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  <title>Ossblog.it</title>
  <link>http://www.ossblog.it</link>
  <description>Programmi free: scopri il mondo dell'Open Source</description>
  <pubDate>Mon, 21 May 2012 05:23:09 GMT</pubDate>
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  <copyright>2005-2011 Blogo.it</copyright>
  <language>it-it</language>


  <item>
    <title>Intervista a Daniel Forè Project Leader di elementary OS</title>
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    <pubDate>Sun, 18 Sep 2011 13:00:19 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Marco Usai</dc:creator>
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    <category>interviste</category><category>desktop</category><category>elementary</category><category>elementary os</category><category>linux</category>
    <description>Daniel Foré alias DanRabbit è il Project Leader di elementary OS, sistema operativo che sta stupendo per il suo sviluppo e le sue potenzialità. Essendo un appassionato di elementary OS, ho avuto modo[...]</description>
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    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ossblog.it%2Fpost%2F8061%2Fintervista-a-daniel-fore-project-leader-di-elementary-os" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
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      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Intervista+a+Daniel+For%C3%A8+Project+Leader+di+elementary+OS&url=http%3A%2F%2Fwww.ossblog.it%2Fpost%2F8061%2Fintervista-a-daniel-fore-project-leader-di-elementary-os" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/DanRabbit.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="288" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Daniel Foré alias DanRabbit è il Project Leader di <a href="http://www.elementaryos.org">elementary OS</a>, sistema operativo che sta stupendo per il suo sviluppo e le sue potenzialità. Essendo un appassionato di elementary OS, ho avuto modo di scambiare due chiacchiere con lui e di porgli qualche domanda a 360° su Linux, elementary  e  non solo.</p>
<p><strong>1. Ciao Daniel, presentati ai nostri lettori:</strong></p>
<p>Ciao a tutti, il mio nome è Daniel Foré. Sono un Interaction Designer e il fondatore del progetto elementary OS.</p>
<p><strong>2.Come è nata la tua passione per l&#8217;informatica?</strong></p>
<p>Ho cominciato da piccolo coi computer. Avevo uno zio che era appassionato di informatica ed un giorno mi regalò un libro sul BASIC. Mi ricordo che una delle prime cose che realizzai, furono degli sprites per un gioco che lui voleva realizzare. Ma questa è diventata un punto di riferimento quando ho cominciato elementary al liceo.</p>


<p>
<strong>3.Perché hai deciso di iniziare questo ambizioso progetto? Cosa puntate a creare con elementary OS?</strong></p>
<p>Credo che la motivazione, sin dall&#8217;inizio sia stata quella di essermi stufato di utilizzare Windows. Successivamente ho acquistato un Mac, ma sentivo che c&#8217;era ancora molto da fare. Per me, si tratta di creare la migliore user experience possibile.</p>
<p><strong>4. I nostri lettori sono piuttosto interessati ad elementary e nello specifico alla prossima relase, Luna. Cosa dobbiamo aspettarci da questa versione?</strong></p>
<p>Luna sarà un grandissimo passo avanti rispetto a Jupiter, abbiamo più applicazioni da includere (come BeatBox e Switchboard), interessanti aggiornamenti riguardanti tutte le ultime tecnologie e librerie;  abbiamo una nuova &#8220;desktop shell&#8221; e un nuovo DE chiamato Pantheon. Stiamo anche assistendo ad un incredibile cambiamento nello sviluppo di elementary, quindi dovremmo avere una maggiore stabilità e coerenza nelle future release.</p>
<p><strong>5. La comunità di elementary OS cresce sempre di più, puoi spiegarci come lavora?</strong></p>
<p>Come la nostra comunità cresce, ci troviamo di fronte davvero un grande sistema di governo. Ad ora abbiamo un consiglio di circa otto persone che hanno una visione chiara per il futuro del progetto. Ci incontriamo una volta alla settimana su IRC per mantenere in ordine le cose, parlare delle preoccupazioni della comunità e tenere vivo il progetto. Una delle cose più difficili sicuramente è stata coordinare numerose applicazioni verso una determinata direzione. Stiamo introducendo una novità importante, ovvero la creazione di una sorta di  &#8220;municipio&#8221;, dove una volta al mese tutti gli utenti potranno esporre al consiglio le proprie preoccupazioni, proposte ed idee in modo da poterle discuterle successivamente. </p>
<p><strong>6. Cosa ne pensi di  Unity e di Gnome Shell?</strong><br />
Penso che siamo arrivati ad una svolta non indifferente nel mondo dei computer in generale e FOSS.  Stiamo vedendo un sacco di nuove &#8220;user experience&#8221;  che provengono da iOS, da Android, WebOS e da tanti altri OS. Ad ora non c&#8217;è quindi solo il monopolio di Windows e penso che la gente si stia rendendo conto che non c&#8217;è un sistema operativo che possa andare bene a tutti. Ho sempre visto il futuro del computing come quello delle auto. Tutte compiono la stessa funzione base, ma tutte sono differenti tra loro, per forma, funzioni, esigenze etc. Quindi, per rispondere alla domanda, dico  GNOME Shell, Pantheon, ed Unity sono solo alcuni dei più nuovi modelli che fuoriescono dagli schemi, costruiti e pensati per esigenze differenti.</p>
<p><strong>7. Per ora ti ringrazio per la tua attenzione e ti lascio con un ultima domanda: C’è qualcos’altro che vuoi aggiungere di cui non abbiamo parlato?<br />
</strong>Sì, voglio solo dire che la comunità italiana è stata super- impressionante! Non vedo l&#8217;ora di tradurre il nostro sito web per servire meglio voi ragazzi e non vediamo l&#8217;ora di vedere dove possiamo andare insieme. Ciao a tutti e grazie!</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.ossblog.it/post/8061/intervista-a-daniel-fore-project-leader-di-elementary-os">Intervista a Daniel Forè Project Leader di elementary OS</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.ossblog.it">Ossblog.it</a> alle 15:00 di domenica 18 settembre 2011.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Intervista ad Andrea Azzarone, neo Ubuntu Community Contributors</title>
    <link>http://www.ossblog.it/post/8033/intervista-ad-andrea-azzarone-neo-ubuntu-community-contributors</link>
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    <pubDate>Mon, 12 Sep 2011 10:48:52 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Marco Usai</dc:creator>
    <comments>http://www.ossblog.it/post/8033/intervista-ad-andrea-azzarone-neo-ubuntu-community-contributors#comments</comments>
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    <category>interviste</category><category>open source</category><category>sviluppo unity</category><category>unity</category>
    <description>Recentemente ho intervistato Andrea Azzarone, un giovane Italiano che è da poco diventato un &amp;#8220;Ubuntu Member&amp;#8221;. Ho avuto il piacere di fare una bella chiacchierata con lui e non ho[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
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      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.ossblog.it%2Fpost%2F8033%2Fintervista-ad-andrea-azzarone-neo-ubuntu-community-contributors" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Intervista+ad+Andrea+Azzarone%2C+neo+Ubuntu+Community+Contributors&url=http%3A%2F%2Fwww.ossblog.it%2Fpost%2F8033%2Fintervista-ad-andrea-azzarone-neo-ubuntu-community-contributors" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/AndreaAzzarone.jpg" class="post" border="0" align="left" width="199" height="360" alt="" /></p>
<p>Recentemente ho intervistato Andrea Azzarone, un giovane Italiano che è da poco diventato un &#8220;Ubuntu Member&#8221;. Ho avuto il piacere di fare una bella chiacchierata con lui e non ho perso l’occasione per porgli alcune domande.</p>
<p><strong>1. Ciao Andrea, presentati ai nostri lettori:</strong></p>
<p>Ciao mi chiamo Andrea Azzarone e sono quello che molti di voi chiamo un &#8220;Community Contributors&#8221;. In pratica il mio &#8220;lavoro&#8221; è quello di aiutare lo sviluppo di progetti Open Source, dal mero bug fixing all&#8217;aggiunta di nuove funzionalità. Nello specifico sono un ragazzo di 19 anni appena iscritto alla facoltà di Ingegneria Informatica all&#8217;Università Politecnica delle Marche.</p>
<p><strong>2. Come è nata la tua passione per l&#8217;informatica e nello specifico per Ubuntu?</strong></p>
<p>Non ho idea di quanto mi sia nata la passione dell&#8217;informatica ma ricordo il momento esatto in cui mi è nata la passione per Ubuntu. Come molti di voi ho cominciato ad apprezzare Ubuntu (e tutto l&#8217;ambiente GNULinux in generale) dopo aver scoperto i limiti di ciò che fino ad allora ho utilizzato. Non vorrei sbagliarmi ma la mia prima Ubuntu è stata la 6.06. Ricordo che con Ubuntu non è stato amore a prima vista&#8230; Ma come tutta la roba di qualità si impara ad aprezzarla con il tempo :)</p>
<p><strong>3. Nella precedente sessione di sviluppo di Ubuntu hai dato un contributo importante ad Unity. Di cosa si tratta nello specifico?</strong></p>
<p>Beh durante il ciclo di sviluppo di Natty sono diventato &#8220;famoso&#8221; per aver aggiunto la possibilità di ridimensionare il launcher di Unity. Si tratta solo di una piccola parte della roba che ho fatto per Unity durante questi ultimi mesi. Dopo una prima fase di formazione dedicata a quelli che noi chiamiamo Bitesize bug, sono passato attualmente ai cosidetti backlog bug, dove è necessario più impegno e creatività. Questo mio lavoro è stato premiato non solo con la sponsorizzazione per lo scorso uds in Budapest ma anche con la membership di Ubuntu (ottenuta proprio ieri).</p>


<p>
<strong> 4. So che  sei sempre al lavoro, a cosa lavori attualmente? </strong></p>
<p>Ho appena concluso un enorme lavoro sul drag and drop. Una parte del lavoro è già disponibile su Oneiric, altre parti saranno disponibili nei giorni a venire. Rimangono alcuni problemi propri della natura di X.Org ma non dovrebbero esserci problemi nell&#8217;esperienza utente. Attualmente sto inoltre completando un redesign della gestione dei dispositivi in Unity, anche se non sono sicuro sarà disponibile già in Oneiric.</p>
<p><strong> 5. Cosa ti piacerebbe vedere nelle prossime versioni di Ubuntu? </strong></p>
<p>Una voce &#8220;Unity&#8221; nel centro di controllo di Gnome, un launcher più dock è meno pannello e soprattutto più stabilità in Compiz. Negli ultimi mesi ho capito inoltre i &#8220;limiti&#8221; di X.Org, speriamo che in un futuro non troppo remoto Wayland lo sostituisca davvero (anche se non completamente) ma soprattutto Wayland impari da X.Org nel bene e nel male.</p>
<p><strong>6. Per ora ti ringrazio per la tua attenzione e ti lascio con un ultima domanda: C’è qualcos’altro che vuoi aggiungere di cui non abbiamo parlato?</strong></p>
<p>Si smettiamola di criticare e cominciamo a contribuire attivamente. L&#8217;open source ha bisogno di tutti noi ;) Ciao a tutti!</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/trevi55/5708780172/in/pool-401466@N25/">Flickr </a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.ossblog.it/post/8033/intervista-ad-andrea-azzarone-neo-ubuntu-community-contributors">Intervista ad Andrea Azzarone, neo Ubuntu Community Contributors</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.ossblog.it">Ossblog.it</a> alle 12:48 di lunedì 12 settembre 2011.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Italian Linux Distro Network (ILDN): un progetto italiano per Fedora</title>
    <link>http://www.ossblog.it/post/7453/ildn-fedora-it</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.ossblog.it/post/7453/ildn-fedora-it</guid>
    <pubDate>Tue, 01 Mar 2011 09:00:23 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Federico Moretti</dc:creator>
    <comments>http://www.ossblog.it/post/7453/ildn-fedora-it#comments</comments>
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    <category>fedora</category><category>interviste</category><category>fedora italia</category><category>fedora-it</category><category>ildn</category><category>italian linux distro network</category>
    <description>Fedora Italia è la comunità di Italian Linux Distro Network (ILDN) dedicata alla distribuzione di Red Hat: la community consiste essenzialmente in un forum di discussione, integrato nel portale[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ossblog.it%2Fpost%2F7453%2Fildn-fedora-it" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.ossblog.it%2Fpost%2F7453%2Fildn-fedora-it" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Italian+Linux+Distro+Network+%28ILDN%29%3A+un+progetto+italiano+per+Fedora&url=http%3A%2F%2Fwww.ossblog.it%2Fpost%2F7453%2Fildn-fedora-it" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/fedoraitalia.png" class="post" border="0" width="586" height="238" alt="Fedora Italia" /><br clear="all" /></p>
<p><a href="http://www.fedora-it.org/">Fedora Italia</a> è la comunità di <a href="http://www.ossblog.it/tag/italian+linux+distro+network">Italian Linux Distro Network</a> (ILDN) dedicata alla distribuzione di Red Hat: la community consiste essenzialmente in un forum di discussione, integrato nel portale realizzato con Drupal. O, almeno, così è stato fino alla settimana scorsa, quando ILDN ha annunciato l&#8217;avvio di un progetto d&#8217;ampio respiro.</p>
<p>Incuriositi dall&#8217;invito di Stefano Mainardi, co-fondatore e presidente dell&#8217;Associazione ILDN, abbiamo consultato <a href="http://www.fedora-it.org/news/ildn/e-nata-fedora-it">il comunicato</a> redatto da Andrea Mignini (recentemente nominato <a href="http://www.ildn.net/content/come-procedono-i-lavori">Community Manager di ILDN</a>). Il documento è piuttosto generico, perciò Francesco D&#8217;Aluisio s&#8217;è reso disponibile per ulteriori chiarimenti su questo progetto.</p>
<p><strong>È inevitabile, consultando gli intenti per Fedora Italia, pensare a Ubuntu Italia: l&#8217;obiettivo è, forse, quello d&#8217;ispirarsi al modello proposto da quest&#8217;ultima?</strong></p>
<p>L&#8217;intento di Fedora Italia è quello di creare una nuova realtà che segua da vicino le vicende internazionali della community, ne discuta le scelte e ne approvi le direzioni di cammino in maniera da far sentire più marcata la presenza italiana nel resto della community. Non a caso molti che hanno intrapreso questo cammino con me sono <a href="http://fedoraproject.org/wiki/Ambassadors/it">Fedora Ambassadors</a> e partecipano attivamente anche ad altri progetti FOSS. Un altro aspetto che vuole colmare Fedora Italia è far conoscere agli Italiani stessi chi collabora attivamente con Fedora, che sia un traduttore o un <em>packager</em>. Molto spesso leggiamo di articoli su nuove idee lanciate nella community internazionale, ma in Italia non hanno la giusta visibilità quando a lanciarle sono gli stessi Italiani. Per quanto riguarda Ubuntu Italia, questa è una grande realtà con numerosi utenti attivi e questo non può che farci piacere, ma Fedora Italia ha obiettivi di partenza e struttura completamente diversi.</p>


<p>
<strong>Il portale di Fedora Italia o, <code>fedora-it</code> offre attualmente News, Guide, Immagini e Forum: una delle novità è costituita dal Blog, apparentemente in costruzione?</strong></p>
<p>La struttura tecnica del portale è fornita da ILDN, un gruppo di ragazzi estremamente competenti che ci ha permesso di realizzare il progetto che avevamo in mente senza grandi sforzi. Tutte le sezioni del portale sono attive e aspettano volenterosi che le riempiano! Siamo agli inizi, il portale è online da meno di due mesi e ovviamente cerchiamo di inserire informazioni che la community internazionale giornalmente ci propone tramite la sezione <a href="http://www.fedora-it.org/news">News</a> e attendiamo anche articoli di carattere più personale come quelli che caratterizzano un blog.</p>
<p><strong>La comunità di <code>fedora-it</code> cresce attorno ai forum di discussione, uno strumento accantonato coi <em>social network</em>: la risposta degli utenti li rende tuttora validi?</strong></p>
<p>Secondo me, si. I social network hanno un indubbio vantaggio di immediatezza, ma la mia impressione personale è che molto di quello che appare sui social duri il tempo di un post. Ovviamente la nostra piattaforma permette a un iscritto l&#8217;integrazione con i più blasonati social presenti in rete. Un forum, d&#8217;altro canto, con la sua suddivisione in tematiche ha ancora qualche vantaggio rispetto a loro, compresa la ricerca per parole chiave. A tal proposito vorrei portare l&#8217;attenzione sul fatto che abbiamo scelto una suddivisione tematica del forum non strettamente settoriale, a differenza di altri portali del network. Questa scelta è nata proprio per puntualizzare un concetto. Fedora Italia cerca sì utenti, ma anche <em>contributor</em> per il progetto internazionale Fedora Project. Il forum quindi è un mezzo che ha questa finalità, non solo quella di collezionare malfunzionamenti e loro soluzioni.</p>
<p><strong>Solitamente, le comunità italiane delle distribuzioni di Linux si occupano anzitutto della localizzazione di core e applicazioni: prevedete di fare  altrettanto?</strong></p>
<p>Si, personalmente faccio parte del <a href="https://fedoraproject.org/wiki/L10N_Italian_Team">Fedora L10N Italian Team</a> e abbiamo in cantiere alcune idee molto carine in merito. Alcune di queste sono la localizzazione delle <a href="http://fedoraproject.org/wiki/FWN">Fedora Weekly News</a>, notizie a periodicità settimanale che per ora non sono tradotte in italiano. Abbiamo approntato anche una sezione forum per chi vuole richiedere una traduzione o riesca a trovare un errore di traduzione nelle applicazioni fornite da Fedora. Molto del sistema operativo di Fedora è già stato tradotto, ma molte delle sezioni del wiki e della parte documentale necessitano di traduttori e revisori. È un buon punto per iniziare a collaborare nel mondo Fedora e ripassare un po&#8217; di inglese.</p>
<p><strong>Mignini ha precisato, nel comunicato stampa, come fedora-it sia del tutto indipendente da Red Hat: accogliereste positivamente una sorta di “ufficializzazione”?</strong></p>
<p>Certo, come potremmo non essere felici di una tale attenzione da parte della casa madre. Siamo ben consci che una scelta del genere richiederebbe una revisione dei piani della community internazionale per quanto riguarda le realtà localizzate come la nostra e questo dovrebbe far parte di un progetto di più ampio respiro, che per ora non sembra nei piani di Red Hat.</p>
<p><strong>Molti utenti di Fedora Italia collaborano alla pacchettizzazione del software, ma Red Hat non ha una soluzione come i PPA di Canonical: aprirete dei <em>repository</em>?</strong></p>
<p>Fedora fornisce tutti gli strumenti necessari alla creazione di <a href="http://repos.fedorapeople.org/">repository personali</a>, senza contare i repository come <a href="http://fedoraproject.org/wiki/EPEL">EPEL</a> per gli <a href="http://fedoraproject.org/wiki/Fedora_for_ISVs">Independent Software Vendor</a>. Se, poi, si considera che mediamente il software Fedora è sei mesi avanti alle versioni esistenti nelle altre distribuzioni e che, se i pacchetti non sono creati ad arte, posso arrecare problemi all&#8217;<em>upgrade</em> possiamo giungere alla conclusione che i PPA non siano una reale priorità per Fedora. Più volentieri vedrei, ma questa è una mia<br />
posizione, un AppStore multi-distribuzione dove anche gli sforzi di traduzione fossero congiunti tra le varie incarnazioni di GNU/*/Linux.</p>
<p>Ringraziamo D&#8217;Aluisio per la disponibilità accordataci e per la chiarezza con cui ha risposto alle nostre domande. Auguriamo un «in bocca al lupo» alla comunità di Fedora Italia e ci accodiamo alle speranze su <a href="http://www.ossblog.it/tag/appstream">AppStream</a> per Linux, progetto mantenuto da sviluppatori di Red Hat e di Fedora per quanto concerne <a href="http://www.ossblog.it/post/7426/yum-d-bus-api">la parte relativa</a> a YUM.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.ossblog.it/post/7453/ildn-fedora-it">Italian Linux Distro Network (ILDN): un progetto italiano per Fedora</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.ossblog.it">Ossblog.it</a> alle 11:00 di martedì 01 marzo 2011.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Linux perde la guerra del desktop?</title>
    <link>http://www.ossblog.it/post/6955/linux-perde-la-guerra-del-desktop</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.ossblog.it/post/6955/linux-perde-la-guerra-del-desktop</guid>
    <pubDate>Fri, 19 Nov 2010 11:00:43 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Carlo</dc:creator>
    <comments>http://www.ossblog.it/post/6955/linux-perde-la-guerra-del-desktop#comments</comments>
    <slash:comments>45</slash:comments>
    <category>open-source</category><category>polemiche</category><category>brevetti-software</category><category>interviste</category><category>desktop linux</category><category>guerra del desktop</category>
    <description>Qualche giorno fa Robert Strohmeyer, editorialista specializzato in tecnologia e supporter di GNU/Linux, ha pubblicato su PcWorld un articolo secondo cui il sogno del pinguino di conquistare il desktop[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ossblog.it%2Fpost%2F6955%2Flinux-perde-la-guerra-del-desktop" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.ossblog.it%2Fpost%2F6955%2Flinux-perde-la-guerra-del-desktop" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Linux+perde+la+guerra+del+desktop%3F&url=http%3A%2F%2Fwww.ossblog.it%2Fpost%2F6955%2Flinux-perde-la-guerra-del-desktop" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/fatpengiong.png" class="post" border="0" align="left" width="280" height="280" alt="Morte di Linux per desktop" />Qualche giorno fa <a href="http://www.linkedin.com/profile/view?id=438727&#038;authType=name&#038;authToken=nwqu&#038;locale=en_US&#038;pvs=pp&#038;pohelp=&#038;trk=ppro_viewmore">Robert Strohmeyer</a>, editorialista specializzato in tecnologia e supporter di GNU/Linux, ha pubblicato su PcWorld un <a href="http://www.pcworld.com/businesscenter/article/207999/desktop_linux_the_dream_is_dead.html">articolo</a> secondo cui il sogno del pinguino di conquistare il desktop sarebbe morto.</p>
<p>Strohmeyer riconosce la crescente diffusione di Linux nei server, negli embedded e nei cellulari e la raggiunta semplicità di installazione ed utilizzo, valide anche per l&#8217;utente meno smaliziato. Anzi, afferma il giornalista, Ubuntu avrebbe ormai raggiunto una usabilità migliore rispetto a quella di OSX e di Windows. Eppure, nonostante i continui progressi, lo storico OS sarebbe destinato a rimanere nella sua piccola nicchia per il lato desktop. La causa di questo fallimento andrebbe ricercata non più nella difficoltà dell&#8217;uso del sistema, ma nell&#8217;eccessiva frammentazione delle distribuzioni, e nella mancanza di contenuti audio e video. </p>
<p>Per giustificare le sue tesi, Strohnever riporta l&#8217;esperienza di Jeff Whatcott, vicedirettore di <a href="http://www.brightcove.com/">Brightcove</a>, un&#8217;azienda impegnata nel campo dello streaming audio e video. Brightcove addita la diffidenza della comunità Open verso i DRM  come  limite  per  l&#8217;adozione di software evoluto atto a fruire di contenuti online. Ubuntu e Debian &#8220;Out of the Box&#8221; non offrono la distribuzione di driver e software proprietari necessari allo streaming. L&#8217;utente può configurare il proprio ambiente per installare Flash e quant&#8217;altro, ma deve ovviamente adoperarsi per farlo. Secondo Brightcove, questa gap è il grande ostacolo alla diffusione di Gnu/Linux nel desktop.</p>


<p>Ma se la volontà di aderire ai soli standard aperti ha penalizzato il pinguino nel passato, questa stessa potrebbe farlo diventare OS di primo piano. E&#8217; l&#8217;opinione di Kevin Mahaffey, leader di <a href="https://www.mylookout.com/">Lookout</a>, azienda dedicata alla sicurezza in ambito mobile.</p>
<p>La sicurezza intriseca alla scelta di aderire alle sole applicazioni Open renderebbe GNU/Linux la piattaforma più sicura in un ipotetico scenario in cui l&#8217;uso delle applicazioni cloud superi quello in ambito desktop. Secondo Mahaffey la convergenza dell&#8217;offerta multimediale allo standard HTML5 sarà la killer application che salverà Linux dall&#8217;oblio in ambito utente.<br />
L&#8217;articolo riporta anche l&#8217;opinione di Phil Robb, direttore del <a href="http://h71028.www7.hp.com/enterprise/cache/599999-0-0-0-121.html">HP&#8217;s Open Source Programs Office</a>. Robb tesse gli elogi sulla comunità Open, apprezza lo sviluppo delle realtà server side ed Android, ma suggerisce di mettersi il cuore in pace per il lato desktop. Dalle parole del direttore si evince che la guerra del desktop non sarebbe poi di importanza capitale per lo sviluppo di GNU/Linux, opinione in larga parte condivisa anche da Strohmeyer stesso.</p>
<p>Infine Strohmeyer  lancia un ultimo sasso avvisando che, sebbene GNU/Linux sia di riferimento anche per le nascenti piattaforme per l&#8217;usufruizione di video HD, queste ultime forniscano all&#8217;utente un&#8217;interfaccia &#8220;closed&#8221;. Sembra ironico, la chiusura della comunità sul software Closed ha premiato GNU/Linux, e contemporaneamente sta agevolando la diffusione del &#8216;closed&#8217; sull&#8217;Open.</p>
<p>Via| <a href="http://www.pcworld.com/businesscenter/article/207999/desktop_linux_the_dream_is_dead.html?tk=hp_new">PCworld</a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.ossblog.it/post/6955/linux-perde-la-guerra-del-desktop">Linux perde la guerra del desktop?</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.ossblog.it">Ossblog.it</a> alle 13:00 di venerdì 19 novembre 2010.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Oss Blog intervisterà il project leader di Debian: fai la tua domanda</title>
    <link>http://www.ossblog.it/post/6114/oss-blog-intervistera-il-project-leader-di-debian-fai-la-tua-domanda</link>
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    <pubDate>Wed, 21 Apr 2010 11:00:15 GMT</pubDate>
    <dc:creator>sigul</dc:creator>
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    <category>debian</category><category>interviste</category><category>project leader debian</category><category>stefano zacchiroli</category><category>stefano zacchiroli debian</category><category>zacchiroli debian</category>
    <description>Nei prossimi giorni avremo l&amp;#8217;opportunità di intervistare Stefano Zacchiroli, project leader di Debian eletto solo pochi giorni fa.
Zacchiroli è un ricercatore italiano emigrato a Parigi, dove[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/StefanoZacchiroli.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="187" alt="Stefano Zacchiroli" />Nei prossimi giorni avremo l&#8217;opportunità di intervistare <a href="http://upsilon.cc/~zack/">Stefano Zacchiroli</a>, project leader di Debian <a href="http://www.ossblog.it/post/6100/stefano-zacchiroli-eletto-nuovo-debian-project-leader">eletto</a> solo pochi giorni fa.</p>
<p>Zacchiroli è un ricercatore italiano emigrato a Parigi, dove lavora all&#8217;università. E&#8217; stato sviluppatore di Debian per nove anni, e si era candidato già due anni fa al ruolo di DPL. E&#8217; stato il co-maintainer del Package Tracking System. </p>
<p>Qui potete trovare il suo <a href="http://www.debian.org/vote/2010/platforms/zack">programma</a> da candidato, ma se siete curiosi potete dare un&#8217;occhiata anche a <a href="http://www.debian.org/vote/2010/platforms/">quelli degli sconfitti</a>. </p>
<p>Nei commenti a questo post provate a suggerire le vostre domande che, nei limiti del possibile, rivolgeremo a Zacchiroli. </p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/kruder396">Alfonso Pierantonio</a></p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.ossblog.it/post/6114/oss-blog-intervistera-il-project-leader-di-debian-fai-la-tua-domanda">Oss Blog intervisterà il project leader di Debian: fai la tua domanda</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.ossblog.it">Ossblog.it</a> alle 13:00 di mercoledì 21 aprile 2010.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Salvatore &#039;antirez&#039; Sanfilippo, intervista allo sviluppatore di Redis</title>
    <link>http://www.ossblog.it/post/5835/salvatore-antirez-sanfilippo-intervista-allo-sviluppatore-di-redis</link>
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    <pubDate>Wed, 24 Feb 2010 13:59:27 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Lpt on fire!</dc:creator>
    <comments>http://www.ossblog.it/post/5835/salvatore-antirez-sanfilippo-intervista-allo-sviluppatore-di-redis#comments</comments>
    <slash:comments>8</slash:comments>
    <category>open-source</category><category>interviste</category><category>dbms</category><category>antirez</category><category>in evidenza</category><category>redis</category><category>salvatore 'antirez' sanfilippo</category><category>salvatore sanfilippo</category>
    <description>Redis è un database che fa parte del movimento NoSQL e rappresenta uno dei progetti più interessanti di questo nuovo panorama.
Forse non tutti sanno che il progetto è stato lanciato da un noto[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ossblog.it%2Fpost%2F5835%2Fsalvatore-antirez-sanfilippo-intervista-allo-sviluppatore-di-redis" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.ossblog.it%2Fpost%2F5835%2Fsalvatore-antirez-sanfilippo-intervista-allo-sviluppatore-di-redis" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Salvatore+%27antirez%27+Sanfilippo%2C+intervista+allo+sviluppatore+di+Redis&url=http%3A%2F%2Fwww.ossblog.it%2Fpost%2F5835%2Fsalvatore-antirez-sanfilippo-intervista-allo-sviluppatore-di-redis" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/salvatore_antirez_sanfilippo.jpg" class="post" border="0" align="left" width="266" height="360" alt="" /><a href="http://code.google.com/p/redis/">Redis</a> è un database che fa parte del movimento NoSQL e rappresenta uno dei progetti più interessanti di questo nuovo panorama.</p>
<p>Forse non tutti sanno che il progetto è stato lanciato da un noto programmatore italiano, <a href="http://www.invece.org">Salvatore &#8216;antirez&#8217; Sanfilippo</a>, che qualcuno di voi potrebbe già conoscere per altri suoi lavori come <a href="http://www.hping.org/">HPing</a> o <a href="http://lloogg.com">Lloogg</a>. Lo abbiamo contattato affinché ci descrivesse meglio il funzionamento e le caratteristiche di Redis.</p>
<p><strong>Presentati e prova ad illustrare <a href="http://code.google.com/p/redis/">Redis</a> e la sua architettura per il pubblico che ancora non lo conosce.</strong></p>
<blockquote><p><a href="http://code.google.com/p/redis/">Redis</a> è un database un pò bizzarro, rispetto ai canoni a cui siamo abituati, per due motivi principali:</p>
<p>1) Tiene tutti i dati in memoria anche se persiste sul disco. In pratica il disco serve solo nel caso in cui il database viene fermato e riavviato, a leggere nuovamente tutto il data set in memoria. Ma tutti gli accessi in lettura e scrittura vengono gestiti principalmente in RAM. Questo permette ad un singolo server Redis che gira su una macchina Linux normalissima, su un solo core, di raggiungere l&#8217;interessante prestazione di 100 mila query al secondo. Cosa più interessante le query in lettura e scrittura prendono lo stesso tempo.</p>
<p>2) Le operazioni che supporta sono molto diverse da quelle di un database SQL. Non c&#8217;è il concetto di tabella, e non è un semplice database Key-Value a cui si associa ad una stringa (la chiave) un&#8217;altra stringa (il valore). Infatti i valori possono essere di altri tipi, come liste, insiemi, insiemi ordinati, o semplicemente stringhe.</p></blockquote>
<p><strong>L&#8217;idea di mantenere tutto il dataset in RAM aiuta a migliorare le prestazioni, ma cosa succede quando la memoria non è sufficiente?</strong></p>


<p><strong>L&#8217;idea di mantenere tutto il dataset in RAM aiuta a migliorare le prestazioni, ma cosa succede quando la memoria non è sufficiente?</strong></p>
<blockquote><p>Nella versione stabile di Redis non c&#8217;è modo di andare oltre la RAM. Al massimo Redis può essere configurato per non accettare nuovi dati quando ha utilizzato più  di un dato limite di memoria, o di tentare di cancellare le chiavi &#8220;volatili&#8221; in tal caso per fare spazio alle altre (una chiave volatile è una chiave associata ad un EXPIRE in secondi, poiché Redis supporta l&#8217;auto cancellazione delle chiavi dopo tot secondi).</p>
<p>Ma la svolta da questo punto di vista è nella versione non stabile, dentro Git. Si tratta della funzionalità denominata &#8220;Virtual Memory&#8221;. In pratica Redis implementa un file di swap su cui scarica le chiavi meno usate automaticamente. Se il database supera la dimensione della RAM, tutte le chiavi che sono usate meno spesso vengono trasferite sul disco, per essere ritrasferite indietro in memoria quando saranno nuovamente richieste.</p>
<p>Siccome molte applicazioni sono &#8220;sbilanciate&#8221; nell&#8217;accesso ai dati, ed accedono molto frequentemente ad una piccola percentuale di chiavi, in molti casi le prestazioni di Redis rimangono simili a quelle che esprime quando tutte le chiavi sono in memoria.</p>
<p>La Virtual Memory è già abbastanza stabile e può essere testata. Ho scritto un <a href="http://antirez.com/post/redis-virtual-memory-story.html">lungo articolo</a> qui a proposito del suo funzionamento: <a href="http://antirez.com/post/redis-virtual-memory-story.html">http://antirez.com/post/redis-virtual-memory-story.html</a></p></blockquote>
<p><strong>Tra i piani per il futuro c&#8217;è l&#8217;opzione di implementare una memoria virtuale. Potresti spiegarci i vantaggi di questo approccio rispetto al lasciar fare tutto al sistema operativo?</strong></p>
<blockquote><p>Esatto, ho appena parlato di questo. Perché non si può lasciar fare al sistema operativo?</p>
<p>È più semplice di quello che sembra. Il sistema operativo trasferisce o carica dallo swap delle &#8220;pagine&#8221; di memoria che sono grandi 4096 byte. Redis utilizza delle strutture molti piccole, anche per valori grossi. Ad esempio una lista di Redis, è composta da tanti piccoli Redis Objects. Non solo, il dizionario principale è implementato tramite una hash table, che è una struttura dati ad accesso &#8220;molto&#8221; casuale. In pratica nella stessa pagina di memoria ci finiscono dati relativi a decine o centinaia di chiavi: se anche una sola chiave è attiva, questa pagina non può essere trasferita su disco.</p>
<p>Per cui la memoria virtuale del sistema operativo funziona malissimo con Redis. C&#8217;è un altro motivo importante: in memoria i dati di Redis occupano molto più spazio rispetto a quello occupato dallo stesso dato codificato su disco da Redis. La memoria virtual del sistema operativo non ha idea di cosa ci sia dentro le pagine di memoria, e le trasferisce dal/al disco così come sono. Invece la memoria virtuale di Redis ha più informazioni, e codifica e comprime i valori trasferiti, per cui esegue molto meno input/output sul disco a parità di necessità di swapping.</p></blockquote>
<p><strong>Come vengono sfruttate la macchine multicpu/multicore e la distribuzione del dataset su più computer?</strong></p>
<blockquote><p>Attualmente ci sono due modi per sfruttarle: o far girare più istanze di Redis sulla stessa macchina, o usare la Virtual Memory che ha una implementazione basata sui thread, per cui anche se Redis è &#8220;single threaded&#8221; cioè opera su un singolo thread grazie ad una tecnica chiamata &#8220;multiplexing&#8221;, la Virtual Memory si avvale di diversi thread (configurabile) in modo da non bloccare gli altri client quando un client ha la necessità di accedere ai dati che sono sul disco.</p></blockquote>
<p><strong>Redis è un progetto che si discosta dal tradizionale modello relazionale. Su cosa punteresti per invogliare gli utenti a provarlo?</strong></p>
<blockquote><p>Faccio un esempio banale. Per implementare su <a href="http://www.ossblog.it/categoria/mysql">MySQL</a> un sistema semplicissimo di commenti dove ogni nuovo commento sta in cima alla pagina (ad esempio nel caso di un blog), su MySQL devo creare una tabella, mettere l&#8217;ID del post, e usare ORDER BY anche se tutto ciò che voglio è prendere i commenti nello stesso ordine in cui li ho inseriti o nell&#8217;ordine inverso.</p>
<p>Su Redis invece tutto quello che devo fare è, per ogni commento:</p>
<p><code>LPUSH post:100:comments <nuovo commento></nuovo></code></p>
<p><code>LPUSH</code> aggiunge alla testa della lista contenuta nella chiave &#8220;post:100:comments&#8221; (dove 100 è un esempio di ID del post).</p>
<p>Per prendere i primi 10 commenti in ordine inverso nel quale li ho postati, mi basta scrivere:</p>
<p><code>LRANGE post:100:comments 0 9</code></p></blockquote>
<p><strong>Quale tipo di progetto potrebbe beneficiare maggiormente dall&#8217;uso di Redis al posto di un dbms relazionale?</strong></p>
<blockquote><p>I progetti che hanno grandi traffici, o dove i dati sono sistemati in modo da necessitare operazioni atomiche. Ad esempio Redis supporta intersezioni tra i set, per cui è facile implementare un sistema di tag. Allo stesso modo è facilissimo implementare una &#8220;score board&#8221; con i sorted set. In pratica si inseriscono in Redis dei valori che hanno un dato punteggio: anche con milioni di dati Redis inserirà questi dati in O(log(N)) ma con tempi costanti davvero bassi.</p>
<p>Questi dati sono inseriti in maniera ordinata, dunque posso chiedere a Redis: quali sono i primi 10 elementi di questo sorted set? (simile a <code>SELECT * FROM<br />
table ORDER BY score LIMIT 0 10</code>), o posso chiedere a Redis di darmi tutti gli elementi in cui lo score è compreso tra due valori. Queste operazioni sono molto veloci, per cui più di una azienda di videogame sta usando Redis per gestire i punteggi degli utenti, ad esempio di giochi online molto trafficati.</p></blockquote>
<p><strong>Quali sono i siti più importanti che utilizzano Redis nel loro backend?</strong></p>
<blockquote><p><a href="http://engineyard.com">http://engineyard.com</a><br />
<a href="http://github.com">http://github.com</a><br />
L&#8217;applicazione &#8220;Boxcar&#8221; per iPhone, molto famosa per le notifiche push</p>
<p>Sono alcuni esempi di grosse applicazioni, ma ci sono centinaia di startup che stanno usando Redis in produzione.</p></blockquote>
<p><strong>Recentemente Redis è arrivato alla versione 1.2 che introduce la nuova modalità di persistenza &#8220;append only file&#8221;. Ci puoi descrivere il funzionamento e come possono cambiare le prestazioni?</strong></p>
<blockquote><p>In pratica normalmente Redis salva i dati su un file, di tanto in tanto (in maniera configurabile, ad esempio salva ogni 60 secondi se sono cambiati almeno 5 dati in memoria). Questo è molto veloce e viene fatto da un processo &#8220;figlio&#8221; in parallelo, ma se la macchina si spegne perché ad esempio c&#8217;è un problema con la corrente elettrica, si rischia di perdere gli ultimi 60 secondi di dati.</p>
<p>Con l&#8217;Append Only File invece Redis scrive su disco, in un file sequenziale, tutte le operazioni di scrittura che riceve, istantaneamente. Quando viene fatto ripartire, rilegge tali operazioni di scrittura come se le ricevesse dai client, per ricostruire lo stato dei dati in memoria. Questo log però diventa sempre più lungo, ma Redis sa compattarlo in backrground, senza bloccare le richieste che arrivano dai dati.</p>
<p>Le prestazioni sono molto buone anche con l&#8217;Append Only File, ma dipende molto da come è configurato Redis, infatti può chiedere al sistema operativo di fare il &#8220;flush&#8221; dei dati ogni secondo, di lasciar fare al sistema operativo, o di farla ad ogni singola scrittura. Nell&#8217;ultimo caso Redis diventa lento ma estremamente &#8220;durabile&#8221; (molto più di MySQL ad esempio), ogni operazione viene trasferita sul disco prima possibile. Questo va bene per applicazioni finanziarie magari, ma non è una buona idea.</p>
<p>Quando è configurato per fare il flush ogni secondo (scelta consigliata) è quasi veloce come quando l&#8217;append only file è disabilitato.</p></blockquote>
<p><strong>Sul sito sono presenti progetti per usare redis con più di 10 linguaggi, qual è il loro grado di maturità?</strong></p>
<blockquote><p>Alcuni sono estremamente maturi: <a href="http://www.ossblog.it/categoria/ruby">Ruby</a>, <a href="http://www.ossblog.it/categoria/python">Python</a>, <a href="http://www.ossblog.it/categoria/java">Java</a>.</p>
<p>Il client PHP scritto da &#8220;nostro&#8221; Daniele Alessandri è ottimo (<a href="http://github.com/nrk/predis/">Predis</a>) ma per ora necessità di <a href="http://www.ossblog.it/categoria/php">PHP</a> moderni. Chiaramente le librerie dei linguaggi meno utilizzati sono aggiornate meno frequentemente, ma il protocollo di Redis è davvero molto semplice.</p></blockquote>
<p><strong>Cosa vedi nel futuro di Redis e più in generale dei key-value DB?</strong></p>
<blockquote><p>Abbiamo una roadmap importante. Nel futuro vedo il rilascio della 2.0 che aggiunge transazioni atomiche, Virtual Memory, e operazioni bloccanti sulla lista. E poi il progetto Redis-cluster, che tenterà di far diventare Redis un database distribuito.</p>
<p>Credo che i Key Value &#8220;semplici&#8221; siano utili, ma Redis ha aperto un nuovo fronte. Mi piacerebbe che nuovi database adottassero questa politica di Redis ma con implementazioni su disco. Insomma, manca un <a href="http://1978th.net/tokyocabinet/">Tokyo Cabinet</a> con le operazioni offerte da Redis secondo me.</p>
<p>Il movimento <a href="http://www.ossblog.it/tag/nosql">NoSQL</a> è molto giovane&#8230; vedremo cosa succederà ma io sono abbastanza convinto che finalmente i programmatori si sono &#8220;riappropriati&#8221; dei database, e non useranno più una sola soluzione (SQL) per tutti i tipi di problemi.</p></blockquote>
<p><strong>Una curiosità. Come è nato Redis?</strong></p>
<blockquote><p>Perché con MySQL non riuscivo a scalare <a href="http://lloogg.com">http://lloogg.com</a> :)</p></blockquote>
<p><strong>Nel corso di questi anni hai realizzato molti progetti, hai già qualche nuova idea per il futuro?</strong></p>
<blockquote><p>Mi vorrei concentrare su Redis per il futuro. È un progetto che ha bisogno di molto sviluppo. Forse tra 5 anni passerò a qualcos&#8217;altro ma per ora il mio focus è li.</p></blockquote>
<p><strong>Dato il successo di Redis pensi di farlo diventare il tuo lavoro principale?</strong></p>
<blockquote><p>Si, sto provando a lavorare full time a Redis. Forse tra qualche tempo annuncerò delle interessanti novità ;)</p></blockquote>
<p><strong>Grazie per averci concesso il tuo tempo e per l&#8217;ottimo lavoro svolto con Redis. Un plauso anche per la documentazione chiara ed abbondante  con numerosi esempi.</strong></p>
<blockquote><p>Grazie a voi!</p></blockquote>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.ossblog.it/post/5835/salvatore-antirez-sanfilippo-intervista-allo-sviluppatore-di-redis">Salvatore 'antirez' Sanfilippo, intervista allo sviluppatore di Redis</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.ossblog.it">Ossblog.it</a> alle 15:59 di mercoledì 24 febbraio 2010.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Shuttleworth parla di Ubuntu, GNOME e Linux</title>
    <link>http://www.ossblog.it/post/4265/shuttleworth-parla-di-ubuntu-gnome-e-linux</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.ossblog.it/post/4265/shuttleworth-parla-di-ubuntu-gnome-e-linux</guid>
    <pubDate>Tue, 22 Jul 2008 15:46:59 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Andrea de Palo</dc:creator>
    <comments>http://www.ossblog.it/post/4265/shuttleworth-parla-di-ubuntu-gnome-e-linux#comments</comments>
    <slash:comments>11</slash:comments>
    <category>ubuntu</category><category>canonical</category><category>gnome</category><category>interviste</category><category>gtk</category><category>qt</category><category>canonical</category><category>gnome</category><category>gtk</category><category>hardy heron</category><category>qt</category><category>shuttleworth</category><category>ubuntu</category>
    <description>Mark Shuttleworth, fondatore di Canonical e papà di Ubuntu, ha recentemente rilasciato un&amp;#8217;intervista al sito tedesco derStandard. Gli argomenti sono molto vari e spaziano dai problemi[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
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      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Shuttleworth+parla+di+Ubuntu%2C+GNOME+e+Linux&url=http%3A%2F%2Fwww.ossblog.it%2Fpost%2F4265%2Fshuttleworth-parla-di-ubuntu-gnome-e-linux" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/Mark_Shuttleworth_by_Martin_Schmitt.jpg" class="post" align="left" border="0" width="127" height="180" alt="Mark Shuttleworth" />Mark Shuttleworth, fondatore di Canonical e papà di Ubuntu, ha recentemente rilasciato un&#8217;<a href="http://derstandard.at/?url=/?id=3413801">intervista al sito tedesco derStandard</a>. Gli argomenti sono molto vari e spaziano dai problemi &#8220;di gioventù&#8221; riscontrati in Ubuntu Hardy Heron al futuro di GNOME (<strike>con l&#8217;ipotesi di</strike> senza escludere una futura versione del DE basata su librerie Qt), passando per temi più generali come l&#8217;innovazione o il rapporto tra un sistema GNU/Linux e gli utenti.</p>
<p>Si tratta di un&#8217;ottima lettura, soprattutto in un periodo relativamente carente di notizie come quello estivo.</p>
<p>via | <a href="http://www.osnews.com/story/20071/Interview_Mark_Shuttleworth">OSNews</a></p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.ossblog.it/post/4265/shuttleworth-parla-di-ubuntu-gnome-e-linux">Shuttleworth parla di Ubuntu, GNOME e Linux</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.ossblog.it">Ossblog.it</a> alle 17:46 di martedì 22 luglio 2008.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Bluemarine, intervista agli sviluppatori</title>
    <link>http://www.ossblog.it/post/3811/bluemarine-intervista-agli-sviluppatori</link>
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    <pubDate>Thu, 13 Mar 2008 08:00:01 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Fabio</dc:creator>
    <comments>http://www.ossblog.it/post/3811/bluemarine-intervista-agli-sviluppatori#comments</comments>
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    <category>open-source</category><category>interviste</category>
    <description>In un epoca di &amp;#8220;fuga dei cervelli&amp;#8221;, è rincuorante sapere che a livello di software semi-professionale il made in italy è ancora vivo e vegeto. Stiamo parlando di blueMarine,[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><a href="http://www.ossblog.it/galleria/bluemarine/"><img class="post-h" src="http://static.blogo.it/ossblog/bluemarine/bluemarine1.jpg" alt="CoverFlow" width="432"   height="262" /></a> </p>
<p>In un epoca di &#8220;fuga dei cervelli&#8221;, è rincuorante sapere che a livello di software semi-professionale il <em>made in italy</em> è ancora vivo e vegeto. Stiamo parlando di <a href="http://bluemarine.tidalwave.it/">blueMarine</a>, prodotto dell&#8217; italianissima <a href="http://www.tidalwave.it/">Tidalwave</a> rivolto a tutti quelli che quotidianamente per lavoro o per hobby hanno a che fare con la fotografia. Di seguito riportiamo l&#8217; intervista che abbiamo fatto al responsabile del progetto:</p>
<p><strong>1) Come ti è venuta l&#8217; idea di sviluppare questo software?</strong></p>
<blockquote><p>Sono appassionato di fotografia da un po&#8217; di anni e nell&#8217;estate 2003, quando avevo appena comprato una Nikon D100, ci fu una memorabile ondata di caldo. Sostanzialmente costretto a restare in casa per buona parte del giorno, mi dedicai a studiare il formato &#8220;raw&#8221; di Nikon (NEF), anche perché non era documentato (non lo è neanche oggi) e questo è sempre uno stimolo irresistibile per un informatico. Così cercai qualche informazione sul web e scrissi un piccolo decodificatore in Java; successivamente lo integrai con un primitivo sistema di catalogazione che avevo messo in piedi un paio di anni prima per le foto analogiche, basato su fogli OpenOffice e un po&#8217; di codice Java. A quel punto decisi di sviluppare l&#8217;idea di &#8220;non-destructive editing&#8221;, cioè la capacità di mantenere sul disco la foto originale e memorizzare le modifiche effettuate come annotazioni. Per me era molto importante siccome ero alle prime armi di foto digitale e sicuramente avevo bisogno di tornare più volte sulle mie decisioni; oggi è un concetto piuttosto comune (ad esempio in Aperture e Lightroom), all&#8217;epoca era presente solo in alcuni prodotti specializzati. Infine, un amico ingegnere e fotografo amatoriale, esperto di foto astronomiche, mi parlava di elaborazioni fotografiche specifiche di quel mondo, che venivano supportate da un workflow piuttosto complesso, facendo ricorso a applicativi diversi, spesso a riga di comando. Mi venne quindi in mente l&#8217;idea di sviluppare un&#8217;applicazione basata su plugin che supportasse qualsiasi workflow, anche &#8220;esotico&#8221;. Infine, essendo fotografo di volatili, volevo un meccanismo di catalogazione sofisticato, in grado di supportare la tassonomia del mondo animale, che all&#8217;epoca non ero riuscito a sviluppare in nessun prodotto di catalogazione esistente. </p></blockquote>


<p><strong>2) Perchè hai scelto Java come linguaggio di programmazione (visto che la JVM penalizza parecchio in termini di velocità)?</strong></p>
<blockquote><p>Be&#8217;, ad esempio perché non è vero che la JVM penalizza parecchio in termini di velocità :-) In realtà nel 2003 e nel 2004 ero decisamente sicuro di quest&#8217;affermazione per le applicazioni &#8220;lato server&#8221;, incluso alcuni progetti un po&#8217; fuori dal normale (come ad esempio la distribuzione di dati di telemetria in tempo reale), per diretta esperienza professionale. Java non era un gran che sul desktop, ma in prospettiva ero sicuro che le cose sarebbero migliorate. In qualche modo, l&#8217;idea di blueMarine era anche di verificare la realizzazione di un&#8217;applicazione desktop sofisticata, dove la mia esperienza era limitata. Effettivamente ho avuto gravi problemi fino al 2005 (onestamente anche dovuti a qualche scelta progettuale errata); oggi posso dire che tutti i colli di bottiglia finora trovati (e in parte eliminati) sono dovuti a scelta di algoritmi non ottimizzati. Ovviamente, performance a parte, l&#8217;idea di Java era anche legata alla facilità di scrivere dei plugin, grazie alla dinamicità del linguaggio, e alla portabilità. In particolare mi ha sempre interessato l&#8217;idea di usare Linux come sistema operativo primario anche per l&#8217;elaborazione fotografica (oggi uso Mac OS X, ma sono sempre più stufo dell&#8217;arroganza di Apple).
</p></blockquote>
<p><strong>3) Nel sito parli della possibilità di espandere il vostro programma con plugin. Che conoscenze sono necessarie per poter sviluppare i propri plugin?</strong></p>
<blockquote><p>Nel 2006 blueMarine è stato riscritto completamente da zero usando NetBeans RCP, una tecnologia open source di Sun Microsystems che potenzia Swing, il tradizionale ambiente desktop di Java. NetBeans RCP include un sacco di funzionalità pronte per l&#8217;uso, incluso un meccanismo sofisticato per costruire plugin che possono essere installati a caldo e scaricati da rete. Pertanto, il primo requisito è ovviamente conoscere bene questa tecnologia. Per il resto, ci sono i JavaDoc di blueMarine, anche se per ora sono incompleti. Sinora Emmanuele Sordini, il citato amico astrofotografo, è stato in grado di scrivere il primo plugin contribuito da terzi. </p></blockquote>
<p><strong>4) In che fascia si vuole collocare il tuo prodotto? Chi è il tuo &#8220;utilizzatore tipo&#8221; ?</strong></p>
<blockquote><p>L&#8217;utilizzatore tipo è il fotografo dilettante o amatorIale-serio; in particolare penso agli utenti che vogliano lavorare con Linux (o Solaris, che verrà ufficialmente supportato a breve, non appena finisco di avere un&#8217;installazione stabile), vista l&#8217;attuale mancanza di prodotti sofisticati e &#8220;open&#8221; in quei segmenti. A questo punto va detto che l&#8217;applicazione non è ancora completamente pronta per l&#8217;uso (mancano alcuni test di qualità e le ultime ottimizzazioni di performance) e, in particolare, la parte di editing è stata lasciata volontariamente indietro per dare priorità a catalogazione e geotagging (ma l&#8217;editor dovrebbe ritornare quest&#8217;estate). Man mano che le vengono aggiunte nuove funzioni, il target di utenti potenziali si espanderà anche a fotografi professionisti. Io penso a blueMarine come ad un prodotto che fornisca anche supporto specifico per ogni comunità di fotografo, con gli opportuni plugin, in vero spirito &#8220;open&#8221;. Tanto per fare un esempio: il navigatore di metadati avrà sia un&#8217;interfaccia semplificata, adatta a fotografi generici, che mostra solo i tipi di dati più comunemente usati (come accade oggi per esempio in Lightroom), sia un&#8217;interfaccia avanzata, con cui si potrà analizzare il singolo bit, dedicata a chi si sente più smanettone.</p></blockquote>
<p><strong>5) Quali sono i prossimi obiettivi che ti sei prefisso nell&#8217; ambito dello sviluppo di blueMarine?</strong></p>
<blockquote><p>La priorità più alta è il completamento del sistema di catalogazione di metadati, che è quasi pronto. Ha richiesto un po&#8217; di lavoro perché, in linea con il resto dell&#8217;applicazione, è basato su un disegno modulare, per cui chiunque può aggiungere nuovi tipi di metadati semplicemente descrivendone la struttura con poco codice in un plugin. E&#8217; molto importante per me in quanto ritengo che con il suo completamento blueMarine inizierà ad avere un valore reale per molti utenti, specialmente in ambito Linux. Il sistema di catalogazione verrà poi evoluto nei prossimi mesi con alcune idee nuove che non mi paiono ancora presenti in nessun programma sul mercato, per lo meno in quelli più diffusi. Per ora non dico niente, ma ad OSSblog.it posso anticipare che verranno utilizzate alcune tecnologie del Web Semantico. Dopodiché ci sono alcuni moduli, oggi presenti nell&#8217;incubatore a vari stadi di sviluppo (alcune sono quasi complete), che dovranno essere rifiniti e aggiunti al programma principale: le &#8220;light table&#8221;, la pubblicazione su web, gli slideshow, il supporto per i video. Una delle caratteristiche più &#8220;esotiche&#8221; è probabilmente la capacità di lanciare grandi batch di elaborazione su una rete di computer casalinga, oppure persino su servizi di Grid Computing massivi come Sun Grid. Il codice prototipale per queste feature è stato sviluppato da un anno insieme al citato Emmanuele Sordini (il suo plugin astrofotografico richiede grandi elaborazioni batch), e anche presentato ad un paio di conferenze Java, ma ha bisogno di parecchio lavoro per l&#8217;interfaccia utente e il setup (che oggi non è banale) in modo che sia alla portata dell&#8217;utente casuale.</p></blockquote>
<p><strong>6) Da quante persone è composto il team di sviluppo?</strong></p>
<blockquote><p>Questo è ancora un punto dolente. A parte Emmanuele con il suo plugin, il 95% del codice è ancora scritto da me, con alcuni contributi puntuali di altri sviluppatori, anche importanti come qualità, ma poco significativi come quantità. Il che è un peccato, perché si potrebbero fare veramente milioni di cose interessanti. Un po&#8217; mi aspettavo maggiore interesse da parte di altri sviluppatori a partecipare ad un progetto opensource di questo genere (che tra l&#8217;altro da un anno a questa parte viene regolarmente presentato a varie conferenze internazionali del mondo Java, nell&#8217;ordine Jazoon, JavaPolis e tra un paio di mesi la JavaOne a San Francisco); in alcuni casi probabilmente non sono stato capace io di &#8220;instradare&#8221; qualche volontario fino a metterlo in moto e me lo sono perso per strada. Il problema è che se qualcuno si fa avati mentre io sono in qualche periodaccio di lavoro intenso (per ora il 95% del mio fatturato non arriva da blueMarine), a volte non ho neanche il tempo di rispondere alla email a stretto giro di posta. Confido comunque nel futuro. Spero anche di trovare al più presto un graphic designer (magari italiano&#8230;) che sia disposto a fornire le icone per l&#8217;applicazione: per ora sono copiate da varie distribuzioni open, ma non c&#8217;è lo stile omogeneo che vorrei.</p></blockquote>
<p><strong>7) In cosa si differenzia il tuo prodotto da altri software come Picasa o F-Spot? Quali sono i suoi punti di forza rispetto agli altri due programmi citati?</strong></p>
<blockquote><p>Facendo il confronto oggi, Picasa o F-Spot hanno meno funzioni &#8220;esotiche&#8221;, ma sono immediatamente utilizzabili; blueMarine non lo è ancora e - come già detto - si concentra per ora più sulla catalogazione che non sull&#8217;editing. Per i la metà del 2008 potrebbe essere sostanzialmente già competitivo con quei due prodotti (editor a parte); a metà del 2009 dovrebbe arrivare anche l&#8217;editor e iniziare a mettere &#8220;nel mirino&#8221; prodotti di fascia superiore. Dipende tutto da un sacco di cose, incluso trovare altri collaboratori. Può anche succedere che carichi di lavoro improvvisi o problemi personali rallentino la tabella di marcia, come è già avvenuto. Tuttavia, preferisco guardare il futuro con ottimismo. :-)</p></blockquote>
<p>La palla passa a voi, cari lettori: fateci sapere le vostre impressioni e il vostro giudizio su questo interessante software che ha la fortuna di nascere (per di più <strong>open</strong>) proprio nel nostro bel paese. </p>
<p>Eccovi alcune immagini (tratte dalla versione per OS X) di blueMarine:</p>
<p><a href='http://www.ossblog.it/galleria/bluemarine/'> Galleria di Bluemarine </a><br />
<a href="http://www.ossblog.it/galleria/bluemarine/1"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/ossblog/bluemarine/thn_bluemarine1.jpg" alt="CoverFlow" width="130" height="79" /></a> <a href="http://www.ossblog.it/galleria/bluemarine/2"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/ossblog/bluemarine/thn_bluemarine2.jpg" alt="Workflow" width="130" height="81" /></a> <a href="http://www.ossblog.it/galleria/bluemarine/3"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/ossblog/bluemarine/thn_bluemarine3.jpg" alt="Geotagging" width="130" height="81" /></a><br />
<a href="http://www.ossblog.it/galleria/bluemarine/4"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/ossblog/bluemarine/thn_bluemarine4.jpg" alt="Geotagging 2" width="130" height="81" /></a> <a href="http://www.ossblog.it/galleria/bluemarine/5"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/ossblog/bluemarine/thn_bluemarine5.jpg" alt="LightTable" width="130" height="79" /></a> <a href="http://www.ossblog.it/galleria/bluemarine/6"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/ossblog/bluemarine/thn_bluemarine6.jpg" alt="Metadata Explorer" width="130" height="81" /></a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.ossblog.it/post/3811/bluemarine-intervista-agli-sviluppatori">Bluemarine, intervista agli sviluppatori</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.ossblog.it">Ossblog.it</a> alle 10:00 di giovedì 13 marzo 2008.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Arrivano i podcast della Linux Foundation</title>
    <link>http://www.ossblog.it/post/3641/arrivano-i-podcast-della-linux-foundation</link>
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    <pubDate>Sat, 12 Jan 2008 09:00:37 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Andrea de Palo</dc:creator>
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    <category>aziende</category><category>open-source</category><category>interviste</category><category>foss</category><category>interviste</category><category>torvalds</category>
    <description>La Linux Foundation ha annunciato una serie di podcast in cui Jim Zemlin, direttore esecutivo della fondazione, intende intervistare membri di rilievo del panorama libero / aperto come Ron Hovsepian ([...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><a href="http://www.ossblog.it/tag/linux-foundation"><img src="http://static.blogo.it/ossblog/lflogo.png" class="post" align="left" border="0" width="150" height="46" alt="Linux Foundation" style="border-color: white;"/></a>La Linux Foundation ha annunciato una serie di podcast in cui Jim Zemlin, direttore esecutivo della fondazione, intende intervistare membri di rilievo del panorama libero / aperto come Ron Hovsepian ( CEO di Novell ), Marten Mickos ( CEO di MySQL AB ) e Mark Shuttleworth ( famoso astronauta miliardario ); il primo intervistato è stato, ovviamente, Mr. Torvalds: la sua chiacchierata è disponibile sul sito della Linux Foundation in formato <a href="http://linux-foundation.org/weblogs/openvoices/files/2008/01/torvalds5-section1.ogg">Ogg</a>, <a href="http://linux-foundation.org/weblogs/openvoices/files/2008/01/torvalds5-section1.mp3">MP3</a> e <a href="http://linux-foundation.org/weblogs/openvoices/linus-torvalds-part-i/">testo</a>.</p>
<p>Tenete d&#8217;occhio i feed RSS per le prossime uscite!</p>
<p>via | <a href="http://www.linux.com/feature/124238">Linux.com</a></p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.ossblog.it/post/3641/arrivano-i-podcast-della-linux-foundation">Arrivano i podcast della Linux Foundation</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.ossblog.it">Ossblog.it</a> alle 11:00 di sabato 12 gennaio 2008.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Niente iPod per il nuovo CEO di Red Hat</title>
    <link>http://www.ossblog.it/post/3632/il-nuovo-ceo-di-red-hat-e-un-osso-duro</link>
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    <pubDate>Wed, 09 Jan 2008 08:15:38 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Andrea de Palo</dc:creator>
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    </p>
<p><a href="http://www.ossblog.it/categoria/aziende/red-hat/"><img src="http://static.blogo.it/ossblog/redhat.png" alt="RedHat" class="post" align="left" style="border-color: white;"/></a>Da qualche settimana il CEO di Red Hat non è più lo storico <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Matthew_Szulik">Matthew Szulik</a> ed il suo posto è stato preso da un tale <a href="http://www.redhat.com/about/companyprofile/management/whitehurst.html">Jim Whitehurst</a>, precedentemente impegnato nel risanamento delle casse di una <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Delta_Airlines">compagnia aerea a stelle-e-strisce</a>; la decisione di sostituire il carismatico Szulik con una persona estranea al mondo del software libero ha fatto storcere il naso a parecchie persone, finché c|net non ha deciso di <a href="http://www.news.com/8301-10784_3-9839996-7.html">intervistare il diretto interessato</a>. Inutile dire che l&#8217;intervista ha ribaltato le opinioni su Whitehurst.</p>



<p>Leggendo la chiacchierata scopriamo che il buon Jim non ha un iPod ( e nemmeno uno Zune ) perché non è in grado di riprodurre file Ogg Vorbis, che ha rifiutato altri ruoli CEO perché &#8216;il suo lavoro deve avere una missione&#8217;, che crede che proporre soluzioni proprietarie sia una scelta sbagliata per un&#8217;azienda come Red Hat e che, nonostante si occupi di business, si è sempre considerato un <em>geek</em> ( aveva un Apple II ) e, nel tempo perso, si dedica alla programmazione. </p>
<p>Se solo tutti i CEO delle aziende di software libero / aperto fossero così&#8230;</p>
<p>via | <a href="http://linux.slashdot.org/article.pl?sid=08/01/04/2048218">Slashdot</a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.ossblog.it/post/3632/il-nuovo-ceo-di-red-hat-e-un-osso-duro">Niente iPod per il nuovo CEO di Red Hat</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.ossblog.it">Ossblog.it</a> alle 10:15 di mercoledì 09 gennaio 2008.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Linus intervistato da InformationWeek</title>
    <link>http://www.ossblog.it/post/3509/linus-intervistato-da-informationweek</link>
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    <pubDate>Wed, 28 Nov 2007 10:30:42 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Andrea de Palo</dc:creator>
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    <category>windows</category><category>linux</category><category>interviste</category><category>linux</category><category>torvalds</category><category>windows</category>
    <description>Il buon Linus si è concesso ad InformationWeek per un&amp;#8217;intervista sul futuro della sua amata creatura, delineando quali aree del kernel riceveranno più attenzione nel corso del prossimo anno:[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
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      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.ossblog.it%2Fpost%2F3509%2Flinus-intervistato-da-informationweek" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
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    </p>
<p><a href="http://www.ossblog.it/tag/torvalds"><img src="http://static.blogo.it/ossblog/Linus_Torvalds.jpg" alt="Linus Torvalds" class="post" align="left" /></a>Il buon Linus si è concesso ad InformationWeek per un&#8217;intervista sul futuro della sua amata creatura, delineando quali aree del kernel riceveranno più attenzione nel corso del prossimo anno: virtualizzazione e supporto ai dischi a stato solido sono presenti sulla lista, accompagnati da una migliore gestione delle schede video e di quelle wireless. </p>
<p>Gran parte dell&#8217;intervista è comunque incentrata sul rapporto con Microsoft / Windows, dalle differenze tra i processi di sviluppo ( <em>l&#8217;open source è più efficiente</em> ) ai punti di forza del pinguino ( <em>flessibilità completa</em> ) passando per i fantomatici brevetti del colosso di Redmond su Linux ( <em>solo FUD</em> ). L&#8217;intervista si fa leggere volentieri e, se non temete l&#8217;inglese, potete trovarla <a href="http://www.informationweek.com/internet/showArticle.jhtml?articleID=204202971&#038;pgno=1&#038;queryText=">qui</a>.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.ossblog.it/post/3509/linus-intervistato-da-informationweek">Linus intervistato da InformationWeek</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.ossblog.it">Ossblog.it</a> alle 12:30 di mercoledì 28 novembre 2007.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Mozilla 2/Firefox 3 qualche indiscrezione</title>
    <link>http://www.ossblog.it/post/3289/mozilla-2firefox-3-qualche-indiscrezione</link>
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    <pubDate>Fri, 12 Oct 2007 01:42:14 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Fullo</dc:creator>
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    <category>open-source</category><category>software</category><category>mozilla</category><category>browser</category><category>interviste</category><category>browser</category><category>firefox</category><category>firefox 3</category><category>gecko</category><category>mobile</category><category>mozilla</category><category>mozilla foundation</category>
    <description>Tra le varie domande poste a Tristan Nitot è stato posto l&amp;#8217;annoso problema della pesantezza e avidità di risorse di cui soffre ormai il browser di Mozilla. 
Tristan ci ha quindi spiegato che[...]</description>
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    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ossblog.it%2Fpost%2F3289%2Fmozilla-2firefox-3-qualche-indiscrezione" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.ossblog.it%2Fpost%2F3289%2Fmozilla-2firefox-3-qualche-indiscrezione" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Mozilla+2%2FFirefox+3+qualche+indiscrezione&url=http%3A%2F%2Fwww.ossblog.it%2Fpost%2F3289%2Fmozilla-2firefox-3-qualche-indiscrezione" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/firefox3.jpg" class="post" align="left" border="0" width="250" height="167" alt="firefox 3 e firefox mobile" /> Tra le <a href="http://www.ossblog.it/post/3288/a-cena-con-mozilla-foundation-intervista-sul-futuro-di-thunderbird">varie</a> <a href="http://www.downloadblog.it/post/4897/il-futuro-browser-di-mozilla-per-palmari-e-cellulari">domande</a> poste a Tristan Nitot è stato posto l&#8217;annoso problema della pesantezza e avidità di risorse di cui soffre ormai il <a href="http://ossblog.it/tag/firefox">browser di Mozilla</a>. </p>
<p>Tristan ci ha quindi spiegato che i lavori su <a href="http://ossblog.it/tag/firefox+3">Firefox 3</a> stanno cercando proprio di ridurre l&#8217;impatto sulla memoria del browser ma anche del render engine, infatti molti degli sforzi degli sviluppatori sono indirizzati verso una riscrittura di Gecko che lo renda leggero e facilmente integrabile su diverse tipologie di dispositivi così come oggi avviene per <a href="http://ossblog.it/cerca/webkit">WebKit</a>.</p>
<p>Ma le modifiche non si fermeranno a questo, infatti Firefox sarà più sicuro e più semplice da usare, senza però perdere nulla in funzionalità ed estendibilità e parallelamente, ci è stato assicurato,  sviluppare plugin ed estensioni per la nuova piattaforma su cui si baseranno tutti i progetti di Mozilla sarà ancora più semplice di quanto lo sia oggi.</p>
<p>Si prospetta quindi un nuovo roseo futuro per il browser che attualmente copre, nella sua versione ufficiale, il 18% del mercato italiano. E voi cosa vorreste vedere implementato nelle prossime release? E cosa invece non vorreste più vedere?</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.ossblog.it/post/3289/mozilla-2firefox-3-qualche-indiscrezione">Mozilla 2/Firefox 3 qualche indiscrezione</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.ossblog.it">Ossblog.it</a> alle 03:42 di venerdì 12 ottobre 2007.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>A cena con Mozilla Foundation, intervista sul futuro di Thunderbird</title>
    <link>http://www.ossblog.it/post/3288/a-cena-con-mozilla-foundation-intervista-sul-futuro-di-thunderbird</link>
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    <pubDate>Thu, 11 Oct 2007 01:20:56 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Fullo</dc:creator>
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    <category>open-source</category><category>software</category><category>mozilla</category><category>email</category><category>interviste</category><category>firefox</category><category>mozilla</category><category>mozilla italia</category><category>Thunderbird</category><category>tristan</category><category>video</category><category>videocast</category>
    <description>Martedì sera con alcuni fortunati blogger, tra cui Cristian Conti di Download|blog,  abbiamo cenato insieme a Tristan Nitot, presidente di Mozilla Foundation Europe. 
L&amp;#8217;evento, che è stato[...]</description>
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    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ossblog.it%2Fpost%2F3288%2Fa-cena-con-mozilla-foundation-intervista-sul-futuro-di-thunderbird" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.ossblog.it%2Fpost%2F3288%2Fa-cena-con-mozilla-foundation-intervista-sul-futuro-di-thunderbird" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=A+cena+con+Mozilla+Foundation%2C+intervista+sul+futuro+di+Thunderbird&url=http%3A%2F%2Fwww.ossblog.it%2Fpost%2F3288%2Fa-cena-con-mozilla-foundation-intervista-sul-futuro-di-thunderbird" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/mozillacena.jpg" class="post" align="left" border="0" width="250" height="250" alt="cena con Tristan Nitot di Mozilla, foto di Francesco Lodolo" /> Martedì sera con alcuni fortunati blogger, tra cui Cristian Conti di <a href="http://www.downloadblog.it/post/4896/due-chiacchere-con-mozilla-foundation">Download|blog</a>,  abbiamo cenato insieme a Tristan Nitot, presidente di <a href="http://www.mozilla-europe.org">Mozilla Foundation Europe</a>. </p>
<p>L&#8217;evento, che è stato organizzato dallo staff di <a href="http://www.mozillaitalia.it/">Mozilla Italia</a> con il supporto dell&#8217;agenzia <a href="http://www.tta.it/tta.htm">TT&#038;A</a>,  ci ha permesso di porgere molte domande finora rimaste senza risposta per quello che riguarda il  futuro di <a href="http://ossblog.it/cerca/thunderbird">Thunderbird</a> e riguardo ai prossimi progetti della Foundation.</p>
<p>Per nostra fortuna Tristan si è rivelato molto disponibile ed ha risposto a tutte le domande fatte, comprese quelle riguardo il recente abbandono di due sviluppatori del client di posta di Mozilla. Tristan ci ha quindi spiegato che in realtà <a href="http://ossblog.it/categoria/mozilla">Mozilla</a> non ha la minima intenzione di abbandonare il client di posta ma ha invece stanziato ben 3 Milioni di dollari per fare ricerca e sviluppo sullo stesso incaricando del progetto David Ascher, ex sviluppatore di Komodo per ActiveState. Inoltre verrà valutata l&#8217;integrazione di Lightning/Sunbird all&#8217;interno del basecode del programma per garantire un miglior supporto al calendaring ed un avvicinamento al mondo enterprise.</p>
<p>A seguire il videocast dell&#8217;intervista.</p>
<p>

</p>
<p><object type="application/x-shockwave-flash" data="http://blip.tv/scripts/flash/showplayer.swf?enablejs=true&#038;feedurl=http%3A%2F%2Fkid%2Da%2Eblip%2Etv%2Frss&#038;file=http%3A%2F%2Fblip%2Etv%2Frss%2Fflash%2F425257&#038;showplayerpath=http%3A%2F%2Fblip%2Etv%2Fscripts%2Fflash%2Fshowplayer%2Eswf" width="450" height="272" allowfullscreen="true" id="showplayer">
<param name="movie" value="http://blip.tv/scripts/flash/showplayer.swf?enablejs=true&#038;feedurl=http%3A%2F%2Fkid%2Da%2Eblip%2Etv%2Frss&#038;file=http%3A%2F%2Fblip%2Etv%2Frss%2Fflash%2F425257&#038;showplayerpath=http%3A%2F%2Fblip%2Etv%2Fscripts%2Fflash%2Fshowplayer%2Eswf" />
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<p>Purtroppo l&#8217;audio a causa dell&#8217;ambiente poco favorevole è un pochino disturbato, ma vi assicuriamo che Cristian ed io la prossima volta saremo <em>meglio armati</em>. </p>
<p>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/flod/1534453837/">Francesco Lodolo</a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.ossblog.it/post/3288/a-cena-con-mozilla-foundation-intervista-sul-futuro-di-thunderbird">A cena con Mozilla Foundation, intervista sul futuro di Thunderbird</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.ossblog.it">Ossblog.it</a> alle 03:20 di giovedì 11 ottobre 2007.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Botta e risposta con il papà di RedHat</title>
    <link>http://www.ossblog.it/post/3271/botta-e-risposta-con-il-papa-di-redhat</link>
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    <pubDate>Mon, 08 Oct 2007 16:38:06 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Matteo Campofiorito</dc:creator>
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    <category>red-hat</category><category>open-source</category><category>interviste</category><category>red-hat-enterprise-linux</category><category>linux</category><category>red hat</category>
    <description>E&amp;#8217; stato uno dei fondatori di RedHat e suo CEO fino al novembre 1999. Sto parlando di Bob Young uno tra i più coraggiosi e coerenti imprenditori nel mondo opensource che ha creduto sempre[...]</description>
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    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ossblog.it%2Fpost%2F3271%2Fbotta-e-risposta-con-il-papa-di-redhat" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
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      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Botta+e+risposta+con+il+pap%C3%A0+di+RedHat&url=http%3A%2F%2Fwww.ossblog.it%2Fpost%2F3271%2Fbotta-e-risposta-con-il-papa-di-redhat" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p> <img src="http://static.blogo.it/ossblog/Bobcolor.jpg" class="post" align="left" border="0" width="167" height="250" alt="Bob Young" />E&#8217; stato uno dei fondatori di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Red_Hat">RedHat</a> e suo CEO fino al novembre 1999. Sto parlando di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Bob_Young">Bob Young</a> uno tra i più coraggiosi e coerenti imprenditori nel mondo opensource che ha creduto sempre nelle potenzialità del pinguino.</p>
<p>Da innovatore nel mondo del software aperto Young, dopo aver lasciato la società del cappello rosso, è diventato un paladino della stampa libera fondando <a href="http://www.lulu.com/">Lulu.com</a>, sito dove chiunque può pubblicare gratuitamente e vendere le proprie &#8220;opere letterarie&#8221; saltando gli intermediari.</p>
<p>In occasione di <a href="http://www.smau.it/">SMAU</a> <strong>avremo occasione di intervistare Bob Young</strong> e abbiamo pensato di coinvolgere i lettori: se avete domande per Young scrivetele in commento a questo post.</p>
<p>Le più interessanti saranno sottoposte a Bob &#8220;RedHat/Lulu&#8221; Young :)</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.ossblog.it/post/3271/botta-e-risposta-con-il-papa-di-redhat">Botta e risposta con il papà di RedHat</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.ossblog.it">Ossblog.it</a> alle 18:38 di lunedì 08 ottobre 2007.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Entro il 2011 l&#039;80% del software commerciale conterrà OSS</title>
    <link>http://www.ossblog.it/post/3189/entro-il-2011-l80-del-software-commerciale-conterra-oss</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.ossblog.it/post/3189/entro-il-2011-l80-del-software-commerciale-conterra-oss</guid>
    <pubDate>Sat, 22 Sep 2007 16:56:58 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Fullo</dc:creator>
    <comments>http://www.ossblog.it/post/3189/entro-il-2011-l80-del-software-commerciale-conterra-oss#comments</comments>
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    <category>aziende</category><category>licenze</category><category>open-source</category><category>closed-source</category><category>interviste</category><category>licenze</category><category>oss</category><category>software</category>
    <description>Mark Driver, videpresidente del Gartner research, ha annunciato durante l&amp;#8217;Open Source Summit di Las Vegas che nel 2011 l&amp;#8217;80% del software commerciale conterrà al suo interno codice[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ossblog.it%2Fpost%2F3189%2Fentro-il-2011-l80-del-software-commerciale-conterra-oss" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.ossblog.it%2Fpost%2F3189%2Fentro-il-2011-l80-del-software-commerciale-conterra-oss" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Entro+il+2011+l%2780%25+del+software+commerciale+conterr%C3%A0+OSS&url=http%3A%2F%2Fwww.ossblog.it%2Fpost%2F3189%2Fentro-il-2011-l80-del-software-commerciale-conterra-oss" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p>Mark Driver, videpresidente del Gartner research, ha annunciato durante l&#8217;Open Source Summit di Las Vegas che nel 2011 <a href="http://www.networkworld.com/news/2007/092007-open-source-unavoidable.html?page=1">l&#8217;80% del software commerciale conterrà al suo interno codice opensource</a>.</p>
<p>Driver però mette anche le mani davanti ammettendo che non tutte le aziende sono preparate ad uno scenario del genere, e che bisognerà prima, di integrare questo genere di tecnologie, valutati pro e contro per quello che riguarda il proprio business e rivisti interamente i processi commerciali di molti produttori IT.</p>
<p>Driver parla anche dell&#8217;attuale frammentazione delle risorse (ie. linux distro), che porta le aziende ad aver <em>paura</em> ad investire in oss, descrivendola come un ottimo segnale di continua evoluzione e miglioramento &#8220;<em>della specie</em>&#8220;.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.ossblog.it/post/3189/entro-il-2011-l80-del-software-commerciale-conterra-oss">Entro il 2011 l'80% del software commerciale conterrà OSS</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.ossblog.it">Ossblog.it</a> alle 18:56 di sabato 22 settembre 2007.</p>
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  </item>


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