
Il team di sviluppo di Liferea, ha approfittato di queste festività per rilasciare la tanto attesa versione 1.8 del più celebre lettore di feed rss per il desktop GNOME. Questa versione di Liferea sarebbe dovuta arrivare nell’estate 2011, ma per vari problemi ha visto la luce solo a fine anno; meglio tardi che mai.
Questa nuova versione porta con sé interessanti features e numerosi miglioramenti, iniziando proprio da un miglioramento della stabilità e delle prestazioni, da sempre pecche di un buonissimo software. Per quel che riguarda le novità troviamo il supporto a TinyTiny RSS 1.5+, un miglior supporto a Google Reader, la possibilità di copiare i link direttamente da liferea, il supporto alle cartelle di Google Reader e la possibilità di riordinare i feed in ordine alfabetico.
Possiamo trovare maggiori informazioni riguardo questo rilascio sul blog ufficiale del progetto. Per gli utenti Ubuntu non è ancora disponibile il PPA per la versione stabile, ma possiamo provare il PPA testing per incominciare a provare tutte queste interessantissime novità.
Via | Liferea

pyLoad è un nuovo e leggero download manager che permette di scaricare facilmente contenuti da RapidShare, Megaupload, Fileserver ed altri servizi ma non solo, ci permette anche di scaricare semplici file dai protocolli http/ftp.
Tra le features più importanti troviamo il riconoscimento automatico dei capcha, l’estrazione automatica di un archivio, e la riconnessione. Inoltre pyLoad per aggirare i vari limiti imposti dai vari servizi di hosting, quando deve scaricare più parti di un unico file si disconnette e riconnette in modo da ottenere un nuovo IP e bypassare questo banale limite.
PyLoad si presenta con tre differenti tipi di interfacce: una web, una versione a riga di comando ed una versione in QT. Possiamo inoltre trovare un client per Android ed addirittura uno per alcuni tipi di router. La GUI è in fase di sviluppo, quindi per ora è consigliato l’utilizzo da linea di comando. Questo nuovo software quindi punta a superare il più famoso ed affermato Jdownloader, famoso principalmente per il suo esagerato consumo di ram.
Dopo una prima configurazione il tool sarà pronto all’uso e ci apparirà e risulterà davvero utile se siamo soliti scaricare file da servizi di hosting. Possiamo trovare ulteriori informazioni riguardo questo interessantissimo software sul sito ufficiale, dal quale possiamo inoltre scaricare o un pacchetto precompilato per la nostra distribuzione o l’eseguibile.
Via | pyLoad

Il recente passaggio di Messenger e altri servizi Windows Live verso XMPP ha aperto nuovi scenari per quel che riguarda l’utilizzo dei client non ufficiali per MSN e relativi servizi. Empahty, client per la messaggistica istantanea di GNOME, ha subito colto la palla al balzo ed ha annunciato che nella prossima versione del suo client sarà presente il supporto nativo al “nuovo” MSN.
Ad annunciare questa novità è Xavier Claessens, sviluppatore di Empathy che ha recentemente pubblicato un post sul suo blog dove annuncia questa interessante mossa. Il supporto a questa novità arriverà sotto forma di patch per empathy, telepathy-gabble e gnome-online-accounts.
Questo aggiornamento sarà disponibile out of the box su Ubuntu 12.04, mentre per le versioni precedenti si attende un PPA dei relativi backports. Se poi proprio non riusciamo ad aspettare, possiamo sempre clonare il codice di empahty, telepathy-gabble e gnome-online-accounts da Git per testare questa piccola modifica; a mio parere inutile, dato che personalmente riesco a connettermi col mio contatto MSN da Empathy senza alcuni problema.
Via | Xavier Claessens

Il popolare Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston attiverà, in primavera, una nuova stagione di corsi open source: MITx non sarà una piattaforma di e–learning via Open Educational Resource (OER). Sarà un programma di lezioni, tenute da professori e ricercatori del MIT, aperte alla partecipazione di chiunque sul web.
È un ulteriore salto di qualità per la libera circolazione delle idee e l’accesso alla cultura. Il MIT s’appresta a diventare il primo ateneo a portare sul web, gratuitamente e per tutti, le lezioni dei propri insegnanti. MITx non potrà sostituire la regolare frequenza ai corsi e non permetterà di conseguire un diploma riconosciuto.
Tuttavia, è un passo importante per il futuro dell’università: l’istruzione esce finalmente dalle mura degli atenei per approdare sul web. Il MIT prevedeva già una raccolta di OER su OpenCourseWare, ma MITx sfrutterà la stessa piattaforma per i contenuti normalmente fruibili soltanto dagli studenti. Sotto delle licenze open source.
Via | CNet News

Transmission Remote GTK è un nuovo tool multipiattaforma, creato per controllare da remoto il client Bittorrent del desktop GNOME. Molto simile a Transmission Remote GUI per quel che riguarda le funzioni, questo nuovo tool risulta essere integrato meglio con desktop GNOME essendo scritto in GTK+ 2. Il tool inoltre si integra alla perfezione anche su Ubuntu dato il supporto agli AppIndicator.
I vantaggi di questo interessante tool per chi vuole tenere sempre d’occhio i propri torrent sono parecchi, oltre l’integrazione con il sistema troviamo la possibilità di stoppare, riavviare, aggiungere o rimuovere un torrent, la possibilità di cambiare le impostazioni di Transmission, eseguire un comando dopo la fine del download e il supporto ad altri sistemi operativi.
Il team di sviluppo di Transmission Remote GTK ha creato un PPA per gli utenti Ubuntu, mentre tutti gli altri utenti di distribuzioni GNU/Linux e non possono scaricare il codice sorgente, pacchetto precompilato in .rpm o l’eseguibile per Windows direttamente dalla pagina download del progetto.
Via | WebUpd8
Chrome OS è un fallimento. Almeno, dal punto di vista commerciale: i Chromebook non vendono e l’abbassamento dei prezzi non è riuscito ad ampliarne il mercato. La filosofia alle spalle del progetto, però, è ancora valida: Google intende sfruttarla per qualcosa di diverso. Un sistema di Single Sign–On (SSO) per tutte le piattaforme.
L’idea di utilizzare l’account registrato per usufruire d’un servizio web come login sul proprio computer è stata introdotta da Google coi Chromebook ed emulata da Microsoft per Windows 8. Entrambe le soluzioni sono limitate al sistema operativo d’appartenenza: Google pensa d’estendere il supporto del SSO anche a Mac OS X e Windows.
Si parla d’avere un unico login, con una sola password, per accedere alla maggioranza dei servizi necessari alle operazioni più comuni. Un’evoluzione del cloud computing applicato al sistema operativo: quest’ultimo non avrà più alcuna importanza. Per Linux, ecc. è una grande opportunità. Tuttavia, implica molti problemi di privacy.
Continua a leggere: Altro che Chrome OS: Google ha in mente un sistema di Single Sign–On
EMeSeNe, la popolare alternativa open source a Windows Live Messenger, ha in progetto d’estendersi maggiormente sui social network. Andrea Stagi ha pubblicato un resoconto del proprio lavoro, illustrando le opportunità di EMeSeNe nel dialogo con le Application Programming Interface (API) di piattaforme come Facebook oppure Google+.
In particolare, Stagi è al lavoro sul recupero dei messaggi privati di Facebook con EMeSeNe: l’applicazione permette già d’utilizzare la chat del social network o GTalk grazie al plugin per il protocollo XMPP. Le novità riguardano altri aspetti della comunicazione, dall’invio di posta elettronica all’impostazione delle foto–profilo.
Quanto ha realizzato Stagi con Facebook può essere predisposto anche per Google+ o altri social network. Non si tratta di creare delle estensioni, bensì di ristrutturare EMeSeNe in una nuova direzione: gli sviluppatori interessati a collaborare sul progetto in Python sono i benvenuti. Diventerà un’applicazione più simile a Gwibber?
Via | EMeSeNe
Work for Pie è un social network dedicato ai programmatori che vogliono mettersi in mostra per essere assunti. È un ibrido fra Klout, la piattaforma che misura il livello d’influenza sul web, e LinkedIn, il portale per le assunzioni. Gli avvisi e gli aggiornamenti proposti da Work for Pie sono ridotti al minimo per evitare lo SPAM.
Il portfolio redatto da Work for Pie somma il recupero dei commit effettuati su GitHub e Bitbucket all’attività su Stack Overflow. Il curriculum vitæ può essere completato dalle informazioni fornite al profilo di LinkedIn, qualora fosse stato connesso a Work for Pie, e gli utenti ricevono un punteggio basato sulle operazioni svolte.
Il social network è stato appena completato e, di conseguenza, alcune popolari piattaforme per l’hosting dei progetti open source potrebbero ancora risultare assenti. Work for Pie è uno strumento interessante per condividere le proprie esperienze di programmazione e, magari, ottenere un giusto riconoscimento nell’ambito lavorativo.
Via | The Next Web

Google non è più coinvolta nello sviluppo di Wave, il progetto che aveva annunciato nel maggio del 2009. Wave è stato ritirato già nell’agosto del 2010 e da qualche giorno i sorgenti del protocollo di comunicazione non appartengono a Google. Apache cura il codice di Wave dal dicembre dello scorso anno ed è l’ultima implementazione.
Mercoledì, Google ha annunciato la chiusura d’una serie di servizi… e Wave è tra loro. Insieme a Flex e OpenOffice.org, è il terzo progetto di rilievo ad abbandonare l’azienda che l’ha creato per approdare ad Apache Incubator. C’è un futuro per Wave? È difficile determinarlo: quasi tutti i servizi basati sul protocollo sono falliti.
Occorre distinguere tra il prodotto e il protocollo di Google. L’esperienza acquisita producendo il codice di Wave ha contribuito a “imbastire” l’infrastruttura di Google+ e, di conseguenza, alla comunicazione con WebRTC. Tanto il prodotto ha fallito, quanto il protocollo ha avuto successo: è stato sufficiente cambiare il contesto.
Continua a leggere: Google Wave raggiungerà Flex e OpenOffice.org su Incubator di Apache

Il team 280 North ha annunciato recentemente la disponibilità della versione 0.9.5 di Cappuccino, il framework open source creato per aiutare gli sviluppatori nella creazione di applicazioni web in stile Mac OS X. Questa nuova versione, introduce più di 90 nuove feature e miglioramenti oltre ad un massiccio bugfix.
Le novità sono parecchie, possiamo iniziare a parlare di delle nuove e moderne scrollbars che vengono nascoste quando non utilizzate, permettendo così di avere maggior spazio nell’area di lavoro, concettualmente molto simili alla Ayatana Scrollbars; Cappuccino inoltre nel caso in cui il browser non dovesse supportare queste nuove scroolbars utilizzerà la versione precedente e compatibile col browser in questione. Altra feature interessante è l’introduzione di un widget che ci indica il livello di utilizzo del CPLevelIndicator.
Possiamo trovare maggiori informazioni riguardo questo interessante rilascio consultando il corposo changelog. È stata anche aggiornata tutta al documentazione. Possiamo scaricare questa versione di Cappuccino direttamente dal sito ufficiale del progetto.
Via | Cappuccino