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Mandriva

Mageia, un fork di Mandriva dalla liquidazione di Edge IT

pubblicato da Federico Moretti in: Mandriva Linux

Mandriva Linux

Sembrava che i guai economici di Mandriva fossero un problema archiviato. In parte è così, ma era inevitabile che qualcuno ne facesse le spese. È il caso di Edge IT, una delle società che costituivano il comparto aziendale di Mandriva. Questa è stata liquidata e con essa i suoi dipendenti, che hanno optato per creare un fork in polemica con le scelte di Mandriva SA.

Mageia è il nome che gli ex-sviluppatori di Mandriva/Edge IT hanno scelto per continuare il proprio lavoro in modo indipendente. L’annuncio è stato diramato in serata da Parigi. Non ci sono grandi dettagli oltre al sito (l’annuncio è stato tradotto automaticamente in italiano e altre lingue) e a una pagina su Facebook. È più che sufficiente, almeno per il momento.

Il progetto, che non vuole dipendere dalle sorti di nessuna azienda, nasce nella fortunata coincidenza del Software Freedom Day 2010. Speriamo sia di buon auspicio. Molti dei contributori fanno parte di BlogDrake, una comunità di utenti Mandriva di lingua spagnola. La squadra è alla ricerca d’aiuto per realizzare il proposito di una nuova distribuzione.

Via | Phoronix

Mandriva One è su LiveCD con Xfce 4.6.2

pubblicato da Federico Moretti in: Mandriva XFCE

Mandriva

Mandriva non ha intenzione di farsi condizionare dalla situazione economica, che comunque sembra essersi stabilizzata. Nell’ultima settimana di agosto gli sviluppatori hanno perfezionato un’ulteriore versione del LiveCD della distribuzione, basata su Xfce 4.6.2. La comunità ha aggiunto alcuni elementi interessanti, ma il kernel è ancora Linux 2.6.33.

L’immagine è pronta per l’uso a 32-bit e 64-bit con tutti i plugin di GStreamer per la riproduzione multimediale. In fase d’installazione sarà richiesto d’accettare la licenza estesa per le applicazioni che non rientrano tra il free software. Mandriva One Xfce si può anche avviare direttamente dal supporto ottico: l’ambiente desktop integrato è leggero a sufficienza.

È interessante la possibilità di scegliere Metisse al posto di Compiz-Fusion per il compositing. È un window manager che supporta il 3D e la visualizzazione del desktop come fosse un libro da sfogliare. Non è una soluzione nuovissima, eppure molti potrebbero conoscerlo per la prima volta. Mandriva XfceLive è una distribuzione interessante, leggera e completa.

Mandriva XfceLive 2010 con Metisse

Via | Mandriva

Mandriva è salva grazie a nuovi investitori

pubblicato da Lpt on fire! in: Mandriva

Mandriva

In un articolo del sito francese LeMagIT sembra che Mandriva sia stata salvata da un gruppo di investitori sconosciuti.

Il mese scorso vi avevamo fatto sapere che la società dietro alla distribuzione era in vendita e c’erano già potenziali compratori interessati. Il gruppo di investitori ha deciso di investire nell’azienda alla ricerca di un valido modello di business e gli utenti della distro ora possono dormire sonni più tranquilli.

In bocca al lupo per Mandriva ed aspetteremo la prossima versione per vedere quali novità avrà portato la nuova direzione.

Via | LeMagIT

Mandriva, che succede?

pubblicato da sigul in: Mandriva

Che fine sta facendo Mandriva? Se lo stanno chiedendo un po’ tutti, e da qualche giorno un post di Olivier Menjean in cui si parla del fantasma di una fondazione ha rianimato la dicussione.

Insomma, Mandriva vende o non vende? Scrive Nicola, un affezionato di questa distro, sul suo blog: mi sa che non lo sanno neppure a Mandriva che sta succedendo.

Anche se in uno dei forum italiani di Mandriva circolano già indiscrezioni sul futuro: una volta acquisita da Linagora, Mandriva, già Mandrake, compirà una nuova mutazione a Mandragora.

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Mandriva smentisce (in parte) di essere in vendita

pubblicato da Federico Moretti in: Mandriva Polemiche

Mandriva

Era inevitabile che Mandriva chiarisse la propria posizione in merito ai rumor sulla possibile acquisizione da parte di LightApp o, Linagora: a prendere la parola è stato direttamente Arnaud Laprévote, il CEO, con un intervento che lascia qualche dubbio sul blog ufficiale della distribuzione. Il messaggio è che Mandriva non è mai stata in vendita, con qualche “ma”.

Le dichiarazioni di Laprévote non smentiscono in toto la possibilità di «nuovi investimenti» nell’azienda da terze parti e non mettono in discussione la crisi finanziaria che ha colpito Mandriva, come l’intero settore: l’impressione è che qualcosa di vero in quanto dichiarato da Mandriva Linux Online (MLO) nelle scorse ore ci sia, ma in termini nettamente diversi.

Stando al lungo elenco di acquisizioni fatte in passato (e di possibilità imminenti di guadagno) “sciorinato” da Laprévote nel suo articolo sembra, infatti, che la società sia piuttosto in procinto di ricevere una forte capitalizzazione — magari proprio da LightApp, Linagora oppure entrambe. In sostanza è più probabile che a cambiare sia soltanto il CdA di Mandriva.

Mandriva in vendita!

pubblicato da Lpt on fire! in: Mandriva


A partire dal 2008 la posizione finanziaria di Mandriva si è complicata e nel 2010 è decisamente peggiorata.

Ora è in vendita per scongiurarne la chiusura e la società è in trattativa con due aziende, l’inglese LightApp e la francese Linagora.

Una distro che qualche anno fa era la più utilizzata da chi si avvicinava per la prima volta al mondo Linux e che ha sviluppato importanti tool come Linuxconf, Diskdrake, Harddrake e Nepomuk sarebbe un peccato finisse nella polvere senza qualcuno a dirigerne lo sviluppo.

Via | MandrivaLinuxOnline

Dropbox approda su KDE con KDropbox

pubblicato da Federico Moretti in: Mandriva KDE

DropboxDropbox è indubbiamente uno dei servizi più apprezzati per il backup dei file – ne ho parlato anche recentemente descrivendo Déjà Dup per GNOME – in un ecosistema da cloud computing: nonostante la versione per Linux fosse già scaricabile da diverso tempo (soprattutto per quanto riguarda Ubuntu a livello di distribuzione ufficialmente supportata) per il desktop esisteva un’estensione dedicata solo a Nautilus.

La comunità aveva già sopperito a questa carenza sfruttando i sorgenti open source dell’applicazione per creare plugin da riga di comando che tramite Python o, linguaggi simili consentivano l’utilizzo di Dropbox su desktop environment diversi da GNOME… ma ancora non esistevano soluzioni grafiche integrabili con KDE. Almeno, finché non è arrivato KDropbox — un’ottima soluzione per Dropbox tramite le Qt.

KDropbox è un progetto spagnolo (attualmente tradotto in lingua inglese e polacca) che può essere scaricato in archivi già “pacchettizzati” per le principali distribuzioni: sviluppato su Mandriva, dispone di RPM ottimizzati per OpenSUSE – l’unica per cui è previsto a 64-bit – e Fedora, nonché un DEB per Ubuntu. Speriamo che si aggiungano altre architetture.

Mandriva 2010.1 Beta 1 con GNOME 2.30

pubblicato da Federico Moretti in: Mandriva Gnome

Mandriva

Ho già avuto modo di lodare l’impegno degli sviluppatori di Mandriva (ex-Mandrake, come ricorderà chi già nel 1998 utilizzava Linux) nel contribuire al mantenimento del software per l’intera comunità: la release 2010 è all’avanguardia per Nepomuk/KDE… e l’aggiornamento primaverile che mi appresto a recensire intriga piuttosto per GNOME.

L’ultimo rilascio stabile di GNOME 2, ovvero GNOME 2.30 è stato pubblicato da poco e sebbene molte distribuzioni stabili e non stiano effettuando la transizione è Mandriva 2010.1 Beta 1 in pole position: l’intero desktop environment aggiornato è selezionabile e configurabile già dal live CD d’installazione finalizzato il 2 aprile proprio in questa direzione.

Mandriva 2010.1 si presenta molto bene: a prescindere dagli artwork molto accattivanti il processo d’installazione è chiaro, completamente localizzato in italiano e discretamente veloce. Bastano 30 min. per avere un sistema completamente funzionante sebbene il DVD contenga +4Gb di software. Purtroppo GNOME Shell richiede qualche workaround.

Mandriva 2010.1 Beta 1

KDE presenta le feature di Nepomuk attraverso Mandriva 2010

pubblicato da Federico Moretti in: Mandriva KDE

Nepomuk Mandriva – rilasciata con un canale “ibrido”, tra gratuità e sottoscrizione – non è una distribuzione tra le più in voga negli ultimi tempi, eppure i suoi sviluppatori contribuiscono più di altri alla crescita del software di cui gli utenti Linux usufruiscono quotidianamente: al punto che il team di KDE ha deciso d’illustrare le nuove feature di Nepomuk attraverso Mandriva 2010.

Per meglio descrivere i passi avanti del progetto, gli sviluppatori di KDE hanno intervistato alcuni programmatori di Mandriva che sono coinvolti in altrettanti cicli di sviluppo del software che compone il desktop environment: Stéphane si occupa specificatamente di Nepomuk, mentre Sebastien (Mandriva è principalmente francese) ha in carico K3b.

Nonostante Mandriva 2010 installi KDE 4.3.2 – non proprio l’ultima versione disponibile – Stéphane sostiene che Nepomuk sia già maturo per la user experience: lui stesso gestisce ogni giorno il proprio lavoro attraverso il semantic desktop. Grazie a Stéphane, Sebastien ha cominciato a occuparsi anche di Nepomuk e ne descrive lo stato dell’arte.

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Mandriva 2010 è tra noi

pubblicato da Luigi Santangelo in: Mandriva Open Source

Il boot di mandriva 2010

Dopo il rilascio della versione RC1 annunciato in questo post nei mesi scorsi, Mandriva Linux 2010, nome in codice Adelie, è disponibilie per il download. Sono parecchie le novità che l’azienda francese ha introdotto in questa nuova versione. Mandriva 2010, infatti, utilizza la tecnologia Smart Desktop (o desktop intelligente) che rende l’ambiente operativo orientato ai task. Sarà pertanto possibile organizzare in progetti i propri documenti, file, email, immagini e video, e aggiungere note e commenti con semplici click del mouse. In questo modo, l’accesso ai file sarà più semplice.

L’utente potrà inoltre apprezzare la notevole riduzione del tempo richiesto per il boot e scegliere tra tre differenti temi. Mandriva 2010 utilizza KDE 4.3.2 ma l’utente potrà decidere di utilizzare Gnome 2.28.1 o Moblin, quest’ultimo particolarmente indicato per netbooks in quanto minimizza il tempo di avvio e il consumo di corrente elettrica. Se inoltre l’hardware è vecchio è possibile utilizzare LXDE. Durante l’installazione, comunque, Mandriva analizza l’hardware del computer e propone l’ambiente adeguato al livello di prestazioni disponibili.

Resa ancora più semplice l’amministrazione del sistema. Il nuovo Control Center infatti consente di compiere facilmente operazioni quali la migrazione di dati da windows, la configurazione e il monitoraggio delle connessioni di rete, la gestione della sicurezza e la configurazione dell’hardware

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