XBMC pubblica Dharma Beta 1 dopo 9 mesi di lavoro

pubblicato da Federico Moretti

XBMC Media CenterXBMC, forse il progetto più promettente tra i media center aperti, ha cominciato il rilascio della versione 10.0. Il nome in codice è Dharma ed è stata pubblicata la Beta 1. Per provarla su Linux, OS X e Windows (a 32-bit) ci sono vari modi e il LiveCD è sicuramente quello più semplice.

Il LiveCD di XBMC è basato su Ubuntu 10.04 LTS ed è installabile su hard disk. Le novità partono dagli artwork aggiornati (incluso un tema per Plymouth). L’interfaccia di base è sempre la stessa, ma è un aspetto marginale. La parte più interessante riguarda il sistema degli add-on.

Le estensioni della comunità sono in costante aumento, grazie anche al successo ottenuto da Boxee (che è compatibile con XBMC, su cui pure è basato). Dharma è localizzato in italiano, anche se non è esente da difetti evidenti di traduzione. Un altro passo avanti per il media center.

XBMC 10.0 Dharma Beta 1 LiveCD

Via | XBMC

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Ancora su Valve, Steam e Linux: la storia infinita?

pubblicato da Federico Moretti

Valve

Delle due, l’una: Doug Lombardi è un bugiardo, oppure è tutta una strategia di marketing. Nulla vieta che siano vere entrambe. Sta di fatto che, dopo avere smentito categoricamente il port di Steam su Linux, Valve ha pubblicato un annuncio di lavoro che sembra andare nella direzione opposta. Infatti cercano qualcuno per «portare i giochi di Windows su Linux».

La posizione di lavoro proposta è tanto più “ambigua”, almeno stando alle dichiarazioni ufficiali a mezzo stampa, perché l’ingegnere dovrebbe inserirsi proprio nel gruppo di Steam. Che senso avrebbe, se non ci fosse una versione in fase di sviluppo per Linux? La società, comunque, non ha fatto un solo passo indietro sulle dichiarazioni rilasciate da Lombardi.

A questo punto ha senso domandarsi se Steam su Linux serva davvero. Sono ormai due anni che la comunità sorbisce annunci e smentite da fonti ufficiali e/o vicine a Valve. Difficile che se ne parlerebbe, se non si trattasse di una svolta importante: non si tratta di attendere che Valve estenda il proprio mercato a Linux, ma di avere più scelta sui giochi commerciali.

Via | Valve Software

condividi condividi 16 commenti martedì 31 agosto 2010
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Oltre Btrfs: ZFS su Linux entro il mese prossimo

pubblicato da Federico Moretti

ZFSPer una distribuzione che procrastina Btrfs c’è un’azienda che si appresta a distribuire ZFS per Linux. L’avevamo anticipato all’inizio dell’estate: Brian Behlendorf di LLNL sta lavorando su ZFS per aggirare quei limiti della licenza CDDL di Sun Microsystems che finora hanno impedito il porting del filesystem. Non ci è voluto molto perché arrivasse a un risultato concreto. Il modulo andrà compilato a sé.

Sussistono, infatti, due problemi alla definitiva integrazione: come sottolineato in occasione dell’annuncio di giugno, a causa delle incompatibilità di licenza il modulo di LLNL non potrà essere implementato direttamente nel kernel. Un altro aspetto (che ZFS condivide con Btrfs) riguarda la creazione di applicazioni compatibili. Senza un programma come Time Slider il filesystem ha poco senso.

C’è poi un terzo problema che non si può sottovalutare. Sia Btrfs, sia ZFS sono attualmente nelle mani di Oracle. Ciò riguarda un elevato numero di progetti open source, ma nella circostanza diventa un aspetto primario. Escludendo LVM2 (con caratteristiche totalmente differenti) i progetti più interessanti per gli snapshot dei dischi sono entrambi nelle mani di una sola azienda. Finché li vorrà mantenere.

Via | Phoronix

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Steam non approderà su Linux, parola di Valve

pubblicato da Federico Moretti

Steam

Chi pensava che la realizzazione di Steam per OS X avrebbe aperto la strada a una versione per Linux resterà deluso. Valve, in una recente intervista, lo ha escluso categoricamente. Resta un’incognita l’archivio dei sorgenti scoperti e compilati da Phoronix (che, a tutto dire, non mostravano granché). Uno splashscreen è l’unica speranza e non ha grandi possibilità.

Come avevo sostenuto in occasione dei primi rumor sulla presunta disponibilità per Linux, l’unico modo per usare Steam è installando le patch di Bordeaux con Wine e scaricare il client per Windows. Doug Lombardi ha smentito che esista una versione di Steam per Linux su cui Valve stia attualmente lavorando. Insomma, ben due anni di indiscrezioni fasulle.

Forse Lombardi, responsabile del marketing di Valve, potrebbe cambiare idea dopo l’uscita di Chrom* OS. Sempre che quest’ultimo abbia il successo auspicato e Google non vincoli l’installazione del software all’uso di Chrome Web Store. Sono tutte elucubrazioni, per nulla dimostrabili. L’unica certezza è che Steam non arriverà affatto su Linux nei prossimi mesi.

Via | Games Industry

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Open Compliance: presto adesivi «compatibile con Linux»?

pubblicato da Federico Moretti

Open Compliance Support

Esistono da tempo delle etichette amatoriali che possono essere stampate per mostrare a tutti il proprio affetto per una distribuzione Linux. C’è persino chi sostituisce il logo di Windows con Tux sulle tastiere. Ma nessuno di questi ha davvero un senso, escludendo l’aspetto estetico. Quella di The Linux Foundation è, al contrario, un’iniziativa concreta.

Partendo dall’esperienza di FOSSBazaar, una comunità di sviluppo orientata al dialogo tra produttori hardware e software, The Linux Foundation ha concepito nell’ambito della LinuxCon 2010 di Boston un progetto ambizioso. Il programma Open Compliance prevede l’identificazione dei dispositivi effettivamente compatibili con applicazioni open source.

L’iniziativa si avvale dell’appoggio di partner internazionali d’esperienza sia in ambito software, sia in ambito hardware. Open Compliance non si limiterà a stilare una classifica di computer e programmi compatibili con Linux, ecc. ma promuoverà una serie di meeting e workshop per migliorare l’esperienza delle aziende e dei liberi professionisti coinvolti.

Via | The Linux Foundation

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Aggiustare dinamicamente la luminosità dello schermo con F.Lux

pubblicato da Federico Moretti

F.Lux TuxF.Lux è un’applicazione disponibile per Linux, OS X e Windows che si occupa di modificare le impostazioni di luminosità dello schermo. Il programma si basa sul concetto per cui la pupilla dell’occhio umano ha una diversa apertura a seconda della luce ambientale, di norma condizionata dall’orario della giornata. Per questo motivo F.Lux regola la retroilluminazione del monitor in modo da affaticare il meno possibile la vista.

Benché si tratti di una soluzione relativamente semplice, non sono molte le applicazioni ad avvalersi di questa caratteristica. La versione di F.Lux per Linux ha appena rinnovato la propria interfaccia grafica per supportare gli indicatori di Ubuntu. Gli utenti di Lucid Lynx con GNOME possono usufruirne da subito: tutti gli altri possono comunque utilizzare la versione da riga di comando o, compilarne i sorgenti sulla propria distribuzione.

Uno degli aspetti più interessanti di F.Lux è la modifica dinamica della temperatura del colore basata su latitudine e longitudine della posizione geografica in cui ci si trova. Associata alla sincronizzazione dell’ora via NTP permette di ottenere sempre la luminosità più adeguata. Le istruzioni per l’installazione di F.Lux su Ubuntu (e sulle altre distribuzioni) si trovano sul blog di Kilian Valkhof, che ha curato l’integrazione con AppIndicator.

Via | MakeUseOf

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AppArmor entrerà nel kernel Linux 2.6.36

pubblicato da Federico Moretti

TuxIl kernel 2.6.35 è appena stato rilasciato ed è già tempo di pensare alla prossima release. Piaccia o, meno la prima notizia su Linux 2.6.36 riguarda l’ingresso di AppArmor al fianco di SELinux e TOMOYO tra i moduli di sicurezza proposti. Mentre Red Hat predilige SELinux per Fedora, AppArmor è la scelta di Canonical per Ubuntu ed è un progetto di Novell.

Scelto come profilo predefinito anche da Mandrake (e, ovviamente, da OpenSUSE), AppArmor è in lizza per entrare nel kernel da diverso tempo. Sembra proprio che questa sia la volta buona. Chi è abituato a compilarlo su Ubuntu ha già avuto a che fare con le patch di Canonical per AppArmor e la società potrebbe contribuire anche più della stessa Novell.

Sì, perché la multinazionale ha liquidato gli sviluppatori da qualche anno e il “pallino” di AppArmor è sempre stato una caratteristica dell’azienda di Mark Shuttleworth. Quest’ultimo ha tutto l’interesse a dimostrare il proprio contributo all’open source dopo le polemiche innescate al GUADEC 2010. In ogni caso, «la scelta è una buona cosa».

Via | LKML

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Linux 2.6.35

pubblicato da Lpt on fire!

Linus ha annunciato l’arrivo della versione 2.6.35 del kernel Linux.

Una delle novità più interessanti è la possibilità di distribuire in maniera trasparente la gestione del traffico di rete su tutte i processori presenti con miglioramenti notevoli per le prestazioni. Btrfs ora supporta la modalità Direct I/O e Xfs potrà sfruttare il delayed logging, una funzionalità sperimentale che consente di accorpare alcune transizione asincrone in memoria con vantaggi per chi ha workload con molte operazioni su metadati.

Kgdb, un debugger a livello kernel, è presente dal rilascio del 2.6.26, ma ora si è aggiunto il nuovo Kdb. Un kernel debugger che può girare sulla macchina locale senza la necessità di lavorare da remoto.

Per le macchine sempre accese potrà essere interessante la nuova funzionalità per la compattazione della memoria che consente di riorganizzare le pagine in memoria per ridurne la frammentazione. Attivabile a piacere consiste in due scanner, il primo indicizza le pagine da spostare, mentre il secondo lo spazio libero.

Via | KernelNewbies

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CrossOver 9.1 è basato su Wine 1.2

pubblicato da Federico Moretti

CrossOverA breve distanza da Wine 1.2 è stato rilasciato CrossOver 9.1 (e CrossOver Games 9.1) da CodeWeavers. L’applicazione, sviluppata dagli stessi programmatori di Wine, coadiuva l’installazione di software e giochi per Windows su Linux e OS X. Ora anche per sistemi a 64-bit.

CrossOver è un programma commerciale, offerto a 37€ nella versione standard e 64€ per quella più “evoluta”. Il ricavato serve a finanziare lo sviluppo di Wine, un motivo più valido di tanti altri per effettuarne l’acquisto. L’ultima release supporta le nuove funzionalità di Wine 1.2.

Indubbiamente sarebbe preferibile che le software house si concentrassero sullo sviluppo di applicazioni e giochi nativi per Linux, ma CrossOver resta in sé un prodotto egregio.

Via | The H Online

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Marvell: PlugComputer 3.0 e SheevaPlug + EPI

pubblicato da Federico Moretti

PlugComputerPlugComputer è un device di Marvell che si presta agli utilizzi più disparati. Può essere paragonato a una sorta di ibrido tra MiFi e NAS. Ha le dimensioni di un trasformatore per cellulari e integra un processore ARM-compliance associato a 512Mb di RAM DDR2, disco Flash (sempre da 512Mb), USB 2.0 ed Ethernet 1000. Un vero e proprio “gioiellino” distribuito negli USA, in Cina e Regno Unito a $99 con Linux.

Prescindendo dalle caratteristiche di tutto rispetto, il PlugComputer è un dispositivo divertente per gli “smanettoni”. Tra le distribuzioni supportate ufficialmente spiccano OpenWrt e derivate Debian, Fedora, Gentoo e Ubuntu per ARM. SheevaPlug è l’ultima versione di PlugComputer, dalle dimensioni ancora più ridotte. L’installazione del software costituisce un limite per la necessità di passare dal SDK.

Almeno, fino ad ora. Perché Marvell ha annunciato la disponibilità di un installer universale e open source per PlugComputer. Quest’ultimo faciliterà la gestione del software su tutti i device compatibili con PlugComputer. Ciò interessa anche gli Italiani perché il cd. “plug computing” ha una folta comunità attorno ai dispositivi che si possono acquistare nel nostro Paese. Una soluzione embedded da provare.

Via | Mauro Toffanin

condividi condividi 9 commenti venerdì 30 luglio 2010
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