41:18+00:00</published>
    <updated>2012-03-28T14:41:18+00:00</updated>
    <dc:subject>fedora</dc:subject><dc:subject>red-hat</dc:subject><dc:subject>open-source</dc:subject><dc:subject>fedora arm</dc:subject><dc:subject>fedora arm support</dc:subject><dc:subject>fedora koji arm</dc:subject><dc:subject>fedora linux</dc:subject><dc:subject>fedora project</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Gli sviluppatori Fedora discutono su come implementare il supporto ARM. Nel thread aperto da Matthew Garrett viene posto il problema di determinare le condizioni entro le quali ritenere una piattaforma[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9725/fedora-e-il-supporto-arm-gli-sviluppatori-scelgono-la-cautela"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/fedora_03.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Fedora" /> Gli sviluppatori Fedora discutono su come implementare il supporto ARM. Nel thread aperto da Matthew Garrett viene posto il problema di determinare le condizioni entro le quali ritenere una piattaforma come primaria. Sembra che al momento ARM non verrà considerata alla pari di x86 e x86_64.</p>
<p>Più in dettaglio, la discussione ha avuto come punto focale la metrica e la qualità che sarebbero necessarie ad una architettura qualora venisse promossa allo status di &#8220;piattaforma primaria&#8221;. Attualmente se ARM venissa trattata come piattaforma primaria gli effetti sull&#8217;attuale flusso di lavoro interesserebbero diverse aree in termini di tempi di correzione <em>bug</em>, accesso all&#8217;hardware dedicato al testing e quantità di macchine disponibili per la compilazione. L&#8217;hardware attualmente a disposizione non consente di effettuare il passaggio senza incidere pesantemente sul lavoro di routine. Si sta quindi valutando un approccio che diminuisca la latenza e l&#8217;impatto sul ciclo di sviluppo principale. </p>
<p>Jon Brendan ha inoltre sottolineato la necessità di creare gli strumenti necessari per la correzione e la manutenzione dei pacchetti specifici per ARM. Quello che si deduce dalla discussione è la volontà di dare specifiche esatte per la promozione della piattaforma. Il sentimento generale è quello che non ha senso promuovere ARM se poi non potrà ricevere lo stesso trattamento delle altre architetture. L&#8217;integrazione deve essere totale.</p>
<p>Quindi se da un lato non sembra esserci lo stesso entusiasmo dimostrato da Canonical dall&#8217;altro si riconosce la necessità di seguire la tendenza ARM con i dovuti standard, senza compromessi. Nel frattempo i rilasci verranno effettuati modificando un flag di Koji e i <em>bug</em> critici non costituiranno motivi di ritardo per il rilascio ufficiale di Fedora.</p>
<p>Via | <a href="http://www.phoronix.com/scan.php?page=news_item&#038;px=MTA3ODA">Phoronix</a></p>
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    <title type="html">Cinnamon 1.4: prosegue lo sviluppo del DE di Mint</title>
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    <id>http://www.ossblog.it/?p=9669</id>
    <author>
      <name>Marco Usai</name>
    </author>
    <published>2012-03-15T09:00:22+00:00</published>
    <updated>2012-03-15T09:00:22+00:00</updated>
    <dc:subject>open-source</dc:subject><dc:subject>cinnamon</dc:subject><dc:subject>cinnaon linux mint</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Cinnamon, il famoso fork di Gnome Shell in stile GNOME 2 è stato aggiornato oggi alla versione 1.4. Questa nuova major release, porta con sé numerose novità e migliora di gran lunga[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9669/cinnamon-14-prosegue-lo-sviluppo-del-de-di-mint"><![CDATA[<p><object width="586" height="427">
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/sWuxiDDepus?version=3&amp;hl=it_IT"></param>
<param name="allowFullScreen" value="true"></param>
<param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/sWuxiDDepus?version=3&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="586" height="427" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Cinnamon, il famoso fork di Gnome Shell in stile GNOME 2 <a href="http://www.webupd8.org/2012/03/cinnamon-14-released-with-new-hot.html">è stato aggiornato</a> oggi alla versione 1.4. Questa nuova major release, porta con sé numerose novità e migliora di gran lunga l&#8217;esperienza utente di questo interessante DE. Le novità di questa versione sono visibili a primo impatto, infatti troviamo due diverse modalità di visualizzazione molto simili a quelle expò e scale viste su Compiz.</p>
<p>Altre modifiche riguardano: l&#8217;introduzione di una nuova modalità di modifica del pannello, la presenza di default di un nuovo applet per compiere alcune operazioni elementari come riavviare cinnamon, un nuovo software per modificare le voci del menu (fork di Alacarte) e l&#8217;introduzione del drag and drop per quel che riguarda l&#8217;aggiunta di elementi nel pannello. </p>
<p>Possiamo osservare Cinnamon 1.4 in azione nel video all&#8217;inizio del post. Lo sviluppo di questo prodotto, prosegue a gonfie vele e man mano che il tempo passa, diventa sempre più interessante. Non ci resta che stare a guardare come proseguirà lo sviluppo di Cinnamon, ad ora promette davvero bene.</p>
<p>Via | <a href="http://www.webupd8.org/2012/03/cinnamon-14-released-with-new-hot.html">WebUpd8</a></p>
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    <title type="html">Andreas Gal ha evidenziato il modello decisionale di Mozilla Project</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2012-03-13T10:00:15+00:00</published>
    <updated>2012-03-13T10:00:15+00:00</updated>
    <dc:subject>open-source</dc:subject><dc:subject>mozilla</dc:subject><dc:subject>consiglio d’amministrazione</dc:subject><dc:subject>contribuzione ai progetti</dc:subject><dc:subject>interventi decisionali</dc:subject><dc:subject>modelli di sviluppo</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Mozilla Corporation non ha alcuna influenza sulle decisioni dei membri di Mozilla Project: è la tesi sostenuta da Andreas Gal che difende la governance della fondazione e ne elogia i risultati. L’uomo[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9661/andreas-gal-ha-evidenziato-il-modello-decisionale-di-mozilla-project"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/mozillafoundation.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Mozilla Foundation" /><a href="http://www.mozilla.org/foundation/moco.html">Mozilla Corporation</a> non ha alcuna influenza sulle decisioni dei membri di <a href="http://www.mozilla.org/">Mozilla Project</a>: è la tesi sostenuta da Andreas Gal che difende la <em>governance</em> della fondazione e ne elogia i risultati. L’uomo a capo del progetto Boot to Gecko (B2G) ha utilizzato un recente dibattito sui <em>codec</em> per ribadire l’indipendenza degli sviluppatori.</p>
<p>In sintesi, Gal aveva espresso il proprio parere in merito al supporto di H.264: essendo un dipendente di MoCo, alcuni hanno pensato che si trattasse d’un intervento dall&#8217;alto, per condizionare le decisioni dei manutentori. Gal ha un doppio ruolo, in quanto responsabile di alcuni componenti per Firefox. Ma non ha un diritto di veto.</p>
<p>Soprattutto quando l’oggetto del contendere non rientra nelle sue mansioni: creatore di PDF.js e – nel tempo libero – attivo in un progetto per SWF su JavaScript, Gal non era coinvolto nel modulo di cui si discuteva. La sua opinione, a prescindere da MoCo, non ha un valore decisionale. Mozilla Project ribadisce la sua indipendenza.</p>
<p>Via | <a href="http://andreasgal.com/2012/03/12/mozilla-project-vs-mozilla-corporation/">Andreas Gal</a></p>
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    <title type="html">Brewtarget, un software per gestire la produzione casalinga di birra</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-03-13T08:00:49+00:00</published>
    <updated>2012-03-13T08:00:49+00:00</updated>
    <dc:subject>open-source</dc:subject><dc:subject>curiosita</dc:subject><dc:subject>bevande fai-da-te</dc:subject><dc:subject>birra fatta in casa</dc:subject><dc:subject>gestire le ricette</dc:subject><dc:subject>produzione casalinga</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Brewtarget è un’applicazione per gestire la produzione casalinga di birra, dalla scelta del grano al bicchiere. Lo sviluppo è iniziato nel 2008, quando Philip Lee ha deciso di scrivere un programma[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9659/brewtarget-un-software-per-gestire-la-produzione-casalinga-di-birra"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/brewtarget.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Brewtarget" /><a href="http://brewtarget.sourceforge.net/">Brewtarget</a> è un’applicazione per gestire la produzione casalinga di birra, dalla scelta del grano al bicchiere. Lo sviluppo è iniziato nel 2008, quando Philip Lee ha deciso di scrivere un programma dal principio anziché modificare QBrew cui Brewtarget s’ispira. È tuttora mantenuta e annovera diversi contributori. Utilizza C++ e Qt.</p>
<p>Il software è disponibile per Linux, Mac OS X, Windows e altri sistemi operativi UNIX-<em>like</em>. Lee, appassionato di birra e programmazione, è stato intervistato da Rikki Endsley per <a href="https://www.linux.com/">Linux.com</a>: oltre a fornire consigli sulle fonti da consultare, per imparare qualcosa sulla produzione, è intervenuto sugli ambienti di sviluppo utilizzati.</p>
<p>Nello specifico, Lee conferma la tesi degli sviluppatori di Nokia riguardo a <code>qmake</code>: Brewtarget è compilato con CMake e, un domani, potrebbe avvalersi di Qt Build Suite (QBS) — <a href="http://www.ossblog.it/post/9495/qt-build-suite-il-sostituto-ufficiale-di-qmake-per-i-progetti-in-qt">il nuovo strumento</a> ufficiale delle librerie. Brewtarget, intanto, passerà a SQLite con la prossima versione. Quattro anni di storia e 10.000 righe di codice.</p>
<p>Via | <a href="https://www.linux.com/learn/tutorials/553639:brewtarget-hop-into-beer-brewing-with-open-source">Linux.com</a></p>
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    <title type="html">NetBSD/xen disponibile per macchine SMP</title>
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      <name>Giacomo Picchiarelli</name>
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    <published>2012-03-08T11:44:29+00:00</published>
    <updated>2012-03-08T11:44:29+00:00</updated>
    <dc:subject>open-source</dc:subject><dc:subject>netbsd</dc:subject><dc:subject>netbsd 6.0</dc:subject><dc:subject>netbsd hacking</dc:subject><dc:subject>netbsd multi-processor machines</dc:subject><dc:subject>netbsd smp</dc:subject><dc:subject>netbsd xen</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Dopo 8 mesi di duro lavoro, il port di NetBSD per l&amp;#8217;hypervisor Xen è finalmente disponibile per piattaforme multi-processore. Il progetto appena completato è di sicuro un successo, vista la[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9637/netbsdxen-disponibile-per-macchine-smp"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/NetBSDlogo.jpg" class="post" border="0" width="586" height="104" alt="NetBSD" /></p>
<p>Dopo 8 mesi di duro lavoro, il port di NetBSD per l&#8217;<em>hypervisor</em> Xen è finalmente disponibile per piattaforme multi-processore. Il progetto appena completato è di sicuro un successo, vista la complessità dell&#8217;opera. Inoltre rappresenta una ulteriore conferma del lento, ma inesorabile percorso che sta portando il sistema nell&#8217;era SMP. Secondo gli standard, peraltro molto restrittivi degli sviluppatori NetBSD, il supporto a Xen viene considerato stabile sia per architettura i386 che amd64.</p>
<p>I frutti di questo progetto saranno inclusi nei kernel Xen DomU di <a href="http://www.ossblog.it/post/9409/netbsd-si-avvia-alla-fase-di-prerilascio-per-la-versione-60">NetBSD 6.0</a>, che saranno compilati con l&#8217;opzione <code>MULTIPROCESSOR</code> di default. Il connubio tra Xen e NetBSD risale al lontano 2004, quando Xen era alla sua <em>release</em> 1 e NetBSD era al rilascio 2.0. Ora anche l&#8217;ultimo limite verrà superato, consentendo una maggiore fruibilità del sistema in architetture più moderne.</p>
<p>A mio avviso sarà molto interessante seguire il percorso di sviluppo nei prossimi anni. Per ora il rilascio 6.0 si sta prefigurando come una importante tappa per rendere il sistema moderno, con benefici importanti sia per la scalabilità che per le prestazioni. Caratteristiche che potrebbero far aumentare la fetta dei fedelissimi utilizzatori di NetBSD.</p>
<p>Via | <a href="http://www.feyrer.de/NetBSD/bx/blosxom.cgi/index.front">hurbertf&#8217;s NetBSD Blog</a></p>
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    <title type="html">Cadnano, il software open source dei robot che distruggono il cancro</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2012-02-21T13:00:21+00:00</published>
    <updated>2012-02-21T13:00:21+00:00</updated>
    <dc:subject>open-source</dc:subject><dc:subject>curiosita</dc:subject><dc:subject>cellule cancerogene</dc:subject><dc:subject>composizione del dna</dc:subject><dc:subject>lotta contro i tumori</dc:subject><dc:subject>presidi medico-chirurgici</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Cadnano è una soluzione, disponibile su Mac OS X e Windows, realizzata dal Wyss Institute presso la Harvard University — per il cd. “DNA origami”. In sostanza, il software ricostruisce la[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9527/cadnano-il-software-open-source-dei-robot-che-distruggono-il-cancro"><![CDATA[<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/36880067?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0" width="586" height="328" frameborder="0" webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen></iframe></p>
<p><a href="http://cadnano.org/">Cadnano</a> è una soluzione, disponibile su Mac OS X e Windows, realizzata dal Wyss Institute presso la Harvard University — per il cd. “DNA origami”. In sostanza, il software ricostruisce la struttura delle cellule disegnandola al computer. Tutt’altro che un divertissement scientifico, Cadnano potrebbe aiutare a sconfiggere il cancro.</p>
<p>Scritto in Python e Qt, Cadnano può funzionare tranquillamente anche su Linux senza bisogno d’un <em>installer</em>. La Piattaforma è sia <em>open source</em>, sia <em>free software</em>, rilasciata con licenza MIT. Recentemente, il Wyss Institute ha associato Cadnano a dei nanorobot di nuova concezione capaci d’identificare e distruggere le cellule tumorali.</p>
<p>Qualora le cellule siano ancora sane, invece, questi nanorobot dovrebbero riuscire ad arrestare il processo di conversione, preservando i tessuti. Il meccanismo non è dei più semplici, per chi non avesse conoscenze mediche: tuttavia, chiunque può apprezzare il fatto che Cadnano – il software che lo renderà possibile – sia “libero”.</p>
<p>Via | <a href="http://www.nature.com/news/dna-robot-could-kill-cancer-cells-1.10047">Nature</a></p>
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    <title type="html">Sabayon 8, ecco un&#039;altra grande distro aggiornata!</title>
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    <author>
      <name>Marco Usai</name>
    </author>
    <published>2012-02-09T09:00:46+00:00</published>
    <updated>2012-02-09T09:00:46+00:00</updated>
    <dc:subject>distribuzioni</dc:subject><dc:subject>open-source</dc:subject><dc:subject>gentoo mod</dc:subject><dc:subject>sabayon</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[È finalmente arrivata, dopo un periodo d&amp;#8217;attesa Sabayon 8. Fabio Erculiani, ha rilasciato un aggiornamento di una delle distro GNU/Linux di maggior rilevanza per una buona fascia di[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9441/sabayon-8-ecco-unaltra-grande-distro-aggiornata"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/pressheader.png" class="post-h" border="0" width="432" height="144" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>È finalmente <a href="http://www.sabayon.org/release/press-release-sabayon-linux-8">arrivata</a>, dopo un periodo d&#8217;attesa Sabayon 8. Fabio Erculiani, ha rilasciato un aggiornamento di una delle distro GNU/Linux di maggior rilevanza per una buona fascia di utenti.</p>
<p>Sabayon, ad ogni rilascio porta con sé numerose novità e anche questa volta è stato così, troviamo infatti il comparto dei DE aggiornati quasi tutti all&#8217;ultima versione disponibile, il kernel Linux 3.2 (con la possibilità di installare dei kernel &#8220;fusion&#8221;), numerose ottimizzazioni di sistema, una migliore integrazione di sistema di alcuni componenti quali LibreOffice e XFCE. Troviamo inoltre una versione per Arm V7,  Entrophy aggiornato all&#8217;ultima versione, Java 7, Subversion 1.7 e nei repository troviamo due DE di grande successo quali Razor Qt e Cinnamon.</p>
<p>Ecco qua un aggiornamento davvero importante per una distro di grande rilevanza e che ho avuto di apprezzare col passare del tempo.  Possiamo trovare ulteriori informazioni riguardo questo rilascio all&#8217;interno del sito ufficiale di Sabayon, che tramite <a href="http://www.sabayon.org/release/press-release-sabayon-linux-8">un pos</a>t ci mostra tutte le features e le correzioni effettuate per questo rilascio.</p>
<p>Via | <a href="http://www.sabayon.org/release/press-release-sabayon-linux-8">Sabayon</a></p>
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    <title type="html">NetBSD si avvia alla fase di prerilascio per la versione 6.0</title>
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    <author>
      <name>Giacomo Picchiarelli</name>
    </author>
    <published>2012-02-04T09:50:39+00:00</published>
    <updated>2012-02-04T09:50:39+00:00</updated>
    <dc:subject>open-source</dc:subject><dc:subject>netbsd</dc:subject><dc:subject>netbsd 6</dc:subject><dc:subject>netbsd bug</dc:subject><dc:subject>netbsd current</dc:subject><dc:subject>netbsd hackathon</dc:subject><dc:subject>netbsd new version</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[La fondazione NetBSD ha reso noto che il 10 febbraio si terrà il sedicesimo hackathon con lo scopo di correggere il maggior numero di bug possibile. Un traguardo importante che sarà il preludio alla[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9409/netbsd-si-avvia-alla-fase-di-prerilascio-per-la-versione-60"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/NetBSDlogo.jpg" class="post" border="0" width="586" height="104" alt="NetBSD" /></p>
<p>La fondazione NetBSD ha reso noto che il 10 febbraio si terrà il sedicesimo <em>hackathon</em> con lo scopo di correggere il maggior numero di bug possibile. Un traguardo importante che sarà il preludio alla nascita dell&#8217;albero dei sorgenti per la versione 6.0. Come sempre l&#8217;obiettivo è quello di fornire la migliore <em>release</em> mai rilasciata fino ad oggi.</p>
<p>Di fatto si tratta di una vera e propria chiamata alle armi per eliminare tutti gli ostacoli di stabilità e funzionalità che sono stati registrati nei mesi passati. Un&#8217;impresa non da poco, visti il numero e l&#8217;entità degli errori. La maggior parte dei cambiamenti da effettuare riguarda la stabilità e l&#8217;aggiustamento di alcune sezioni riguardanti l&#8217;astrazione hardware.</p>
<p>La filosofia di NetBSD è: &#8220;se deve essere fatto, deve essere fatto bene&#8221;, questo porta ad una elevata qualità complessiva ma anche ad una  architettura software relativamente conservativa. Uno dei limiti ereditati dalla vecchia concezione è quello del <em>big network lock</em> che impedisce di sfruttare pienamente le attuali strutture <em>multi-core</em>. Era chiaramente una soluzione che consentiva di semplificare lo sviluppo del kernel, ma è ovvio che con il passare del tempo si trasformerà in un limite inaccettabile. Il novembre scorso, la fondazione ha visto andare deserta un&#8217;offerta di lavoro (retribuita), indetta nel mese di settembre, che avrebbe consentito di eliminare questo limite. Peccato.</p>
<p>NetBSD è, probabilmente, il sistema libero con più piattaforme supportate. Può essere eseguito su 50 architetture grazie soprattutto ad una sofisticata astrazione hardware che lo rende un esempio di ottima programmazione e manutenzione. Purtroppo non è famoso e utilizzato quanto FreeBSD ma il suo valore in termini del qualità di codice e prestazioni di rete è innegabile.</p>
<p>Via | <a href="https://wiki.netbsd.org/hackathon/">NetBSD.org</a></p>
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    <title type="html">Linux Mint 12 KDE disponibile al download</title>
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    <author>
      <name>Marco Usai</name>
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    <published>2012-02-04T09:00:22+00:00</published>
    <updated>2012-02-04T09:00:22+00:00</updated>
    <dc:subject>open-source</dc:subject><dc:subject>linux mint 12</dc:subject><dc:subject>linux mint kde</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Il team di sviluppo di KDE ha annunciato il rilascio di Linux Mint 12 KDE. La versione stabile arriva appena due settimane dopo il rilascio della prima ed unica versione RC fino ad ora pubblicata. Linux[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9407/linux-mint-12-kde-disponibile-al-download"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/lisa_kde.png" class="post" border="0" width="586" height="443" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Il team di sviluppo di KDE <a href="http://blog.linuxmint.com/?p=1927">ha annunciato</a> il rilascio di Linux Mint 12 KDE. La versione stabile arriva appena due settimane dopo il rilascio della prima ed unica versione RC fino ad ora pubblicata. Linux Mint KDE è sicuramente una delle &#8220;spin&#8221; più famose di Linux Mint, anche questa come la versione principale è basata su Ubuntu 11.10 e porta con sé KDE come DE di default nella versione 4.7.4.</p>
<p>Come abbiamo potuto notare anche su Lisa, il  motore di ricerca predefinito é DuckDuckGo, dato il rispetto della privacy per l&#8217;utente e un accordo economico tra il team di Mint e quello di DuckDuckGo. Tra le altre novità troviamo l’arrivo di Apturl di default, l’introduzione della funzione “print to pdf” che grazie ad una scorciatoia di tasti ci permette di stampare in un file in formato PDF la pagina web che stiamo visualizzando e il pieno supporto a Linux 3.0.</p>
<p>Possiamo trovare ulteriori informazioni riguardo questo rilascio all&#8217;interno <a href="http://blog.linuxmint.com/?p=1927">del post di presentazione</a> di questa versione sul sito ufficiale di Linux Mint. Linux Mint 12 KDE è disponibile in due versioni a 32 e 64 bit. Ecco che finalmente arriva anche la versione KDE di Linux Mint, anche questa data la qualità delle altre distro KDE sfonderà? Stiamo a vedere.</p>
<p>Via | <a href="http://blog.linuxmint.com/?p=1927">Linux Mint</a></p>
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