Dopo il poco successo riscontrato dall’ultimo kernel (il 2.6.33), che come abbiamo scritto secondo alcuni test sarebbe per diversi aspetti molto meno performante dei due precedenti, Linus Torvalds ha annunciato la prima release candidate di quello nuovo, che contiene già 400 mila righe di codice in più.
Una tonnellata di cambi, annuncia Linus, con circa la metà relativa ai driver. Un 5% riguarda la nuova subdirectory sound e un 10% i firmware. Il resto è diviso fra update e altre cose, fra cui il supporto al nuovo filesystem logfs. In termini di numeri, sono 6.500 i file cambiati e 175 mila le linee di codice cancellate.
Sean Michael Kerner ha però notato che gli 850 developers che hanno contribuito a questa release sono decisamente meno dei 1.150 che finirono il kernel 2.6.30. E nel post che ha pubblicato sottolinea come di strano ci sia anche il fatto che il kernel 2.6.33 è stato rilasciato solo poche settimane fa, con non poche novità.
Foto | Pleeker
Un mese fa il codice di Android era stato cancellato dai sorgenti del kernel Linux e subito erano nate molte discussioni.
Chris DiBona, open source manager, ha affermato che il kernel di android non è fork più quanto non lo sia il kernel presente in Red Hat Enterprise Linux e che invieranno nuovamente il codice a Linus per l’inclusione.
Per ora il lavoro degli sviluppatori di google è incentrato sul mantenere al minimo le differenza con il kernel ufficiale e probabilmente nei giro di qualche anno saranno pronti per una nuova inclusione perché questo resta un punto della roadmap per il futuro.
Via | ZdNet

Ogni giorno vediamo distribuzioni nascere e morire dopo aver conquistato una fetta di utenti.
Quasi tutte però sono le figlie, più o meno distanti, di tre importanti distro: Debian, RedHat e Slackware. Quasi sempre alla partenza di un nuovo progetto c’è qualcuno che si chiede, giustamente, “si sentiva veramente la mancanza di questa distro?“. Purtroppo nessuno può soddisfare i requisiti di tutti.
Se si è generalisti non si può andare incontro facilmente alle richieste di alcuni utenti particolari. Se si è di nicchia non si verrà utilizzati dall’utente medio.
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Il progetto FlightGear ha raggiungo la versione 2.0.
Questa è la prima major version dall’introduzione della libreria OpenSceneGraph che ora viene sfruttata in tutte le sue potenzialità. Il rendering delle nuvole è stato migliorato e gli oggetti cambiano colore in base alle condizioni del tempo o all’umidità.
Il motore atmosferico ora è molto più realistico rispetto a prima così come la gestione audio che è in grado di sfruttare l’audio 3D e di simulare l’effetto Doppler. Il gioco ora è più ricco grazie anche alla capacità del motore di gestire i veicoli a terra.
Via | FlightGear
Quando il mese scorso introdussi Sikuli per Linux non tutte le reazioni furono positive: di primo acchito, leggendo questo aggiornamento, sono stato sul punto di concordare coi suoi detrattori. Perché effettivamente lo showcase di Sikuli contiene esempi piuttosto ridicoli… tanto che manca solo mostrino anche come preparare il caffè.
Eppure anche facezie di questo tipo possono avere risvolti interessanti: non è così importante che Sikuli possa suonare il pianoforte – benché ciò possa tradursi in un simpatico divertissement – quanto che l’automazione possa interagire con Flash (l’esempio mostra una macchina Windows, ma lo script dovrebbe funzionare anche su Linux e OS X).
Personalmente sono infatti convinto che, coi dovuti aggiustamenti, Sikuli possa rivelarsi utile per l’accessibilità dei contenuti distribuiti attraverso il linguaggio di Adobe: basterebbe fare a meno del mouse. Si noti che l’applicazione utilizza Java tramite Python per la costruzione degli script — cui tutti possono contribuire, anche attraverso il progetto su Launchpad.
Lo chiamavano il gordo, ma alla fine era quello che faceva sempre gol. No, non è Ronaldo ai tempi del Real Madrid, ma il kernel Linux che lo stesso papà Torvalds ha recentemente definito bloated, gonfio. La redazione di Phoronix.com, magazine specializzato nei test di benchmark, propone infatti una serie di test eseguiti negli ultimi due anni da cui si vede come le performance del kernel non siano in costante miglioramento, come si vorrebbe. Anzi, il nuovo kernel 2.6.33, da poco rilasciato e che prometteva diverse novità, come abbiamo riportato, ne esce con le ossa rotte.
Poco o nulla sembra infatti cambiato, in termini di prestazioni, per quanto riguarda la compressione con 7zip e Lzma fra la versione 2.6.24 e quella 2.6.33 del kernel. Idem per quanto riguarda Apache, che anzi ha accusato un calo di prestazioni da versione a versione per poi posizionarsi sugli stessi livelli di inizio rilevazione, mentre in diversi altri test le prestazioni crescono nelle ultime tre release prima di tornare a livelli decisamente inferiori con la 2.6.33, come per esempio per quanto riguarda l’uso di PostgreSql.
Se le conclusioni dei tester sono più ponderate, le nostre di utenti sono drastiche: Linux è diventato un ciccione. Intel, a dire la verità, l’aveva già anche detto: il kernel ha perso il 12% in termini di prestazioni nelle ultime 10 release. E Torvalds aveva sancito: Tux è diventato un pinguino grasso e lento. “Un signore grasso e lento giunto al viale del tramonto” cantavano Elio e le storie tese in una sigla di Mai dire gol di diversi anni fa. Che proseguiva invitando il protagonista della filastrocca ad appendere le scarpe al chiodo: “Dai ascolto a chi ti vuole bene campione / fallo anche tu / Meglio adesso che sei un mito / da domani sarai un peto”.
Ora, nessuno vuole vedere Linux in panca ma forse occorre davvero riflettere sul tentativo degli sviluppatori del kernel di correre dietro a ogni novità. E il fatto che Ubuntu 10.4 dovrebbe montare il kernel 2.6.32 aggiunge un altro spunto alla riflessione, alla luce dei test di cui abbiamo parlato.
In questo video potete vedere Linux che parte in meno di un secondo su una scheda di sviluppo OMAP3530 EVM.
Il sistema è configurato per eseguire un’applicazione che mostra il video ripreso dalla webcam collegata. Come potete vedere il boot è veramente rapidissimo. Un risultato che non sarebbe male poter ottenere anche sui normali computer anche se in questo caso si tratterà di un kernel personalizzato per l’hardware in questione.
Via | EmbeddedBits

Quasi due anni fa il famoso hacker Con Kolivas smetteva di sviluppare le sue patch per lo scheduler di Linux.
Lo scorso anno aveva fatto ritorno con il nuovo scheduler BFS, Brain Fuck Scheduler, che ha delle buone prestazioni nonostante un design piuttosto semplice rispetto agli altri disponibili. Non ha intenzione di spingere per l’inclusione nel kernel, ma ha aggiornato il suo set di patch.
Patch che modifica alcune parti del kernel e che potete testare applicandola ad un kernel 2.6.33. Kolivas non riesce a stare lontano dal kernel programming? Lo scopriremo nei prossimi mesi.
Via | Phoronix

Secondo una ricerca portata avanti dall’università di Oviedo in Spagna il valore del kernel Linux supererebbe il miliardo di euro.
Lo studio ha preso in esame le versioni dalla 2.6.11 alla 2.6.30 rilasciata lo scorso giugno ed il calcolo è stato effettuato secondo il metodo Constructive Cost Model 81 (COCOMO 81) usando come stipendio medio per un programmatore il dato proposto da Eurostat: 31.000€.
L’algoritmo analizza vari aspetti del software preso in esame, non ultimo il numero di linee scritte. Dai risultati si evince come nel 2008 ci sia stato un’impennata nello sviluppo portando la spesa in ricerca e sviluppo a 228 milioni di € dai 94 milioni di € del 2007.
Via | Europa

Compcache consente di creare una periferica a blocchi (ramzswap) utilizzando parte della ram e di utilizzarlo come disco di swap.
Le pagine inviate a questo device vengono compresse e restano immagazzinate in ram. Il risultato è quello di incrementare la quantità di memoria disponibile per le applicazioni. Un approccio che normalmente viene criticato perché la memoria è disponibile in grandi quantità a prezzi modici.
Purtroppo non è sempre così. Pensate ad esempio a netbook, sistemi di virtualizzazione o sistemi embedded. Come dimostrano i benchmark l’approccio ha i suoi vantaggi ed ora è disponibile nel kernel 2.6.33.
Via | Compcache