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  <title>Ossblog.it</title>
  <subtitle>Programmi free: scopri il mondo dell'Open Source</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[2005-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-05-21T05:23:29+00:00</updated>
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    <title type="html">IBM e SAP creeranno un porting di OpenJDK su PowerPC con Linux e AIX</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-05-14T08:00:49+00:00</published>
    <updated>2012-05-14T08:00:49+00:00</updated>
    <dc:subject>java</dc:subject><dc:subject>unix</dc:subject><dc:subject>hotspot virtual machine</dc:subject><dc:subject>ibm aix</dc:subject><dc:subject>openjdk 7</dc:subject><dc:subject>powerpc</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[OpenJDK, il Java Development Kit (JDK) open source, arriverà quanto prima sull’architettura PowerPC — almeno, utilizzando Linux o AIX. Nonostante OpenJDK sia diventato, a partire da Java 7, la base[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9955/ibm-e-sap-creeranno-un-porting-di-openjdk-su-powerpc-con-linux-e-aix"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/openjdk.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="OpenJDK" /><a href="http://openjdk.java.net/">OpenJDK</a>, il Java Development Kit (JDK) <em>open source</em>, arriverà quanto prima sull’architettura PowerPC — almeno, utilizzando Linux o AIX. Nonostante OpenJDK sia diventato, a partire da Java 7, la base di tutti i JDK – proprietari e non – distribuiti da Oracle, i PowerPC sono tuttora esclusi. Il <em>porting</em> di OS X è soltanto sui MacIntel.</p>
<p>L’unica soluzione, per i possessori di PowerPC, sarebbe quella d’installare la JDK di IBM: questa è obsoleta e insufficiente a soddisfare le esigenze degli sviluppatori. Proprio IBM – in collaborazione con SAP – vuole cambiare le cose, rendendo disponibile OpenJDK 7 per PowerPC con Linux e AIX. Oracle non ha commentato l’iniziativa.</p>
<p>Il <em>porting</em>, secondo i piani delle due società, dovrebbe approdare nel <em>trunk</em> di OpenJDK entro le versioni 8 e 9. Il progetto include <a href="http://openjdk.java.net/groups/hotspot/">HotSpot</a>, la Virtual Machine (VM), strumenti e librerie di OpenJDK a 32-bit e a 64-bit per Linux e AIX. IBM e SAP sperano che aziende come Canonical o Red Hat possano collaborare alla versione di Linux.</p>
<p>Via | <a href="http://www.itworldcanada.com/news/open-source-java-moving-to-linux-aix-on-powerpc/145416">IT World Canada</a></p>
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    <title type="html">Haiku con la GSoC 2012: sono inclusi il porting a 64-bit e OpenJDK 7</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-04-30T08:00:24+00:00</published>
    <updated>2012-04-30T08:00:24+00:00</updated>
    <dc:subject>java</dc:subject><dc:subject>haiku</dc:subject><dc:subject>ambienti di sviluppo</dc:subject><dc:subject>architetture di sistema</dc:subject><dc:subject>linguaggi di programmazione</dc:subject><dc:subject>sistemi operativi</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Haiku partecipa, come ogni anno, alla Google Summer of Code (GSoC): i progetti per il 2012 sono appena cinque, tre in meno rispetto al 2011, ma entro la fine dell’estate dovrebbe essere pronto il[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9889/haiku-con-la-gsoc-2012-sono-inclusi-il-porting-a-64-bit-e-openjdk-7"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/haiku.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Haiku" /><a href="https://www.haiku-os.org/">Haiku</a> partecipa, come ogni anno, alla Google Summer of Code (<a href="http://code.google.com/soc/">GSoC</a>): i progetti per il 2012 sono appena cinque, tre in meno rispetto al 2011, ma entro la fine dell’estate dovrebbe essere pronto il <em>porting</em> a 64-bit. Il supporto all’architettura è stato procrastinato più volte — potrebbe essere la volta buona? Inoltre, c’è OpenJDK 7.</p>
<p>Gli altri tre progetti approvati per la GSoC 2012 di Haiku non sono meno importanti. Due riguardano i file system: Pawel Dziepak lavorerà al supporto di NFSv4 e Andreas Henriksson a un <em>partition resizer</em> per BFS. L’ultimo, invece, riguarda <code>cpuidle</code>. Quelli cui guardare con più interesse restano 64-bit e OpenJDK — le maggiori carenze.</p>
<p>Alex Smith ha descritto come procederà sul <em>porting</em> a 64-bit. Anzitutto, riscriverà il <em>boot loader</em> di Haiku: seguiranno il <em>kernel</em> e alcuni driver fondamentali. La GSoC 2012 non basterà a terminare l’intero sistema operativo. Hamish Morrison lavorerà a OpenJDK 7, introducendo il supporto ad AWT/Java2D e JSound. Dovrebbe completarlo.</p>
<p>Via | <a href="https://www.haiku-os.org/community/gsoc/2012">Haiku</a></p>
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    <title type="html">Twitter ha “liberato” Cassie, un client di Cassandra creato in Scala</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2012-02-10T09:00:36+00:00</published>
    <updated>2012-02-10T09:00:36+00:00</updated>
    <dc:subject>java</dc:subject><dc:subject>nosql</dc:subject><dc:subject>archiviazione digitale</dc:subject><dc:subject>database non relazionali</dc:subject><dc:subject>linguaggi di programmazione</dc:subject><dc:subject>memorizzazione dei dati</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Cassie è un client di Cassandra, il database non relazionale, realizzato in Scala — un linguaggio di programmazione su Virtual Machine (VM), alternativo a Java di Oracle. Twitter ha creato un fork[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9451/twitter-ha-liberato-cassie-un-client-di-cassandra-creato-in-scala"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/twitter.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Twitter" /><a href="https://github.com/twitter/cassie">Cassie</a> è un <em>client</em> di Cassandra, il database non relazionale, realizzato in <a href="http://www.scala-lang.org/">Scala</a> — un linguaggio di programmazione su Virtual Machine (VM), alternativo a Java di Oracle. Twitter ha creato un <em>fork</em> dell’abbandonato progetto di Coda Hale e ne ha “liberato” i sorgenti. È il <em>client</em> utilizzato per la stessa piattaforma di <em>microblogging</em>.</p>
<p>Utilizzato per dialogare con «una dozzina di cluster e oltre un migliaio di macchine» su Cassandra, Cassie si avvale di <a href="http://twitter.github.com/finagle/">Finagle</a>: il <em>network stack</em> di Twitter per generare <em>client</em> di Remote Procedure Call (RPC) asincrone in Java, Scala o qualunque altro linguaggio di programmazione per JVM. Finagle è basato su Netty e scritto in Scala.</p>
<p>È considerato molto stabile. Tuttavia, Cassie prevede delle funzionalità limitate alle esigenze di Twitter: non supporta ogni caratteristica di Cassandra. Ad esempio, l’iterazione asincrona tra righe e colonne del database è di nuova concezione e potrebbe cambiare nel tempo. Cassie è più “leggero” di Astyanax, <a href="http://www.ossblog.it/post/9385/astyanax-il-client-in-java-per-cassandra-e-disponibile-con-netflix">il <em>client</em></a> di Netflix.</p>
<p>Via | <a href="https://dev.twitter.com/blog/cassie-scala-client-for-cassandra">Twitter Developers</a></p>
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    <title type="html">Astyanax, il client in Java per Cassandra, è disponibile con Netflix</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-02-02T13:00:37+00:00</published>
    <updated>2012-02-02T13:00:37+00:00</updated>
    <dc:subject>java</dc:subject><dc:subject>nosql</dc:subject><dc:subject>archiviazione digitale</dc:subject><dc:subject>database non relazionali</dc:subject><dc:subject>linguaggi di programmazione</dc:subject><dc:subject>memorizzazione dei dati</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Astyanax è un client di Cassandra, il database non relazionale, scritto in Java — e realizzato da Netflix. Garantisce delle prestazioni equivalenti a Hector, una soluzione su CloudBees. Astyanax è[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9385/astyanax-il-client-in-java-per-cassandra-e-disponibile-con-netflix"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/netflix.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Netflix" /><a href="https://github.com/Netflix/astyanax">Astyanax</a> è un <em>client</em> di Cassandra, il database non relazionale, scritto in Java — e realizzato da Netflix. Garantisce delle prestazioni equivalenti a Hector, una soluzione su CloudBees. Astyanax è figlio di Hector e nipote di Cassandra, nella mitologia ellenica: il <em>client</em> è ottimizzato per le esigenze di catalogazione del servizio.</p>
<p>Il rilascio dei sorgenti di Astyanax – per i quali è stata scelta la licenza Apache 2.0 – rientra nella nuova politica <em>open source</em> di Netflix, che è stata inaugurata lo scorso dicembre con <a href="http://www.ossblog.it/post/8917/netflix-ha-concepito-curator-una-risorsa-basata-su-apache-zookeeper">la “liberazione”</a> di Curator per ZooKeeper. Entrambe le soluzioni sono state concepite in Java e sono utilizzate da Netflix per i servizi erogati.</p>
<p>Partito come un <em>fork</em> di Hector, Astyanax è diventato uno strumento più complesso. Se l’offerta di Netflix è tuttora assente dal mercato italiano, i sorgenti delle soluzioni <em>open source</em> sono disponibili ovunque: la scelta di “liberare” le tecnologie utilizzate in azienda è decisamente preferibile all’abbandono di progetti in disuso.</p>
<p>Via | <a href="http://techblog.netflix.com/2012/01/announcing-astyanax.html">Netflix</a></p>
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    <title type="html">JavaFX 2.1 approda su Linux con l’ultima anteprima agli sviluppatori</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-01-25T08:00:32+00:00</published>
    <updated>2012-01-25T08:00:32+00:00</updated>
    <dc:subject>java</dc:subject><dc:subject>linux</dc:subject><dc:subject>ambienti di sviluppo</dc:subject><dc:subject>applicazioni multi-piattaforma</dc:subject><dc:subject>compatibilità tra sistemi</dc:subject><dc:subject>linguaggi di programmazione</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[JavaFX 2.1, l’ultimo aggiornamento sperimentale della nuova Rich Internet Application (RIA) di Oracle, è disponibile per Linux. Risorta in ottobre col JavaOne 2011, JavaFX è stata distribuita[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9341/javafx-21-approda-su-linux-con-lultima-anteprima-agli-sviluppatori"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/javafx.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="JavaFX" /><a href="http://www.oracle.com/technetwork/java/javafx/downloads/devpreview-1429449.html">JavaFX 2.1</a>, l’ultimo aggiornamento sperimentale della nuova Rich Internet Application (RIA) di Oracle, è disponibile per Linux. Risorta in ottobre col JavaOne 2011, JavaFX è stata distribuita immediatamente su Windows – con un <em>installer</em> del <em>runtime</em> – e Mac OS X. Il supporto a Linux, al contrario, è stato annunciato soltanto lunedì.</p>
<p>Per il momento, la versione su Linux è soltanto a 32-bit. Al pari di quella su Mac OS X, JavaFX 2.1 include il <em>runtime</em> nel Software Development Kit (SDK): perciò, occorre scaricare quest’ultimo per averli entrambi. Il download dell’anteprima è subordinato – oltre all’accettazione della licenza – all’iscrizione sul portale di Oracle.</p>
<p>Il percorso di JavaFX è appena all’inizio: la RIA sarà inclusa nel JDK di Java 8 tra il 2013 e il 2014. Tra parentesi, Mario Torre e Roman Kennke – due dei creatori di ThingsFX, il <em>framework</em> per Swing su JavaFX – sono stati assunti da Red Hat. Non sono emersi ulteriori dettagli. Tuttavia, è probabile che entrino nel team di Ceylon.</p>
<p>Via | <a href="http://blogs.oracle.com/javafx/entry/javafx_2_0_is_cross">Oracle</a></p>
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    <title type="html">È scaricabile il primo rilascio di Ceylon, il linguaggio di Red Hat</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2011-12-26T07:00:29+00:00</published>
    <updated>2011-12-26T07:00:29+00:00</updated>
    <dc:subject>red-hat</dc:subject><dc:subject>java</dc:subject><dc:subject>ambienti di sviluppo</dc:subject><dc:subject>ceylon</dc:subject><dc:subject>eclipse</dc:subject><dc:subject>linguaggi di programmazione</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Ceylon ha raggiunto il rilascio della prima “pietra miliare”, che era stata annunciata il mese scorso: il linguaggio – sviluppato da Red Hat – è un’alternativa a Java, compatibile con[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9147/e-scaricabile-il-primo-rilascio-di-ceylon-il-linguaggio-di-red-hat"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/ceylon.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Ceylon" /><a href="http://ceylon-lang.org/">Ceylon</a> ha raggiunto il rilascio della prima “pietra miliare”, che era stata annunciata il mese scorso: <a href="http://www.ossblog.it/post/8855/ceylon-un-nuovo-linguaggio-alternativo-a-java-sviluppato-da-red-hat">il linguaggio</a> – sviluppato da Red Hat – è un’alternativa a Java, compatibile con qualunque JVM. In settimana seguirà <a href="http://ceylon-lang.org/documentation/ide/">la distribuzione</a> dell’estensione per Eclipse, disponibile in anteprima. Ceylon M1, AKA “Newton”, non è completo.</p>
<p>Questa <em>milestone</em> include pressoché tutte le funzionalità di Java, con qualche eccezione: <a href="http://ceylon-lang.org/documentation/roadmap/#milestone_1">la lista completa</a> delle <em>feature</em> è allegata alla tabella di marcia per Ceylon. M1 non garantisce l’interoperabilità con Java. Sarà <a href="http://ceylon-lang.org/documentation/roadmap/#milestone_2">la prima novità</a> della prossima release. Anche i <em>repository</em> remoti (e condivisi) non sono disponibili con “Newton”.</p>
<p>GitHub include <a href="https://github.com/ceylon">i sorgenti</a> per il linguaggio, oltre a quelli degli strumenti e del sito di Ceylon. Un aspetto particolarmente apprezzabile. “Newton” propone dei pacchetti precompilati per Debian/Ubuntu e Fedora — insieme a <a href="http://ceylon-lang.org/download/">un archivio compresso</a> per tutti i sistemi operativi. Il percorso di Ceylon è appena cominciato: avrà successo?</p>
<p>Via | <a href="http://ceylon-lang.org/blog/2011/12/20/ceylon-m1-newton/">Ceylon</a></p>
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    <title type="html">Arduino 1.0, la versione definitiva delle specifiche per lo sviluppo</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2011-12-02T10:00:20+00:00</published>
    <updated>2011-12-02T10:00:20+00:00</updated>
    <dc:subject>java</dc:subject><dc:subject>embedded</dc:subject><dc:subject>ambienti di sviluppo</dc:subject><dc:subject>arduino 1.0</dc:subject><dc:subject>arduino uno</dc:subject><dc:subject>specifiche di programmazione</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Arduino 1.0, la prima “pietra miliare” per lo sviluppo del software sulle schede integrate dell’omonimo progetto, è stato rilasciato. Le novità coinvolgono un po’ tutti gli aspetti di Arduino:[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/8937/arduino-10-la-versione-definitiva-delle-specifiche-per-lo-sviluppo"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/arduino.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Arduino" />Arduino 1.0, la prima “pietra miliare” per lo sviluppo del software sulle schede integrate dell’omonimo progetto, è stato rilasciato. Le novità coinvolgono un po’ tutti gli aspetti di Arduino: dall’ambiente di sviluppo a driver e firmware, oltre all&#8217;aggiornamento delle specifiche. Il prossimo passaggio riguarderà l’adozione di ARM.</p>
<p>Sì, perché i numeri hanno un’importanza strategica per Arduino: avevamo accennato al <em>feature–freeze</em> della versione 1.0 con <a href="http://www.ossblog.it/post/8145/annunciata-arduino-due-la-prima-scheda-basata-sui-processori-di-arm">l’annuncio della nuova scheda</a>, Arduino Due, che segna il passaggio all’architettura ARM. L’ultimo aggiornamento si riferisce ancora AVR/ATmega ed è intuibile che il supporto ad ARM cominci col prossimo rilascio.</p>
<p>Non significa che Arduino abbandonerà una volta per tutte Atmel per ARM. Più probabilmente, dal prossimo rilascio avverranno delle aggiunte — magari collegate al <em>toolkit</em> di Google per Android. Nel frattempo, gli appassionati d’informatica ed elettronica libera hanno qualcosa con la quale “giocare”. L’interfaccia è migliorata molto.</p>
 <p>
Purtroppo, per ammissione degli stessi sviluppatori, il supporto più ampio ai singoli dispositivi è su Windows. Arduino 1.0 è disponibile anche per Mac OS X e Linux a 32–bit o a 64–bit. Il IDE ha assunto un nuovo schema di colori e delle nuove icone, che rispecchiano il design di Arduino: l’estensione degli sketch è passata a <code>.ino</code>.</p>
<p>Tuttavia, gli aggiornamenti più consistenti riguardano le librerie di base: la trasmissione alla porta seriale è diventata asincrona. La porta Ethernet ha acquisito il supporto a DHCP e DNS, mentre le API per UDP sono state avvicinate a quelle delle altre librerie e l’utilizzo della RAM è stato ridotto in favore della memoria Flash.</p>
<p>Tutto l&#8217;ambiente di sviluppo è stato concepito per offrire la retro–compatibilità con le versioni precedenti. A questo proposito, per installare Arduino 1.0 su Linux è preferibile utilizzare i sorgenti o i binari scaricabili dal sito ufficiale: i pacchetti presenti nelle distribuzioni sono obsoleti, in particolare quelli di Ubuntu.</p>
<p><a href='http://www.ossblog.it/galleria/arduino-10-su-ubuntu-1110/'>Arduino 1.0 su Ubuntu 11.10</a></p>
<p><a href="http://www.ossblog.it/galleria/arduino-10-su-ubuntu-1110/1"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/ossblog/arduino-10-su-ubuntu-1110/thn_arduino10ubuntu11101.jpg" alt="Arduino 1.0 su Ubuntu 11.10" width="130" height="104" /></a><a href="http://www.ossblog.it/galleria/arduino-10-su-ubuntu-1110/2"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/ossblog/arduino-10-su-ubuntu-1110/thn_arduino10ubuntu11102.jpg" alt="Arduino 1.0 su Ubuntu 11.10" width="130" height="104" /></a><a href="http://www.ossblog.it/galleria/arduino-10-su-ubuntu-1110/3"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/ossblog/arduino-10-su-ubuntu-1110/thn_arduino10ubuntu11103.jpg" alt="Arduino 1.0 su Ubuntu 11.10" width="130" height="104" /></a><a href="http://www.ossblog.it/galleria/arduino-10-su-ubuntu-1110/4"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/ossblog/arduino-10-su-ubuntu-1110/thn_arduino10ubuntu11104.jpg" alt="Arduino 1.0 su Ubuntu 11.10" width="130" height="104" /></a></p>
<p>Via | <a href="http://arduino.cc/blog/2011/10/04/arduino-1-0/">Arduino Blog</a></p>
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    <title type="html">YaCy 1.0, un motore di ricerca “decentralizzato” per il web con Java</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/8909/yacy-10-un-motore-di-ricerca-decentralizzato-per-il-web-con-java" />
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2011-11-29T14:00:31+00:00</published>
    <updated>2011-11-29T14:00:31+00:00</updated>
    <dc:subject>gpl</dc:subject><dc:subject>java</dc:subject><dc:subject>applicazioni web</dc:subject><dc:subject>motori di ricerca</dc:subject><dc:subject>openjdk 6</dc:subject><dc:subject>yacy 1.0</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[YaCy 1.0 è il primo rilascio stabile del motore “decentralizzato” di The Free Software Foundation Europe (FSFE) per la ricerca sul web. Si tratta d’un prodotto open source, rilasciato sotto[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/8909/yacy-10-un-motore-di-ricerca-decentralizzato-per-il-web-con-java"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/yacy.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="YaCy" /><a href="http://yacy.net/">YaCy 1.0</a> è il primo rilascio stabile del motore “decentralizzato” di The Free Software Foundation Europe (FSFE) per la ricerca sul web. Si tratta d’un prodotto <em>open source</em>, rilasciato sotto licenza GPLv3, disponibile per Linux, Mac OS X e Windows: l’intuizione è quella di creare una rete non presidiata per rintracciare i contenuti.</p>
<p>Il progetto è libero su due piani: non soltanto è free software, ma soprattutto non dipende dagli archivi di società e privati. Ogni installazione di YaCy contribuisce all’espansione del database dei risultati ai quali s’aggiungono degli archivi compilati da alcuni progetti che sono mantenuti da enti od organizzazioni non lucrative.</p>
<p>Esisterebbe <a href="http://search.yacy.net/">un’interfaccia web</a> per provare YaCy senza alcuna installazione: purtroppo, però, è spesso sovraccarica. Su Linux è richiesta l’installazione di OpenJDK 6, mentre Mac OS X e Windows hanno tutti i componenti integrati nell’<em>installer</em>. YaCy 1.0 è compatibile con Solr per connettere <a href="http://www.yacy-websearch.net/wiki/index.php/Dev:Solr">il proprio motore di ricerca</a> col database.</p>
<p>Via | <a href="http://lwn.net/Articles/469701/">LWN</a></p>
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    <title type="html">Ceylon, un nuovo linguaggio alternativo a Java sviluppato da Red Hat</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2011-11-23T12:00:07+00:00</published>
    <updated>2011-11-23T12:00:07+00:00</updated>
    <dc:subject>red-hat</dc:subject><dc:subject>java</dc:subject><dc:subject>ambienti di sviluppo</dc:subject><dc:subject>linguaggi per programmazione</dc:subject><dc:subject>scrittura delle applicazioni</dc:subject><dc:subject>specifiche dei linguaggi</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Ceylon è un linguaggio di programmazione – sviluppato da Red Hat – ispirato a C# e soprattutto a Java. È bene specificare subito che Gavin King, responsabile del progetto, non ha mai parlato della[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/8855/ceylon-un-nuovo-linguaggio-alternativo-a-java-sviluppato-da-red-hat"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/ceylon.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Ceylon" /><a href="http://ceylon-lang.org/">Ceylon</a> è un linguaggio di programmazione – sviluppato da Red Hat – ispirato a C# e soprattutto a Java. È bene specificare subito che Gavin King, responsabile del progetto, <a href="http://in.relation.to/Bloggers/Ceylon">non ha mai parlato</a> della realizzazione di un Java–killer: <strong>Ceylon non sostituisce la soluzione di Oracle</strong> e, perché funzioni, serve una Java Virtual Machine (JVM).</p>
<p>Spesso i programmatori optano per la creazione di un nuovo linguaggio a soluzione dei problemi riscontrati con Java: nell’ultimo anno, ad esempio, abbiamo citato Scala e NetRexx. Ceylon entra in questa categoria. Le difficoltà di Red Hat non dipendono direttamente da Java, ma dagli strumenti di sviluppo per Java Second Edition (SE).</p>
<p>Il nuovo linguaggio è composto da quattro elementi principali: <a href="https://github.com/ceylon/ceylon-spec">le specifiche</a>, <a href="https://github.com/ceylon/ceylon-compiler">un compilatore</a>, <a href="https://github.com/ceylon/ceylon-ide-eclipse">un <em>plugin</em></a> per Eclipse e <a href="https://github.com/ceylon/ceylon.language">il linguaggio</a> vero e proprio. Ceylon 1.0 è pronto all’80% perché la programmazione del rilascio è giunta appena alla prima “pietra miliare”. La priorità è la creazione d’un Software Development Kit (SDK) efficiente.</p>
<p>Via | <a href="http://www.h-online.com/open/news/item/Ceylon-Red-Hat-s-Java-alternative-gets-own-home-1382758.html">The H Open</a></p>
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    <title type="html">ThingsFX propone un plugin per processare le immagini con JavaFX 2.0</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2011-11-10T08:00:01+00:00</published>
    <updated>2011-11-10T08:00:01+00:00</updated>
    <dc:subject>java</dc:subject><dc:subject>grafica</dc:subject><dc:subject>dispositivi mobili</dc:subject><dc:subject>filtri fotografici</dc:subject><dc:subject>manipolazione immagini</dc:subject><dc:subject>sviluppo web</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[ThingsFX, il framework realizzato da Mario Torre, Roman Kennke e Robert Branchat, continua a migliorare: una parte dei miglioramenti è dedicata all’implementazione di Swing, un’altra[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/8679/thingsfx-propone-un-plugin-per-processare-le-immagini-con-javafx-20"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/thingsfx.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="ThingsFX" />ThingsFX, <a href="http://www.ossblog.it/post/8589/thingsfx-un-framework-creato-per-sviluppare-con-javafx-swing-ecc">il <em>framework</em></a> realizzato da Mario Torre, Roman Kennke e Robert Branchat, continua a migliorare: una parte dei miglioramenti è dedicata all’implementazione di Swing, un’altra all’arricchimento delle funzioni. La novità più interessante è nella manipolazione delle immagini. Torre ha creato un <em>plugin</em> per i filtri fotografici.</p>
<p>La Rich Internet Application (RIA) di Oracle, JavaFX 2.0, non è ancora al 100% e perciò Torre ha optato per sfruttare le funzionalità di ThingsFX. È d’obbligo ricordare che <a href="http://javafx.com/roadmap/#1">il rilascio</a> di OpenJFX avverrà soltanto con Java 8 e il <em>porting</em> di JavaFX 2.0 per Linux non è attualmente disponibile. Le versioni precedenti sono molto diverse.</p>
<p>Torre ha optato per una soluzione legata a ThingsFX perché le funzioni standard di JavaFX 2.0 non sembravano essere sufficienti. In seguito, però, ha scoperto che la RIA offriva già <a href="https://forums.oracle.com/forums/thread.jspa?threadID=2236566">un’opzione simile</a>. Nello specifico, Torre ha implementato <a href="http://download.oracle.com/javase/7/docs/api/java/awt/AlphaComposite.html">AlphaComposite</a> per realizzare un “semplice” filtro fotografico in stile–Instagram con JavaFX.</p>
 <p>
È proprio così. Torre ha voluto dimostrare una possibilità di JavaFX 2.0 con Swing piuttosto <em>trendy</em>. L’aggiunta dei filtri di colore alle fotografie è una prerogativa di molte applicazioni per dispositivi mobili e <em>social network</em>: Google+ ha appena integrato <a href="http://www.downloadblog.it/post/15207/google-sarricchisce-dargomenti-popolari-e-modifica-delle-immagini">un editor per le immagini</a>, che non ha nulla da invidiare a Photoshop Touch.</p>
<p>ThingsFX è già in grado di realizzare soluzioni simili a Instagram, tra le applicazioni più popolari per iOS della categoria. Essendo italiano, Torre ha utilizzato per l’esempio <a href="http://www.flickr.com/photos/neugens/2124191835/">una propria fotografia</a> di Castel Nuovo, a Napoli, scattata nel 2007. Lo scatto è molto suggestivo e il filtro applicato, benché semplice, di grande effetto.</p>
<p>Torre ha utilizzato ThingsFX per creare una vignetta (in gergo, un’ombreggiatura ai margini della fotografia) e sovrapporla all’immagine originale. Utilizzando il canale <em>alpha</em> ha impostato la modalità di fusione su moltiplicatore e, successivamente, un altro livello con un disturbo monocromatico. Il codice andrà presto su ThingsFX.</p>
<p>Via | <a href="http://www.jroller.com/neugens/entry/javafx_as_image_processing_library">Mario Torre</a></p>
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    <title type="html">Eclipse ha realizzato Xtend, un linguaggio creato per estendere Java</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2011-11-07T10:00:31+00:00</published>
    <updated>2011-11-07T10:00:31+00:00</updated>
    <dc:subject>java</dc:subject><dc:subject>programmazione</dc:subject><dc:subject>ambienti di sviluppo</dc:subject><dc:subject>estensioni dei linguaggi</dc:subject><dc:subject>programmazione in java</dc:subject><dc:subject>sviluppo sul web</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Xtend è un nuovo linguaggio di programmazione, l&amp;#8217;ennesimo, realizzato da Eclipse per estendere le funzionalità di Java. Anzi, per evitare di sostituirlo: le premesse della fondazione sono[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/8647/eclipse-ha-realizzato-xtend-un-linguaggio-creato-per-estendere-java"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/xtend.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Xtend" /><a href="www.eclipse.org/Xtext/xtend/">Xtend</a> è un nuovo linguaggio di programmazione, l&#8217;ennesimo, realizzato da Eclipse per estendere le funzionalità di Java. Anzi, per evitare di sostituirlo: le premesse della fondazione sono confuse. Sembra che Eclipse debba giustificarsi per lo sviluppo di Xtend con la base degli estimatori di Java e il perché è facilmente intuibile.</p>
<p>Eclipse non intende “rimpiazzare” Java, però sostiene che Xtend sia più leggibile e possa colmarne le lacune. Insomma, risolvere i problemi di Java. Xtend consiste d’una serie di <em>plugin</em> per l’ambiente di sviluppo in Java di Eclipse, del quale mantiene tutte le caratteristiche: ne semplifica la sintassi, riducendo il codice prodotto.</p>
<p>È «uno strato sottile» che lavora al di sopra del Java Development Kit (JDK) per rendere più naturale la programmazione. Ad esempio, Xtend riduce le ridondanze nella sintassi degli oggetti. Il linguaggio è stato creato con <a href="http://www.eclipse.org/Xtext/">Xtext</a>, un <em>framework</em> di Eclipse per controllare l’intero ciclo di sviluppo d’un Domain-Specific Language (DSL).</p>
<p>Via | <a href="http://www.theregister.co.uk/2011/11/06/eclipse_extends_java/">The Register</a></p>
 ]]></content>
    

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    <title type="html">ThingsFX, un framework creato per sviluppare con JavaFX, Swing, ecc.</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2011-11-02T11:00:26+00:00</published>
    <updated>2011-11-02T11:00:26+00:00</updated>
    <dc:subject>java</dc:subject><dc:subject>webdev</dc:subject><dc:subject>applicazioni web</dc:subject><dc:subject>dispositivi portatili</dc:subject><dc:subject>interfacce grafiche</dc:subject><dc:subject>sviluppo internet</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[ThingsFX è un nuovo framework, rilasciato con licenza GPLv3, di Robert Branchat, Roman Kennke e Mario Torre sull’integrazione di Swing in JavaFX 2.0. Il progetto non intende fermarsi a questo[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/8589/thingsfx-un-framework-creato-per-sviluppare-con-javafx-swing-ecc"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/thingsfx.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="ThingsFX" /><a href="http://thingsfx.com/">ThingsFX</a> è un nuovo <em>framework</em>, rilasciato con licenza GPLv3, di Robert Branchat, Roman Kennke e Mario Torre sull’integrazione di Swing in JavaFX 2.0. Il progetto non intende fermarsi a questo risultato: diventerà un <em>repository</em> dedicato a tutte <a href="http://www.ossblog.it/post/8329/javafx-20-e-una-rich-internet-application-ria-concepita-da-oracle">le estensioni</a> della Rich Internet Application (RIA) di Oracle. Swing è soltanto <a href="http://www.ossblog.it/post/8541/javafx-20-suona-lo-swing-nuove-prospettive-per-la-ria-di-oracle">l’inizio</a>.</p>
<p>Gli stessi programmatori collaborano ad altri progetti basati su Java2D. Ad esempio, CacioWeb ovvero <a href="http://www.ossblog.it/post/7921/java-2d-sui-dispositivi-mobili-progredisce-in-html5-con-caciocavallo">l’utilizzo</a> di Caciocavallo su OpenJDK in una soluzione lato–client per HTML5 che esclude il bisogno di un Java Virtual Machine (JVM) sul sistema operativo. Una macchina virtuale esiste ed è accessibile da remoto, eseguita sul server.</p>
<p>Questi componenti dovrebbero trovare il proprio spazio su ThingsFX e, auspicabilmente, beneficiare del supporto di IcedRobot. È un <em>porting</em> che permetterà d’eseguire le applicazioni di Android sul desktop. Tuttavia, al momento gli sforzi di Branchat, Kennke e Torre per ThingsFX sono orientati all’integrazione di Swing in JavaFX 2.0.</p>
<p>Via | <a href="http://thingsfx.wordpress.com/2011/11/01/thingsfx-launched/">ThingsFX</a></p>
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    <title type="html">jEdit, un versatile editor di testi multi–piattaforma creato in Java</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2011-10-31T11:00:59+00:00</published>
    <updated>2011-10-31T11:00:59+00:00</updated>
    <dc:subject>java</dc:subject><dc:subject>editor</dc:subject><dc:subject>ambienti di sviluppo</dc:subject><dc:subject>editor multi–piattaforma</dc:subject><dc:subject>programmi in java</dc:subject><dc:subject>utilità di sistema</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Il rilascio della versione 4.4.2, avvenuto lo scorso 14 ottobre, è un’ottima occasione per parlare di jEdit: un editor di testi multi–piattaforma in Java. Il programma è stato creato da Slava[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/8569/jedit-un-versatile-editor-di-testi-multipiattaforma-creato-in-java"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/jedit.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="jEdit" />Il rilascio della versione 4.4.2, avvenuto lo scorso 14 ottobre, è un’ottima occasione per parlare di <a href="http://www.jedit.org/">jEdit</a>: un editor di testi multi–piattaforma in Java. Il programma è stato creato da Slava Pestov nel 1998. Dal 2006 il progetto, rilasciato sotto licenza GPLv2, è mantenuto dalla comunità. Probabilmente il miglior editor esistente.</p>
<p>Mi permetto di sostenere una simile affermazione perché la versatilità di jEdit supera la stessa definizione di editor. Piuttosto dovrebbe essere equiparato agli ambienti di sviluppo come Eclipse: <a href="http://plugins.jedit.org/">le estensioni</a> trasformano jEdit per adattarlo a qualunque esigenza di programmazione. Praticamente è un competitore in Java di GNU Emacs.</p>
<p>Un domani, jEdit potrebbe essere integrato nel browser grazie all’utilizzo di HTML5. Oppure, sarebbe intrigante poterne usufruire con JavaFX 2.0 sui dispositivi portatili in <em>multi–touch</em> e provare la scrittura dei sorgenti in assenza della tastiera. Tredici anni di sviluppo e centotrenta lingue diverse fanno di jEdit un punto di riferimento.</p>
<p>Via | <a href="http://www.linuxjournal.com/content/jedit-text-editor-and-more">Linux Journal</a></p>
 ]]></content>
    

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    <title type="html">JavaFX 2.0 “suona” lo Swing: nuove prospettive, per la RIA di Oracle</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/8541/javafx-20-suona-lo-swing-nuove-prospettive-per-la-ria-di-oracle" />
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2011-10-27T14:00:36+00:00</published>
    <updated>2011-10-27T14:00:36+00:00</updated>
    <dc:subject>java</dc:subject><dc:subject>internet</dc:subject><dc:subject>applicazioni web</dc:subject><dc:subject>dispositivi portatili</dc:subject><dc:subject>interfacce grafiche</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[JavaFX 2.0 sarà in grado di proporre interfacce grafiche realizzate con Swing. Nonostante Sun Microsystems e Oracle abbiano rimosso il supporto al toolkit dal progetto, il lavoro di alcuni sviluppatori[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/8541/javafx-20-suona-lo-swing-nuove-prospettive-per-la-ria-di-oracle"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/javafx.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="JavaFX" /><a href="http://javafx.com/">JavaFX 2.0</a> sarà in grado di proporre interfacce grafiche realizzate con <a href="http://download.oracle.com/javase/7/docs/technotes/guides/swing/">Swing</a>. Nonostante Sun Microsystems e Oracle abbiano rimosso il supporto al <em>toolkit</em> dal progetto, il lavoro di alcuni sviluppatori ne prevede il reinserimento. Nei rilasci ufficiali Swing supporta JavaFX 2.0, ma non il contrario: è un atteggiamento inspiegabile.</p>
<p>Per essere più chiari, la situazione è questa: Swing permette l’integrazione di applicazioni realizzate con JavaFX 2.0, mentre non è possibile utilizzare Swing per costruire le Graphical User Interface (GUI) dei programmi scritti con JavaFX 2.0. C’è una spiegazione. Swing è concepito per il desktop e JavaFX 2.0 <a href="http://www.ossblog.it/post/8329/javafx-20-e-una-rich-internet-application-ria-concepita-da-oracle">è una RIA</a> per il web.</p>
<p>Mario Torre, Robert <del datetime="2011-11-01T15:47:55+00:00">Lang</del> Branchat e Roman Kennke hanno pensato d’impegnarsi per ottenere il supporto a Swing su JavaFX 2.0. L&#8217;obiettivo è stato raggiunto, benché <a href="http://rkennke.wordpress.com/2011/10/27/embedding-swing-components-within-javafx-2-scenes/">il risultato</a> non sia ancora stato pubblicato. L’idea sarebbe quella di sottoporre una <em>patch</em> a Oracle… il problema principale è che non esiste un sorgente “ufficiale” da modificare.</p>
<p>Via | <a href="http://www.jroller.com/neugens/entry/embed_swing_inside_javafx_2">Mario Torre</a></p>
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    <title type="html">JavaFX 2.0 è una Rich Internet Application (RIA) concepita da Oracle</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2011-10-06T10:00:20+00:00</published>
    <updated>2011-10-06T10:00:20+00:00</updated>
    <dc:subject>java</dc:subject><dc:subject>oracle</dc:subject><dc:subject>java 7</dc:subject><dc:subject>javafx 2.0</dc:subject><dc:subject>openjdk</dc:subject><dc:subject>openjfx</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Il rilascio di JavaFX 2.0 è stato, probabilmente, l&amp;#8217;annuncio più importante del JavaOne 2011 di San Francisco: Oracle ha deciso di riprendere lo sviluppo e completare il progetto di Sun[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/8329/javafx-20-e-una-rich-internet-application-ria-concepita-da-oracle"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/javafx.png" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="JavaFX" />Il rilascio di <a href="http://javafx.com/">JavaFX 2.0</a> è stato, probabilmente, l&#8217;annuncio più importante del <a href="http://www.oracle.com/javaone/">JavaOne 2011</a> di San Francisco: Oracle ha deciso di riprendere lo sviluppo e completare il progetto di Sun Microsystems. Una Rich Internet Application (RIA), che potrà competere con Adobe Flash. JavaFX 2.0 non è compatibile con la serie 1.3.x o inferiori.</p>
<p>L&#8217;evento degli sviluppatori di Java si conclude oggi, tuttavia è escluso che emergano altri progetti rilevanti (almeno, da parte di Oracle). <strong>JavaFX 2.0 passa all&#8217;<em>open source</em> con OpenJFX</strong> sotto <a href="http://openjdk.java.net/">OpenJDK</a>: è un “ibrido” tra le RIA esistenti e l&#8217;approccio di HTML5 più JavaScript. Propone un nuovo linguaggio di <em>markup</em>, FXML, anziché XAML.</p>
<p>Il download del Software Development Kit (SDK) di JavaFX 2.0 è disponibile per Windows, insieme col <em>runtime</em>: il <em>porting</em> per Mac OS X è ancora sperimentale e quello per Linux è previsto entro la fine del 2012. Quest&#8217;ultimo sarà supportato ufficialmente da Canonical per Ubuntu e dovrebbe essere rilasciato in contemporanea con Java 8.</p>
<p>Via | <a href="http://www.readwriteweb.com/hack/2011/10/oracle-pushes-its-idea-of-java.php">ReadWriteWeb</a></p>
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