Cala il sipario su una delle distribuzioni GNU/Linux più chiacchierate: Linspire, originariamente nata come Lindows e recentemente acquisita da Xandros, non esiste più.
L’azienda ha annunciato di voler riorganizzare lo sviluppo di Freespire (la versione comunitaria di Linspire) basando il codice della sua prossima versione su Debian Lenny anziché su Ubuntu ed utilizzarla come banco di prova per le funzionalità da integrare in Xandros Desktop Professional (così come accade per Red Hat Enterprise Linux/Fedora e Novell SUSE/openSUSE).
Per questo motivo e per l’inutilità di sviluppare due distribuzioni commerciali, la società ha deciso di cessare lo sviluppo di Linspire. Non tutto sembra però perduto: funzionalità come CNR torneranno probabilmente a far capolino nelle prossime versioni di Xandros.
via | Linux.com
Da quando Kevin Carmony ha abbandonato il ruolo di presidente e CEO di Linspire, la sua posizione nei confronti del patron dell’azienda, Michael Robertson, è diventata particolarmente critica. Talmente critica da non aver avuto nessun timore nel riportare sul suo blog che Linspire e Xandros hanno firmato un accordo che prevede l’acquisto della prima da parte di quest’ultima.
Carmony ha incluso una scansione del promemoria inviato agli azionisti di Linspire, nel quale viene anche annunciato che, in seguito all’accordo, è stata votata una mozione che prevede il cambio di nome dell’azienda (l’ennesimo) in Digital Cornerstone, Inc.
Il fatto che l’operazione sia stata stata condotta in gran segreto (gli azionisti di minoranza, tra i quali figurerebbe anche Carmony, ne erano all’oscuro) sembra indicare la volontà di liquidare al più presto Linspire e tutto il suo asset (inclusa la versione comunitaria Freespire), probabilmente prima che il valore della distribuzione scenda ulteriormente.
via | Slashdot
Nella giornata di ieri è stata rilasciata la versione 6.0 di Linspire, a distanza di più di due anni dall’ultima major release. Questa versione conferma ancora una volta l’intenzione di Linspire di puntare moltissimo sull’inclusione di software proprietario ( plugin, codec, driver, firmware, etc ) per offrire una migliore esperienza out-of-the-box ai suoi utenti, mantenendo viva l’idea di “unire il mondo del software open / libre con quello del software proprietario, a vantaggio dell’utente finale”.
Oltre a rappresentare la prima versione ad essere basata su Ubuntu, Linspire 6.0 mette al sicuro i suoi utenti da possibili violazioni di brevetti Microsoft grazie all’accordo firmato qualche mese fa dalle due società, sulla falsariga di quello stipulato dal colosso di Redmond con Xandros. Resta ora da capire se ad un utente realmente interessato convenga sborsare i 49$ necessari per acquistare Linspire 6.0 oppure optare per Freespire 2.0, sorella minore di questa distribuzione ma liberamente scaricabile.
[ via Slashdot ]
In un’intervista con Linux-Watch, Kevin Carmony ha confermato le voci riguardanti la sua dimissione dal ruolo di CEO di Linspire: Carmony ha plasmato, nel bene o nel male, lo sviluppo di Linspire / Freespire essendo stato in carica sin dal 2001. A lui si deve l’introduzione di driver e codec proprietari, l’apertura di CNR alle altre distribuzioni ma anche il recente accordo con Microsoft ( dopo averla combattuta per anni in tribunale ).
Resta ora da capire se il successore di Carmony ne seguirà le orme continuando una politica di sviluppo business-oriented o se Linspire riceverà un’ulteriore sferzata verso la community.
[ via OSNews ]
Settimana incredibilmente ricca di rilasci: dopo openSUSE alpha 7 e Fedora 8 test 1 è il turno di Freespire 2.0, la versione “libera” di Linspire, mantenuta e portata avanti dalla comunità. Sul sito ufficiale ( e sul relativo forum ) non sono riuscito a recuperare informazioni precise su quali siano le novità principali introdotte in Freespire 2.0 ( a parte il passaggio a Ubuntu 7.04 come base ) ma solamente le caratteristiche che la rendono differente dalle altre distribuzioni.
Microsoft ha dichiarato che il software rilasciato con la nuova versione di una popolare licenza open source non è coperto dall’accordo recentemente firmato con Linspire: sul suo sito web, il colosso di Redmond, ha infatti ribadito che il software di Linspire protetto dall’accordo non include foundry products, clone products, software GPLv3 o altri, più generici applicativi. Insomma, copre una percentuale molto bassa di quello che si troverà sempre più spesso in una moderna distribuzione GNU/Linux.
La dichiarazione è stata pubblicata il 5 luglio, giusto tre settimane dopo la conclusione dell’accordo tra Microsoft e Linspire per proteggere gli utenti della nota distribuzione da “problemi legali dovuti alla violazione di brevetti”.
[ via OSNews ]
I recenti accordi di alcuni distribuzioni con Microsoft hanno portato ad un nuovo livello le differenze che da sempre caratterizzano il mondo GNU/Linux: se prima le distinzioni si limitavano alla scelta del package manager, a quella del desktop environment o ai tempi di rilascio, ora un’ulteriore distinzione è data dalla volontà di fornire ai propri utenti, in modo legale, un ambiente che sia completamente funzionante out-of-the-box.
Questo è, in sostanza, il pensiero di Kevin Carmony, presidente e CEO di Linspire, che nel suo ultimo editoriale ha difeso a spada tratta l’accordo con il colosso di Redmond, rispondendo a tono alle accuse di mancanza moralità: è più corretto trovare un accordo con Microsoft o altre società per poter distribuire i codec multimediali in modo legale oppure far finta che il problema non esista e consigliare agli utenti di installarli da pagine ricche di disclaimer su eventuali violazioni legali? A voi lettori l’ardua sentenza…
[ via OSNews ]
Nonostante il periodo estivo sia ormai alle porte il Distrowatch Weekly continua ad essere fonte di notizie sempre interessanti. Vediamo insieme le parti più salienti del numero 207 nella nostra personalissima versione italianizzata ![]()
Sembra che nel settore delle distribuzioni commerciali ci sia una sorta di effetto domino dopo l’accordo Microsoft-Novell.
Dopo Xandros questa volta è il turno di Linspire nel firmare con MS un patto che permetterà interoperabilità e protezione da eventuali cause da Ballmer e soci.
La stretta di mano con Microsoft è stata fortemente voluta dal ceo di Linspire Kevin Carmony che da più di un anno stava intessendo relazioni con Redmond.
Interoperabilità dei formati (OpenXML e OpenDocument), utilizzo dei TrueType fonts e dei codec audio-video Windows Media 10, dialogono con i protocolli VoIP di Microsoft questi i vantaggi di le prossime versioni di Linspire potranno “godere”.
Inoltre tutti i clienti di Linspire saranno al sicuro da potenziali/presunte violazioni (mai dimostrate da MS) delle proprietà intellettuali di Microsoft.
Quale sarà la prossima distribuzione commerciale ad accordarsi con zio Bill?
[Via | Techcrunch]
E con questo numero il DistroWatch Weekly raggiunge quota duecento! Già, sembra ieri ed invece il DWW segue la vita delle distribuzioni Linux e BSD da ormai quasi quattro anni; che altro aggiungere?…keep up the good work, Ladislav!