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  <title>Ossblog.it</title>
  <subtitle>Programmi free: scopri il mondo dell'Open Source</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[2005-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-05-21T05:45:37+00:00</updated>
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    <title type="html">Un nuovo MiniPC su Android 4.0 (Ice Cream Sandwich) per soltanto $74</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2012-05-20T18:00:36+00:00</published>
    <updated>2012-05-20T18:00:36+00:00</updated>
    <dc:subject>linux</dc:subject><dc:subject>embedded</dc:subject><dc:subject>android 4.0</dc:subject><dc:subject>ice cream sandwich</dc:subject><dc:subject>iptv</dc:subject><dc:subject>minipc</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[In Cina, è in produzione un nuovo dispositivo integrato — equipaggiato con Ice Cream Sandwich (ICS): il prezzo è di circa $74, praticamente il doppio del Raspberry Pi, e le caratteristiche tecniche[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9987/un-nuovo-minipc-su-android-40-ice-cream-sandwich-per-soltanto-74"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/androidmicipc.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Android MiniPC" />In Cina, è in produzione un nuovo dispositivo integrato — equipaggiato con Ice Cream Sandwich (ICS): il prezzo è di circa $74, praticamente il doppio del Raspberry Pi, e le caratteristiche tecniche sono di tutto rispetto. Il successo dei chipset sull’architettura di ARM ha aperto un nuovo mercato per piccoli computer a basso costo.</p>
<p>La scheda del MiniPC è una <a href="http://rhombus-tech.net/allwinner_a10/">AllWinner A10</a>, un prodotto rilasciato come open hardware da Rhombus-Tech e rivenduta in stock attorno ai $7. Permette di montare fino a 1Gb di RAM – il <em>device</em> ne propone 512Mb – e prevede un <em>dual-core</em> da 1.2Ghz. L’output della grafica integrata, invece, è in HDMI a 1080p e il computer offre 4Gb di <em>storage</em>.</p>
<p>Il distributore è <a href="http://it.aliexpress.com/">AliExpress</a>, una sussidiaria di Alibaba: tra i principali investitori di Yahoo!. Il MiniPC con Android 4.0 è identificato appena dal modello — MK802. Il dispositivo è distribuito anche in Italia, ma il magazzino sarà rifornito soltanto il 10 giugno prossimo: è possibile effettuare <a href="http://www.aliexpress.com/product-fm/563764893-New-released-Android4-0-IPTV-google-tv-smart-android-box-allwinner-A10-Model-MK802--wholesalers.html">un pre-ordine</a>, senza dover pagare.</p>
<p>Via | <a href="http://www.makeuseof.com/tag/74-android-mini-computer-hits-the-market-updates/">MakeUseOf</a></p>
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    <title type="html">Mandriva torna a essere mantenuta dalla comunità: ritroverà Mageia?</title>
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    <published>2012-05-18T14:00:33+00:00</published>
    <updated>2012-05-18T14:00:33+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Il destino di Mandriva è prossimo a tornare nelle mani della comunità: Jean-Manuel Croset, presidente di Mandriva SA, ha annunciato l’intenzione di trasferire la governance della distribuzione a[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9979/mandriva-torna-a-essere-mantenuta-dalla-comunita-ritrovera-mageia"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/mandriva.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Mandriva" />Il destino di <a href="http://www.mandriva.com/">Mandriva</a> è prossimo a tornare nelle mani della comunità: Jean-Manuel Croset, presidente di Mandriva SA, ha annunciato l’intenzione di trasferire la <em>governance</em> della distribuzione a un’entità indipendente dalle società che ne detengono i diritti. In pratica, una fondazione concepita ex novo perché Mandriva sopravviva.</p>
<p>A metà d’aprile, quando Croset aveva anticipato il CdA di Mandriva e l’assemblea degli azionisti che ha portato a <a href="http://www.ossblog.it/post/9909/il-cda-di-mandriva-ha-approvato-la-ricapitalizzazione-per-la-societa">un rifinanziamento</a> della distribuzione una delle ipotesi era proprio <a href="http://www.ossblog.it/post/9809/mandriva-torna-a-far-parlare-di-se-pero-non-esistono-delle-garanzie">il ritorno</a> di Mandriva alla comunità. Forse, l’unica soluzione possibile: un problema è la “diaspora” degli sviluppatori, verso il progetto di Mageia.</p>
<p>In questo caso, ancor più che in quello fra Apache OpenOffice e LibreOffice, è fondamentale un incontro per riportare i due progetti a un unico prodotto. Mentre Mandriva SA potrebbe continuare a fornire un supporto commerciale, i responsabili di Mageia dovrebbero assumere il controllo della distribuzione. Soltanto un mio auspicio.</p>
<p>Via | <a href="http://blog.mandriva.com/en/2012/05/17/mandriva-linux-will-return-to-the-community/">Mandriva</a></p>
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    <title type="html">Mozilla divisa sull’esclusione di Linux per il lancio di Marketplace</title>
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    <published>2012-05-16T11:00:33+00:00</published>
    <updated>2012-05-16T11:00:33+00:00</updated>
    <dc:subject>linux</dc:subject><dc:subject>mozilla</dc:subject><dc:subject>boot to gecko</dc:subject><dc:subject>firefox</dc:subject><dc:subject>marketplace</dc:subject><dc:subject>mozilla hispano</dc:subject>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9969/mozilla-divisa-sullesclusione-di-linux-per-il-lancio-di-marketplace"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/mozillamarketplace.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Mozilla Marketplace" /><a href="https://www.mozilla.org/en-US/apps/partners/">Marketplace</a> è il nome dell’imminente <em>app store</em> di Mozilla – realizzato per la distribuzione di Boot to Gecko (B2G) – che permetterà l’installazione di applicazioni web come fossero “native” sui vari sistemi operativi. Dal lancio, però, sarà escluso proprio Linux: Marco Castelluccio è al lavoro per risolvere il bug con la GSoC 2012.</p>
<p>L’esclusione di Linux, sul quale è basato lo stesso B2G, è di per sé un aspetto curioso. Tuttavia, sono ancora più particolari le reazioni degli sviluppatori: Rubén Martín ha, giustamente, portato il “caso” all&#8217;attenzione degli iscritti alla <em>mailing list</em> di Mozilla, affinché Linux non sia considerato un sistema di seconda categoria.</p>
<p>Nonostante l’appoggio di membri come Brendan Eich – che, peraltro, si occupa di Firefox su Windows – il messaggio di Martín è stato minimizzato da Asa Dotzler, sostenendo che gli altri «sovrastimassero» (!?) l’utilizzo di Firefox su Linux. Il supporto del Marketplace arriverà comunque, ma la pessima figura di Dotzler è inquietante.</p>
<p>Via | <a href="http://linux.slashdot.org/story/12/05/15/1316229/mozilla-leaves-out-linux-for-initial-web-app-support">Slashdot</a></p>
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    <title type="html">PulseAudio 2.0, tra WebRTC sul VoIP e l’auto-riconoscimento di JACK</title>
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    <published>2012-05-15T10:00:13+00:00</published>
    <updated>2012-05-15T10:00:13+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9963/pulseaudio-20-tra-webrtc-sul-voip-e-lauto-riconoscimento-di-jack"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/pulseaudio.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="PulseAudio" /><a href="http://www.freedesktop.org/wiki/Software/PulseAudio">PulseAudio</a>, il sound server predefinito in molte distribuzioni di Linux, è arrivato qualche giorno fa alla versione 2.0. Rispetto al precedente <em>major upgrade</em>, PulseAudio 2.0 è «soltanto un numero»: a dispetto della lunga lista di cambiamenti, <a href="http://www.ossblog.it/post/8233/pulseaudio-ha-raggiunto-la-versione-10-pero-e-soltanto-un-numero">le funzionalità principali</a> che caratterizzano questa versione erano già state introdotte.</p>
<p>Non significa affatto che il rilascio sia da ignorare. Semplicemente, il supporto a <a href="http://www.webrtc.org/">WebRTC</a> – il <em>framework</em> di Google – per il VoIP o l’auto-riconoscimento dei dispositivi di <a href="http://jackaudio.org/">JACK</a> erano già stati inseriti sul server nelle versioni intermedie e PulseAudio 2.0 costituisce una stabilizzazione di queste funzionalità, guardando al futuro.</p>
<p>Una novità assoluta è, invece, il supporto alla riproduzione dell’audio con la para-virtualizzazione dell’hardware in Xen. PulseAudio 2.0 pone delle premesse da non sottovalutare per la configurazione dell’output in presenza di sistemi multicanale, un tempo piuttosto “ostica”, grazie ai progressi dei driver a partire da Linux 3.3.</p>
<p>Via | <a href="http://www.h-online.com/open/news/item/PulseAudio-2-0-makes-better-use-of-modern-hardware-features-1574772.html">The H Open</a></p>
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    <title type="html">Intel rilascia la versione 2.0 di PowerTOP per il consumo energetico</title>
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    <published>2012-05-13T09:00:38+00:00</published>
    <updated>2012-05-13T09:00:38+00:00</updated>
    <dc:subject>linux</dc:subject><dc:subject>intel</dc:subject><dc:subject>consumi energetici</dc:subject><dc:subject>frequenze di lavoro</dc:subject><dc:subject>strumenti di diagnostica</dc:subject><dc:subject>utilità di sistema</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Intel ha appena annunciato il rilascio della versione 2.0 di PowerTOP — l’utilità di diagnostica che permette di gestire i consumi energetici delle macchine con Linux. L’aggiornamento mantiene[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9951/intel-rilascia-la-versione-20-di-powertop-per-il-consumo-energetico"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/01dotorg.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="01.ORG" />Intel ha appena annunciato il rilascio della versione 2.0 di <a href="https://01.org/powertop/">PowerTOP</a> — l’utilità di diagnostica che permette di gestire i consumi energetici delle macchine con Linux. L’aggiornamento mantiene tutte le caratteristiche della versione 1.0, ma aggiunge alcune nuove funzionalità: in particolare, supporta il chipset Ivy Bridge di Intel.</p>
<p>Tra le novità, spiccano un migliorato supporto a i915, la possibilità di connettere multiple interfacce WLAN e una più robusta acquisizione dello stato della batteria dei portatili. È interessante, inoltre, la capacità di misurare le prestazioni dei dispositivi connessi via USB. Quanto al <em>profiling</em>, <a href="https://01.org/powertop/downloads/2012/powertop-v2.0">PowerTOP 2.0</a> può accedere a <code>perf</code>.</p>
<p>Il programma introduce due modalità d’utilizzo: una interattiva – che propone un’interfaccia ridisegnata – e una non interattiva, che può produrre dei <em>report</em> in formato HTML e/o CSV. Il sito web di PowerTOP è stato recentemente riscritto, poiché il progetto è diventato parte del nuovo portale di <a href="https://01.org/">Intel Open Source Technology Center</a>.</p>
<p>Via | <a href="https://01.org/powertop/blogs/ceferron/2012/powertop-v2.0-release">Intel</a></p>
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    <title type="html">Il CdA di Mandriva ha approvato la ricapitalizzazione per la società</title>
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    <published>2012-05-03T12:00:47+00:00</published>
    <updated>2012-05-03T12:00:47+00:00</updated>
    <dc:subject>mandriva</dc:subject><dc:subject>linux</dc:subject><dc:subject>assemblea degli azionisti</dc:subject><dc:subject>consiglio d’amministrazione</dc:subject><dc:subject>contributo della comunità</dc:subject><dc:subject>sviluppo della distribuzione</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Mandriva, dal punto di vista economico, ha ancora un futuro: lunedì s’è tenuta l’assemblea degli azionisti e il Consiglio d’Amministrazione (CdA) ha approvato il progetto di ricapitalizzazione[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9909/il-cda-di-mandriva-ha-approvato-la-ricapitalizzazione-per-la-societa"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/mandriva.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Mandriva" />Mandriva, dal punto di vista economico, ha ancora un futuro: lunedì s’è tenuta l’assemblea degli azionisti e il Consiglio d’Amministrazione (CdA) ha approvato il progetto di ricapitalizzazione della società, che sarà effettivo entro dieci giorni. Tuttavia, il futuro della distribuzione rimane incerto e gli sviluppatori se ne vanno.</p>
<p>Nonostante il cauto ottimismo di Jean-Manuel Croset, che <a href="http://www.ossblog.it/post/9809/mandriva-torna-a-far-parlare-di-se-pero-non-esistono-delle-garanzie">era tornato a parlare</a> di Mandriva un paio di settimane fa, non è stata definita una vera e propria strategia. Questo mese dovrebbe essere stilata una tabella di marcia più precisa quanto al futuro della distribuzione. Il malcontento della comunità, però, è sempre più evidente.</p>
<p>Tanto più che, forte del successo di Mageia, è nato un secondo <em>fork</em> di Mandriva: il russo <a href="http://www.rosalab.com/">ROSA Laboratory</a>, responsabile dell’omonimo <em>media player</em>, ha abbandonato la distribuzione per creare un proprio sistema operativo — Marathon 2012. Tra qualche giorno, comunque, sapremo se esisterà davvero un ulteriore aggiornamento di Mandriva.</p>
<p>Via | <a href="http://www.h-online.com/open/news/item/Mandriva-shareholders-approve-recapitalisation-1565077.html">The H Open</a></p>
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    <title type="html">Fedora 17 e il multi-seat con Linux: un’opportunità per l’istruzione</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2012-05-03T10:00:48+00:00</published>
    <updated>2012-05-03T10:00:48+00:00</updated>
    <dc:subject>linux</dc:subject><dc:subject>embedded</dc:subject><dc:subject>dispositivi integrati</dc:subject><dc:subject>fedora 17</dc:subject><dc:subject>multi-seat computing</dc:subject><dc:subject>plugable</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Fedora 17 è adatta al multi-seat: l’ha spiegato Lennart Poettering, descrivendo le modifiche apportate a systemd per consentire la connessione simultanea di più utenti allo stesso computer.[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9907/fedora-17-e-il-multi-seat-con-linux-unopportunita-per-listruzione"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/plugable.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Plugable" />Fedora 17 è adatta al <em>multi-seat</em>: l’ha spiegato Lennart Poettering, descrivendo le modifiche apportate a systemd per consentire la connessione simultanea di più utenti allo stesso computer. Disponibile sulla distribuzione di Red Hat, questa funzionalità è facilmente riproducibile su qualunque altro sistema utilizzi Linux con GNOME.</p>
<p>Il <em>multi-seat</em>, infatti, è una caratteristica già integrata in UDisks e accessibile da GDM – il display manager di GNOME – in presenza di <code>systemd</code> per l’<em>init</em> di sistema. Tutte le distribuzioni, inclusa Ubuntu, possono sostituire Upstart (od OpenRC, ecc.) e avvalersi della facoltà di rendere davvero multi-utente la propria workstation.</p>
<p><a href="http://plugable.com/">Plugable</a>, una società statunitense legata ad Amazon, distribuisce anche in Italia degli <em>hub</em> per collegare monitor, mouse e tastiera all’<em>host</em> principale: il prezzo minimo è di $50 più la spedizione. Le istituzioni scolastiche, ad esempio, potrebbero abbattere sensibilmente i costi d’allestimento e manutenzione dei propri laboratori.</p>
<p>Via | <a href="http://0pointer.de/blog/projects/multi-seat.html">Lennart Poettering</a></p>
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    <title type="html">Valve conferma l’interesse riguardo a Steam e Source Engine su Linux</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2012-04-26T12:00:50+00:00</published>
    <updated>2012-04-26T12:00:50+00:00</updated>
    <dc:subject>linux</dc:subject><dc:subject>giochi</dc:subject><dc:subject>giochi per linux</dc:subject><dc:subject>source engine</dc:subject><dc:subject>steam</dc:subject><dc:subject>valve</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Valve – la società di Half Life, ecc. – ha grandi progetti su Linux: nonostante le ripetute smentite, Steam e Source Engine avranno un porting per il kernel di Linus Torvalds. È difficile intuire[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9873/valve-conferma-linteresse-riguardo-a-steam-e-source-engine-su-linux"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/valve.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Valve" /><a href="http://www.valvesoftware.com/">Valve</a> – la società di Half Life, ecc. – ha grandi progetti su Linux: nonostante <a href="http://www.ossblog.it/post/6649/steam-non-approdera-su-linux-parola-di-valve">le ripetute smentite</a>, <a href="http://store.steampowered.com/">Steam</a> e Source Engine avranno un <em>porting</em> per il <em>kernel</em> di Linus Torvalds. È difficile intuire quando saranno disponibili, ma la notizia è finalmente ufficiale. Michael Larabel di <a href="http://www.phoronix.com/">Phoronix</a> l’ha appresa da Gabe Newell — a Washington.</p>
<p>Archiviate <a href="http://www.ossblog.it/post/9857/molti-progetti-della-free-software-foundation-sono-tuttora-in-stallo">le polemiche sui progetti</a> della FSF, Larabel è stato invitato alla sede della <em>software house</em> per parlare di OpenGL e Linux. Newell è al lavoro sul <em>porting</em> di <del datetime="2012-04-26T10:12:18+00:00">Leaft</del> Left 4 Dead 2 con Ubuntu 11.10: Larabell ha allegato delle immagini del gioco all’intervento sulla trasferta. Source Engine – il motore di Valve – è il primo passo.</p>
<p>Stando a quanto è riuscito a sapere Larabel, Steam per Linux è soltanto il punto di partenza: Valve ha davvero interesse a supportare appieno il sistema operativo — e lo stesso invito a Larabel, tra i <em>blogger</em> più influenti del settore, n’è la prova. Esistono delle alternative “libere”, però il mercato di Valve è davvero importante.</p>
<p>Via | <a href="http://www.phoronix.com/scan.php?page=article&#038;item=valve_linux_dampfnudeln&#038;num=1">Phoronix</a></p>
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    <title type="html">Google ospita un mirror di kernel.org per Asia, Europa e Stati Uniti</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-04-26T09:00:09+00:00</published>
    <updated>2012-04-26T09:00:09+00:00</updated>
    <dc:subject>linux</dc:subject><dc:subject>google</dc:subject><dc:subject>android</dc:subject><dc:subject>codice sorgente</dc:subject><dc:subject>google code</dc:subject><dc:subject>kernel.org</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Google Code ha realizzato un mirror di kernel.org, il dominio che ospita i sorgenti del kernel di Linux e altri repository fondamentali — ad esempio, il codice di Ext4 e Btrfs. La decisione,[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9871/google-ospita-un-mirror-di-kernelorg-per-asia-europa-e-stati-uniti"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/tux_05.png" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Tux" /><a href="http://code.google.com/">Google Code</a> ha realizzato <a href="https://kernel.googlesource.com/">un <em>mirror</em> di <code>kernel.org</code></a>, il dominio che ospita i sorgenti del kernel di Linux e altri <em>repository</em> fondamentali — ad esempio, il codice di Ext4 e Btrfs. La decisione, probabilmente, deriva da due fattori: <a href="http://www.ossblog.it/post/9151/i-driver-di-android-torneranno-su-linux-col-rilascio-del-kernel-33">il <em>merging</em> dei driver</a> di Android in Linux 3.3.x e <a href="http://www.ossblog.it/post/8221/il-dominio-kernelorg-subira-una-ricostruzione-totale-dopo-lattacco">il ripristino di <code>kernel.org</code></a> (a seguito della <em>débâcle</em>).</p>
<p>L’infrastruttura del <em>mirror</em> è la stessa che mantiene i sorgenti di Android: un network diviso tra Asia, Europa e Stati Uniti per garantire la massima velocità possibile in download. Il <em>kernel</em> di Linux, com’è risaputo, utilizza Git e Google Code aveva aggiunto <a href="http://www.ossblog.it/post/7863/google-code-ha-finalmente-aggiunto-il-supporto-nativo-al-dvcs-di-git">il supporto al DVCS</a> – insieme a Subversion e Mercurial – lo scorso luglio.</p>
<p>Perché Google dovrebbe offrire un mirror di <code>kernel.org</code>? Forse, Mountain View non si fida abbastanza del nuovo dominio di Linux e, per tutelare i distributori di Android, preferisce assicurarsi che il <em>kernel</em> sia accessibile, in caso di nuovi attacchi. Nel frattempo, <code>kernel.org</code> è stato completamente ridisegnato col supporto ad HTTPS.</p>
<p>Via | <a href="http://google-opensource.blogspot.it/2012/04/worldwide-mirrors-of-gitkernelorg.html">Google</a></p>
 ]]></content>
    

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    <title type="html">Google elimina Picasa per Linux con le ultime “pulizie di primavera”</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-04-23T09:00:50+00:00</published>
    <updated>2012-04-23T09:00:50+00:00</updated>
    <dc:subject>linux</dc:subject><dc:subject>google</dc:subject><dc:subject>google+</dc:subject><dc:subject>picasa per linux</dc:subject><dc:subject>picasa web albums</dc:subject><dc:subject>wine</dc:subject>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9855/google-elimina-picasa-per-linux-con-le-ultime-pulizie-di-primavera"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/picasa.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Picasa" />Google ha appena annunciato la lista dei progetti che saranno abbandonati con le annuali “pulizie di primavera” e fra questi è previsto <a href="http://picasa.google.com/">Picasa</a> per Linux. Il programma permetteva di caricare le fotografie su <a href="https://picasaweb.google.com/">Picasa Web Albums</a> ed era stato realizzato incorporando una versione dedicata di Wine: non è mai stata un’applicazione “nativa”.</p>
<p>Gli utenti che avessero ancora una copia di Picasa per Linux potranno continuare a utilizzarla, consapevoli del fatto che Google non proporrà più degli aggiornamenti. Proprio a causa delle sue caratteristiche, Picasa per Linux non è decollato — altri programmi (F-Spot, Shotwell, ecc.) interagiscono nativamente con Picasa Web Albums.</p>
<p>L’ultima versione di Picasa, piuttosto, è orientata a Google+. Le raccolte di Picasa Web Albums e quelle del <em>social network</em> di Mountain View sono soltanto dei <em>mirror</em> delle stesse fotografie: Android può sfruttare l’<em>uploader</em> di Google+, mentre Chrome OS può avvalersi dell’interfaccia web. Insomma, nessuno rimpiange Picasa per Linux.</p>
<p>Via | <a href="http://googleblog.blogspot.co.uk/2012/04/spring-cleaning-in-spring.html">Google</a></p>
 ]]></content>
    

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    <title type="html">ConnMan 0.80, l’ultimo rilascio verso la 1.0, insidia NetworkManager</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2012-04-20T11:00:41+00:00</published>
    <updated>2012-04-20T11:00:41+00:00</updated>
    <dc:subject>linux</dc:subject><dc:subject>editor</dc:subject><dc:subject>connessione a internet</dc:subject><dc:subject>dispositivi integrati</dc:subject><dc:subject>protocolli di sicurezza</dc:subject><dc:subject>reti wireless</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Connection Manager (ConnMan), il sistema di gestione delle reti ideato da Intel per Moblin, è disponibile in versione 0.80. È considerato l’ultimo rilascio, prima del raggiungimento della 1.0.[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9843/connman-080-lultimo-rilascio-verso-la-10-insidia-networkmanager"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/connman.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="ConnMan" />Connection Manager (<a href="http://connman.net/">ConnMan</a>), il sistema di gestione delle reti ideato da Intel per Moblin, è disponibile in versione 0.80. È considerato l’ultimo rilascio, prima del raggiungimento della 1.0. ConnMan è una via di mezzo tra <code>wicd</code> e NetworkManager: le funzionalità acquisite lo rendono abbastanza maturo per competere con quest’ultimo.</p>
<p>L’applicazione ha ottenuto la possibilità di connettersi automaticamente alle reti Ethernet, già prevista da NetworkManager, migliorando il supporto ai desktop: ConnMan era stato concepito sui <em>netbook</em> e, al pari di <code>wicd</code>, è orientato soprattutto al <em>wireless</em>. Purtroppo, l’interfaccia grafica di ConnMan è legata a MeeGo — ormai, Tizen.</p>
<p>Il valore aggiunto di ConnMan è lo sviluppo legato a Linux: ospitato dallo stesso server, ConnMan utilizza <code>iptables</code> come <em>firewall</em> e funziona alla perfezione coi driver compilati nel kernel. La versione 0.80 introduce il supporto a WISPr, migliora il meccanismo di connessione a IPv6 e la gestione delle <em>passphrase</em> per <code>wpa_supplicant</code>.</p>
<p>Via | <a href="http://connman.net/blogs/patrik/2012/connman-080">ConnMan</a></p>
 ]]></content>
    

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    <title type="html">Mandriva torna a far parlare di sé, però non esistono delle garanzie</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2012-04-15T12:00:56+00:00</published>
    <updated>2012-04-15T12:00:56+00:00</updated>
    <dc:subject>mandriva</dc:subject><dc:subject>linux</dc:subject><dc:subject>assemblea degli azionisti</dc:subject><dc:subject>consiglio d'amministrazione</dc:subject><dc:subject>contributo della comunità</dc:subject><dc:subject>sviluppo della distribuzione</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Mandriva, la popolare distribuzione di Linux che ha interrotto le attività il 16 gennaio, è a un bivio. Un bivio che – leggendo tra le righe – potrebbe portare proprio a Mageia, il fork scaturito[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9809/mandriva-torna-a-far-parlare-di-se-pero-non-esistono-delle-garanzie"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/mandriva.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Mandriva" /><a href="http://www.mandriva.com/">Mandriva</a>, la popolare distribuzione di Linux che <a href="http://www.ossblog.it/post/9227/e-la-fine-per-mandriva-ogni-attivita-sara-interrotta-dal-16-gennaio">ha interrotto le attività</a> il 16 gennaio, è a un bivio. Un bivio che – leggendo tra le righe – potrebbe portare proprio a <a href="http://www.mageia.org/">Mageia</a>, il <em>fork</em> scaturito dal disagio dei dipendenti per l’incertezza sull’andamento finanziario delle società di Mandriva. È stato fatto un appello alla comunità.</p>
<p>Jean-Manuel Croset è tornato, a distanza di mesi, a scrivere sul <em>blog</em> ufficiale della distribuzione. Un intervento che significa tutto e niente: non è stata citata direttamente Mageia, perché Croset non intende giudicare «gli orientamenti presi in passato». Tuttavia, l’incerto futuro di Mandriva dipenderà soprattutto dalla comunità.</p>
<p>Una comunità che, da qualche mese a questa parte, con la prospettiva di restare senza una distribuzione è approdata ad altre soluzioni: Mageia sopra tutte. Il prossimo 30 aprile si terrà l’assemblea degli azionisti di Mandriva e sarà decisa la tabella di marcia per i prossimi venti mesi. Il <em>fork</em> potrebbe dettare il nuovo indirizzo?</p>
<p>Via | <a href="http://blog.mandriva.com/en/2012/04/12/hello-community-make-yourself-heard/">Mandriva</a></p>
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    <title type="html">Raspberry Pi approvato dalla CE, ancora sconosciuta la distribuzione</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2012-04-11T12:01:29+00:00</published>
    <updated>2012-04-11T12:01:29+00:00</updated>
    <dc:subject>linux</dc:subject><dc:subject>embedded</dc:subject><dc:subject>certificazione europea</dc:subject><dc:subject>componenti elettronici</dc:subject><dc:subject>dispositivi integrati</dc:subject><dc:subject>test di compatibilità</dc:subject>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9779/raspberry-pi-approvato-dalla-ce-ancora-sconosciuta-la-distribuzione"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/raspberrypi.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Raspberry Pi" /><a href="http://www.raspberrypi.org/">Raspberry Pi</a> – Model B, il dispositivo da $35 che ha attratto su di sé l’attenzione dei consumatori – non soltanto degli utenti di Linux – ha ottenuto la certificazione CE. Non saranno necessarie ulteriori modifiche all’hardware perché possa essere distribuito in Europa e, di conseguenza, in Italia. È sicuramente un’ottima notizia.</p>
<p>Soprattutto considerando il problema di produzione sul jack per Ethernet, che aveva prolungato i tempi di realizzazione del primo stock delle schede. Dal punto di vista dei componenti, Raspberry Pi è compatibile con le normative statunitensi della FCC e con quelle europee della CE. Non significa che la distribuzione inizierà presto.</p>
<p>Purtroppo, è ancora sconosciuta la data di partenza delle schede dal produttore ai due distributori internazionali: chi ha già prenotato il proprio Raspberry Pi, insomma, sarà costretto ad attendere a lungo. Gli stessi test dovranno essere ripetuti dai distributori prima che il prodotto possa essere spedito agli ultimi destinatari.</p>
<p>Via | <a href="http://www.raspberrypi.org/archives/978">Raspberry Pi</a></p>
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    <title type="html">Linux 2.4 esaurisce il proprio ciclo vitale a otto anni da Linux 2.6</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2012-04-10T11:00:32+00:00</published>
    <updated>2012-04-10T11:00:32+00:00</updated>
    <dc:subject>linux</dc:subject><dc:subject>security</dc:subject><dc:subject>aggiornamenti di sicurezza</dc:subject><dc:subject>ciclo vitale</dc:subject><dc:subject>rilasci a lungo termine</dc:subject><dc:subject>sistemi operativi</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Linux 2.4, il ramo di sviluppo del kernel inaugurato il 4 gennaio 2001, ha raggiunto la propria End Of Life (EOL). A confermarlo, con qualche mese d&amp;#8217;attesa in più rispetto alla tabella di[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9769/linux-24-esaurisce-il-proprio-ciclo-vitale-a-otto-anni-da-linux-26"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/tuxlinux24.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Tux - Linux 2.4" />Linux 2.4, il ramo di sviluppo del <em>kernel</em> inaugurato il 4 gennaio 2001, ha raggiunto la propria End Of Life (EOL). A confermarlo, con qualche mese d&#8217;attesa in più rispetto alla tabella di marcia, è stato il responsabile — Willy Tarreau. La fine del ciclo vitale di Linux 2.4, infatti, sarebbe dovuta avvenire già nel dicembre scorso.</p>
<p>Quindici mesi fa, Tarreau aveva annunciato che – se non avesse ottenuto aggiornamenti di sicurezza per un intero anno – Linux 2.4 avrebbe esaurito le proprie funzioni. Sorprendentemente, dopo la débâcle di <code>kernel.org</code> qualcuno ha continuato a chiedere dove si potessero trovare i sorgenti e/o le <em>patch</em> per quel preciso ramo del <em>kernel</em>.</p>
<p>Allungato il periodo di supporto del <em>kernel</em> per consentire il ripristino del dominio di Linux, Tarreau ha decretato ieri la fine del ramo 2.4. I sorgenti del <em>kernel</em> saranno ancora disponibili nel <em>repository</em> di Tarreau su Git: tuttavia, lo stesso sviluppatore non garantisce d’avere il tempo di risolvere eventuali problemi segnalati.</p>
<p>Via | <a href="http://lwn.net/Articles/491245/">LWN</a></p>
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    <title type="html">Tutte le distribuzioni dovranno usare systemd, perché integrerà udev</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/9745/tutte-le-distribuzioni-dovranno-usare-systemd-perche-integrera-udev" />
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      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-04-04T14:00:24+00:00</published>
    <updated>2012-04-04T14:00:24+00:00</updated>
    <dc:subject>linux</dc:subject><dc:subject>driver</dc:subject><dc:subject>avvio del sistema</dc:subject><dc:subject>caricamento dei dischi</dc:subject><dc:subject>codice sorgente</dc:subject><dc:subject>sistemi operativi</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Buone o pessime notizie, a seconda della propria distribuzione: udev – il device manager di Linux – sarà integrato nel ramo di sviluppo di systemd, la soluzione per l&amp;#8217;avvio del sistema[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9745/tutte-le-distribuzioni-dovranno-usare-systemd-perche-integrera-udev"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/tux_01.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Tux" />Buone o pessime notizie, a seconda della propria distribuzione: <code>udev</code> – il <em>device manager</em> di Linux – sarà integrato nel ramo di sviluppo di <code>systemd</code>, la soluzione per l&#8217;avvio del sistema ideata da Lennart Pottering su Fedora. Fortunatamente per Canonical, il codice di <code>udev</code> resterà compatibile con gli altri <em>init</em> in «un lungo periodo».</p>
<p>Kay Sievers, che si occupa del mantenimento di <code>udev</code> insieme a Greg Kroah-Hartman, ha giustificato il merging con l’incremento delle capacità per l’<em>hotplug</em> di entrambi: <code>systemd</code> subirà un avanzamento repentino di versione per rispecchiare quella di <code>udev</code>. Al momento, per le distribuzioni cambierà solo la posizione dei sorgenti di <code>udev</code>.</p>
<p>Tuttavia, è evidente la volontà d’arrivare a un’unica soluzione per l’avvio del sistema e che la scelta sia ricaduta su <code>systemd</code>. Ubuntu e Chrome OS utilizzano Upstart: prima o poi, dovranno adeguarsi allo standard di Fedora. Insieme a Gentoo, che continua a proporre OpenRC come scelta predefinita. È davvero la decisione più giusta?</p>
<p>Via | <a href="http://lwn.net/Articles/490413/">LWN</a></p>
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