Dopo appena due settimane dal rilascio ufficiale dei sorgenti di Android 4.0.1, nome in codice Ice Cream Sandwitch, il team di Androidx86 ha già provveduto ad effettuarne un porting per piattaforma x86. Ad appena una settimana dal rilascio della versione 3.2, ecco che il team ci sbalordisce mettendo a disposizione un’immagine (seppur per sviluppatori) di ICS.
Ad ora però, la versione è compatibile solamente coi processori AMD Fusion, nonostante il progetto sia orientato in generale per la piattaforma x86. Questa versione è orientata agli sviluppatori, quindi può essere considerata una vera e propria “developer preview” non adatta ad un uso “comune”. Quindi questa versione rimarrà solamente per una determinata fascia di utenti, la prossima release quella per il pubblico, sarà basata sulla versione 4.0.1.
La situazione della versione 4.0.1 è però piuttosto complessa, in quanto il team è a disposizione solamente di alcuni driver: quelli per il Wi-Fi, multitouch e i processori AMD. Il lavoro quindi impiegherà quindi parecchio tempo e numerose risorse, il lavoro è tanto e il team dice di considerare la possibilità di aiutare il progetto in differenti modi. All’interno del gruppo di discussione Chih-Wei Huang, uno sviluppatore del team Android x86 ha affermato che AMD supporta questo progetto con donazioni di dispositivi, supporto tecnico a differenza di Intel che si rifiuta di aiutare il progetto.
Via | Android x86
Carl Symons, sviluppatore KDE attualmente al lavoro su Plasma Active, l’interfaccia per tablet disegnata dal team di KDE ha pubblicato sul proprio blog un post dove ci mostra come sia stato effettuato il porting di Plasma Active su Archos G9, ultimo arrivato in casa Archos.
Plasma Active è la soluzione per i tablet studiata appositamente da KDE per invadere il sempre più proficuo mercato dei tablet, studiata per ottimizzare al massimo lo spazio offerto dagli schermi dei tablet e offrire una esperienza utente molto simile a quella che possiamo avere sul desktop. Symons è riuscito a portare su Archos G9 Plasma Active grazie a Mer OS, una distro basata su MeeGo e ottimizzata per HTML5/QML/JS.
Archos G9 monta un processore ARM Cortex™ A9 OMAP™, OMAP4 dual core, dispone di GPS, WiFi e la possibilità di utilizzare una connessione 3G grazie ad una chiave USB apposita. I sorgenti per questo esperimento, sono stati caricati su GitHub e sono disponibili a questo indirizzo. Inoltre questo esperimento è stato presentato nella giornata di ieri, durante il Qt DevDays che si sta svolgendo a San Francisco.
Via | Carl Symons
Android Market può essere utilizzato anche dai dispositivi non ufficiali che installano il sistema operativo di Google. Questa possibilità finora è sempre stata bloccata. La novità riguarda il web e include soltanto alcuni device tra i più popolari: si tratta comunque di sistemi distribuiti da Original Equipment Manufacturer (OEM).
Il Kindle Fire di Amazon, il Nook di Barnes & Noble e il TouchPad di HP venduto con webOS sono alcuni prodotti che potranno accedere ad Android Market. L’utilizzo di quest’ultimo, però, è limitato all’interfaccia web: non sarà ancora distribuito come applicazione. Purtroppo nessuno di essi al momento è presente sul mercato italiano.
Il dato importante a mio avviso riguarda piuttosto la nuova politica di Google. Un altro piccolo sforzo e la società potrebbe accettare tutti i dispositivi su Android Market, magari fornendone l’applicazione. Il proliferare di schede integrate, ecc. che installano Android porterebbe ulteriori vantaggi economici alla multinazionale.
Via | Ubergizmo
Windows Phone 7.5, l’aggiornamento del sistema operativo di Microsoft per gli smartphone, supporta jQuery Mobile 1.0 a partire dalla terza Release Candidate (RC) pubblicata domenica scorsa. Il rilascio definitivo del framework è avvenuto mercoledì 16. Non è un “banale” supporto, poiché Microsoft collabora attivamente allo sviluppo.
Nonostante si tratti d’un progetto rilasciato sotto doppia licenza GPLv2 e MIT, Microsoft ha sempre manifestato un grande interesse su jQuery: i server della multinazionale ospitano sia la versione originaria, sia quella dedicata ai dispositivi mobili per l’integrazione sui siti web. La divisione open source partecipa allo sviluppo.
La collaborazione tra jQuery e Microsoft ha prodotto un significativo miglioramento delle performance del framework tra la RC2 e la RC3 di jQuery Mobile 1.0: un boost del 226% in termini di velocità. Però, Windows Phone 7.5 non raggiunge ancora le prestazioni di Android e iOS. L’intervento della multinazionale è stato determinante.
Via | Port 25
Ice Cream Sandwich è nei repository di Google: i sorgenti di Android 4.0.1 hanno “popolato” l’archivio predisposto il mese scorso. È la stessa revisione installata sul Galaxy Nexus, il dispositivo presentato apposta per l’aggiornamento. Il rilascio offre full_maguro, una build per generare immagini dedicate proprio al Galaxy Nexus.
In ottobre, quando Google aveva anticipato l’imminente rilascio dei sorgenti di Android 4.0, avevamo dato il beneficio del dubbio a chi riteneva che sarebbero occorsi degli altri ostacoli. Google è stata di parola. ICS è stato pubblicato addirittura in anticipo: il Gerrit Code Review, infatti, non è ancora pronto alla distribuzione.
Con l’annuncio erano stati pubblicati pure i sorgenti di Honeycomb, parzialmente proposti in corrispondenza dell’apertura del nuovo repository. Google non ha ancora terminato il rilascio di Android 3.0 perché intende concentrare lo sviluppo su ICS. Il checkout di Android 4.0 è abbastanza lungo. Tuttavia, la release è da completare.
Via | Google Groups
Plasma Active, l’interfaccia di KDE dedicata ai dispositivi ultra–portatili, funzionerà su Mer: il fork di Tizen (ex-MeeGo). Il sistema di prova monta nVidia Tegra 2, un processore con architettura ARM/Cortex-9 e dual–core. Una configurazione compatibile con quella di PandaBoard e/o Arduino Due, che ammettono l’utilizzo di Android.
Esistono già dei filmati che riprendono Plasma Active su dispositivi con Mer. Tuttavia, basysKom proietterà il proprio durante i Qt Developer Days 2011 a Monaco di Baviera nelle prossime ore. Mentre Tizen pubblicherà del codice soltanto nel 2012, Mer ha già raggiunto una certa maturità e Plasma Active n’è un’ulteriore dimostrazione.
KDE, molto prima dell’inizio dello sviluppo della versione 5.x, ha ipotecato con Plasma Active il futuro di Linux su netbook, smartphone e tablet col multi–touch. L’assetto del nuovo ambiente lascia presagire uno sviluppo parallelo di due interfacce diverse: KDE Frameworks è appena il “collante”, grazie all’utilizzo di Qt e kdelibs.
Via | KDE News
Android 4.0 è stato presentato martedì e Google s’è affrettata a pubblicare tanto gli strumenti di sviluppo, quanto il codice sorgente di Ice Cream Sandwich. Reduce dalla débâcle di Honeycomb, l’azienda ha assecondato le esigenze degli utenti evitando ulteriori procrastinazioni. In archivio compaiono pure i sorgenti di Android 3.0.
Ice Cream Sandwich propone una nuova interfaccia unificata per smarphone e tablet, inedite possibilità di comunicazione con WiFi e Bluetooth, ecc.: a prescindere dalle funzioni l’aspetto più interessante riguarda però l’accesso ai sorgenti. Android 4.0, nelle intenzioni di Google, dovrebbe risolvere il problema della frammentazione.
Benché l’archivio dei sorgenti sia già pronto, Dan Morrill di Android Open Source Project (AOSP) ha sottolineato che la disponibilità reale dei sorgenti è subordinata a due fattori. Ovvero, il ripristino di Gerrit Code Review e la distribuzione preliminare ai produttori dei dispositivi. Android 3.x, invece, si può scaricare subito.
Via | Android

Amazon è l’ultima multinazionale sulla quale girano indiscrezioni circa l’acquisto di webOS, il sistema operativo Linux-based di Palm passato a Hewlett-Packard. Saltati i piani di HP, webOS è stato associato a terzi: Amazon ha già scelto di realizzare un fork di Android sul Kindle Fire, il tablet presentato a New York da Jeff Besoz.
L’ultimo aggiornamento su webOS dava per scontato l’acquisto da parte di Facebook, smentito quando si è tenuto l’evento di f8: altri sostengono che il sistema operativo passerà a Oracle, interessata ad assorbire HP, e l’annuncio sarebbe atteso per l’Open World 2011 apertosi oggi a San Francisco. Perché tante indiscrezioni su webOS?
Android è l’unico sistema operativo open source per il settore mobile attualmente sul mercato e le critiche all’“apertura” di Google sono legittime: webOS non è free software, al contrario di Tizen (ex-MeeGo) che è previsto nel 2012. Samsung e Nokia gareggiano sui dispositivi di fascia bassa su Bada e Meltemi. C’è molta confusione.
Continua a leggere: Amazon potrebbe acquisire webOS per ampliare la gamma di Kindle Fire
MeeGo non esiste più: a rimpiazzarlo è stato creato Tizen, un progetto guidato da The LiMo Foundation e supportato da Intel con Samsung. Qualcosa di vero, nelle indiscrezioni che volevano MeeGo acquisito da Samsung, effettivamente c’era. Cambierà il brand, la piattaforma sarà ridisegnata. Tuttavia, il produttore coreano è coinvolto.
E Intel non mentiva, quando sosteneva di non essere intenzionata ad abbandonare MeeGo. Il discorso è il medesimo. The Linux Foundation compare ancora, tra i partner del nuovo progetto: il rilascio iniziale di Tizen è previsto nel primo trimestre del 2012. I dispositivi supportati sono quelli di MeeGo. Riuscirà ad avere più fortuna?
Il passato è tutt’altro che incoraggiante: Moblin è stato cancellato per MeeGo, al quale s’aggiunse Maemo di Nokia, e il 2012 vedrà l’uscita di Tizen. I predecessori, molto promettenti, non hanno superato la fase di sperimentazione. Basteranno un nuovo produttore e le esperienze accumulate, per fare di Tizen una soluzione vincente?
Via | The LiMo Foundation
Gli sviluppatori di IcedRobot hanno raggiunto un altro traguardo, nell’accesso alle funzionalità di Android sul desktop: la piattaforma è in grado di dialogare con lo stack per il Bluetooth con Java. Il supporto non è ancora completo, però non occorrerà molto perché siano aggiunte le funzioni mancanti e diventi davvero utilizzabile.
Nonostante la disponibilità di una Service Provider Interface (SPI) integrata, allo scopo i manutentori del progetto hanno scelto di utilizzare BlueCove. Il risultato è l’accesso al Bluetooth di Android nel modo più semplice possibile. IcedRobot era già stato capace di avviare Java2Demo compilato per il sistema operativo di Google.
È bene ricordare che IcedRobot non è un tentativo di rendere free software Android sui dispositivi mobili, al contrario di Replicant. Né un porting come Android-x86. È una piattaforma, basata su OpenJDK, per portare le applicazioni di Android sul desktop di Linux. Al JavaOne saranno svelati altri «grandi piani», riguardo IcedRobot.
Via | Mario Torre